La Dedica di Marchino

La Dedica di Marchino
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Se io penso al cumulo di delusioni,di umiliazioni,di pericoli che lungo il percorso della sua attività professionale, un poliziotto ha affrontato,sorge in me una rabbia profonda unita ad una grande amarezza perché nel tra-scorrere del tempo tutto viene dimenticato e si finisce per non ricordare più niente .E’ come se uno non avesse fatto nulla,tutto si scorda,perfino i nomi dei compagni con i quali hai diviso anni di lavoro rischiando la vita;il nostro passato diventa un passato fantasma,i nostri racconti non sono creduti e,a volte, ascoltati per carità cristiana. Non esiste a livello ufficiale,nei vari reparti,un diario su cui registrare le varie attività spesso oggetto anche di violenti conflitti a fuoco. Non esiste cioè un DIARIO STORICO del Reparto ,della Questura .Hai fatto il tuo dovere e basta,fra qualche anno nessuno si ricorderà di te,del tuo sacrificio anche se questo significa avere perso la vita.
E’ anche per questi motivi che molti anni fa,malgrado qualche “bastian contrario”,la Sezione Aretina dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, sotto la direzione del suo Presidente,Avv.Comm. CHESSA Guido,decise di dare vita ad una specie di ” numero unico” annuale sul quale venissero descritte le varie attività cui la Sezione aveva partecipato,nonché i punti di vista che ognuno poteva proporre su fatti e argomenti vari.
Era nato un “” DIARIO STORICO”” che per anni,attraverso tante difficoltà,non escluso quella economica,e con il senso di responsabilità di uomini che sempre avevano dato senza nulla chiedere,il ” numero unico” con il pensiero dei suoi iscritti si e sistemati= camente posato sui tavoli dei Signori Questori,Prefetti,Capo della Polizia,Ministro degli Interni e tante altre Autorità che hanno così,se hanno voluto,leggere le nostre richieste,le nostre preoccupazioni,il nostro profondo amore che ci ha sempre legato agli uomini in servizio della Polizia di Stato.
Nella sgangherata realtà in cui ci siamo mossi è mancato l’apporto consistente della “” mano d’opera” che non ha potuto sostituire gli animatori che nel tempo ci hanno lasciati perché chiamati a rapporto da quel DIO che tutti ci aspetta,o perché ormai mancanti, i superstiti,della forza fisica che” gli anni nel loro trascorrere determinano.
Le varie pubblicazioni non sono rintracciabili. Il vecchio poliziotto però, con quella certosina pazienza che é stata sempre alla base dell’attività di polizia,é riuscito,fru= gando fra le sue innumerevoli carte a mettere insieme un buon numero di quei diari che ha raccolto in questo fascicolo che ha oggi il piacere di farne omaggio alla Sezione consegnandolo nelle mani del Suo Presidente Avv. Chessa che non solo appoggiò l’iniziativa ma che ebbe l’onere e l’onore di firmare il primo numero che modestamente fu indicato come “” NUMERO ZERO””-In esso vi sono registrati tanti ricordi.

A VOI GIOVANI, FUTURO DI UN “” DIARIO STORICO “”

Sergio Marchino

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