Raciti Filippo

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Medaglia d’oro al Valore Civile

Alla Memoria


Ispettore Capo della Polizia di Stato
Data del conferimento: DPR 04/04/2007

Gazzetta ufficiale: N°


Motivazione:

“Con spiccata professionalità, non comune determinazione operativa e consapevole sprezzo del pericolo si prodigava nel fronteggiare e respingere un gruppo di facinorosi tifosi catanesi, rimanendo mortalmente ferito nel corso dei violentissimi scontri. Luminosa testimonianza di elevato senso civico, encomiabile altruismo ed eccezionale spirito di servizio, spinti sino all’estremo sacrificio. 2 febbraio 2007 – Catania ”

 


Biografia


Morì il 2 Febbraio, colpito da un grosso oggetto lanciato da uno o più tifosi ultras al momento non ancora identificati, durante gli scontri all’esterno dello stadio di calcio di Catania. L’Ispettore Capo Raciti faceva parte del contingente di oltre 1.500 uomini e donne delle Forze dell’Ordine incaricato del mantenimento dell’ordine pubblico durante la partita di calcio di serie A Catania – Palermo, un incontro definito “ a rischio” a causa dell’accesa rivalità tra le due tifoserie. Secondo le prime notizie giornalistiche gli scontri iniziarono poco dopo l’arrivo di un gruppo di tifosi del Palermo che ingaggiarono immediatamente battaglia contro le forze di Polizia che vennero sottoposte a continui assalti. Gli scontri degenerarono in una vera e propria guerriglia, coinvolgendo anche gli ultras del Catania. Secondo una prima ricostruzione dalla curva nord dello stadio, dovesi trovavano i tifosi della squadra catanese, vennero scagliati numerosi oggetti contro lo schieramento degli agenti di Polizia, i quali vennero attaccati da un folto gruppo di ultras che li sottoposero al lancio di pietre, bottiglie, frammenti di sanitari, petardi e bombe carta. Durante questa fase degli scontri l’Ispettore Capo Raciti, durante un attacco da parte di ultras del Catania venne colpito allo sterno da un corpo contundente, impugnato da uno degli attaccanti e, immediatamente dopo, mentre stava per salire su uno dei mezzi del Reparto, venne investito dall’esplosione di una bomba-carta scagliatagli contro dai tifosi catanesi. L’Ispettore Capo Raciti venne trasportato d’urgenza all’ospedale Garibaldi di Catania, ormai in condizioni disperate, ma qui morì 45 minuti circa dopo il ricovero. L’autopsia rivelò che la morte era dovuta ad un trauma addominale ed a fratture multiple del fegato. Almeno altre cento persone, tra appartenenti alle Forze dell’Ordine e civili rimasero ferite durante gli scontri. Nove tifosi vennero arrestati dalle Forze di Polizia poiché responsabili di resistenza a pubblico ufficiale e di altri atti di teppismo. Altre decine furono arrestati nei giorni immediatamente successivi. Dopo alcuni giorni di indagini la Questura di Catania arrestò, con l’accusa di essere l’assassino dell’Ispettore Capo Raciti, un ragazzo di 17 anni ultrà del Catania, il quale confessò durante l’interrogatorio, per poi ritrattare. Tra alterne vicende l’inchiesta proseguì, portando all’arresto di un secondo giovane. Nell’aprile 2008 la Corte di Cassazione annullò l’ordine d’arresto per il primo indagato. Al momento, quindi l’inchiesta sull’assassinio dell’Ispettore Capo di Polizia Filippo Raciti deve considerarsi tuttora aperta.
Filippo Raciti lasciò la moglie e due figli.


Fonti: siti del Corriere della Sera e della Repubblica, ANSA, servizi televisivi di SKYTG24.