Albanese Alfredo

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Medaglia d’oro al Valore Civile

Alla Memoria


COMMISSARIO CAPO DI PUBBLICA SICUREZZA
Data del conferimento: DPR 08/05/1981

Gazzetta ufficiale: N°


Motivazione:

“Funzionario di Polizia, si distingueva per la sua incessante ed efficace attività volta ad identificare ed assicurare alla Giustizia appartenenti ad organizzazioni eversive. Raggiunto da numerosi colpi d’arma da fuoco in un vile agguato, tesogli da terroristi, reagiva con la pistola in dotazione ma, ferito mortalmente, sacrificava la vita ai più nobili ideali di giustizia ed assoluta dedizione al dovere. Mestre (VE), 12 maggio 1980.”

 


Biografia


Il mattino del 12 maggio 1980 il Commissario Albanese, nei pressi della sua abitazione, fu affrontato da un numeroso commando delle Brigate Rosse e crivellato di colpi. Morì durante il trasporto al policlinico Umberto I, lasciando la moglie Teresa, in attesa del primo figlio. Laureatosi alla Facoltà di Giurisprudenza di Bari nel 1971, nel 1974 vinse un concorso per Segretario Comunale e si trasferì a Candia Canavese (TO). Nel 1975 superò il concorso per Vice Commissari di P.S. e fu assegnato alla Questura di Venezia, dove tre anni dopo ricoprì la direzione del Terzo Distretto di Polizia di Mestre. Nel 1979 fu trasferito alla Digos, a capo della Sezione Antiterrorismo. Promosso Commissario Capo nel dicembre del 1979, lavorava in stretta collaborazione con il giudice Calogero ed il generale Dalla Chiesa, in particolare nelle complesse attività investigative per l’omicidio del vicepresidente della Montedison di Marghera, ing. Sergio Gori, per il traffico internazionale di armi e sulle forze eversive “Autonomia Operaia” e “Brigate Rosse”. L’omicidio fu rivendicato dalle Brigate Rosse, con una telefonata ed un volantino, rinvenuto in un cestino dei rifiuti in campo S. Barnaba. Gli autori furono individuati ed arrestati nell’ambito delle indagini che portarono alla scoperta dei covi di Jesolo e Udine. La Corte d’Assise di Venezia condannò all’ergastolo Marco Fasoli, Nadia Ponti, Marinella Ventura (graziata dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nel dicembre del 1997) e Vincenzo Guagliardo. Emanuela Bugitti e Massimo Gidoni ebbero rispettivamente una condanna a 16 anni e 6 mesi e a 16 anni di reclusione. Marina Bono, che quando partecipò al delitto aveva 19 anni, venne condannata a 13 anni e 7 mesi di reclusione (e scarcerata dopo sei anni, nel 1986). Vittorio Oliviero fu condannato a 16 anni di reclusione (e scarcerato dopo sette anni, nel 1987). Sandro Galletta, Andrea Varisco e Michele Galati (scarcerato dopo sette anni, nel 1987) furono condannati, nell’ordine, a 5 anni, 4 anni e 6 mesi e 16 anni di reclusione.Infine, una condanna a 16 anni fu inflitta anche al noto brigatista Mario Moretti. Nel 2005 la Questura di Bologna su proposta del Questore Cirillo Dott. Francesco ha intitolato la nuova centrale operativa alla sua memoria.


Fonti: