Parisi Vincenzo

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Medaglia d’oro al Merito Civile

Alla Memoria


PREFETTO DI 1° CLASSE
Data del conferimento: DPR 31/12/1994

Gazzetta ufficiale: N°23 del 28.01.2005


Motivazione:

“NeI corso deII’intera carriera, con eccezionaIe abnegazione ha assoIto costantemente ogni più delicato incarico rendendo altissimi servizi allo Stato. Luminoso esempio di virtù civiche, di grande senso dello Stato e di fedele dedizione alle Istituzioni, ha contribuito con la sua opera ad assicurare aIIa comunità nazionale condizioni di sicurezza e pacifica convivenza, a garanzia deIIe libertà democratiche e dei valori di legalità e giustizia. 1955 – 1994.”


 


Biografia


Nasce a Matera il 30 ottobre 1930. Si laurea in giurisprudenza e scienze politiche ed entra a far parte dei ruoli dell’Amministrazione dell’Interno nel 1951. Svolge funzioni operative in alcune questure importanti. Negli anni ’60 è richiamato al Viminale dove gli vengono affidati incarichi delicati, quale ad esempio la distruzione dei fascicoli del casellario politico redatti nel dopoguerra. Istituisce l’Ufficio organizzazione e metodo della direzione generale e di Pubblica Sicurezza, varando anche una serie di riforme. Nel 1980 è alla vice direzione del Sisde e dopo lo scandalo P2 assume di fatto la carica di direttore del servizio civile, incarico formalizzato nel 1984 insieme alla sua nomina a prefetto.Il 23 gennaio 1987 è nominato capo della Polizia dall’allora ministro dell’Interno Luigi Scalfaro. Nei primi anni del mandato crea e rafforza le strutture interforze: Interpol, Servizio centrale antidroga e Dia. Istituisce il nucleo centrale anticrimine (oggi Servizio Centrale Operativo) per le indagini sulla mafia e sulla criminalità economica. Tra i successi investigativi l’arresto del boss mafioso Nitto Santapaola. Lavora con sei ministri dell’Interno e durante il suo incarico l’Italia vive alcune delle pagine più dolorose della storia recente, con i feroci attacchi della mafia alle istituzioni attraverso le stragi Falcone e Borsellino, in cui persero la vita anche i poliziotti delle loro scorte. Ma anche le autobombe per gli attentati di Firenze, Milano e Roma che uccisero dieci persone, ferendone 95 e causando anche ingenti danni al patrimonio artistico e religioso. Cessa dal suo incarico il 27 agosto 1994.


Fonti: