L’ALBO D’ONORE DEI PRESIDENTI A.N.G.P.S.-A.N.P.S

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NOME

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Luigi Cerquozzi

30.09.1968

05.12.1973

2°) Biagio Di Pietro

06.12.1973

08.01.1976

3°) Remo Zambonini

09.01.1976

18.11.1995

4°) Umberto Girolami

19.11.1995

21.01.2004

5°) Luigi Benito Russo

22.01.2004

10.02.2010

6°) Claudio Savarese

11.02.2010

In Carica


N.B.

Tutti gli avvicendamenti nell’incarico sono stati preceduti dalle dimissioni dei Presidenti uscenti (Si sono dimessi per motivi di salute Cerquozzi, Di Pietro, Zambonini, per scadenza mandato e mancata rielezione Girolami, per dimissioni volontarie nel corso del Consiglio Naz. del 10.02.2010 Russo Luigi), ne consegue che per la fissazione della data di cessazione dall’incarico, non si è fatto riferimento alla data delle dimissioni ma, stante l’assenza di “reggenze temporanee” e considerato il mantenimento dell’incarico nel periodo di “vacatio”, al giorno antecedente a quello dell’assunzione dell’incarico da parte del nuovo presidente .-

* * *


Sin dalla sua fondazione, l’ANGPS-ANPS si è presentata come una struttura a carattere verticistico, legata ad un ruolo presidenziale in genere simbiotico al contributo di pochi consiglieri di riferimento. La cultura militare, l’influenza dei gradi ed il carisma personale, accompagnati da rigide regole statutarie, ne hanno rappresentato nel tempo la vera forza ed il vero limite. Infatti, la scuola ufficiali della P.A.I. di Tivoli e l’appartenenza dei primi tre presidenti nazionali a questo Corpo che ha avuto, vita così breve ma influenza così grande nella ricostruzione della Polizia del dopoguerra, costituisce la reale scaturigine della sua nascita. Non a caso, il patrimonio di consolidamento del Corpo Guardie di P.S., ascrivibile ai Ten. Generali Ispettori Galli e Mantineo, entrambi provenienti dalla disciolta Polizia dell’Africa Italiana, in uno con l’azione propulsiva del Capo della Polizia Vicari, ha espresso una linea di continuità nell’attività associazionistica dei tre Ufficiali formatisi alla scuola paina . Cerquozzi e Di Pietro, nella fase fondativa e Zambonini in quella di definitiva affermazione del sodalizio, hanno avuto il merito di vincolarne l’azione al “Culto della tradizione storica e dei caduti” ed alla “Creazione e Custodia del Medagliere della Polizia”, fissandone saldamente i legami con l’Istituzione attraverso la “Presidenza onoraria del Capo della Polizia” e la “Vigilanza e tutela del Ministero dell’Interno”.
Tutte componenti valoriali, profondamente sentite dalla base sociale, ancor oggi attuali e vivissime in quanto parte del suo patrimonio etico, vero ed autentico punto di forza del sodalizio. È da dire, comunque, che nella gestione di questa tematica, l’associazione si è limitata a rivestire un mero ruolo celebrativo quale comprimaria dell’Istituzione, non uscendone mai per assumere la veste di autonoma protagonista. Infatti, se da una parte ha sempre favorito le innumerevoli iniziative libere dei soci o delle Sezioni, dall’altra non si è rivelata mai capace di formulare programmi autonomi di valenza e portata nazionale. Questo limite oggettivo, solo oggi in corso di faticoso superamento, si è poi spesso accompagnato ad apporti consiliari scarsamente determinanti e comunque incapaci di fissare collegialmente le linee di politica associativa, le quali alla fine si sono sostanzialmente identificate nelle volontà e nelle scelte presidenziali. Basti pensare a come l’evoluzione positiva della rivista Fiamme d’Oro con la presidenza Girolami, sia stata reinterpretata e cassata dal successore Russo, il tutto all’interno di vivaci contrasti consiliari. Solo dopo gli anni novanta, con l’ingresso nel sodalizio di soci provenienti dal mondo sindacale ed avvezzi alle dinamiche del contraddittorio ed alle mozioni d’ordine, il sistema Statutario e Regolamentare ha mostrato tutti i suoi limiti e l’esigenza di un profondo rinnovamento. La loro rielaborazione è intercorsa con la Presidenza Russo ed è stata oggetto del primo intervento urgente della presidenza Savarese. Sul punto, però, si presentano ancor oggi profili sperimentali e carenze che sono in corso di emendamento e che saranno oggetto di ampio dibattito consiliare negli anni a venire. Ma ormai siamo passati a grandi balzi dalla storia alla cronaca dei nostri giorni e non ci rimane, attraverso le brevi biografie che seguono, che rendere memoria, nel rispetto di un’obbiettiva ricostruzione storica, del ruolo svolto da ciascuno di loro.

P.S.
Nel tratteggiare l’operato delle varie figure Presidenziali che si sono succedute lungo gli anni alla guida dell’ANGPS-ANPS, non si è provveduto a calare lo stesso nella contestualizzazione storica della vita italiana. La scelta, comunque, non costituisce una manchevolezza dell’autore, in quanto questa operazione è stata riservata e verrà sviluppata nel cuore della narrazione del presente lavoro che è ancora in corso di elaborazione.


Ten. Gen. Dr. Luigi Cerquozzi ( 30.09.1968-05.12.1973 due mandati)

luigi_Cerquozzi

È il primo presidente nazionale dell’ANGPS e ne governa le sorti dalla fondazione alla prima organizzazione sia normativa che strutturale. Persona di indiscusso prestigio, medaglia di bronzo al V.M. sul campo nelle operazioni belliche in Africa Orientale ove subì anche un periodo di prigionia, Cerquozzi dal giugno del 1967, con un manipolo di ufficiali tutti di estrazione PAI quali Di Pietro, Mozzi, Camilleri e Cerrini, getta le basi ed instaura i rapporti istituzionali per la costituzione del nuovo sodalizio. L’iniziativa, condivisa dalla Direzione Generale della P.S., trova nel capo della Polizia Angelo Vicari un vero mecenate che ne favorirà in tutti i modi e spesso in prima persona la realizzazione. Infatti, già nel giugno del 1968 in Via Statilia n°30 a Roma, quale segno irreversibile del pieno appoggio istituzionale, viene inaugurata dal Ministro dell’Interno Paolo Emilio Taviani la sede nazionale del Sodalizio.
Dopo quattro mesi dall’evento, il 30.09.1968, viene costituita formalmente l’ANGPS il cui atto fondante fissa i principi cardine del “ culto della tradizione e dei caduti della Polizia”, “della custodia del Medagliere”, “dell’assistenza anche rivendicativa per i soci” ed il legame indissolubile con l’istituzione attraverso “ la vigilanza e tutela del Ministero dell’Interno con la Presidenza Onoraria del Capo della Polizia”. Nominato dai soci fondatori Presidente del primo Consiglio Nazionale provvisorio e Presidente del Comitato esecutivo dell’associazione (Organismo cassato dopo un biennio su parere del Consiglio di Stato), viene confermato nella carica presidenziale dopo le elezioni del 15.05.1973. All’azione personale e del suo Consiglio, saldamente ancorata all’appoggio della Direzione Generale e dell’Ufficio del Capo della Polizia, sono dovute:- il riconoscimento di un contributo annuale di 12.000.000 di lire dal Min. Int., l’acquisizione della personalità giuridica con l’erezione del Sodalizio ad Ente Morale con DPR n. 820, in data 7 ottobre 1970, la stesura del Regolamento allo Statuto, la creazione dell’abito sociale quale elemento identificativo dell’appartenenza, la realizzazione materiale del Medagliere della Polizia di Stato (1969), il riconoscimento formale della Direzione Generale per la partecipazione alle Feste della Polizia dal 1969, l’ammissione dell’ANGPS fra le Associazioni Combattentistiche e d’Arma e la sua prima partecipazione alle Celebrazioni al Sacrario di Redipuglia 4.11.1973, l’inizio della attività rivendicativa in materia pensionistica di cui investe i Capi della Polizia Vicari e Zanda Loy, la diffusione ed organizzazione territoriale dell’associazione. Lascerà l’incarico con dimissioni volontarie per motivi di salute il 5 dicembre del 1973. Al Ten. Gen. Cerquozzi và attribuito l’indiscusso merito di aver lasciato ai suoi successori una Associazione ormai caratterizzata nelle sue finalità, riconosciuta ufficialmente nei vari rapporti istituzionali e solida nella sua struttura organizzativa con oltre 8000 soci e circa 50 Sezioni presenti in tutte le regioni.-


Ten.Gen. Biagio Di Pietro (06.12.1973- 08.01.1976 mandato biennale)

Biagio Di Pietro

Subentrato nel Consiglio Nazionale a seguito delle dimissioni del Ten. Gen. Cerquozzi, quale primo dei candidati non eletti alla tornata del 15.05.1973, il Ten. Gen. Biagio Di Pietro viene subito nominato, con voto unanime, suo successore alla presidenza dell’ANGPS. Di Lui si ricorda il ruolo discreto, ma essenziale svolto nel periodo di Roma Città Aperta (Sett.1943-4.6.1944) quale elemento aggregatore del personale rimpatriato della PAI con la costituzione dell’Ufficio stralcio presso il Ministero dell’Africa Italiana. Persona riservata, tenace e fermamente convinta dell’importanza della funzione politico-sociale del sodalizio, partecipa con Cerquozzi a tutta la fase istitutiva dedicandosi, contemporaneamente, alla fondazione della Sezione di Roma che sarà la prima sezione ad essere formalmente costituita e che raggiungerà con Lui il numero di 1.800 iscritti. Raccogliendo l’eredità del suo predecessore, nel suo breve mandato si dedica al consolidamento organizzativo delle sezioni, all’implementazione dell’attività rivendicativa per i pensionati e soprattutto alla creazione di un organo di stampa che ne costituisca lo strumento informativo e di aggregazione. Nei primi sei mesi del suo mandato, pur non essendo in perfetta sintonia con l’intero corpo consiliare, fonda il periodico Fiamme d’Oro e ne pubblica, nel luglio del 1974, il primo numero quale Direttore Responsabile aprendone la campagna di abbonamento. Nel febbraio del 1975 registra il successo alle reiterate rivendicazioni associative in materia di perequazione delle indennità di istituto ai pensionati, le quali, veicolate tramite il Capo della Polizia Menichelli ed il Ministro dell’interno On. Gui, trovano accoglimento con legge parlamentare 361/75. Nel maggio del 1975, pur essendosi raccolti solo 500 abbonati, ricostituito un più corposo comitato di redazione ed affidatane la direzione a Remo Zambonini, viene pubblicato il secondo numero di Fiamme d’Oro che assumerà veste ed impostazione definitiva quale periodico dell’associazione. Il Medagliere viene richiesto per le celebrazioni del trentennale della Liberazione di Milano (5/5/45-5/5/75) inaugurando una vera e propria miriade di partecipazioni ad eventi celebrativi che lo consolideranno negli anni quale “Sacro Drappo” e simbolo valoriale dell’Istituzione. Nel dicembre del 1975, poco più che settantenne, rassegna le dimissioni irrevocabili per motivi di salute e per l’età, ma molto probabilmente anche per contrasti consiliari che lo convincono a passare la mano ad un successore più giovane. Costituiscono traccia evidente di quest’ultima ipotesi non solo quanto si legge fra le righe dell’articolo di commiato comparso a sua firma su Fiamme d’Oro del Novembre 75, ma anche il fatto che il Consiglio Nazionale dell’ANGPS non fù convocato nel corso di quell’anno se non nel dicembre per ratificare le sue dimissioni.-
All’esito del biennio del suo mandato, al Ten.Gen. Biagio di Pietro possono comunque ascriversi risultati di assoluto rilievo. Infatti consegna al suo successore un sodalizio accresciuto a 60 sezioni ed a circa 15.000 soci e 1200 abbonati al giornale, con una immagine associativa maggiormente consolidata sia verso il mondo istituzionale che verso la società civile . A Lui il merito di aver fortemente voluto la creazione del periodico Fiamme d’Oro che sarà la voce ufficiale dell’ANGPS-ANPS e la memoria storica del suo corpo sociale.
Sulla figura di Biagio Di Pietro, spentasi il 2.5.1990, si richiama la bellissima pagina scritta in sua memoria dal Ten. Gen. Remo Zambonini e pubblicata sul numero di aprile-maggio 1990 di Fiamme d’Oro.


Ten. Gen. Remo Zambonini ( 09.01.1976-18.11.1995 cinque mandati)

Zambonini

Primo nel 1938 al corso ufficiali di esordio della neonata Scuola di Tivoli, partecipa alle operazioni belliche in Africa Orientale Italiana per poi vivere, una volta rimpatriato, il periodo di Roma “Città Aperta” sino allo scioglimento della P.A.I. ed al transito nel Corpo delle Guardie di P.S. Insignito di due Croci di Guerra al Valore Militare, il Ten. Gen. Zambonini, figura notissima nell’ambiente della Polizia del dopoguerra, rappresenta, nel bene e nel male, la vera pietra angolare dell’ANGPS-ANPS. La sua presidenza, esercitata per cinque mandati elettivi consecutivi nell’arco di un ventennio, afferma una visione centralistica e monolitica della gestione associativa che, pur lasciando libere le Sezioni nelle varie iniziative locali, non gli permetterà di cogliere pienamente, in un lasso di tempo così ampio, le esigenze di adeguamento dinamico ad una realtà sociale in rapida evoluzione. La sua figura carismatica, accompagnata da un presenzialismo senza risparmio sul territorio, permetterà comunque di sviluppare con successo la base sociale ed il numero delle sezioni e di traghettare il sodalizio nei periodi di crisi legati alla smilitarizzazione-sindacalizzazione ed alla temporanea uscita dal novero delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Profondamente convinto del ruolo ancillare dell’ANGPS-ANPS, inteso prioritariamente quale struttura di continuità valoriale dell’Istituzione, non ha voluto mai canalizzare l’attività assistenziale e rivendicativa del Sodalizio, che inizialmente fù intensa e qualificata, verso la formazione di strutture giuridicamente organizzate come il patronato. Si affidò invece, nel rispetto dell’impegno statutario alla “Tutela del Ministero dell’Interno”, ai rapporti diretti con la Direzione Generale prima e con il Dipartimento poi, rapportandosi nel tempo con ben sei Capi della Polizia, da Menichelli a Masone, dai quali ha sempre riscosso stima ed attenzione. La scelta, però, non è risultata storicamente felice.
Infatti, la sindacalizzazione della Polizia dopo il 1981 ha determinato la progressiva erosione, sin quasi all’annullamento, dello spazio istituzionale della “tutela” nei rapporti con il Ministero, rendendo l’azione dell’ANPS nel settore, sempre più marginale ed inadeguata. Fatto che ebbe inevitabili riflessi negativi anche sul proselitismo verso il personale in servizio alla cui adesione il Sodalizio si era aperto con la riforma. In compenso, il vivo attivismo delle strutture territoriali rivolto decisamente al volontariato sociale, alla presenza nelle scuole pubbliche inferiori e superiori, all’attività di assistenza agli anziani e disabili, promuove una diversa e più solidaristica immagine associativa. Questa evoluzione, attentamente seguita ed incoraggiata, ha permesso un notevole sviluppo del sodalizio che Zambonini seppe cementare ed aggregare attorno ad iniziative di rilievo nazionale. Si ricordano, fra le più importanti, “Il raduno delle Bandiere” (1981), svariati raduni regionali in Umbria, Lombardia, Piemonte, Triveneto e Calabria, la sottoscrizione collettiva per la costruzione del Mosaico a San Michele Arcangelo in Faedis dopo il Terremoto del Friuli (1987-89), il I° Raduno Nazionale in Udine (1989) ed il II° Raduno Nazionale di Montecatini (1994) entrambi accompagnati da significativi convegni di confronto quali “Costituzione e Polizia” e “Finalità e Prospettive Future”. Esemplare, nel corso del suo lunghissimo mandato contrassegnato storicamente dalla rivoluzione dei costumi, dalla diffusione delle droghe, dal terrorismo e dallo stragismo, è stato poi il culto del sacrificio dei numerosissimi caduti e l’affermazione costante della tradizione storica della Polizia. Le Sezioni ANPS vengono intitolate alle vittime del terrorismo o della criminalità comune e organizzata, promuovono in loro ricordo la scopertura di targhe, cippi e monumenti, sollecitano le proprie amministrazioni comunali all’Intitolazione di strade, piazze, giardini. Le figure dei caduti vengono tutte ricordate e descritte su Fiamme d’Oro che ne rivendica il loro esempio ed il loro sacrificio per affidarlo alla memoria di una istituzione in quei momenti fortemente provata. In questo Zambonini fu un vero gigante. Autentico, stimolante, mai retorico, sempre presente, spesso al fianco dei Capi della Polizia come Porpora, Parisi e Masone che non mancarono di tutte le occasioni, anche attraverso il Sodalizio, di portare al personale in servizio il loro incoraggiamento e la loro considerazione. In quegli anni di forte conflitto politico, contrassegnati da diffuse culture in disvalore verso le forze di polizia e dagli attacchi terroristici ai rappresentanti dello Stato, noncurante dell’accusa strumentale che qualificava la sua azione come “nostalgica”, erige l’Associazione a presidio pubblico di simboli insostituibili quali la Bandiera e l’Inno Nazionale, celebrando lo spirito di sacrificio e l’abnegazione dei propri uomini, favorendone nel tempo la loro riaffermazione sociale. Zambonini in data 18.11.1995 si dimette per motivi di salute e lascia la guida di un Sodalizio ormai presente in ogni angolo d’Italia che ha raggiunto il numero di 124 Sezioni contando ben 29.203 soci di cui 7600 fra benemeriti e simpatizzanti. Morirà pochi mesi dopo il 25 luglio 1996. Alle esequie solenni , celebrate alla presenza del Labaro e del Tricolore dell’Associazione, saranno presenti il Capo della Polizia Masone, il Presidente Nazionale dell’ANPS, molti funzionari ed ufficiali di polizia e tanti rappresentanti di Sezione con Bandiera.-
Di Zambonini vanno ricordati ,oltre alla direzione ed all’impegno ultraventennale in Fiamme d’Oro, i numerosi articoli su tematiche di polizia e sicurezza comparsi sin dal primo numero del 1948 nella Rivista di Polizia e su altre riviste, nonché il ruolo di importante memoria storica svolto in favore di Piero Crociani e Raffaele Girlando in occasione della realizzazione delle loro opere storiche sulla P.A.I. -


Ten. Gen. Umberto Girolami (19.11.1995 21.01.2004 due mandati)

Girolami

Dopo aver guidato per oltre un lustro la numerosa Sezione di Roma, giunge alla Presidenza Nazionale dell’ANPS a seguito delle elezioni generali del Novembre 1995 con voto consiliare maggioritario. Per rigenerare la pesante eredità di Zambonini, il Ten. Gen. Girolami punta subito sulla rinnovazione del giornale Fiamme d’Oro nominando alla direzione della redazione il Gen. Francesco Magistri, redattore capo per oltre un ventennio di Polizia Moderna, e chiamando ad una collaborazione continuativa giornalisti quali William Maglietto, Ladislao Spinelli e Viscardo Castelli, oltre a valersi dell’apporto di qualificati sodali quali Salvatore Palermo e Lino Nardacci. Ne riqualifica la veste grafica riducendone le pagine e, dopo averne triplicato la tiratura, nel 1999 abolisce l’abbonamento per renderlo rivista gratuita per tutti gli associati. Nel 1997 , in occasione della celebrazione del bicentenario del Tricolore, lancia alle sezioni l’iniziativa “donare una bandiera alle scuole” che avrà un certo seguito negli anni successivi e nel 1999 istituirà una borsa di studio dell’ANPS per i migliori diplomati del Centro Studi di Fermo che vedrà la prima consegna nel settembre del 2000. Nel luglio del 1999 concede la prima ed unica intervista di un Presidente dell’ANPS a Polizia Moderna, aprendo ulteriormente l’associazione al personale in servizio, quindi esce con vari editoriali sulla rivista Fiamme d’oro a tutela dell’immagine dell’Istituzione logorata dalla vicenda della “uno bianca”. Rieletto a maggioranza il 29.11.1999 si trova a governare un Consiglio diviso negli intendimenti che non lo agevola nei rapporti con il Dipartimento. Comunque, riesce ad ottenere dal Capo della Polizia Masone l’istituzione presso ogni Questura di un delegato ai rapporti con l’ANPS e la presenza istituzionale del Medagliere della Polizia di Stato in occasione del giuramento degli allievi nelle Scuole di Polizia. Nell’ottobre del 2000, appoggiato dal dipartimento, organizza una raduno-pellegrinaggio a S.Giovanni Rotondo con sfilata a Petralcina, luoghi della santità di Padre Pio, ottenendo una vasta eco nella stampa cattolica. Interviene ancora sulla rivista associativa in difesa dell’Istituzione e della sua operatività dopo i gravi fatti del “G8” di Genova e cerca di organizzare per il maggio 2002 il 3° Raduno Nazionale in Bologna non riuscendo nell’intento. In compenso nel 2001 ottiene la riammissione dell’A.N.P.S. nell’ASSOARMA partecipando in Gorizia al 1° raduno interforze del settembre. Nell’ottobre del 2001 sostiene la Costituzione in Torino del “Centro Studi Storici sulla Polizia” che vede impegnati cultori della materia di importanza Nazionale, presenziando al primo Convegno ed alla Mostra Storica delle divise e dell’oggettistica di Polizia effettuata con la collaborazione del Dr. Antonio Laurito responsabile dell’Ufficio Storico del Dipartimento. L’iniziativa, di assoluto prestigio e che si inserisce nell’emergente interesse di storici, accademici e cultori della materia, viene coltivata con la pubblicazione parziale della Storia della Polizia ad inserti su Fiamme d’Oro e con l’organizzazione di un secondo convegno di Studi che verrà tenuto in Bolzano il 13.04.2003. Ma questo attivismo di natura pubblicistica e culturale, non viene coniugato né diffuso da Girolami con una azione di penetrazione verso le sezioni a cui riserva, negli otto anni di mandato, non più di una decina di visite. All’Assemblea Generale del 17.3.2002, dopo aver ammesso l’insuccesso nel proselitismo accusando la riduzione della base sociale di oltre 3246 soci e di sentire l’ANPS chiusa in un “bunker”, subisce forti critiche da parte di alcuni presidenti di sezione. Nel maggio, promossa dalla Sezione di Arezzo, viene avanzata una richiesta formale di rinnovazione degli impegni associativi facendo circolare un elaborato intitolato “per uscire dal bunker”. L’iniziativa, sviluppatasi nel corso del 2002 sino ai primi mesi del 2003, vede l’adesione di oltre un terzo delle Sezioni ma non trova seguito nel Consiglio Nazionale che rimane sordo a qualsiasi forma di rigenerazione, incapace di cogliere le spinte innovative più elementari, quali quelle dell’introduzione delle comunicazioni telematiche nei rapporti associativi o quella della revisione dello Statuto. Alle elezioni generali del 30.11.2003, il Ten. Gen. Girolami non verrà rieletto dalla base sociale, lasciando definitivamente l’incarico presidenziale. Al passaggio delle consegne dopo due mandati le Sezioni risultano accresciute di solo otto unità raggiungendo il numero di 132, mentre la base sociale registrerà un consistente calo assestandosi complessivamente a 25.743 soci di cui 18.839 effettivi e 6.904 benemeriti e simpatizzanti.
L’era Girolami, contrassegnata da contrasti ed incertezze consiliari, è stata caratterizzata da una consistente azione pubblicistica sostanzialmente vanificata dal mancato coordinamento con le Sezioni. Iniziative importanti, quali “La bandiera nelle scuole”, il delegato all’ANPS in ogni questura, il Medagliere al giuramento degli allievi, la creazione dell’Ufficio di Studi Storici in Torino, non vennero seguite con l’incisività dovuta e non portarono ad alcuna ricaduta diffusa sull’organizzazione e sull’immagine associativa. In compenso, le sezioni, trascurate negli indirizzi ma lasciate libere di operare, hanno coltivato e sviluppato un’anarcoide ma consistente azione nel volontariato e con la formazione di vari gruppi, primi fra tutti Asti e Caltanissetta, operanti nella protezione civile. Il Ten.Gen.Girolami, lascia il mandato presidenziale annoverando al suo attivo due indiscutibili successi, l’aver reso Fiamme d’Oro la rivista di tutti con l’abolizione dell’abbonamento, e l’aver reinserito l’ANPS fra il prestigioso novero delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.


Guardia-Comm. Luigi Benito Russo ( 22.01.2004-10.02.2010 due mandati)

Russo

Guardia nei gruppi sportivi della Pubblica Sicurezza per cinque anni, alle dimissioni si iscrive alla sezione ANGPS di Foggia dove ne diventerà presto e per lunghi anni il Presidente, acquisendo il titolo onorifico di Commendatore al merito della Repubblica Italiana. Con una trentennale esperienza nell’ANGPS-ANPS, succede al Ten. Gen. Girolami il 22.01.2004, dopo esserne stato il Vice-Presidente, con elezione a maggioranza del Consiglio Nazionale. Il suo periodo al vertice del Sodalizio è contrassegnato da una visione marcatamente identitaria ed accentratrice, ascrivendo alla sua figura ed alla sua azione l’attività ed i destini dall’Associazione. La perdita del Generale De Magistri quale capo redattore di Fiamme d’Oro e lo scioglimento delle collaborazioni con appassionati sodali come Palermo e Nardacci o con qualificati storici e giornalisti quali Maglietto, Spinelli e Castelli, gli permettono di modificare l’asset della rivista. Ne rinnova così la veste grafica e ne trasferisce la redazione da Roma a Foggia, ove concentra esclusivamente nella sua persona la direzione e le scelte editoriali.- Nel volgere di un anno, anche a seguito della dolorosa rottura fatta dall’ufficio di Presidenza con il Centro Studi Storici sulla Polizia di Torino, il giornale interrompe la pubblicazione della Storia della Polizia Piemontese di Julio Milini (Feb. 2005) e con essa la pubblicazione di articoli sulla tradizione della Polizia. Ben presto Fiamme d’Oro, da rivista con appeal storico-culturale, si trasforma, fatti salvi alcuni articoli di attualità, cultura generale e sicurezza stradale, in mero notiziario associativo incentrato sull’attività delle Sezioni e su quella Presidenziale. Quest’ultima, in sei anni di pubblicazioni si riserverà ben 17 copertine su 28 numeri, dedicando numerosi servizi interni alla pubblicizzazione della sue attività ed iniziative. Presenzialista costante, convinto assertore del ruolo sociale del Sodalizio quale Ente Morale, favorisce l’incremento delle attività di volontariato nelle varie sezioni che non manca di visitare ripetutamente e di chiamarle con successo, il 17/18 Settembre del 2005, al III° Raduno nazionale di Cesena ed al secondo Raduno Pellegrinaggio a S. Giovanni Rotondo. Dopo tale evento, punta decisamente sull’affermazione dell’immagine pubblica dell’ANPS quale Ente Morale , prosegue la tradizionale Assegnazione della Borsa di Studio per il miglior allievo della Scuola di Polizia di Fermo, promuove l’organizzazione dell’Attività radunistica realizzando 4 raduni interregionali e partecipando ai convegni dei Cappellanidella Polizia, degli Psicologi nonché a giornate di Studio sulla sicurezza e la criminalità giovanile. Intesse solidi rapporti con il Capo della Polizia De Gennaro, la cui presenza riuscirà ad avere nelle manifestazioni più importanti dell’ANPS , attribuendo all’immagine della Presidenza Onoraria del sodalizio una visibilità mai goduta in precedenza. Il 5.5.2006, il considerevole e solidaristico impegno delle sezioni ANPS di tutta Italia, trova riconoscimento pubblico ed istituzionale nel conferimento all’Ente della Medaglia d’Argento al Merito Civile. I rapporti con il Consiglio Nazionale, troppo spesso ridotto a funzione notarile di ratifica dell’azione presidenziale, cominciano a presentare profili di criticità che vengono inizialmente superati dalla redazione del Nuovo Statuto Nazionale approvato all’Assemblea Generale del 11 ottobre 2007 e dall’introduzione della telematica con il lancio del sito internet www.anpsitalia.it (Oggi www.assopolizia.it), decantato ma rimasto inutilizzato nelle potenzialità. Con le nuove regole statutarie si ridisegnano marginalmente i rapporti con il Dipartimento, si introduce la figura del socio simpatizzante che in un biennio implementerà il sodalizio di circa 5000 nuovi associati, una nuova disciplina elettorale e l’apertura istituzionale al volontariato ed alla protezione civile. Discipline a cui non faranno seguito le necessarie e dovute regolamentazioni. Il 13/14 settembre del 2008, viene organizzato con successo il IV° Raduno Nazionale in Pescara che vedrà sfilare per la prima volta i gruppi motociclisti provenienti dalle Sezioni di Brescia, Udine, Bolzano e Chieti. Nella circostanza, gli ottimi rapporti con il nuovo Capo della Polizia Antonio Manganelli, vengono velati da incomprensioni che Russo non riuscirà più a superare incrinando le già non facili relazioni con il Dipartimento.
Rieletto all’Assemblea Generale straordinaria del febbraio del 2009, con un suffragio non amplissimo della base sociale, viene confermato alla Presidenza Nazionale per un solo voto di differenza rispetto ad altro candidato. Nel corso dell’anno si ascrivono alla sua azione la promozione della raccolta fondi per i terremotati dell’Abruzzo, l’inaugurazione dei monumenti ai caduti a Cesena ed a Roma presso il Polo Investigativo Interforze Anagnina, ed il sostegno ai raduni interregionali della Sicilia e del Triveneto.- Nell’estate del 2009, però, emergono delle criticità dovute alla mancata vigilanza sulla gestione del volontariato in Milano, Torino, Bologna e Roma, su cui il Russo era stato invitato ad intervenire tempestivamente da vari componenti del Consiglio Nazionale. Il Dipartimento, cui è delegata la vigilanza sull’ANPS, interviene chiedendo chiarezza sulle vicende. Il 10 febbraio del 2010, a seguito di un acceso dibattito in seno al Consiglio Nazionale, il Presidente Russo Luigi Benito rassegna le proprie dimissioni volontarie ed irrevocabili dall’incarico. Al passaggio delle consegne lascia un sodalizio riportato a 29.008 soci, ma ridotto nel numero degli effettivi a 15.741 unità, numero compensato da 5734 nuovi soci simpatizzanti oltre a 7533 soci benemeriti e sostenitori. Le sezioni risulteranno invece accresciute al numero di 152-
Presidente discusso ed in alcuni momenti anche divisivo, ha certamente accresciuto e veicolato in tutte le occasioni l’immagine dell’ANPS, esaltandone l’azione sociale e volontaristica quale Ente Morale, ma opacizzandone la fondamentale portata della tradizione storico-culturale. A lui và attribuito l’indiscusso merito di aver alimentato e fatto riconoscere i valori di altruismo, di solidarietà e generosità sociale propri di tutte le sezioni, sino a meritare all’Istituzione il riconoscimento della Medaglia d’Argento al Merito Civile.-


Primo Dir. Dr. Claudio Savarese (11.02.2010 al secondo mandato)

Savarese

Ufficiale di polizia proveniente dall’Accademia del Corpo delle Guardie di P.S., chiude la carriera come Primo Dirigente con lusinghieri riconoscimenti di servizio e con una presenza attiva nell’ANPS già ultradecennale. Segnalato dal Dipartimento quale consigliere nazionale gradito alla successione di Russo, viene eletto all’unanimità in data 11.02.2010 da un Consiglio che presto riuscirà a compattare, chiamandolo ad un’azione comune e diffusa nell’interesse del sodalizio. Nomina subito la “Commissione Statuto” per ridisegnare e meglio conterminare i rapporti con il Dipartimento e la “Commissione Disciplina” per riordinare e sedare i contrasti interni presenti ancora in svariate sezioni. Riporta l’editing di Fiamme d’Oro da Foggia a Roma affidandone la redazione, dopo una breve sospensione delle pubblicazioni, ad un giovane professionista e coinvolgendone all’interno validi ed attivi consiglieri.
Nell’arco del primo anno dall’insediamento, dopo faticose riunioni con l’Organo di Vigilanza, porta le modifiche statutarie all’approvazione dell’Assemblea Generale e pochi mesi dopo favorisce l’introduzione del nuovo Regolamento di attuazione. Nel riordino associativo, accompagnato da un riassetto disciplinare , cura il rilancio dell’immagine del sodalizio presso le sezioni e favorisce il consolidamento delle dotazioni telematiche per assicurare la migliore interazione operativa fra centro e periferia. Normalizza i rapporti col Dipartimento e ne instaura di profondi ed empatici con il Capo della Polizia Antonio Manganelli. Il 10/11 settembre del 2011 celebra il V Raduno Nazionale a Verona ove il sodalizio sfila compatto, organizzato e marziale rendendo, nell’anniversario del decennale (11.10.2001-2011), l’onore del minuto di silenzio alle vittime delle Torri Gemelle di New York. Agevola il consolidamento dei Gruppi motociclisti con il loro regolamento e sostiene convinto, su iniziativa di introdotti sodali della Sezione di Firenze, la fondazione della Sezione ANPS di NewYork-NewJersy che inaugurerà presso la sede dell’ONU in New York il 7.10.2012. Nell’occasione, porterà le insegne dell’ANPS per la prima volta alla sfilata del Columbus Day dell’8 ottobre successivo. All’Assemblea Generale Straordinaria del 17 febbraio 2013 per il rinnovo delle cariche sociali, la sua azione e quella consiliare viene pienamente riconosciuta da una accresciuta base sociale che lo accredita del maggior numero di suffragi fra i candidati. Un Consiglio Nazionale, confermato per sedici diannovesimi, lo rielegge all’unanimità alla carica di Presidente Nazionale nel corso della riunione del 9.3.2013. La cronaca più recente lo ha visto impegnato, con un Consiglio partecipe e costruttivo, nella riorganizzazione e rilancio della testata Fiamme d’Oro con il ripristino di significativi interventi sul medagliere e sulla tradizione storica del sodalizio e della Polizia; nella riuscita partecipazione al Columbus Day di NewYork dell’ottobre del 2013; nella creazione del Nuovo Logo associativo e nella sua registrazione quale marchio realizzata da un Ufficio di Segreteria sempre più efficiente e qualificato; nella gestione del VI Raduno Nazionale di Salerno del 14-15 giugno 2014 aperto da un prestigioso convegno sulla Criminalità Giovanile. I solidi rapporti con il Dipartimento e col nuovo Capo della Polizia Alessandro Pansa, le collaborazioni consolidate con l’Ufficio Storico della Polizia di Stato e con l’Ufficio Assistenza, la validità di un Consiglio coeso ed attivo nelle varie funzioni, costituiscono i solidi presupposti esistenti e di cui il Dr. Claudio Savarese dovrà valersi per traghettare l’ANPS, in forma definitiva e compiuta, verso le più moderne mete organizzative che ancora attendono di essere definite, disciplinate e raggiunte.-


Avv. Guido Chessa

Pres. Sezione e Cons. Naz.