Gli albori dell’associazionismo in Polizia – A.N.E.D.A.P.S.

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L’associazionismo, inteso quale fenomeno aggregativo legato al culto delle tradizioni dell’istituzione militare di riferimento, si concretizza materialmente nell’ambiente degli ex appartenenti alla polizia solo alla fine degli anni sessanta del novecento.

Esso coincide con gli anni del pieno boom economico e trova terreno fertile nella necessità di testimoniare lo spirito di appartenenza e la continuità valoriale, presente e consolidata nel riorganizzato Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza. Nel contempo si coniuga con i programmi dei vertici istituzionali dell’epoca, in particolare quelli del Capo della Polizia Angelo Vicari, proiettati nell’impegno di presentare, alla società civile del nuovo stato democratico e repubblicano, un’immagine della pubblica sicurezza più moderna e vicina al cittadino.

A ciò deve aggiungersi, inoltre, l’esigenza di inserire la nascente ANGPS nel quadro delle già esistenti ed operative Associazioni Combattentistiche e d’Arma, aggiungendosi a queste anche per accrescerne la pressione politico-sociale, a sostegno delle azioni rivendicative in materia pensionistica ed assistenziale1.

Sull’onda di questi presupposti favorevoli,il 30 settembre del 1968 viene costituita formalmente l’ ANGPS , la quale pur essendo aperta alla partecipazione dei funzionari di P.S., ne vede solo l’adesione di una sparuta minoranza, ritenendosi per costoro preferibile costituire il 10 febbraio 1969, una loro associazione autonoma denominata U.NA.MO. (Associazione Nazionale funzionari di pubblica sicurezza-Magistrati dell’Ordine)2.
Si perpetua, così, sin dai primi vagiti associativi, quella dicotomia che ha storicamente separato il personale civile della P.S. da quello militare o ad ordinamento militare, distinzione di cui ancor oggi, ad oltre un trentennio dalla riforma del 1981 e dall’unificazione dei ruoli, se ne soffrono le conseguenze separatiste.

Si è dovuto attendere,quindi, un lasso di tempo di ben 116 anni affinché nell’ambiente del personale di polizia maturassero le condizioni per dare corpo al fenomeno associativo che ha assunto subito le sembianze del Giano bifronte.-

Infatti, dal Regio Decreto del Regno di Sardegna nr.1404 del 11 luglio 1852 , istitutivo del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza ed a cui si fa risalire, oramai come dato ufficiale e pacifico, la nascita della Polizia, non è dato rinvenire alcuna iniziativa associativa, fatta eccezione per un primo tentativo, rappresentato dalla costituzione dell’A.N.E.D.A.P.S. protrattosi dal 1948 ai primi anni cinquanta.
E ciò non è accaduto neppure nel primo cinquantennio del Novecento, epoca in cui sono fiorite gran parte delle Associazioni d’Arma, dei combattenti e reduci, del Nastro Azzurro nonché quelle sorte a tutela dei mutilati ed invalidi di guerra e per servizio, le quali ultime, in particolare, hanno recepito le istanze assistenziali provenienti dal personale della polizia.


Le ragioni di un ritardo

Un ritardo così accentuato, al punto da superare il secolo, trova, comunque , le sue ragioni anche nell’evoluzione storica della gestione politica della pubblica sicurezza come organismo statuale. La Polizia, infatti, quale istituzione preposta fisiologicamente alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, è stata più volte riorganizzata, soggetta a denominazioni diverse, accorpata e ripristinata, militarizzata e smilitarizzata, in un insieme di interventi che non hanno certo contribuito a sedimentare, nelle file del suo personale, il senso di appartenenza ad una consolidata tradizione storica.

Basti pensare che tutti i Corpi di Polizia, susseguitisi nella storia d’Italia dal periodo preunitario sino ai giorni nostri, non hanno mai superato i quaranta anni di vita3. A ciò debbono aggiungersi altri fatti rilevanti, dalla limitatezza del personale impiegato sino alla ai primi lustri del novecento , alla decisione di concentrarlo territorialmente nelle grandi città con il Corpo delle Guardie di Città , e quindi disciolte queste alla grande confusione degli anni dal 1919 al 1925 con la formazione del Corpo Agenti Investigativi e della Guardia Regia, quindi nel 1922 con l’accorpamento del primo al Ruolo specializzato dei Carabinieri e con lo scioglimento e parziale assorbimento nell’Arma della seconda. Il tutto con consistenti rifiuti di adesione o con le successive epurazioni che hanno visto coinvolti alcune migliaia di agenti. L’istituzione del Corpo Agenti di Pubblica Sicurezza nel 1925, inoltre, è stata notoriamente preceduta dalla formazione nel 1923 (R.D. nr. 31 del 14.01.1923) della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, in cui era confluita la maggior parte dei componenti i fasci d’azione, e che nei fatti aveva già frammentato e frammenterà ulteriormente le funzioni di polizia. Per poi proseguire con l’OVRA, acronimo dalle molteplici interpretazioni che riuniva operatori della polizia politica in esercizio già dal 1926 e legalizzati nel 1930, con la Polizia Coloniale istituita nel 1936 poi denominata Polizia dell’Africa Italiana dal 15.5.1939, e la Polizia Repubblicana operante nel centro-nord dopo l’armistizio dell’otto settembre 43 e la formazione della Repubblica Sociale. Non và dimenticata, infine, l’influenza negativa prodotta dalle varie bande parapoliziesche operanti sempre nel Centro-Nord Italia, che hanno lasciato, nell’immediato ultimo dopoguerra, in parte della società civile e soprattutto nel campo delle opposizioni politiche del tempo una tragica memoria.

Un retroterra storico così articolato e complesso, trova la sua conclusione verso la fine della seconda guerra mondiale, in uno dei periodi più drammatici per la storia d’Italia, collocabile fra l’armistizio di Cassibile del 4/8 settembre 1943 e l’Amnistia Togliatti di pacificazione nazionale del 22 giugno 1946 . E’ questo il momento storico in cui vengono gettate le basi della nuova polizia e, come vedremo nel paragrafo sull’origine dell’ANGPS, il seme primigenio del suo futuro associazionismo la cui effettiva nascita dovrà essere attesa per altri ventidue anni.
Dopo l’inquadramento nelle Forze Armate del Corpo Agenti di Pubblica Sicurezza, avvenuto con il D.L. 31.7.43 nr.687 emanato dal governo Badoglio, trascorsi due mesi dalla firma dell’armistizio, con il D.L. Luogotenenziale nr.365 del 2.11.1944, viene sciolto il Corpo degli Agenti ed istituito il nuovo Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza in cui il primo andrà a confluire. E’ questo il periodo della Repubblica Sociale al Nord, della Guerra di Liberazione , di Roma città aperta e della sua liberazione il 4 giugno 44, della fuga dell’allora Col. Cesare Sabatino Galli dal campo di concentramento di Dacau (Dic. 1943) e dell’inizio della sua lotta partigiana nel CNL Veneto col nome di Pizzoni, della sosta invernale degli eserciti alleati in preparazione all’avanzata finale che sfonderà la Linea Gotica per chiudere la guerra, con il concorso dell’azione partigiana, il successivo 25 aprile 1945.

La formazione del nuovo Corpo delle Guardie di P.S. avviene, così, in forma progressiva ed eterogenea, protraendosi nel periodo dell’immediato dopoguerra e raccogliendo le varie anime e funzioni in cui si era esplicitata, nel decorso ventennio, l’attività di pubblica sicurezza. Infatti confluiscono in esso, oltre al disciolto Corpo degli Agenti di P.S., la Milizia Volontaria per la sicurezza nazionale in uno con quelle che poi diventeranno le specialità della Ferroviaria, Stradale, Postale e di Frontiera, elementi dell’Esercito e della disciolta Polizia Repubblicana, partecipanti a formazioni partigiane legalmente riconosciute, al C.L.N. ed alla Polizia Ausiliaria che aveva operato in appoggio alle forze alleate di liberazione. Significativa, infine, per l’evoluzione futura del Corpo, sarà la confluenza della Polizia Africa Italiana avvenuto il 9.3.1945. Questa istituzione littoria, infatti, condannata ad una vera e propria damnatio memoriae, vi traghettò un notevole numero di Ufficiali e Sottufficiali, che andranno a costituire in gran parte l’ossatura su cui verrà a fondarsi la nuova organizzazione della polizia del primo dopoguerra sino agli anni settanta inoltrati.
Un ruolo chiave, in questo momento di ricostruzione del Corpo Guardie di P.,S. e di riorganizzazione dello stesso Ministero dell’Interno, rivestono Luigi Ferrari, Capo della Polizia ( 1.08.1944 al 12.09.1948) ed il suo successore Giovanni D’Antoni (12.9.1948 – 20.11.952), mentre fondamentale nel corso di tutto il dopoguerra sino al 1963 fu la guida militare del Corpo, affidata sin dal 19 settembre del 1946 all’Ispettore Generale Cesare Sabatino Galli.- Si è trattato di tre figure, che si riveleranno essenziali per il neonato Corpo di Polizia, in quanto capaci di accompagnarne la crescita progressiva, partendo letteralmente da zero e dovendo affrontare gli anni difficilissimi delle rivendicazioni postbelliche, dei conflitti politici e sociali, dell’inadeguatezza dei mezzi e della impreparazione degli uomini nei servizi di ordine pubblico.


03.12.1948 nasce A.N.E.D.A.P.S.

L’Associazione Nazionale Ex Dipendenti Amministrazione della Pubblica Sicurezza nasce alla fine del 1948, anno determinante per i destini dei futuri assetti istituzionali e politici dell’Italia.

Infatti il 1° gennaio entra in vigore la Costituzione Repubblicana; il 9.2.1948 viene concessa dal Presidente della Repubblica De Nicola la seconda imponente amnistia ed indulto per i reati “annonari, comuni e politici commessi sino al 18.12.1947”. Il piano Marshall per gli aiuti all’Europa (Già deliberato dal senato USA nel luglio del 1947) trova piena attuazione per l’Italia dal febbraio del 1948 in concomitanza con le elezioni politiche del 18 aprile successivo che segnano la decisa vittoria della Democrazia Cristiana di De Gasperi e favoriscono nel maggio l’elezione del liberale Luigi Einaudi alla Presidenza della Repubblica. Il 14 luglio l’attentato di Antonio Pallante a Togliatti sarà motivo di gravissime tensioni a Genova, Milano, Roma ,Napoli e Torino con morti e feriti gravi fra i manifestanti e le forze dell’ordine e con il famoso episodio della vittoria di Bartali,nella tappa di montagna dell’Izoard, da molti storici indicato come motivo di stemperamento dell’altissima tensione sociale. Il 12 settembre Luigi Ferrari lascia l’incarico di Capo della Polizia che viene rilevato da Giovanni D’Antoni in coincidenza con una strage consumata in Sicilia dal bandito Giuliano nel quadro del pericoloso e cruento secessionismo della Sicilia e di varie realtà del Sud.

In questo periodo, inoltre, viene dato impulso alla pubblicistica di polizia interrotta negli anni trenta con la pubblicazione degli ultimi numeri del Magistrato dell’Ordine del Saracini ed in quel momento storico, a seguito del decesso di Carlo Astengo nel 1937, affidata esclusivamente agli eredi del suo ormai famoso “Manuale” non più specificamente destinato alla pubblica sicurezza . Infatti il 29.5.1948 al nr. 92 del registro della Stampa presso il Tribunale di Roma viene iscritta la “Rivista di Polizia” fondata dal magistrato di cassazione Ugo Pioletti che vedrà l’uscita del primo numero nel settembre del 48, mentre in data 11.10.1948 al nr. 456 dello stesso registro viene iscritta ad opera della Direzione Generale della Pubblica Sicurezza la rivista “Polizia Moderna” che uscirà con il primo numero nel gennaio 1949. Due attività editoriali che opereranno in modo continuativo sino ai giorni nostri e che, in quel preciso momento storico, costituiranno la prima il punto di riferimento per l’aggiornamento dei funzionari e degli ufficiali di polizia e la seconda l’organo informativo e di riferimento per tutto il personale in servizio.

Alla fine del 1948, quindi, pur non essendo ancora raggiunta una normalizzazione nella vita sociale , la situazione politica del paese appare ormai definita. I social-comunisti sono minoritari ed all’opposizione, la scelta italiana per il blocco occidentale è ormai definitiva e verrà consacrata dalla sottoscrizione del Patto Atlantico nell’aprile del 1949, le Commissioni di epurazione vengono sciolte, ed il Paese si avvia verso la ricostruzione della propria industria e la ripresa economica, agevolata dagli aiuti del Piano Marshall che si protrarranno ancora sino al 1951.

In questo clima sociopolitico ancora marcatamente conflittuale ma ormai contrassegnato dalla scelta filo occidentale, il 3 dicembre 1948 nasce la prima associazione di Polizia con sede in Roma Piazza Nicosia 11.
L’ A.N.E.D.A.P.S. (Associazione Nazionale ex Dipendenti Amministrazione della Pubblica Sicurezza) si costituisce secondo le regole del codice civile del tempo, quale associazione non riconosciuta privata, e tale veste manterrà nel breve periodo della sua esistenza. La sua costituzione ed il suo programma vengono lanciati nel primo numero di Polizia Moderna e sono tutti proiettati al recupero dell’immagine della Polizia nel campo cinematografico e dei media, nella rivendicazione di benefici per il personale in servizio ed in quiescenza e nella previsione di attività assistenziali “ inserite nel piano riorganizzativo dell’economia italiana “.
Per quanto sorta con il plauso del Ministro dell’Interno Scelba, del Capo della Polizia D’Antoni e della Direzione Generale della P.S., il nuovo sodalizio, presieduto dal Questore Giovanni Lauricella e coordinato dal Prof. Nunzio Pinna alla Segreteria Generale, dopo un iniziale successo, con l’adesione stimata di circa 2500/3000 associati, si spegne progressivamente non trovando grande diffusione territoriale nè chiavi operative capaci di significative sinergie con l’azione istituzionale.
In particolare si segnalano, la pubblicazione del 3° bollettino informativo della Sezione di Roma, comparso nel numero di Marzo del 1950 di Polizia Moderna, la celebrazione della Sezione Romana della Befana del 1950 per i figli dei caduti, la promozione dell’immagine della Polizia attraverso l’edizione propagandistica di una serie di cartoline postali4. Oltre a ciò, non si sono rintracciati documenti e/o notizie di iniziative che abbiano visto la realizzazione, anche parziale, dei programmi statutari enunciati o quali cause abbiano determinato la sua estinzione, presumibilmente collocabile all’inizio del secondo lustro degli anni cinquanta.-
D’altro canto, la scarsa penetrazione nell’istituzione di riferimento, in quel momento storico gravata dall’assolvimento dei compiti di istituto e totalmente assorbita nell’opera di ampliamento e consolidamento del Corpo, e l’assenza di una precisa immagine identitaria e di ogni richiamo alle radici della tradizione e del culto dei caduti, rendono il sodalizio, sin dalla sua costituzione, povero di solidi riferimenti valoriali. Tant’è che l’ANEDAPS non risulta mai formalmente invitata alla Festa della Polizia o alle celebrazioni per S. Michele Arcangelo, già dal 1949 eretto a patrono della Polizia, né entra a far parte delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma.
E’ da considerare, inoltre, che l’ambizioso spazio operativo riservato dall’ANEDAPS ai suoi programmi statutari, risulta nella realtà dei fatti inidoneo a contrastare la cultura del tempo ed inadeguato a stimolare una già incisiva attività politico-istituzionale di quegli anni. Infatti ogni pretesa autoreferenziale in campo cinematografico e dei media si scontra con la cultura del neorealismo, che assumerà valenza e riconoscimento internazionale, e viene superata dalla presenza decennale di una rubrica di critica ed orientamento cinematografico presente nella rivista Polizia Moderna. Inoltre, nel settore assistenziale, l’Istituzione con il ministro Scelba, crea nel 1952 il Fondo Assistenza, Previdenza e Premi per il personale della P.S., e bandisce borse di studio per i figli meritevoli. Si implementano le colonie marine e montane che nel 1953, con Ministro Fanfani, riescono ad ospitare oltre 3500 figli di poliziotti per le vacanze estive. Sempre nel 1953, viene presentato il disegno di legge per assegnare ai polizotti in servizio 1800 case dell’INCIS, progetto che verrà approvato ed eseguito fra il 1954 ed il 1957.- Per il personale in servizio, invece, al di là del famoso riposo Fanfani che nel 1953 introduce il riposo settimanale, non si registrano particolari miglioramenti né sotto il profilo economico, degli orari di lavoro o dell’impiego in ordine pubblico.
In questo scenario socio-politico l’ANEDAPS, svuotato delle sue prerogative statutarie ed incapace di rigenerarsi, si riduce progressivamente a semplice associazione privata, a club service per i propri sodali, e si spegne progressivamente nel silenzio del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza che mai l’aveva eretta realmente a suo ente di riferimento5.

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Note

N°1) Nei primi anni di vita l’ANGPS, nel quadro della Tutela Ministeriale statutaria, indirizzò la propria attività rivendicativa, in materia pensionistica , attraverso l’Ufficio del capo della Polizia e del Ministro dell’Interno ottenendo vari riconoscimenti legislativi. Successivamente, a seguito della riforma del 1981 e della sindacalizzazione, partecipò alla fondazione del CNIPP ( Comitato Nazionale Interassociativo Pensionati Pubblici) di cui erano parte tutte le Associazioni Combattentistiche e D’Arma nonché varie sigle sindacali . Attualmente l’ANPS è membro della Consulta Pensionati.-

N°2) l’U.NA.M.O.(Associazione Nazionale Funzionari di P.S.-Magistrati dell’Ordine) costituita il 10 febbraio 1969 ed eretta ad Ente Morale con DPR 8.01.1974 nr. 20, è stata fondata dal Dir. Dr. Fernando Lo Giudice che ne fu Presidente prima e Presidente Onorario all’atto del subentro nell’incarico del Dr. Antonio Mazzei che la diresse sino allo scioglimento del 1983 . Associazione riservata esclusivamente ai funzionari di P.S. ha svolto una vivace attività per circa quattordici anni cercando di qualificare e rivalutare la funzione dei Funzionari e del Questore nei confronti di quella prefettizia. Ripristinò, nel ricordo dei fasti di Emilio Saracini, la testata giornalistica “IL MAGISTRATO DELL’ORDINE” affidata alla redazione del Dr. Carlo Alberto Gaita. Con la riforma del 1981 e la riunificazione dei ruoli, avendo poco più di 100 associati, delibera la cessazione della attività pubblicistica e la confluenza dell’Associazione nell’ANPS dove personaggi di rilievo culturale, quali i Dirigenti Superiori Dr. Caputo, Maffei e Nigro, vi rivestiranno incarichi elettivi con un ruolo significativo.- L’UNAMO cesserà di esistere formalmente il 31 Dicembre del 1983.-

N°3) Il Corpo della Guardie di P.S. istituito nel 1852 venne disciolto nel 1892 con un organico di circa 4.782 militari di cui 775 impiegati come Agenti a cavallo; le subentrate Guardie di Città istituite nel 1890 con un organico iniziale di circa 5000 addetti vennero disciolte nel 1919 con un organico che aveva raggiunto oltre 15.000 unità; subentrano alle Guardie di Citta con RD 1442 del 14.8.1919 il Corpo degli Agenti Investigativi di circa 8000 unità e con RD 1790 del 2.10.1919 il Corpo della Guardia Regia con un organico iniziale di 25.377 unità complessive. Ma appena tre anni dopo il 31.12.1922 il Corpo Agenti Investigativi venne unificato al Ruolo Specializzato dei Carabinieri mentre il corpo della Guardia Regia in data 20.12.1922 quando aveva raggiunto un organico di 37.000 unità complessive, veniva soppresso ed in parte assorbito dall’Arma dei Carabinieri. Il Corpo Agenti di P.S. viene così reistituito nel 1925 con un organico complessivo di 28.400 unità che raggiungevano le 31.900 unità nel 1943 . Solo un anno dopo, nel novembre del 1944,viene disciolto per confluire nel nuovo Corpo militare della Guardie di pubblica Sicurezza che nel 1946, per effetto dei vari arruolamenti, raggiunge il numero complessivo di 51.367 unità complessive.

N°4) Il riferimento alle cartoline sul “Corpo delle Guardie di P.S.-Reparti Celeri” edite per propaganda a beneficio dell’ANEDAPS, è stato tratto dalle referenze iconografiche sulle Cartoline Postali Collezione privata G.Quintavalli, comparse sulla seconda edizione de “L’Ufficio Storico della Polizia di Stato GUIDA ALLA COLLEZIONE”.-

N°5) L’Associazionismo in polizia, dopo il tentativo fallito dell’ANEDAPS e la Costituzione dell’ANGPS e di UNAMO assorbita dalla prima nel 1983, ha dato corpo negli anni successivi ad altre iniziative. In particolare, i funzionari di Polizia che non intesero accettare la fusione fra ANPS-UNAMO diedero corso alla costituzione in data 18/19 Maggio 1983 all’A.N.F.P. (Associazione Nazionale Funzionari di Polizia). Il primo presidente e fondatore fu il Dr. Nicolò SAMPERISI il quale, dopo alcuni anni la trasformò in organizzazione sindacale ancora attualmente operante fra le varie sigle sindacali riferibili alla Polizia di Stato. Altra promanazione associativa che và infine citata è l’ASAPS (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) costituita il 15 aprile del 1991 dal Dr. Giordano Biserni, ex poliziotto della Stradale, che raccoglie attualmente circa 30.000 soci fra poliziotti, vigili urbani ed addetti alla sicurezza stradale. Edita dal 1993 l’affermato periodico “Il Centauro” e rappresenta una struttura associativa di assoluto prestigio e competenza nel settore della sicurezza stradale ove si è affermata a livello istituzionale, nazionale ed internazionale.-