Orecchioni Luigi

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Medaglia d’oro al Valor Militare

Alla Memoria


Vicebrigadiere P.A.I. Luogo di nascita: Arzachena (SS
Data del conferimento: R.D. 11.7.1941

Gazzetta ufficiale: 234 del 5.10.42


Motivazione:

“Alla vigilia della campagna contro la Somalia inglese, rifiutava un urgente intervento chirurgico per seguire il suo reparto, da lui guerrescamente addestrato, al battesimo del fuoco. Vice comandante di una banda P.A.I. in aspro, lungo e violento combattimento contro forze avversarie superiori per numero e per mezzi bellici, guidava la sua mezza banda, attraverso una cortina di fuoco, con leonino coraggio e superbo sprezzo del pericolo, su successive munitissime posizioni nemiche. Ferito ad un braccio sdegnava qualsiasi assistenza. Con raddoppiato ardore, con azione personale assaltava a bombe a mano un centro di resistenza nemico dotato di due armi automatiche. Investito a bruciapelo da una raffica di mitragliatrice, cadeva per rialzarsi morente e lanciare ancora una bomba contro il nemico, quale suo estremo atto di dedizione, per aprire, alle armi della Patria, la via della vittoria. Agli ascari accorsi in suo soccorso, con gli ultimi aneliti rivolgeva parole di incitamento a perseverare nell’avanzata, di augurio e di fede per la Patria ed il Corpo, ai quali dava in olocausto la propria giovinezza. Esempio mirabile di virtù militari, di sublime sentimento di dedizione al dovere e di amor di Patria. Lafaruc, 17 agosto 1940.
La data del decreto è in corso di verifica”

 


Biografia


Morì il 17 Agosto a Lafaruc nel Somaliland britannico combattendo contro le truppe inglesi. Il vicebrigadiere Orecchioni era vice comandante di una banda di Ascari di Polizia impegnata nell’occupazione della Somalia inglese. Per non abbandonare i propri uomini allo scoppio della guerra aveva rinunciato ad un intervento chirurgico ed era partito per il fronte.Durante un violento combattimento guidò l’assalto dei suoi ascari alle posizioni britanniche, venendo ferito una prima volta ad un braccio. Il vicebrigadiere Orecchioni rifiutò di abbandonare il combattimento e con una azione personale si lanciò, armato di bombe a mano, all’assalto di una postazione di mitragliatrice, ma venne colpito da una raffica. Prima di cadere al suolo riuscì a lanciare una granata contro i nemici, permettendo ai suoi ascari di conquistare la posizione britannica. La Polizia dell’Africa Italiana (PAI) nacque il 14 Dicembre 1936 poco dopo la conquista dell’Etiopia e la fondazione dell’Impero, allo scopo di creare una forza di Polizia per i domini coloniali italiani. Strutturata su sette Questure ed altrettanti battaglioni ( quattro in Etiopia e una ciascuna in Eritrea Libia e Somalia) e una scuola Allievi a Tivoli (Roma) la PAI raggiunse le colonie a partire dal febbraio 1938. Il corpo ( a ordinamento militare) era formato da ufficiali, sottufficiali e agenti italiani e da sottufficiali e agenti africani ( i cosiddetti “ascari di Polizia”), quasi tutti reduci delle campagne coloniali. Molti africani, inquadrati da ufficiali e sottufficiali italiani, formarono le Bande Ascari di Polizia, incaricate della sicurezza nelle zone più impervie dell’Impero. Dal momento della dichiarazione di guerra gli agenti della PAI, metropolitani e coloniali, furono impegnati nei combattimenti sia nell’Impero che in Libia, perdendo in battaglia centinaia di uomini. Sino al 14 Dicembre 1942 la PAI aveva perso 105 Agenti italiani. Si ignorano le perdite degli ascari di Polizia, sia libici che etiopici, somali ed eritrei, ma certo superarono di molto le centinaia di vittime, considerando che nel periodo immediatamente prebellico prestavano servizio 4414 ascari originari dell’Africa Orientale e 732 guardie libiche. Rimasti nell’Impero anche dopo la vittoria britannica, in Eritrea gli agenti della PAI vennero riuniti con i Carabinieri nella “Eritrea Police Force”. La Questura dell’Asmara, capitale dell’Eritrea, rimase affidata alla PAI, trasformata nel Gruppo Autonomo Guardie di Pubblica Sicurezza dell’Eritrea e sul posto vi rimasero oltre un centinaio tra ufficiali,sottufficiali e guardie, compresi numerosi ascari di Polizia, i quali combatterono contro il brigantaggio diffuso nella ormai ex colonia. Fu solo il 15 Settembre 1952 che il Corpo venne sciolto. Molti ex ascari di Polizia, con l’indipendenza, confluirono nelle Polizie di Etiopia, Somalia e Libia. La Polizia dell’Africa Italiana venne definitivamente sciolta il 15 Febbraio 1945 e oltre due terzi dei suoi membri confluirono nel Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza.


Fonti: “PAI- POLIZIA DELL’AFRICA ITALIANA” di Raffaele Girlando, Italia Editrice 1996 – Si ringrazia l’Ispettore Capo Luigi Menna per la cortese consulenza