La Presidenza Onoraria del Capo della Polizia

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Il terzo ed ultimo dei connotati distintivi che hanno reso e rendono l’ANGPS-ANPS un “unicum” fra le consorelle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, è costituito dall’attribuzione al Capo della Polizia della Presidenza Onoraria del Sodalizio.
La scelta statutaria, fortemente condivisa dalle parti, cade verso la metà del mandato di Angelo Vicari (1960-1973), e si inserisce, in forma complementare, nella sua filosofia di rinnovamento del Corpo delle Guardie di P. S. . Questo processo, fondato sui principi di “specificità dei compiti di Pubblica Sicurezza” e sulla loro finalizzazione “ al servizio del cittadino” nonché sulla necessità di un “coordinamento fra le forze di Polizia”, vedeva in quel momento storico importanti iniziative in itinere.

Angelo Vicari

Angelo Vicari

In particolare si rammentano, oltre al progressivo potenziamento delle radiocomunicazioni, dei parchi macchine ed al rinnovo delle dotazioni di O.P., il riordino delle scuole di formazione con la creazione della Divisione Scuole di P.S. (1960) e quella della Accademia degli Ufficiali di P.S. (1964), l’istituzione della Criminalpol (1967) ed ancora del servizio di pronto intervento “113” (1968), la soppressione del Casellario Politico Centrale (1968), tutte iniziative saldamente ancorate alla volontà di affermazione dei valori costituzionali su cui rimodulare i rapporti cittadino-polizia 1. In pieno boom economico-sociale e nel cuore dello sforzo di rinnovamento dell’immagine e del ruolo sia operativo che sociopolitico dell’Istituzione, in quel momento fortemente impegnata in O.P. sul fronte delle rivendicazioni del movimento studentesco 2 , si inserisce la nascita dell’Associazione Nazionale delle Guardie di P.S. . Formalizzata il 30.09.1968, quale sostanziale promanazione del Corpo , la costituzione del sodalizio viene accolta dalla Direzione Generale della P.S. come un valore aggiunto da inserire nella società civile attraverso la sua promozione sostenuta da “vigile tutela”. Inoltre, l’individuazione condivisa con i padri fondatori delle finalità statutarie, permette di tracciare fra le parti quelle linee di continuità valoriale che ne collegano idealmente passato e futuro, storia e cronaca, memoria ed attualità.
Quindi, in quel preciso momento storico, nel contesto della moderna Filosofia istituzionale promossa da Vicari, la scelta di attribuire al Capo della Polizia la Presidenza Onoraria dell’ANGPS, assume il chiaro significato simbolico di identificare, attraverso una comune figura istituzionale, l’indelebile simbiosi fra due mondi resi omogenei dall’appartenenza. Quell’appartenenza che, fondata su una tradizione dalle lontanissime radici, ha trovato sempre, nel sacrificio dei suoi uomini e dei suoi caduti, lo strumento di coesione e di sua perpetuazione nel tempo.
È da sottolineare inoltre, che la nascita dell’ANGPS sotto l’egida della Presidenza Onoraria di Angelo Vicari, non ha rappresentato una semplice scelta di facciata dal significativo valore simbolico, ma ha voluto essere anche un’operazione dai qualificati contenuti culturali. Infatti, l’imprimatur all’unicità dell’appartenenza alla Pubblica Sicurezza, presentato alla società civile dal nuovo connubio Istituzione-Associazione, si inseriva, proprio in quel momento storico, all’interno di un più forte messaggio di innovazione e trasformazione istituzionale. La nuova polizia ideata e voluta da Vicari. La Polizia democratica, non poteva più essere identificata esclusivamente nello strumento repressivo governativo, ma, ancorata ai valori costituzionali ed agli indirizzi parlamentari, doveva esprimere nell’interezza tutte le sue funzioni ed essere recepita dalla collettività come uno strumento di ausilio e di vigile riferimento. In pratica si cominciava ad elaborare, attraverso la reimpostazione della formazione professionale, una nuova figura di poliziotto che fosse pienamente consapevole del ruolo sociale che andava a rivestire. Di converso, alla neonata Associazione veniva attribuito il compito del “culto della tradizione e dei suoi caduti” in uno con la “Custodia del Medagliere” quale sintesi sacrale della sua immagine. Al Sodalizio, quindi, il ruolo di coltivare e propalare a tutto tondo, attraverso la narrazione, il recupero della memoria storica e la sua celebrazione, tutte le componenti di una tradizione valoriale su cui andava a radicarsi la quotidiana operatività degli uomini in servizio.
Voleva essere questa una vera pietra miliare, il seme primigenio, di un lungo cammino fondato sul presupposto di una crescita comune verso la formazione di una nuova cultura della Pubblica Sicurezza. Un itinerario che nel corso del tempo ha vissuto nel mondo istituzionale inspiegabili incertezze e resistenze e che l’ANGPS-ANPS, anche nelle sue figure più prestigiose ed illuminate, non ha saputo compiutamente interpretare e realizzare da vera ed autonoma protagonista.
Infatti è stato necessario il decorso di oltre un decennio e la smilitarizzazione del Corpo, perché le esigenze di ricostruzione storica dell’azione civile della polizia avessero negli anni ‘80 una loro voce nella rivista Polizia Moderna e soprattutto un punto di riferimento istituzionale nella costituzione dell’Ufficio Storico3.
L’Associazione da parte sua, ha profuso ogni impegno nella celebrazione pubblica dei propri caduti, onorandone le figure, le gesta e la memoria quale coprotagonista della cronaca del momento. Proponendosi, spesso innanzi ad una società civile sgomenta, quale simbolo aggregativo e quale fermo testimone della capacità di resistenza dell’istituzione nella legalità e nell’affermazione dei valori democratici dello Stato. È mancata però, in questa fase, protraendosi poi nel tempo, una lucida e programmatica volontà di partecipazione alla costruzione di quella “cultura della tradizione storica”, di affiancamento e collaborazione fattiva con la difficile opera affidata all’Ufficio Storico. Nel suo anarcoide attivismo sezionale, l’ANGPS-ANPS, vi ha contribuito discrasicamente con tante testimonianze di sodali e con i lavori di alcuni appassionati studiosi, ma è stata incapace, proprio quale associazione di volontariato, di rendersi punto di riferimento per razionalizzare ed offrire all’Istituzione Polizia una reale e fattiva compartecipazione a programmi, iniziative e studi storici mirati.
In tal modo nel decorso cinquantennio, la Presidenza Onoraria dell’ANGPS-ANPS, pur non realizzando gli ambiziosi programmi sottesi alla sua originaria istituzione, ha rappresentato realmente il simbolo di una simbiosi che, come un frutto di melograno, è stata capace di raccogliere e rinsaldare fra loro, legati da un destino prescelto e da una idealità comune, tutti gli uomini della Polizia.

Avv. Guido Chessa

Consigliere Nazionale ANPS

Note


1°) Sul punto vedasi le linee direttive sulla formazione professionale descritte dal Capo della Polizia Angelo Vicari nella introduzione al libro “ Le scuole di polizia in Italia” edito dal Viminale nel 1969.
2°) Nei primi mesi del 1968 è attivo in Italia il Movimento Studentesco, già operativo negli Stati Uniti, in Giappone, in Germania ed in Francia. Gli studenti occupano decine di facoltà in varie università ed indicono numerose manifestazioni con imponenti cortei e scontri con la Polizia. I più gravi avvennero nel marzo in Roma presso la facoltà di architettura a Valle Giulia con numerosi feriti fra i poliziotti ed arresti fra gli studenti.
3°) Importante, negli anni 80, è l’analisi storica pubblicata (1984-1987) da Polizia Moderna con circa 40 articoli di vari autori ed i richiami fatti dalla rivista alle opere di Antonio Sannino “le Forze di polizia nel 2° dopoguerra” , saggio pubblicato sulla rivista Storia Contemporanea del giugno 1986 diretta da De Felice; del giornalista e storico Franco Fucci “ Le Polizie di Mussolini” edito alla fine degli anni 70, nonché dell’opera del magistrato Romano Canosa “La Polizia Italiana da 1945 al 1960” edita nel 1976. Nello stesso periodo oltre alla creazione dell’Ufficio Storico della Polizia (ott.1984) viene istituito dalla Sezione Siulp di Brescia (1987) il “Centro Studi e ricerche della Polizia”; mentre nel 1989 viene pubblicata da Annibale Paloscia la prima “Storia della Polizia”.
Fonti: la foto del capo della Polizia Angelo Vicari oltre ad essere presente in varie pubblicazioni senza alcun diritto riservato è stata tratta da un numero dalla rivista Fiamme d’Oro della fine degli anni settanta.