Art. 54 TU. 1092/1973
Ricalcolo Pensioni – Articoli sino al Febbraio 2018

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Ricalcolo Pensioni militari in applicazione
Articolo 54 TU 1092/1973

12 Maggio 2017

Il personale militare che alla data del 31.12.1995, aveva maturato tra i 15 e i 18 anni di servizio utile, oggi alle soglie della pensione o già pensionato, si trova, a nostro avviso erroneamente, destinatario della normativa generale con l’applicazione dell’aliquota di cui all’art. 44 in luogo di quella prevista dall’art. 54 comma 1 del TU 1092/1973, con conseguente perdita di benefici economici che a seconda dei casi possono variare da € 150,00 sino ad € 250,00 mensili lorde.

 
Ciò comporta un’evidente penalizzazione a carico di questi pensionati e di coloro che sono prossimi alla pensione, in quanto potrebbero beneficiare dell’applicazione dell’aliquota al 44% anziché al 35%-

 

La problematica delle aliquote che si applicano alla retribuzione pensionabile dei militari è stata oggetto recentemente di accesi dibattiti che dal web sono giunti alle sedi Istituzionali e Giudiziarie grazie all’intervento solerte del Sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri Berti Fabio.-

 

La questione è attualmente in attesa di essere discussa innanzi alla Corte dei Conti Toscana-Giudice delle Pensioni-nel corso della prossima estate.-

Chi sono gli interessati:

  • - Militari arruolati nel periodo dal 1.1.1981 sino al 30.06.1983 che alla data del 31.12.1995 hanno compiuto più di 15 e meno di 18 anni di servizio utile (comprese le eventuali maggiorazioni).

  • - Gli appartenenti alle Forze di Polizia arruolati quali Guardie di PS fino al 25.06.1982.

Cosa si intende per servizio utile:

  • - Nel calcolo del periodo contributivo si ricorda, che oltre all’effettivo servizio, devono essere sempre considerate anche le maggiorazioni dei servizi di cui all’art 5 del dlgs. 165/1997 che comportano un aumento figurativo di 1 anno ulteriore ogni 5 anni di servizio, oltre alle valorizzazioni previste per i servizi effettuati in sedi disagiate quali quelle di frontiera terrestre, di imbarco o di aeronavigazione.-

 

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Pensioni militari: arruolati 1981-1982-1983
e applicazione dell’art 54 TU 1092/1973

12 Maggio 2017

L’art. 54 T.U. 1092/1973 (Testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato) rubricato Misura del trattamento normale al comma 1 così dispone: “La pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 percento della base pensionabile, salvo quanto disposto nel penultimo comma del presente articolo.” (Si precisa che il richiamato penultimo comma stabilisce che: “Nei confronti dei graduati e dei militari di truppa non appartenenti al servizio continuativo la misura della pensione normale è determinata nell’annessa tabella n. 2”).
L’art. 54 sopra richiamato è stato emanato prima dell’entrata in vigore della Riforma Dini in un momento storico in cui il sistema di calcolo delle pensioni era totalmente retributivo.

 

La Riforma Dini, infatti, ha stabilito la progressiva fine del “Sistema di calcolo Retributivo”, ha introdotto un “Sistema di calcolo Contributivo” per gli assunti a far data dal 1.01.1996 e, per coloro che sono stati assunti prima di tale data, ha previsto un “Sistema di calcolo Misto” caratterizzato da un meccanismo di computo della pensione in parte retributivo e in parte contributivo.

 

Il sistema di calcolo del trattamento pensionistico per il personale alle dipendenze dello Stato, si articola, in estrema sintesi, nel seguente modo:

  • 1) Sistema di calcolo Retributivo per il personale che alla data del 31.12.1995 ha maturato una anzianità di servizio utile pari o superiore a 18 anni.

  • 2) Sistema di calcolo Misto per il personale che alla data del 31.12.1995 non ha maturato 18 anni di anzianità/contribuzione. Come sarà meglio esposto nel proseguo in questo caso la pensione, in attuazione della Riforma Amato, si compone di una Quota Retributiva, per le anzianità maturate sino al 31.12.1995, a sua volta suddivisa in QUOTA A e QUOTA B, e una Quota Contributiva per le anzianità di servizio maturate con decorrenza dal 1.1.1996;

  • 3) Sistema di calcolo totalmente Contributivo per tutto il personale assunto a partire dal 1.1.1996.

Con riferimento ai dipendenti dello Stato cui si applica il Sistema di calcolo Misto occorre precisare che nell’ambito della prima Quota Retributiva, ovvero per la parte di pensione che corrisponde alle anzianità acquisite anteriormente e sino al 31.12.1995, si provvede alla ripartizione in ulteriori due sub-quote:

 

A) La prima detta QUOTA A è calcolata applicando sulla base pensionabile l’aliquota di rendimento maturata sino al 31.12.1992;

 

B) La seconda detta QUOTA B è calcolata applicando sulla media delle ultime retribuzioni l’aliquota di rendimento maturata dal 1.1.1993 al 31.12.1995.

 

La Quota Contribuiva ovvero per la parte di pensione che corrisponde al trattamento pensionistico relativo alle ulteriori anzianità maturate a decorrere dal 1.1.1996 e riferite a tutta la retribuzione ivi comprese indennità accessorie percepite a qualsiasi titolo dal dipendente, è calcolata appunto secondo il sistema contributivo.

 

Occorre precisare che, nel breve excursus normativo descritto, né la Legge 335/1995 né i successivi interventi al sistema pensionistico, hanno mai modificato l’art. 54, comma 1, T.U. 1092/1973 il quale è tutt’oggi in vigore e, pertanto, deve trovare applicazione. -
 

Gli interessati: Arruolati anni 1981-1982-1983: cosa fare

Va puntualizzato sin da ora che il problema dell’applicazione dell’art 54 comma 1 in luogo dell’art 44 del TU 1092/1973 non si pone per i militari che, avendo raggiunto i 18 anni di servizio utile al 31.12.1995, beneficiano del sistema retributivo e godono del trattamento di quiescenza più favorevole (sul punto si veda Corte dei Conti Abruzzo Sent. n. 75/12) ma riguarda coloro che alla data del 31.12.1995 avevano maturato “almeno quindici anni” ma meno di 18 anni di servizio utile: nei confronti di tali dipendenti appartenenti all’ordinamento militare, trova applicazione il Sistema di calcolo Misto e l’applicazione dell’art. 54 andrebbe ad incidere sul calcolo della Quota Retributiva - QUOTA A della relativa pensione e, in ragione di ciò, potrebbero beneficiare dell’applicazione dell’aliquota al 44% anziché al 35% come attualmente applicata.-

 

Alla luce delle considerazioni sopra esposte, visto il trattamento pensionistico deteriore cui attualmente sono sottoposti i militari (Esercito, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato con riferimento agli arruolati fino al 25.06.1982) che non hanno potuto beneficiare del Sistema di calcolo Retributivo per il proprio trattamento di quiescenza, risulta opportuno verificare quale aliquota sia stata applicata nel prospetto di liquidazione Inps al Quadro I “Servizio Utile Arrotondato a)+b)” e al Quadro II “Coefficiente Tab. A”.

 

Qualora si riscontri, da un attento esame del decreto di pensione provvisorio, l’applicazione dell’aliquota al 35% anziché al 44% occorre inviare alla sede Inps territorialmente competente una lettera raccomandata a/r contenente una diffida affinché l’Istituto proceda al ricalcolo del trattamento pensionistico con l’applicazione dell’aliquota di cui all’art. 54 T.U. 1092/1973.
 

Scarica il modulo di diffida all’Inps.

Diffida INPS Articolo 54

In difetto di risposta, in caso di rigetto della domanda e comunque sempre nel termine di tre anni di cui sopra, è necessario promuovere ricorso alla Corte dei Conti competente per territorio. 

La posizione dell’INPS:

Per un certo periodo risalente ai primi anni 2000, il trattamento di quiescenza del personale militare che cessava dal servizio con il sistema delle doppie quote è stato calcolato facendo applicazione del predetto articolo 54, in tal senso anche la circolare ex Inpdap n. 22 del 18/09/2009, emanata nello specifico per l’Arma dei Carabinieri, disponeva espressamente:” Il computo dell’aliquota di pensione spettante al personale militare è disciplinato dall’art. 54 del Testo unico …..”

 

Successivamente l’INPS, adottando una diversa interpretazione delle norme del T.U. 1092/1973, ha ritenuto di dover applicare anche al personale militare in quiescenza con il Sistema Misto, ai fini del calcolo della Quota Retributiva – QUOTA A della relativa pensione, la normativa generale prevista per il personale civile di cui all’art. 44 del medesimo T.U. che, al comma 1, dispone: ”
La pensione spettante al personale civile con l’anzianità di quindici anni di servizio effettivo è pari al 35 per cento della base pensionabile; detta percentuale è aumentata di 1,80 per ogni ulteriore anno di servizio utile fino a raggiungere il massimo dell’ottanta per cento.”.

 

L’applicazione dell’aliquota di cui all’art. 44 in luogo di quella prevista dall’art. 54, comporta un’evidente penalizzazione per coloro che, appartenendo al personale militare, hanno maturato alla data del 31.12.1995, 15 anni di servizio utile e che, in ragione di ciò, potrebbero beneficiare dell’applicazione dell’aliquota al 44% anziché al 35%.
 

Le criticità della posizione INPS

Occorre sottolineare che varie considerazioni portano a ritenere errato l’orientamento ad oggi assunto dall’INPS (applicazione aliquota di cui all’art. 44 in luogo di quella di cui all’art. 54 T.U. 1092/1973).
Anzitutto l’interpretazione letterale delle due norme: l’art. 54 si riferisce in modo inequivoco al personale militare con una anzianità di almeno 15 anni di servizio; l’art. 44 invece fa riferimento al personale civile. Le due norme avrebbero dunque due ambiti di applicazione diversi che osterebbero all’estensione dell’aliquota del 35% al personale militare.
Inoltre la circostanza che, malgrado le molteplici riforme il legislatore non ha mai inteso abrogare la disposizione di cui all’art. 54, confermerebbe la volontà di prevedere per il personale militare un trattamento più favorevole.
Infine la prassi applicativa consacrata nella Circolare Ex Inpdap n. 22 del 18/09/2009, dà ulteriore supporto alla tesi dell’applicabilità dell’art. 54 per la determinazione delle aliquote del personale militare.
Né può essere accolta l’interpretazione del’Inps che vorrebbe circoscrivere l’applicazione dell’art 54 comma 1 solo nei confronti di quei dipendenti che o per raggiunti limiti di età o per fisica inabilità sono stati costretti a lasciare il Corpo di appartenenza con un servizio utile tra i 15 e i 20 anni, attribuendo a questi ultimi una pensione “minima”-
Infatti una simile interpretazione, che vorrebbe destinatari dell’aliquota pensionabile al 44% i soli militari cessati dal servizio con una anzianità contributiva tra i 15 e i 20 anni, contrasta con il dettato della norma che, ai commi due e seguenti, dispone, invece aumenti percentuali per ogni anno successivo al 20esimo.
 

L’attesa dell’intervento giurisprudenziale:
Corte dei Conti Toscana

Manca al momento una pronuncia giurisprudenziale sul punto.
Tuttavia il problema dell’applicazione ai militari dell’art 54 comma 1, in luogo dell’art 44 del TU 1092/1973, è stata recentemente oggetto di accesi dibattiti che dal web sono giunti alle sedi istituzionali e giudiziarie grazie all’intervento solerte del Sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri Berti Fabio.
Sarà la Corte dei Conti Toscana a doversi pronunciare in un giudizio avente ad oggetto proprio la questione in trattazione, causa che sarà definita probabilmente nell’estate prossima.
 

Gli arruolati nella Polizia di Stato a partire dal 26.06.1982

Un discorso a parte deve essere effettuato per gli appartenenti alla Polizia di Stato arruolati a partire dal 26.06.1982.
In base alla normativa vigente è da escludere, per coloro che maturano il diritto alla pensione, l’applicazione dell’art. 54: gli stessi infatti rientrano nel personale a ordinamento civile dello Stato per i quali trova applicazione l’art. 44 T.U. 1092/1973.
Costoro, avendo comunque maturato i quindici anni di servizio utile al 31.12.1995 per effetto delle eventuali maggiorazioni dei servizi di cui all’art 5 del dlgs. 165/1997 che comportano un aumento figurativo di 1 anno ulteriore ogni 5 anni di servizio, oltre alle valorizzazioni previste per i servizi effettuati in sedi disagiate, potrebbero valutare l’opportunità di ricorrere in giudizio al solo fine di sollevare, davanti al Giudice del ricorso, un’eccezione di incostituzionalità per violazione del principio di uguaglianza rispetto al personale della Polizia di Stato arruolato anteriormente sotto il regime a ordinamento militare.

Avv. Chiara Chessa & Avv. Eleonora Barbini

 

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Prima conferma giurisprudenziale
sull’applicazione dell’Articolo 54 TU 1092/1973

Sentenza Corte dei Conti Sardegna n. 2/2018

La Corte dei Conti Sardegna con la sentenza n. 2/2018 depositata lo scorso 4 Gennaio ha finalmente confermato in via giurisprudenziale l’applicabilità dell’art. 54 TU 1092/1973 ai militari che alla data del 31.12.1995 avevano maturato almeno 15 anni di servizio utile, corroborando così la validità delle tesi sostenute nel nostro articolo “Pensioni militari: arruolati 1981-1982-1983 e applicazione dell’art 54 TU 1092/1973″.
La Corte ha infatti riconosciuto a un ex sottufficiale dell’Aeronautica Militare, titolare di pensione erogata con sistema misto, il diritto alla riliquidazione della pensione in godimento con applicazione, sulla quota calcolata con il sistema retributivo, dell’aliquota di rendimento di cui all’art. 54 del D.P.R. n. 1092/1973.
Rinviando alla lettura del nostro precedente articolo, ricordiamo in breve la problematica di cui si tratta. Il personale militare che alla data del 31.12.1995 aveva maturato almeno 15 anni di servizio utile, pensionato con sistema misto, è stato fino ad oggi penalizzato nella determinazione dell’importo del trattamento di quiescenza: infatti l’INPS anche in tali ipotesi ha fatto applicazione dell’aliquota di cui all’art. 44 in luogo di quella prevista dall’art. 54 comma 1 del TU 1092/1973. L’art. 54 prevede per i militari che abbiano maturato almeno quindici anni di servizio utile l’applicazione dell’aliquota del 44 per cento della base pensionabile, mentre l’art. 44 – che dovrebbe trovare applicazione solo per il personale civile ma che sinora è stato arbitrariamente utilizzato anche per le pensioni dei militari – prevede che l’aliquota spettante al quindicesimo anno di servizio sia pari al 35 per cento della base pensionabile. Applicare quest’ultima norma in luogo della prima comporta per il militare una perdita di benefici economici che, a seconda dei casi possono variare da € 150,00 sino ad € 250,00 mensili lorde.
Riassunti brevemente i termini del contenzioso, passiamo all’esame dell’importante pronuncia resa dalla Corte dei Conti Sardegna.
Nel caso preso in esame dalla sentenza in commento, il ricorrente aveva maturato alla data del 31 dicembre 1995 un’anzianità di 17 anni e 4 mesi e 28 giorni – compresa tra i 15 e i 20 anni – e ha dunque invocato l’applicazione del trattamento previsto dal 1 comma dell’art. 54 del D.P.R. n. 1092/73, in luogo di quello applicato dall’INPS in base all’art. 44 DPR 1092/73.
L’INPS nel corso del giudizio ha difeso la propria posizione affermando che il militare non avesse i requisiti previsti dalla legge per l’applicazione dell’art. 54 dal momento che la norma opera solo per coloro che sono stati congedati con un servizio utile non inferiore ai 15 anni ma neppure superiore ai 20. Inoltre la difesa dell’istituto previdenziale ha sostenuto che l’aliquota del 44% della base pensionabile può trovare applicazione solo per le pensioni liquidate interamente su base retributiva e non anche per quelle calcolate con sistema misto.
La Corte dei Conti tuttavia ha replicato puntualmente e fermamente alle difese dell’amministrazione.
Con riferimento alla tesi dell’INPS secondo cui l’aliquota del 44% si applicherebbe soltanto a coloro che siano cessati dal servizio con un’anzianità contributiva compresa tra i quindici e i venti anni, il Giudice ha replicato che ” la lettera del primo comma dell’art. 54, su cui sostanzialmente si basa l’interpretazione data dall’INPS, deve invece intendersi nel senso che l’aliquota ivi indicata vada applicata a coloro che possiedano un’anzianità contributiva compresa tra i 15 e i 20 anni, mentre il successivo comma chiarisce che la disposizione del comma 1 non può intendersi limitata a coloro che cessino con un massimo di venti anni di servizio (come opinato dall’INPS), atteso che esso prevede che spetti al militare l’aliquota dell’1.80% per ogni anno di servizio oltre il ventesimo “.
Quanto alla seconda linea difensiva propugnata dall’istituto, ovvero applicabilità dell’art. 54 solo alle pensioni calcolate interamente con sistema retributivo, la Corte ha osservato che tale assunto non trova nessun riferimento in alcuna norma.
L’importanza di questa sentenza nel panorama giurisprudenziale risulta ancora più rilevante in considerazione che lo stesso Giudice ha messo in discussione e modificato un proprio precedente di segno opposto: ” Questa Sezione, chiamata a pronunciarsi sull’applicabilità dell’art. 54 d.P.R. n. 1092/1973 in un caso similare, ha respinto il ricorso ritenendo condivisibili le argomentazioni difensive dall’INPS, riproposte anche nel presente giudizio (v. sentenza n. 87 del 20 giugno 2017).
Melius re perpensa, ritiene tuttavia di dover rivedere il proprio giudizio in senso favorevole all’accoglimento della tesi del ricorrente.”
Alla luce di questa importante sentenza suggeriamo a tutti i militari in quiescenza col sistema “Misto” di controllare la propria determina di pensione “Modello SM 5007″ rilasciata dall’Inps ( ex gestione Inpdap) di competenza, o per chi è stato posto in quiescenza prima del 1/01/2010 la cui pensione è stata elaborata con Decreto dagli Uffici preposti del relativo Corpo di Appartenenza, di verificare l’aliquota attribuita in quota retributiva A+B.
Una volta riscontrata l’applicazione dell’aliquota al 35% anziché al 44% suggeriamo di inviare alla sede Inps territorialmente competente una lettera raccomandata a/r contenente una diffida affinché l’Istituto proceda al ricalcolo del trattamento pensionistico con l’applicazione dell’aliquota spettante al personale militare.
Scarica il modulo di diffida all’Inps.
In difetto di risposta o in caso di rigetto della domanda è necessario promuovere ricorso alla Corte dei Conti competente per territorio.

Avv.to Chiara Chessa e Avv.to Eleonora Barbini

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Diffida INPS Articolo 54


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