Le Sezioni Toscane dell’ANPS

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1969-2015- Scaturigini e percorsi legati a tradizione e concretezza

Nella terra dei cipressi, da sempre votata alle coltivazioni dell’ulivo e della vite, l’antica Tuscia plana sul Tirreno dai castagneti della Lunigiana, dalle Foreste Casentinesi e del Pratomagno attraverso un più dolce Appennino e la piana Maremmana. Questo spicchio d’Italia, governato per tre secoli dal Gran Ducato di Toscana (dai Medici 1569 agli Asburgo-Lorena 1860), ha dato i natali ad alcuni dei più geniali uomini d’arte e di scienza del panorama nazionale. Basti pensare all’aretino Guido Monaco (992-1033) che rivoluzionò il campo della musica con l’identificazione grafica delle note musicali e del pentagramma, sistema di scrittura ancor oggi utilizzato; al pratese Francesco Datini (1335-1410) che introdusse la lettera di credito commerciale, antesignana della cambiale e dell’assegno; a Vittorio Fossombroni (1754-1844) che rivoluzionò la scienza idraulica con bonifiche ancor oggi utilizzate. E ciò senza andare a scomodare i grandi ed indiscussi come Dante Alighieri (1265-1321) Leonardo da Vinci (1452-1519) Michelangelo Buonarroti (1474-1564) o nel campo politico-filosofico Nicolò Machiavelli (1469-1527) ed in quello artistico Giorgio Vasari (1511-1574) autore delle famose “Vite”, prima antologia degli artisti del tempo. E’ da aggiungere, inoltre, come questa notevole schiera di geni si sia accompagnata nel tempo ad ironici ed irriverenti intellettuali, quali Cecco Angiolieri (1260-1312), Pietro Aretino (1492-1556), Giuseppe Giusti (1809-1850) e buoni ultimi Indro Montanelli da Fucecchio (1909-2001) ed il pratese Curzio Malaparte (Kurt Erich Suckert 1898-1957) autore della famosa opera “Maledetti Toscani”.- Appellativo, quest’ultimo, entrato nel lessico comune a connotare affettuosamente, nei suoi antagonismi secolari, una popolazione fisiologicamente faziosa al suo interno, ma orgogliosamente compatta all’esterno nel rivendicare la sua unicità e diversità.

Questo, il vivace e genuino tessuto storico culturale in cui collocare la narrazione del ruolo svolto dalle Sezioni Toscane nell’ambito associativo nazionale. Questo, il retroterra dialettico ispiratore delle loro iniziative e delle attività propositive e di stimolo, a volte anticipatrici e provocatorie, ma sempre dettate da un solido sentimento di appartenenza ad un sodalizio, concepito come struttura dinamica da sostenere nella sua azione di affermazione nella società civile. Con questi presupposti, alla fine degli anni sessanta, l’idea fondante di creare una Associazione di Polizia radicata sul “Culto della tradizione storica e dei Caduti”, viene subito recepita e condivisa dalla Toscana. Infatti la Sezione di Firenze con Giulio Nicolella e quella di Livorno con Carmine Mele, costituite nel primo trimestre del ’69, partecipano con altre 29 sezioni italiane alla fondazione dell’ANGPS, quindi, nel quinquennio successivo nascono a copertura di gran parte del suo territorio le sezioni di Piombino (1970 e successivamente cessata), Siena (1970), Arezzo (1972), Lucca (1973), Massa (1974) e Grosseto (1975).- L’impegno nel perseguimento delle finalità associative, supportato dalla successiva partecipazione delle sezioni di Pisa (1978), Prato (1985) Montecatini (1986), Empoli ( 1987 attualmente in via di ricostruzione), Pistoia (1988) , Viareggio (1990) e Pontedera (2014), si verrà a sviluppare nel corso di dieci lustri su varie direttrici. Prima fra tutte quella del culto della memoria dei suoi 113 caduti nell’adempimento del dovere, in gran parte presenti nel Sacrario della Polizia e celebrati, quali esempi di altruismo e virtù civiche, in tutte le ricorrenze istituzionali. Ricordati nella toponomastica cittadina e con l’intitolazione di molte sezioni, al loro sacrificio a tutela della sicurezza del territorio e della società civile contro il terrorismo e la criminalità comune, è dovuto il massimo riconoscimento statuale con l’attribuzione di dodici medaglie d’oro al Valore ed al Merito Civile di cui otto alla memoria (Giuseppe Lombardi, Armando Femiano, Giovanni Mussi, Fausto Dionisi, Oreste Bertoneri, Emanuele Petri, Giovanni Ceravolo e Leonardo Falco). Fra queste nobili figure di uomini e di poliziotti, inoltre, va ricordata, per le scelte fatte quale Agente di P.S. durante le leggi razziali (10.11.38-20.01.1944), quella del “volterrano” Mario Canessa, deceduto novantaseienne il 7 luglio del 2014 in Livorno, sua città adottiva. Medaglia d’Oro al Valor Civile e come De Fiore e Palatucci, dichiarato al mondo “Giusto Fra Le Nazioni” ed inserito nello Yad Vashem di Gerusalemme. Il suo vissuto rimane testimonianza emblematica di quella “disubbidienza” che nasce ogni qual volta l’etica dell’Uomo confligge con la ragion di stato. Infine, un debito di autentica riconoscenza va attribuito all’azione di tre donne, Mariella Dionisi, vedova di Fausto Dionisi iscritta alla Sezione di Firenze e fondatrice nel 1998 dell’Associazione Memoria, Marisa Raciti, vedova di Filippo Raciti, iscritta alla Sezione di Pistoia ed Alma Petri, vedova di Emanuele Petri, profondamente legata a quella di Arezzo. Tre donne veramente straordinarie, capaci di interiorizzare il dolore della drammatica e prematura perdita del compagno e di riviverlo trasformandolo in impegno civile, con la loro incessante presenza nelle scuole e nelle manifestazioni istituzionali per affermare un’indomita e salda coscienza della legalità. Ma quello descritto costituisce solo uno dei profili valoriali dell’impegno profuso dalle Sezioni Toscane, capace di spaziare dal settore storico-culturale dell’attività di ricostruzione della memoria storica del Sodalizio a quello antologico sui decorati presenti nel Medagliere della Polizia, ed ancora alla raccolta e presentazione di antichi cimeli della Polizia quale espressione tangibile della sua tradizione. Iniziative di valenza nazionale, inoltre, possono ascriversi alla regione nel settore del volontariato con una solida struttura della Protezione Civile, nel settore della sicurezza negli stadi e nelle manifestazioni sportive con testimonial la Sezione di Pistoia ed in quella della sicurezza stradale con i Corsi organizzati dalla Sezione di Pisa. A ciò debbono aggiungersi i numerosi interventi nelle scuole e le iniziative a sostegno delle categorie deboli oltre a quelle destinate ad assicurare un’incisiva presenza associativa nelle ricorrenze istituzionali o a consolidare i rapporti interni con viaggi culturali e di assistenza per i soci. Infine non vanno dimenticati, in quanto ormai divenuti parte della Storia del Sodalizio, il contributo essenziale dato dalla Sezione di Firenze per la costituzione della Sezione di New York-New Jersey nel 2012 e lo stimolo dato al Sodalizio nel 2001 dalla Sezione di Arezzo con l’iniziativa “Per uscire dal Bunker”, atto propositivo d’amore per la rinnovazione dell’associazione che vide l’assenso a livello nazionale di oltre 40 sezioni e rimasto a lungo inascoltato.
Questo, in estrema sintesi, l’itinerario storico dell’operato più rilevante dei 2.100 associati, oggi distribuiti nelle tredici Sezioni Toscane (Firenze, Livorno, Siena, Arezzo, Lucca, Massa, Grosseto, Pisa, Montecatini, Pistoia, Prato, Viareggio, Pontedera) che ora andiamo a presentare nei connotati essenziali.