Biondi Stefano

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Medaglia d’oro al Valore Civile

Alla Memoria


Agente Scelto della Polizia di Stato
Data del conferimento: DPR 12/05/2004

Gazzetta ufficiale: N°200 del 29.8.2006 S.O. n° 187


Motivazione:

“Componente di una pattuglia della Polizia Stradale, in servizio di vigilanza in ambito autostradale, venuto a conoscenza che due uomini a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata, dopo aver perpetrato una rapina, erano riusciti a sfuggire ad un’altra pattuglia, predisponeva accuratamente un posto di blocco al fine di precludere la marcia dell’auto in parola. Notato il sopraggiungere del veicolo, unitamente ad un collega, intimava l’alt Polizia al conducente che, dopo aver rallentato la marcia, accelerava improvvisamente al fine di assicurarsi la fuga ed urtava violentemente l’auto di servizio. Nel coraggioso ed estremo tentativo di fermare i delinquenti, l’operatore esplodeva un colpo d’arma da fuoco all’indirizzo del veicolo, venendo comunque investito mortalmente. Fulgido esempio di elette virtù civiche e non comune senso del dovere spinti sino all’estremo ed eroico sacrificio. 20 aprile 2004 – Mancasale (RE)”

 


Biografia


Venne ucciso il 20 Aprile sull’Autostrada nei pressi di Reggio Emilia, travolto da una autovettura con a bordo due trafficanti di droga che avevano rapinato un carico di cocaina ad una donna corriere della droga, nei pressi di Lodi. Un automobilista in transito aveva assistito alla scena ed immediatamente avvisò la Polizia Stradale che cercò di bloccare i due. Stefano Biondi, capo equipaggio di una pattuglia della Stradale, stava smontando dal servizio quando apprese via radio dell’inseguimento in corso sull’autostrada A1. Si recò anche lui all’inseguimento dell’autovettura, una Porsche, riuscendo a bloccarla. L’agente scelto Biondi scese dall’autovettura di pattuglia, pistola in pugno, cercando di bloccare i criminali, ma il guidatore dell’autovettura ripartì a fortissima velocità investendo intenzionalmente il poliziotto e scagliandone il corpo a quaranta metri di distanza. L’ auto degli assassini si schiantò contro il guard-rail e i due trafficanti tentarono la fuga a piedi nel parcheggio di una ditta di trasporti accanto all’autostrada, dove vennero infine arrestati. In entrambi i processi il guidatore dell’autovettura venne condannato all’ergastolo mentre il complice ricevette 14 anni di carcere.


Fonti: