Prima conferma giurisprudenziale
sull’applicazione dell’Articolo 54 TU 1092/1973

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Sentenza Corte dei Conti Sardegna n. 2/2018

La Corte dei Conti Sardegna con la sentenza n. 2/2018 depositata lo scorso 4 Gennaio ha finalmente confermato in via giurisprudenziale l’applicabilità dell’art. 54 TU 1092/1973 ai militari che alla data del 31.12.1995 avevano maturato almeno 15 anni di servizio utile, corroborando così la validità delle tesi sostenute nel nostro articolo “Pensioni militari: arruolati 1981-1982-1983 e applicazione dell’art 54 TU 1092/1973″.
La Corte ha infatti riconosciuto a un ex sottufficiale dell’Aeronautica Militare, titolare di pensione erogata con sistema misto, il diritto alla riliquidazione della pensione in godimento con applicazione, sulla quota calcolata con il sistema retributivo, dell’aliquota di rendimento di cui all’art. 54 del D.P.R. n. 1092/1973.
Rinviando alla lettura del nostro precedente articolo, ricordiamo in breve la problematica di cui si tratta. Il personale militare che alla data del 31.12.1995 aveva maturato almeno 15 anni di servizio utile, pensionato con sistema misto, è stato fino ad oggi penalizzato nella determinazione dell’importo del trattamento di quiescenza: infatti l’INPS anche in tali ipotesi ha fatto applicazione dell’aliquota di cui all’art. 44 in luogo di quella prevista dall’art. 54 comma 1 del TU 1092/1973. L’art. 54 prevede per i militari che abbiano maturato almeno quindici anni di servizio utile l’applicazione dell’aliquota del 44 per cento della base pensionabile, mentre l’art. 44 – che dovrebbe trovare applicazione solo per il personale civile ma che sinora è stato arbitrariamente utilizzato anche per le pensioni dei militari – prevede che l’aliquota spettante al quindicesimo anno di servizio sia pari al 35 per cento della base pensionabile. Applicare quest’ultima norma in luogo della prima comporta per il militare una perdita di benefici economici che, a seconda dei casi possono variare da € 150,00 sino ad € 250,00 mensili lorde.
Riassunti brevemente i termini del contenzioso, passiamo all’esame dell’importante pronuncia resa dalla Corte dei Conti Sardegna.
Nel caso preso in esame dalla sentenza in commento, il ricorrente aveva maturato alla data del 31 dicembre 1995 un’anzianità di 17 anni e 4 mesi e 28 giorni – compresa tra i 15 e i 20 anni – e ha dunque invocato l’applicazione del trattamento previsto dal 1 comma dell’art. 54 del D.P.R. n. 1092/73, in luogo di quello applicato dall’INPS in base all’art. 44 DPR 1092/73.
L’INPS nel corso del giudizio ha difeso la propria posizione affermando che il militare non avesse i requisiti previsti dalla legge per l’applicazione dell’art. 54 dal momento che la norma opera solo per coloro che sono stati congedati con un servizio utile non inferiore ai 15 anni ma neppure superiore ai 20. Inoltre la difesa dell’istituto previdenziale ha sostenuto che l’aliquota del 44% della base pensionabile può trovare applicazione solo per le pensioni liquidate interamente su base retributiva e non anche per quelle calcolate con sistema misto.
La Corte dei Conti tuttavia ha replicato puntualmente e fermamente alle difese dell’amministrazione.
Con riferimento alla tesi dell’INPS secondo cui l’aliquota del 44% si applicherebbe soltanto a coloro che siano cessati dal servizio con un’anzianità contributiva compresa tra i quindici e i venti anni, il Giudice ha replicato che ” la lettera del primo comma dell’art. 54, su cui sostanzialmente si basa l’interpretazione data dall’INPS, deve invece intendersi nel senso che l’aliquota ivi indicata vada applicata a coloro che possiedano un’anzianità contributiva compresa tra i 15 e i 20 anni, mentre il successivo comma chiarisce che la disposizione del comma 1 non può intendersi limitata a coloro che cessino con un massimo di venti anni di servizio (come opinato dall’INPS), atteso che esso prevede che spetti al militare l’aliquota dell’1.80% per ogni anno di servizio oltre il ventesimo “.
Quanto alla seconda linea difensiva propugnata dall’istituto, ovvero applicabilità dell’art. 54 solo alle pensioni calcolate interamente con sistema retributivo, la Corte ha osservato che tale assunto non trova nessun riferimento in alcuna norma.
L’importanza di questa sentenza nel panorama giurisprudenziale risulta ancora più rilevante in considerazione che lo stesso Giudice ha messo in discussione e modificato un proprio precedente di segno opposto: ” Questa Sezione, chiamata a pronunciarsi sull’applicabilità dell’art. 54 d.P.R. n. 1092/1973 in un caso similare, ha respinto il ricorso ritenendo condivisibili le argomentazioni difensive dall’INPS, riproposte anche nel presente giudizio (v. sentenza n. 87 del 20 giugno 2017).
Melius re perpensa, ritiene tuttavia di dover rivedere il proprio giudizio in senso favorevole all’accoglimento della tesi del ricorrente.”
Alla luce di questa importante sentenza suggeriamo a tutti i militari in quiescenza col sistema “Misto” di controllare la propria determina di pensione “Modello SM 5007″ rilasciata dall’Inps ( ex gestione Inpdap) di competenza, o per chi è stato posto in quiescenza prima del 1/01/2010 la cui pensione è stata elaborata con Decreto dagli Uffici preposti del relativo Corpo di Appartenenza, di verificare l’aliquota attribuita in quota retributiva A+B.
Una volta riscontrata l’applicazione dell’aliquota al 35% anziché al 44% suggeriamo di inviare alla sede Inps territorialmente competente una lettera raccomandata a/r contenente una diffida affinché l’Istituto proceda al ricalcolo del trattamento pensionistico con l’applicazione dell’aliquota spettante al personale militare.
Scarica il modulo di diffida all’Inps.
In difetto di risposta o in caso di rigetto della domanda è necessario promuovere ricorso alla Corte dei Conti competente per territorio.

Avv.to Chiara Chessa e Avv.to Eleonora Barbini


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