Gli incrementi alla pensione: ausiliaria e beneficio compensativo.


I – L’AUSILIARIA: REQUISITI E BENEFICI

L’AUSILIARIA è una categoria del congedo che interessa il solo personale militare che, dopo la cessazione dal servizio per raggiungimento del limite di età, previsto per il grado rivestito, manifesta la propria disponibilità ad essere chiamato nuovamente in servizio per lo svolgimento di attività in favore dell’amministrazione di appartenenza o di altre pubbliche amministrazioni statali e territoriali.
 
L’ausiliaria è stata oggetto di recenti modifiche ad opera di interventi legislativi che si succeduti dal 2012 ad oggi (non ultima la legge di Stabilità del 2015); attualmente è prevista e disciplinata dagli articoli da 992 a 996 e dagli articoli 1864 1870 1871 1876 del Codice dell’Ordinamento Militare (D.LGS n. 66 del 15.03.2010).
 
L’art. 992 del D.LGS 66/2010 così dispone:

-1.Il collocamento in ausiliaria del personale militare avviene esclusivamente a seguito di cessazione dal servizio per raggiungimento del limite di età previsto per il grado rivestito o a domanda, ai sensi dell’articolo 909, comma 4.
 
-2 Il personale militare permane in ausiliaria:
   a) fino a 65 anni, se con limite di età per la cessazione dal servizio pari o superiore a 60 anni, ma inferiore a 62 anni;
   b) fino a 67 anni, se con limite di età per la cessazione dal servizio pari o superiore a 62 anni e, comunque, per un periodo non inferiore ai 5 anni.”
 
In base all’attuale normativa, per essere collocati in ausiliaria occorre:
1) Appartenere al personale militare.
2) Aver cessato dal servizio per raggiunto limite di età.
3) Aver presentato domanda, all’atto della cessazione dal servizio e nei termini prescritti, manifestando per iscritto la disponibilità al richiamo.
4) Il possesso dell’idoneità psico-fisica, che consenta al militare di svolgere l’attività di impiego presso le amministrazioni pubbliche che ne facciano richiesta.
 
Durante il periodo di ausiliaria il militare non può assumere impieghi, né rivestire cariche, retribuite e non, presso imprese che hanno rapporti contrattuali con l’amministrazione militare, pena l’immediato passaggio nella categoria riserva, e perdita del relativo trattamento economico.
 
Il militare collocato in ausiliaria, percepisce una indennità in aggiunta al trattamento di quiescenza e, al termine del predetto periodo, ha diritto a vedersi liquidato un nuovo trattamento di quiescenza che è comprensivo anche del periodo di permanenza in ausiliaria.
 
L’indennità annua lorda percepita dal militare in ausiliaria è attualmente” pari al 50% della differenza tra il trattamento di quiescenza percepito e il trattamento economico spettante nel tempo al pari grado in servizio dello stesso ruolo e con anzianità di servizio corrispondente a quella effettivamente posseduta dal militare all’atto del collocamento in ausiliaria“.

 

II – IL PERSONALE ESCLUSO DALL’AUSILIARIA

E IL BENEFICIO DELL’ART. 3 COMMA 7 D. LGS 165/1997:
 
Per gli appartenenti alle Forze di Polizia a ordinamento civile (tutti gli arruolati a partire dal 01.01.1996), così come per i Vigili del Fuoco, trova applicazione un diverso BENEFICIO COMPENSATIVO previsto dall’art. 3, comma 7, del d. lgs 165/1997 che comporta la maggiorazione del montante individuale dei contributi.
 
La norma dispone che: “Per il personale di cui all’articolo 1 escluso dall’applicazione dell’istituto dell’ausiliaria che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età previsto dall’ordinamento di appartenenza e per il personale militare che non sia in possesso dei requisiti psico fisici per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria, il cui trattamento di pensione è liquidato in tutto o in parte con il sistema contributivo di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, il montante individuale dei contributi è determinato con l’incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio moltiplicata per l’aliquota di computo della pensione.
Per il personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare il predetto incremento opera in alternativa al collocamento in ausiliaria, previa opzione dell’interessato
.
 
L’istituto di cui all’art. 3, comma 7, del D. Lgs 165/1997 ha un ambito di applicazione diverso e non sovrapponibile rispetto a quello dell’ausiliaria: dove opera quest’ultima non trova certamente spazio il beneficio di cui all’art. 3, comma 7. Quest’ultimo trova dunque applicazione per:
 
- Il personale di cui all’articolo 1 del medesimo decreto escluso dall’applicazione dell’ausiliaria che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età.
L’art. 1 si riferisce al personale delle Forze Armate, compresa l’Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza, nel personale delle Forze di Polizia a ordinamento civile e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (art. 1 D.Lgs 165/1997);
 
- Il personale militare che non sia in possesso dei requisiti psico-fisici per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria, il cui trattamento di pensione è liquidato in tutto o in parte con il sistema contributivo.

 

III – I DIPENDENTI CESSATI
DAL SERVIZIO PER RIFORMA

Ci sono tuttavia dei dipendenti dello Stato che, almeno in apparenza, risultano esclusi da entrambi gli istituti ovvero quei militari (Forze Armate, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza) che sono cessati dal servizio per riforma senza aver raggiunto i limiti di età per la pensione.
 
Due importanti pronunce della Corte dei Conti della Regione Abruzzo, la n. 28/2012 e la n. 27/2017, sembrano aprire un filone di contenzioso che potrebbe, se coltivato e diffuso con adeguate iniziative giudiziarie in tutta Italia, portare interessanti risultati per i servitori dello Stato in termini economici.
 
Infatti in entrambe le pronunce sopra richiamate la Corte dei Conti ha espressamente riconosciuto il beneficio di cui all’art. 3, comma 7 del D. Lgs 165/1997 a due ex sottoufficiali della Guardia di Finanza che erano stati collocati in quiescenza per riforma, prima di aver raggiunto i limiti di età per la pensione; beneficio che l’INPS aveva negato.
 
Tutti iriformati delle Forze Armate, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza che cessano dal servizio senza aver raggiunto i limiti di età (con il sistema misto o contributivo) devono dunque prestare attenzione al proprio trattamento di quiescenza e proporre ricorso qualora l’INPS non abbia applicato il beneficio di cui all’art. 3, comma 7, del D. Lgs. 165/1997, cioè qualora il montante individuale dei contributi non sia stato determinato con l’incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio moltiplicata per l’aliquota di computo della pensione.
 
Infatti, occorre segnalare che l’art. 1865 del Codice dell’Ordinamento Militare, rubricato “Trattamento di quiescenza del personale escluso dall’ausiliariadispone espressamente che “Per il personale militare escluso dall’istituto dell’ausiliaria di cui all’art. 992, si applica l’articolo 3, comma 7, del D. Lgs. 30 aprile 1997 n. 165 “.
 
L’art. 1865 opera come clausola di salvaguardia facendo sì che tutto il personale militare escluso dall’ausiliaria, indipendentemente dai motivi di tale esclusione (carenza di requisiti oggettivi e/o soggettivi), possa godere dei benefici di cui all’art. 3, comma 7, del D. Lgs.165/1997.
 
Pertanto, anche il personale militare riformato che non potrebbe essere collocato in ausiliaria per la mancanza del requisito del raggiungimento dei limiti di età, ha diritto a vedersi riconosciuto il beneficio di cui all’art. 3, comma 7 D. Lgs 165/1997 al pari dello stesso personale che, seppur inidoneo sul piano psico-fisico, accedeva per espressa previsione normativa al beneficio “compensativo” del montante contributivo individuale maggiorato perché aveva raggiunto i requisiti di età richiesti.
 
Un discorso a parte deve essere fatto per il personale delle Forze di Polizia a ordinamento civile e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che cessa dal servizio per riforma senza aver raggiunto i limiti di età.
 
Questi ultimi, infatti, sono esclusi dall’applicazione sia dell’ausiliaria che dell’art. 3, comma 7 del D. Lgs. 165/1997, trovandosi ancora una volta in posizione di disparità di trattamento rispetto sia agli arruolati nelle Forze di Polizia a ordinamento militare (che possono godere in via alternativa dell’uno o dell’altro istituto), sia rispetto agli arruolati nelle Forze di Polizia a ordinamento civile che cessano dal servizio per raggiungimento dei limiti di età. Anche in questo caso, l’unica via percorribile risulta essere quella di ricorrere in giudizio al solo fine di sollevare, davanti al Giudice del ricorso, un’eccezione di incostituzionalità per violazione del principio di uguaglianza sostanziale.

Avv. Chiara Chessa & Avv. Eleonora Barbini


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Perequazione Pensioni. Contro Consiglio Ministri
Richiesta danni da inoltrare entro il 6 Dicembre 2016

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Condividendo l’iniziativa promossa dallo Studio Legale dell’Avv.to Pietro Frisani di Firenze di cui, come da gentile concessione, pubblichiamo il testo della Raccomandata/PEC di Richiesta Danni da inviare al Consiglio dei Ministri, siamo a consigliare ai Soci ANPS ed ai lettori del nostro sito di aderire all’iniziativa.
La Nuova Azione, consistente nel Richiedere, con Raccomandata Ricevuta di Ritorno o invio per Posta Elettronica Certificata, il risarcimento dei danni al Consiglio dei Ministri per “Illecito Legislativo” entro il termine di prescrizione del 6 Dicembre 2016, può rappresentare un significativo “salvagente” nell’ipotesi in cui la Corte Costituzionale respinga, anche solo parzialmente, le questioni di legittimità sollevate sulla Legge Poletti (L.109/2015) ed a questa rimesse con ordinanze delle Corti dei Conti di Emilia Romagna e Liguria nonché dei Tribunali di Palermo, Brescia, Milano e Genova, nel corso della trattazione dei ricorsi presentati per ottenere il rimborso degli importi a titolo di perequazione dovuti per gli anni 2012-2013-2014-2015.-

Quindi, ribadito che si tratta di una iniziativa esclusivamente preventiva, finalizzata a garantirsi sino al 6 Dicembre 2021, il riconoscimento del diritto al Risarcimento dei Danni per la mancata o parziale perequazione delle pensioni negli anni 2012 e 2013, si consiglia di spedire la Lettera conservando le ricevute di spedizione e di ricevimento in attesa degli sviluppi.

Le valutazioni poste alla base dell’eventuale azione risarcitoria, il cui primo passo necessario ed imprescindibile è rappresentato dalla lettera da inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono mutuate dai principi cardine del Diritto Comunitario nonché dai principi generali del nostro Ordinamento.-

In primis la norma di legge di riferimento è costituita dall’illecito extracontrattuale disciplinato dall’art 2043 del codice civile, il quale prevede che “qualunque fatto doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto, obbliga colui il quale ha commesso il fatto, a risarcire il danno”.-
Principio generale del neminem leaedere che investe tutti soggetti giuridici del nostro ordinamento.

Sulla scorta di tale principio il cittadino, la Pubblica Amministrazione, le Aziende Ospedaliere, in una parola tutti i soggetti giuridici che ne sono parte, possono essere chiamati a risarcire i danni provocati a terzi dalla propria azione e/o attività.

In tal senso si ritiene che anche l’azione del Legislatore , ove ritenuta costituzionalmente illegittima o in contrasto con la normativa comunitaria, possa essere sottoposta al vaglio giudiziario ai fini della valutazione e della risarcibilità dei danni dalla stessa prodotti.

Basta rammentare come in sede Comunitaria l’Italia subisca periodicamente sanzioni pesantissime per il mancato adeguamento alla normativa UE e per i danni che da detta mancata attuazione scaturiscono ai cittadini italiani in quanto cittadini comunitari.-

Nel nostro caso:

Il Legislatore ha attribuito ai suoi cittadini pensionati il diritto alla perequazione del trattamento pensionistico (Introdotto con Legge 30.04.1969 nr.153) secondo i criteri ridefiniti dall’art. 34 della Legge 448/1998 .-

Alcuni blocchi o applicazioni parziali della perequazione, attuati nel tempo dal Legislatore ed impugnati dai cittadini in sede giudiziaria, hanno superato il vaglio di costituzionalità sino alla Sentenza della Corte Costituzionale nr. 316/2010, con la quale la Corte Costituzionale ha rivolto un espresso monito al Legislatore onde evitare “il rischio della frequente reiterazione di misure volte a paralizzare il meccanismo perequativo”.

Con la Legge Fornero (22.12.2011 nr.214) il meccanismo perequativo delle pensioni è stato nuovamente paralizzato per gli anni 2012 e 2013, per cui la Corte Costituzionale con la sentenza n. 70 del luglio 2015 né ha dichiarato l’illegittimità con conseguente ripristino del diritto alla perequazione piena del trattamento pensionistico.

In esecuzione della Sentenza 70/2015 della Corte, il Legislatore con la Legge Poletti (109/2015 in vigore dal 21.7.2015), ha disposto, come è ben noto, solo parziali rimborsi per 3 fasce pensionistiche mantenendo fermo il blocco per le pensioni superiore a sei volte il minimo.

Detta decisione è stata contestata da numerosi pensionati con semplici diffide inviate all’INPS ed in tantissimi casi anche con ricorsi giurisdizionali alle Corti dei Conti o ai Tribunali Sez. Lavoro competenti, ove, come detto, sono state sollevate nuovamente eccezioni di incostituzionalità della legge, attualmente perdenti innanzi al Corte ed in attesa di decisione.

Orbene, noi non siamo in grado di prevedere con certezza quale sarà l’esito di quest’ultima decisione, ma nell’ipotesi in cui questa dovesse prevedere la costituzionalità della legge Poletti, questa non potrà che avere applicazione con decorrenza dal 21.7.2015, lasciando scoperto il periodo ad essa antecedente.

Pertanto, nel periodo intercorrente tra la negazione-compressione del diritto alla perequazione ( legge Fornero) sino alla sua riespansione-riaffermazione in virtù dell’intervento della Corte Costituzionale, il cittadino pensionato ha subito un danno che si può quantificare nell’importo complessivo della mancata rivalutazione del proprio trattamento pensionistico con decorrenza dal gennaio 2012 sino al luglio 2015.-

Ne consegue :-
1°) Che il diritto al risarcimento danni, ove sussistente, matura a decorrere dal 6 Dicembre 2011 data di pubblicazione del Decreto Legge 201/2011 poi convertito in legge 2014/2011 detta "Legge Fornero".-
2°) Che Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno ex art 2043 c.c. Quantificato nella mancata rivalutazione del trattamento pensionistico dal dicembre 2011 sino al luglio 2015, è quinquennale pertanto andrà a spirare il prossimo 6/12/2016.-

Per interrompere la prescrizione è necessario inviare un atto che valga a costituire in mora il debitore ( art 2943 c.c.), può dunque ritenersi idoneo e opportuno al fine di interrompere la prescrizioneinviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la lettera raccomandata a/r contenente la richiesta di danni per “illecito legislativo”
- Scarica, completa ed invia il modulo-

La nuova azione giudiziaria sarà intrapresa solo ove la Corte Costituzionale ritenesse non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata in merito al c.d Decreto Poletti- DL n. 65/2015 convertito nella Legge 109/2015.

Il Cons.Naz. e Delegato Regionale

Avv.to Guido Chessa


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Lettera richiesta Risarcimento Danni
 

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Ricorso perequazione: considerazioni in punto di prescrizione del diritto agli arretrati


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L’art 2935 del codice civile (Decorrenza della prescrizione) così dispone: “ La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.

I milioni di pensionati italiani che hanno subito il blocco dell’adeguamento della prestazione previdenziale per effetto della c.d Legge Fornero, si stanno domandando in questi giorni da quando decorre la prescrizione del mio diritto a chiedere gli arretrati in virtù dell’intervento della Corte Costituzionale? Qual’è il termine di prescrizione ? C’è un termine per esperire l’azione giudiziale?


Per tutelare i propri interessi i pensionati devono essere informati, di seguito alcune considerazioni.

  1. La prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza di ciascun rateo pensionistico per il quale non sia stata riconosciuta la perequazione (Cass. n. 3437/1999), quindi i termini di prescrizione decorrono dal mese di Gennaio 2012 e così via per ogni mese a seguire.

  2. Il termine di prescrizione del diritto alla rivalutazione del trattamento pensionistico dovrebbe ritenersi quinquennale, per cui la data della prima scadenza dei termini di prescrizione è quella del 31/12/2016 relativamente alle somme dovute e non riconosciute sulla mensilità pensionistica di Gennaio 2012.-

  3. Per interrompere la prescrizione è necessario inviare un atto che valga a costituire in mora il debitore ( art 2943 c.c.), può dunque ritenersi idoneo e opportuno al fine di interrompere la prescrizione inviare alla sede Inps territorialmente competente una lettera raccomandata a/r contenente la diffida all’Istituto di riconoscere al pensionato la piena perequazione sul trattamento pensionistico liquidato negli anni 2012-2013.- Scarica il modulo.

  4. Il termine di decadenza triennale dall’azione giudiziale non si applica allorchè la domanda giudiziale sia volta ad ottenere gli scatti perequativi periodici. Secondo consolidati orientamenti giurisprudenziali di merito e di legittimità ( Cass n. 209/2000 e Corte Di App. Roma Lav del 28/03/2007) il termine di decadenza previsto dall’art 47 del DPR n. 639/1970 ( trattamenti pensionistici, prestazioni riconosciute solo in parte o il pagamento di accessori del credito) non può trovare applicazione quando la domanda giudiziale sia finalizzata ad ottenere il solo adeguamento della prestazione previdenziale.

  5. In punto di efficacia delle sentenze della Corte Costituzionale che dichiarano l’illegittimità costituzionale di una norma, in quanto sentenze di accoglimento, hanno efficacia nei confronti di tutti ovvero “erga omnes” , con la conseguenza che, la sentenza n. 70/2015 ove il Governo e il Legislatore non fossero intervenuti, avrebbe trovato immediata applicazione da parte dell’Inps in favore di tutti i pensionati.

Il Cons.Naz. e Delegato Regionale

Avv.to Guido Chessa


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Atto Intimazione e Diffida INPS
Mandato Avvocato Chessa Guido
 

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Sezione di Arezzo “Siro Donati”

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Carmelo Fruganti

06.04.1972

15.11.1985

2°) Guido Chessa

15.11.1985

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Guardia Di Lauro Antimo (07.03.1948) ; Guardia Menci Dino (13.06.1948); Brigadiere Boni Emilio (29.09.1950); Guardia Mucci Levino (01.01.1955); Guardia De Masi Raffaele (01.10.1963); Appuntato Bracchi Venerando (25.11.1981); Sovrint. Dini Enrico (25.11.1981); Appuntato Dori Elbo (25.11.1981); Sovrintendente Petri Emanuele ( 02.03.2003); Sovrintendente Capo Fortunato Bruno (09.04.2010).


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Tacchetti Pierino (11.12.1951); Sovrintendente Vallelonga Rocco Giuseppe (02.12.2004)
Capitano Sirio Donati (17.06.1980)


 

Le più alte ricompense di cui si fregia la Sezione

FORTUNATO Bruno

05.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

Medaglia O.V.C. – Deceduto

PETRI Emanuele

05.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

Medaglia O.V.C.- Alla Memoria

DI FRONZO Giovanni

05.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

Medaglia d’oro al valor civile


 

Cenni Storici

Fondata il 6 aprile 1972 dal Mar. Carmelo Fruganti, insignito della Croce di Guerra quale appartenente all’eroico I° Battaglione Motociclisti della P.S., annovera oggi circa 200 soci con la Presidenza di Guido Chessa . Intestata al Capitano Sirio Donati, deceduto a seguito di un tragico incidente stradale, il sodalizio locale celebra annualmente i suoi 13 caduti per servizio fra cui annovera tre medaglie d’oro al Valor Civile (Emanuele Petri, Bruno Fortunato e Giovanni Di Fronzo ) ed una medaglia d’argento al valor militare (Dino Menci). Nel corso degli anni, su iniziativa della sezione, sono state apposte all’interno del cortile della Questura e del Comando Gruppo (intitolato a Dino Menci) due lapidi, una ai Caduti della Polizia ed una seconda a ricordo dei caduti per servizio (Elbo Dori, Enrico Dini e Venerando Bracchi), la sala riunioni della Questura è stata intestata ad Emanuele Petri mentre nella toponomastica cittadina sono state intitolate tre strade ad Emanuele Petri, Dino Menci ed all’indimenticato Capo della Polizia Vincenzo Parisi, oltre ad un giardino cittadino a Giovanni Palatucci. Dotata di un valente Consiglio particolarmente attivo e propositivo, ha visto entrambi i suoi presidenti rivestire cariche negli Organismi Nazionali, assumendo iniziative spesso anticipatrici e di stimolo per la politica associativa del sodalizio. Alla sezione aretina è da ascriversi la creazione nel 1985 del primo “Giornalino di Sezione” e nel 2001 la prima iniziativa di proporre al Consiglio Nazionale del tempo un’organica riorganizzazione del sodalizio con l’elaborato “ Per uscire dal bunker”. Nell’ultimo triennio, ha proposto e realizzato assieme alla Sezione di Roma la pubblicazione on line di tutti i numeri di Fiamme d’oro ed ha realizzato e pubblicato “Il Medagliere delle Sezioni”, un elaborato sulla ricostruzione delle origini storiche del medagliere e l’attribuzione delle medaglie alle sezioni. Tali iniziative hanno coinciso con la decisa rinnovazione del proprio Sito “anpsarezzo.it”, il primo nel panorama associativo nazionale ad assumere un taglio storicistico ove sono pubblicate numerose pagine della Storia della Polizia, dell’ANGPS-ANPS e sul medagliere della Polizia e dove i programmi, condivisi con la sezione fiorentina ed altre sezioni toscane, prevedono la ricostruzione della memoria storica del Sodalizio, la doppia ricostruzione del Medagliere della Polizia sia con taglio antologico per le Medaglie d’Oro e che storico distinto per Corpi , la storia del Sacrario dei Caduti ed altre iniziative legate ad attività di ricerca sempre appoggiate e sostenute dal Presidente e dal Consiglio Nazionale. A tali attività si aggiungono poi quelle attinenti al volontariato, alla convegnistica, all’assistenza ai soci ed alle riunioni periodiche tese a cementarne i rapporti e le affinità..

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Nove rinvii alla Corte Costituzionale

Il Punto della Situazione

Il conflitto fra i pensionati ed il legislatore sulla questione della ” perequazione pensionistica”, è stato caratterizzato, nel corso del 2016, dal fiorire di un significativo contenzioso giudiziario.
Infatti migliaia di ricorsi sono stati promossi e sono pendenti innanzi alle Sezioni Pensionistiche delle Corti dei Conti Regionali ed innanzi alle Sezioni Lavoro dei Tribunali Civili, con la finalità di ottenere il riconoscimento del diritto alla completa rivalutazione del trattamento pensionistico attraverso la preventiva declaratoria di incostituzionalità dell’art.1 del D.Lgv. 65/2015 convertito in L. 109/2015.
Ad oggi, ben nove questioni di legittimità costituzionale, ritenute “non manifestamente infondate”, sono state sollevate dalla magistratura di merito nei confronti della Legge Poletti emanata in attuazione della Sentenza della Corte Cost. 70/2015, e rimesse al vaglio del Giudice delle Leggi.
Si tratta delle ordinanze, che pubblichiamo nel loro testo integrale, assunte dalla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna e delle Marche (quella dell’Abruzzo ha disposto la mera sospensiva in attesa del giudizio) e dai Tribunali Sez. Lavoro di Palermo, Brescia, Milano, Napoli, Torino, Genova e Cuneo, con le quali, in pratica, tutta la disciplina introdotta dalla legge Poletti viene sottoposta sotto vari profili all’esame della Consulta.
In un panorama così articolato e complesso, al fine di facilitare l’informazione ai soci ed ai lettori interessati, cerchiamo qui di seguito di fare il punto della situazione prospettando una breve sintesi delle questioni di costituzionalità rimesse innanzi alla Corte e che nel corso del 2017, riunite in un unicum, si ritiene verranno complessivamente decise.

Le questioni di legittimità costituzionale hanno ad oggetto i seguenti profili:

1°) Violazione del giudicato costituzionale (Art. 136 Cost.).

La lesione dell’art. 136 Costituzione, per violazione del giudicato costituzionale, è presente in tutte le ordinanze di rimessione alla Corte.
Esso, come è noto, travolge la norma facendone cessare l’efficacia dal giorno successivo alla sua pubblicazione in gazzetta ufficiale, con la precisazione, contenuta nell’art. 30 co 3° Legge 87/1953, che da quel giorno la norma non può più avere applicazione. Inoltre, la perdita di efficacia della norma non vale soltanto per il futuro, ma opera anche retroattivamente nei confronti di fatti e rapporti instauratisi nel periodo in cui la norma legislativa incostituzionale era vigente ed esercitava efficacia (Ordinanza C.Conti Sez. Pens. Reg. Veneto del 09.11.2015). Pertanto il giudicato costituzionale “”….è violato non solo quando il legislatore emana una norma che costituisce una mera riproduzione di quella già ritenuta lesiva della Costituzione, ma anche laddove la nuova disciplina miri a “perseguire e raggiungere, anche se indirettamente, esiti corrispondenti” (Sent. Corte Cost. nr. 223/1983; nr.88/1966 e nr. 73/1963 richiamate dal Sent. C.Cost. 245 del 31.10.2012).
Come correttamente evidenziato dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Milano con ordinanza del 30.04.2016 n. 124 pubblicata in Gazzetta ufficiale n. 26 del 29.06.2016: “(..) resta fermo l’inadempimento del legislatore alla sentenza n. 70/2015″ in quanto “(…) anche ad ammettere che il legislatore potesse introdurre una norma volta a disciplinare la fattispecie con effetti retroattivi, sarebbe stato doveroso dare approfonditamente conto delle ragioni per cui le esigenze di bilancio pubblico dovessero necessariamente ritenersi prevalenti rispetto al ripristino delle posizioni giuridiche soggettive pregiudicate dalla norma dichiarata incostituzionale.
Di tutto ciò, al contrario, tanto nella relazione illustrativa al disegno di legge n. 65/2015 quanto nel successivo decreto-legge non v’è traccia alcuna”.

(…..) Difatti, ad accedere alla tesi della necessaria prevalenza di tale disposizione (art 81 Cost.), si arriverebbe ad una sostanziale vanificazione degli effetti dell’art 136 Costituzione, dal momento che il legislatore si troverebbe sostanzialmente facoltizzato a porre in essere interventi normativi pregiudizievoli di posizioni soggettive di rango costituzionale ben sapendo che, anche ove detti interventi fossero dichiarati incostituzionali, non avrebbe giammai un obbligo di rispetto del giudicato costituzionale, potendo sempre invocare le proprie ( a questo punto postulate) necessità di rispetto degli equilibri economico-finanziari introducendo così normative retroattive come nel caso di specie e perpetrando di fatto le violazioni censurate in sede costituzionale.


2°) L’Art. 1 D.L. nr. 65/2015 del 21.5.2015 convertito con modifiche nell’Art. 1 Legge nr. 109 del 17.07.2017, in riferimento all’art. 24 commi 25 Lett. b)-c) -d) e 25bis del DL. 6.12.2011 n.201, convertito con modifiche in L. 22.12.2011 n.214, ritenuti in contrasto con gli Artt. 2, 3, 36 comma primo, 38 comma secondo della Costituzione (Riguardante le TRE Fasce da €. 1405 a 2810,10 lorde).

Per quanto attiene alla disciplina prevista dall’art.24 comma 25°, che riconosce per gli anni 2012 e 2013, una rivalutazione parziale accordando alla Lett. b) il 40% per la fascia di reddito pensionistico da 3 sino a 4 volte il minimo della pensione sociale; alla Lett. c) il 20% per la fascia di reddito pensionistico da 4 sino a 5 volte il minimo della pensione sociale; alla Lett. d) il 10% per la fascia di reddito pensionistico da 5 sino a 6 volte il minimo della pensione sociale; e dall’art. 24 comma 25°bis, che ha stabilito per gli anni 2014,2015 la rivalutazione in ragione del 8% per la fascia di cui alla Lett.b); del 4% per la fascia di cui alla Lett.c) e del 2% per la fascia di cui alla Lett.d) mentre per il 2016 ha stabilito una rivalutazione pari progressivamente al 20%, 10% e 5% per le tre fasce citate, la questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dai Tribunali Sez. Lavoro di Palermo, Brescia, Genova, Milano e dalle Corti dei Conti Regionali dell’Emilia Romagna e delle Marche.
I Giudici del rinvio hanno ritenuto non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dal momento che la disciplina attuativa della Sentenza Costituzionale (Legge Poletti), per quanto abbia introdotto una progressività proporzionale nell’applicazione della perequazione per gli anni 2012 e 2013 pari al 40%,20% e 10% rispettivamente rivolto alla 4, 5 e 6 fascia pensionistica, in realtà persiste nell’applicare un criterio irragionevole ed inadeguato. Infatti, le somme assegnate a titolo di rimborso con decorrenza dal 1 agosto 2015, sono talmente irrisorie da considerarsi assolutamente inidonee” a conservare il potere di acquisto delle somme percepite da cui deriva in modo consequenziale- per il pensionato- il diritto ad una prestazione adeguata.” Inoltre, tale diritto, anche nel caso che ci investe, risulta irragionevolmente sacrificato nelnome di esigenze economico-finanziarie assolutamente generiche e totalmente prive di ogni riferimento al criterio di bilanciamento dei valori costituzionali che sarebbe stato seguito per imporre alla sola categoria sociale dei pensionati il sacrificio economico disposto.


3°) L’Art. 1 D.L. nr. 65/2015 del 21.5.2015 convertito con modifiche nell’Art. 1 Legge nr. 109 del 17.07.2017, in riferimento all’art. 24 commi 25 Lett e) e 25bis del DL. 6.12.2011 n.201, convertito con modifiche in L. 22.12.2011 n.214, ritenuti in contrasto con gli Artt. 2, 3, 36 comma primo, 38 comma secondo della Costituzione (Riguardante la Fascia oltre 6 volte il trattamento minimo, oltre €. 2810,10 lorde).

Ritenuta non manifestamente infondata dai Tribunali di Brescia, Genova, Torino, Cuneo e dalle Corti dei Conti Regionali dell’Emilia Romagna e delle Marche, riguarda la categoria dei pensionati maggiormente penalizzati quali percettori nel 2012 di un importo lordo superiore ad €. 2810,10 mensili. Tale categoria, infatti, non solo ha subito la reiterazione del bocco Fornero per gli anni 2012 e 2013, ma se lo è visto reiterare anche per il 2014 (Con Legge di stabilità Letta art. 1 coma 483 l. 147/2013) e quindi, prolungare ulteriormente per gli anni 2015 e 2016 dal D.L. 65/2015 convertito L. 109/2015. Oltre ai problemi di sovrapposizione fra la disciplina Letta, che prevedeva la rivalutazione delle pensioni al 45% per gli anni 2015 e 2016 e ciò in contrasto con la successiva reiterazione per gli stessi anni del blocco da parte della Poletti, la reiterazione del blocco di tali trattamenti pensionistici, non solo importa una evidente violazione del giudicato costituzionale ma anche dei criteri di adeguatezza e ragionevolezza in assenza di quelle esigenze economico-finanziarie affermate dal Legislatore in forma assolutamente generica e totalmente prive di ogni riferimento al criterio di bilanciamento dei valori costituzionali che sarebbe stato seguito per imporre alla sola categoria sociale dei pensionati il sacrificio economico disposto.


4°) L’Art. 1 D.L. nr. 65/2015 del 21.5.2015 convertito con modifiche nell’Art. 1 Legge nr. 109 del 17.07.2017, ritenuto in contrasto con l’art. 117 comma 1° Costituzione rispetto all’art. 6 CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Liberta fondamentali) firmato a Roma il 4.11.1950 e ratificata e resa esecutiva con L. 4.8.55 nr. 848 quale norma interposta.

Trattata da più ordinanze di rinvio ma con riferimenti generici alla retroattività della Legge Poletti, la questione di legittimità è stata invece sollevata formalmente ad opera della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna e dal Tribunale Sez. Lavoro di Cuneo. In particolare si evidenzia come, a fronte della declaratoria di incostituzionalità statuita con la Sent. 70/2015 Corte Cost., il Legislatore anziché uniformarsi al suo dettato, col D.L. 65/2015(L.109/2015) ha introdotto una “nuova e diversa disciplina della perequazione” con estensione retroattiva decorrente dal 1.12.2012.
Tale operazione, però, risulta in contrasto con la giurisprudenza della Corte di Giustizia di Strasburgo “…particolarmente rigorosa nell’ammettere leggi retroattive che abbiano l’effetto di neutralizzare decisioni giudiziarie. Infatti anche norme di interpretazione autentica ( e come tali necessariamente retroattive) possono violare il diritto all’equo processo ex art. 6 comma 1° CEDU, laddove non sussistano situazioni di incertezza giuridica,, senza che, d’altra parte esigenze finanziarie siano di per se idonee a giustificare simili interventi, poiché non corrispondenti ad un “imperioso motivo di interesse generale”.
Poiché nel caso di specie non si pone alcun problema di interpretazione della norma , con il Decreto 65/2015 (L.109/2015) è stata frustrata la tutela giurisdizionale del cittadino, e quindi il suo diritto ad un equo processo, che nel caso di specie, consisteva nel vedersi applicare la disciplina della perequazione delle pensioni risultante dalla declaratoria di incostituzionalità, affidamento del tutto legittimo e che è stato disatteso.
Ne consegue che ciò appare in contrasto con l’art. 6° comma 1° della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e quindi con l’art. 117 della Costituzione, per cui la relativa valutazione iene sottoposta al vaglio di costituzionalità.


5)La questione di legittimità costituzionale subordinata,riguardante il combinato disposto del D.Legge 65/2015-L.109/2015 e dell’art. 1 comma 483 Legge 27.12.2013 n°147 (legge di stabilità Letta) in violazione degli artt. 3, 36 comma 1° e 38 comma 2° della Costituzione.

La questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dal Trib. di Milano e da quello di Genova,in forma subordinata, cioè ove la Corte ritenesse costituzionale l’art. 1° commi 25 e 25bis della Legge Poletti.- Infatti i giudici di merito hanno rilevato, per quanto attiene alle pensioni superiori a 6 volte il Trattamento Minimo, come per le stesse il blocco integrale previsto dalla Legge Fornero per gli anni 2012 e 2013, con la Legge di Stabilità di Letta sia stato procrastinato anche per l’anno 2014 mentre per gli anni 2015 e 2016 si prevedeva l’applicazione della perequazione in ragione della percentuale ridotta del 45%. Con la declaratoria di incostituzionalità della Legge Fornero e con l’ingresso in sua sostituzione (Con effetti retroattivi) della Legge Poletti, le pensioni superiori a 6 volte il Trattamento Minimo, non solo sono rimaste bloccate per gli anni 2012, 2013 e 2014, ma il blocco della loro rivalutazione è stato esteso anche agli anni 2015 e 2016, e ciò in contrasto con quanto stabilito dalla Legge Letta che ne prevedeva la rivalutazione ridotta al 45%. Il mancato coordinamento fra le norme contrastanti, e l’eventuale declaratoria di costituzionalità della Legge Poletti, porrebbe il problema della vigenza e quindi della costituzionalità di quest’ultima reiterando un conflitto fra leggi che la Corte, in via subordinata viene chiamata comunque a risolvere.


Riportiamo qui di seguito il testo integrale
delle nove ordinanze citate.



 

Il Cons.Naz. e Delegato Regionale

Avv.to Guido Chessa


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IL MEDAGLIERE ANTOLOGICO


OMD’I – ORDINE MILITARE D’ITALIA


NOME

Provvedimento

Gazzetta Ufficiale

Onorificenza

MARAFFA Riccardo

Regio D. 29.03.1940

Bollettino Uff. dell’OMDI del 1940

Cavaliere Ordine Militare D’Italia

GALLI Cesare Sabatino

D. Luog. del 06.04.1946

Bollettino Uff. dell’OMDI del 1946

Cavaliere Ordine Militare D’Italia




MEDAGLIE D’ORO AL VALOR MILITARE


NOME

Provvedimento

Gazzetta Ufficiale

Onorificenza

ORECCHIONI Luigi

R.D. 11.7.1941

G.U. 234 del 5.10.42

Medaglia d’oro al valor militare

GIGLIO Maurizio

D. Luog. 02.03.1945

Bollettino Uff. Min.Guerra
Dispensa 11 del 16.6.1945

Medaglia d’oro al valor militare

FOTI Filippo

D.P.R. 18.07.1968

G.U.n.234 del 14.09.1968

Medaglia d’oro al valor militare

MARTINI Edoardo

D.P.R. 18.07.1968

G.U.n.234 del 14.09.1968

Medaglia d’oro al valor militare

MASSARELLI Francesco

D.P.R. 14.07.1978

G.U.n° 4 del 04.01.1979

Medaglia d’oro al valor militare




N.B.- Il presente elenco è stato aggiornato all’Agosto del 2014 e sono in corso le ricerche di alcune G.U. e la integrazione delle schede personali con l’indicazione delle fonti di riferimento.


MEDAGLIE D’ORO AL VALOR CIVILE


NOME

Data D.P.R.

Gazzetta Ufficiale

Onorificenza

ALBANESE Alfredo

08.05.1981

Ricerca in corso

Alla Memoria

AMMATURO Antonio

03.05.1984

Ricerca in corso

Alla Memoria

ANGELINO Luigi

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

ANNUNZIATA Rizieri

19.03.1999

G.u.n° 249 del 22.10.99

M. d’oro al valor civile

ANOFFO Silvio

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

ANTIOCHIA Roberto

26.09.1986

G.u.n° 157 del 8.07.1987

Alla Memoria

ANTONACCI Pietro

16.05.1996

G.U.n° 160 del 10.7.1996

M. d’oro al valor civile

ANTUORI Gennaro

12.05.1993

G.U.n° 175 del 28.7.1993

Alla Memoria

ARCUTI Carmelo

27.04.1989

Ricerca in corso

Alla Memoria

ATTIANESE Domenico

05.05.1987

Ricerca in corso

Alla Memoria

AVERSA Salvatore

30.04.1992

G.U.n°140 del 16.06.1992

Alla Memoria

BARBORINI Renato

09.06.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

BATTISTI Laura

04.04.2007

Ricerca in corso

Alla Memoria

BAZZEGA Sergio

24.06.1978

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

BENCIVENGA Vincenzo

30.04.1992

G.U.n°140 del 16.06.1992

Alla Memoria

BENINCASA Luca

29.04.2002

G.U.n° 175 del 27.7.2002

Alla Memoria

BERARDI Rosario

16.02.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

BERTONERI Oreste

05.05.1987

Ricerca in corso

Alla Memoria

BIONDANI Ulderico

30.04.1992

G.U.n°140 del 16.06.1992

Alla Memoria

BIONDI Stefano

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O. n° 187

Alla Memoria

BORTONE Daniele

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CALCE Biagio

20.06.1977

G.U.n°60 del 01.03.1980

Alla Memoria

CALIGIURI Pietro

19.05.1997

G.U.n°142 del 20.06.1997

Alla Memoria

CALDERONI Marco

16.05.1996

G.U.n°160 del 10.07.1996

M. d’oro al Valore Civile

CAMPOSSELE Tommaso

20.03.2001

G.U.n°148 del 28.06.2001

Alla Memoria

CANTORE Osvaldo

09.06.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

CAPUZZA Paolo

23.09.1992

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CARDILLI Antonio

23.03.1972

G.U.n°328 del 20.12.1972

Alla Memoria

CARDONA Maurizio

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CARLA’ Ettore

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Alla Memoria

CARRATURO Roberto

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CARRETTA Giuseppe

28.04.1995

G.U.n°138 del 15.06.95

Alla Memoria

CASSARA’ Antonio

26.09.2986

G.U.n° 157 del 8.07.1987

Alla Memoria

CATALANO Agostino

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

CEFFALIA Cesare

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CERVELLO Gaspare

23.09.1992

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CESAROTTO Maurizio

12.05.1993

G.U.n° 159 del 09.7.1993

M. d’oro al valor civile

CHIGHINE Gavino

05.05.2014

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CIMARRUSTI Giuseppe

03.05.2005

Ricerca in corso

Alla Memoria

CIQUERA Francesco

05.05.2009

Ricerca in corso

Alla Memoria

COLASANTI Claudio

23.03.2001

G.U.n°148 del 28.06.2001

M. d’oro al valor civile

COLUCCI Patrizio

27.06.1974

G.U.n°61 del 05.03.1975

M. d’oro al valor civile

CORBO Angelo

23.09.1992

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

COSINA Walter

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

COVIELLO Domenico

06.05.1988

G.U.n°33 del 09.02.1990

M. d’oro al valor civile

CRAGNOLINO Paolo

19.03.1999

G.U.n°249 del 22.10.1999

Alla Memoria

CRESCENTINI Lamberto

29.04.2002

G.U.n° 175 del 27.7.2002

M. d’oro al valor civile

CUSANO Francesco

06.05.1977

G.U.n°112 del 22.04.1978

Alla Memoria

D’ADDARIO Salvatore

12.04.1991

G.U.n°147 del 25.06.1991

Alla Memoria

D’AGOSTINO Giuseppe

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

D’ANDREA Luigi

09.06.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

DEFRANZA Andrea

02.05.2008

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

DEIDDA Alessandro

02.05.2008

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

DEL GIUDICE Michele

12.05.1993

G.U.n° 175 del 28.7.1993

Alla Memoria

DI GIGLIO Angelo

22.05.2012

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

DI FRONZO Giovanni

05.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

M. d’oro al valor civile

DICILLO Rocco

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

DINIELLI Antonio

13.04.2006

G.U.n°292 del 16.12..2006 S.O.n°236

Alla Memoria

DIONISI Fausto

09.06.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

DONATONI Samuele

18.05.1998

G.U.n° 244 del 19.10.1998

Alla Memoria

EPIFANI Adriano

10.05.2011

Ricerca in corso

Alla Memoria

ESPOSITO Antonio

16.02.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

EVANGELISTA Francesco

26.06.1980

G.U.n°320 del 22.11.1983

Alla Memoria

FARDELLA Melchiorre

03.06.1978

G.U.n°320 del 22.11.1983

Alla Memoria

FEMIANO Armando

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Alla Memoria

FORLEO Francesco

23.05.1972

G.U.n°108 del 27.04.1973

M. d’oro al valor civile

FORTUNATO Bruno

05.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

M. d’oro al valor civile

GALLUZZO Antonio

25.03.1996

G.U.n° 112 del 15.5.1996

Alla Memoria

GELSOMINI Stefano

08.03.1999

G.U. n° 234 del 05.10.1999

Alla Memoria

GIAZZON Loris

12.05.1993

G.U.n° 159 del 09.7.1993

Alla Memoria

GIRALDI Michele

05.05.1987

Ricerca in corso

Alla Memoria

GIUDICE Giuseppe

12.05.1993

G.U.n° 159 del 09.7.1993

M. d’oro al valor civile

GIULIANO Giorgio Boris

13.05.1980

G.U.n°208 del 30.07.1984

Alla Memoria

GRAZIOSI Claudio

20.06.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

GUIDA Luigi

23.03.2001

G.U.n°148 del 28.06.2001

M. d’oro al valor civile

GULI’ Pietro

22.01.1970

G.U.n°38 del 12.02.1970

M. d’oro al valor civile

IACOVONE Giuseppe

22.05.2012

Ricerca in corso

Alla Memoria

IAVARONE Roberto

15.06.1985

Ricerca in corso

Alla Memoria

IGNORATO Aniello

06.05.1993

G.U.n° 159 del 09.7.1993

Alla Memoria

IMPIERI Massimo

05.05.2014

Ricerca in corso

Alla Memoria

IOZZINO Raffaele

16.02.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

IZZO Leonardo

10.05.2000

Ricerca in corso

Alla Memoria

LAI Antonino

06.05.1993

G.U.n° 159 del 09.7.1993

Alla Memoria

LALLO Sergio

19.03.1999

G.U.n°249 del 22.10.1999

M. d’oro al valor civile

LANARI Rolando

05.05.1987

Ricerca in corso

Alla Memoria

Li MULI Vincenzo

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

LINDIRI Roberto

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

LIPPIELLO Antonio

10.05.2000

Ricerca in corso

Alla Memoria

LOI Emanuela

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

LOMBARDI Giuseppe

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Alla Memoria

MACCIANTELLI Daniele

05.05.2009

Ricerca in corso

Alla Memoria

MAGGIORE Vittorio

20.01.1973

G.U.n° 189 del 10.7.1974

Alla Memoria

MANCUSO Lenin

08.05.1981

Ricerca in corso

Alla Memoria

MANGANELLI Antonio

19.04.2013

Ricerca in corso

Alla Memoria

MARINO Enzo

13.04.2006

G.U.n°292 del 16.12.2006 S.O.n°236

M. d’oro al valor civile

MAZZOTTA Salvatore

13.04.2006

G.U.n°292 del 16.12.2006 S.O.n°236

M. d’oro al valor civile

MEI Antonio

23.06.1986

G.U.n° 245 del 20.10.1987

Alla Memoria

MICHIELIN Massimo

28.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

Alla Memoria

MONNI Ugo

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

MONTANA Giuseppe

26.09.1986

G.U.n° 157 del 8.07.1987

Alla Memoria

MONTINARO Antonio

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

MOSCA Giuseppe

23.03.2001

G.U.n°148 del 28.06.2001

M. d’oro al valor civile

MUSSI Gianni

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Alla Memoria

PADOVANI Vittorio

17.11.1977

G.U.n°145 del 28.05.1981

Alla Memoria

PAOLA Pasquale

03.05.1984

Ricerca in corso

Alla Memoria

PECORARO Carmine

23.03.2001

G.U.n°148 del 28.06.2001

M. d’oro al valore civile

PELLINO Mirko

05.05.2014

Ricerca in corso

M. d’oro al valore civile

PERELLI Giovanni

31.10.1967

G.U.n°15 del 19.01.1968

Alla Memoria

PETRI Emanuele

05.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

Alla Memoria

PISCITELLI Luigi

23.05.1972

G.U.n°108 del 27.04.1973

M. d’oro al valor civile

POMPONIO Giovanni

20.06.1977

G.U.n°60 del 01.03.1980

Alla Memoria

PONTARELLI Alessandro Alfonso

10.05.2000

Ricerca in corso

Alla Memoria

PRATA Francesco

17.05.1984

Ricerca in corso

Alla Memoria

RACITI Filippo

04.04.2007

Ricerca in corso

Alla Memoria

RAIMONDO Antonio

18.05.1998

G.U. n° 244 del 19.10.1998

Alla Memoria

RAIOLA Vincenzo

14.05.2000

Ricerca in corso

Alla Memoria

RANDAZZO Giuseppe

02.05.1994

G.U. n° 122 del 27.05.94

Alla Memoria

RAO Carmelo

28.09.1965

G.U. n° 303 del 04.12.65

Alla Memoria

RIVERA Giulio

16.02.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

ROMITI Mariano

25.03.1996

G.U.n° 112 del 15.5.1996

Alla Memoria

RINELLA Luigi

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

RONCA Giuseppe

11.03.2002

G.U.n° 175 del 27.7.2002

Alla Memoria

ROSSANO Vincenzo

16.02.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

ROSSI Nicola

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

RUSSO Domenico

13.12.1982

Ricerca in corso

Alla Memoria

RUTTAR Adriano

19.03.1999

G.U.n°249 del 22.10.1999

Alla Memoria

SALVIANI Ciro

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

SAMMARCO Franco

28.04.1995

G.U.n°138 del 15.06.1995

Alla Memoria

SAPONARA Giovanni

31.03.1977

G.U.n°60 del 01.03.1980

Alla Memoria

SARTOR Denis

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

SCHIFANI Vito

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

SCHINO Gabriele

10.05.2011

Ricerca in corso

Alla Memoria

SCRAVAGLIERI
Giuseppe

05.05.1987

Ricerca in corso

Alla Memoria

SCROFANI Paolo

30.07.2002

G.U.n°46 del 25.2.2003

Alla Memoria

SIMONE Nicola

18.06.1982

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

SPINOSA Antonio

27.06.1974

G.U.n°61 del 05.03.1975

M. d’oro al valor civile

SURIANO Eduardo

06.10.1962

GU.n 268 del 23.10.1962

Alla Memoria

TAMMARO Romano

06.05.1988

G.U.n°33 del 09.02.1990

Alla Memoria

TAMMONE Francesco

19.05.1997

G.U.n°142 del 20.06.1997

Alla Memoria

TANZI Luca

05.05.2014

Ricerca in corso

Alla Memoria

TRAINA Claudio

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

TREVISAN Arnaldo

19.04.1990

G.U.n°147 del 25.06.1991

Alla Memoria

TRUOCCHIO Vincenzo

15.06.1985

Ricerca in corso

Alla Memoria

TUFILLI Carlo

17.01.1997

G.U.n°57 del 10.03.1997

Alla Memoria

TURAZZA Davide

03.05.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n°190

Alla Memoria

TURAZZA Massimiliano Rodolfo

28.04.1995

G.U.n°138 del 15.06.1995

Alla Memoria

TURRI Pietro

21.08.1870

GU. n°235 del 27.08.1870

M. d’oro al valor civile

VALENTINO Andrea

19.03.1999

G.U.n°249 del 22.10.99

M. d’oro al valor civile

VALERIO Raffaele

10.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n°187

M. d’oro al valor civile

VERI’ Amerino

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

VESCOVI Giovanni

02.05.1994

G.U. n° 122 del 27.05.94

Alla Memoria

VILLA Stefano

15.05.1996

G.U. n° 160 del 10.07.1996

Alla Memoria

VIRDIS Gavino

05.05.2014

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

VITULLI Luigi

10.05.2000

Ricerca in corso

Alla Memoria

VULLO Antonio

23.09.1992

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

ZAFFINO Maurizio

23.05.1972

G.U.n°108 del 27.04.1973

M. d’oro al valor civile

ZAMBELLI Cristiano

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

ZANIER Giuseppe

19.03.1999

G.U.n°249 del 22.10.1999

Alla Memoria

ZIZZI Francesco

16.02.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

ZUCCHETTO Calogero

01.07.1983

Ricerca in corso

Alla Memoria


Nell’elenco non è attualmente inserito il Questore Mario CANESSA, nominato Giusto fra le Nazioni nel 2008, per il quale si stanno cercando conferme circa l’attribuzione della MOVC a seguito di provvedimento, assunto motu proprio del Presidente della Repubblica Napolitano





N.B.- Il presente elenco è stato aggiornato all’Agosto del 2014 e sono in corso le ricerche di alcune G.U. e la integrazione delle schede personali con l’indicazione delle fonti di riferimento.


MEDAGLIE D’ORO AL MERITO CIVILE


NOME

Data D.P.R.

Gazzetta Ufficiale

Onorificenza

ANNARUMMA Antonio

05.05.2009

Ricerca in corso

Alla Memoria

ARNESANO Maurizio

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

BIANCHI Giovanni

05.09.2003

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

BUONANTUONO Carlo

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

CALABRESI Luigi

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

CAMPAGNA Andrea

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O. n° 187

Alla Memoria

CAPOBIANCO Ciro

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O. n° 190

Alla Memoria

CARBONE Luigi

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

CARLUCCIO Luigi

20.09.2007

Ricerca in corso

Alla Memoria

CERAVOLO Giovanni

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O. n° 187

Alla Memoria

CESTARI Antonio

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

CIOTTA Giuseppe

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

CORRAO Silvestro Silvio

27.10.2011

Ricerca in corso

Alla Memoria

CUSTRA’ Antonio

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

DI LEONARDO Giovanni

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

DI ROMA Ciriaco

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

FALCO Leonardo

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

FILIPPO Giuseppe

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

FONTANA Quirino

02.05.2007

Ricerca in corso

Alla Memoria

FRANZOSO Silvano

18.05.1998

G.U n° 256 del 2.11.1998

Alla Memoria

GRANATO Michele

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

LANZA Salvatore

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

LO COCO Antonino

08.04.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

M. d’oro al merito civile

MANNU Giovanni

05.09.2003

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

MANZO Gerardo

02.05.2008

Ricerca in corso

Alla Memoria

MARINO Antonio

05.05.2009

Ricerca in corso

Alla Memoria

MASARIN Federico

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

MONDO Natale

10.11.1999

G.U.n°1 del 03.01.2000

Alla Memoria

NIEDDA Antonio

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

PALATUCCI Giovanni

15.05.1995

G.U.n°142 del 20.06.1995

Alla Memoria

PALIERI Filippo

10.03.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

PALOMBI Mario

04.04.2007

Ricerca in corso

Alla Memoria

PALUMBO Prisco

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

PARISI Vincenzo

31.12.1994

G.U.n°23 del 28.01.2005

Alla Memoria

POMENTALE Marino

12.12.2006

Ricerca in corso

Alla Memoria

PORCEDDU Salvatore

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

SANTORO Rocco

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

STRAULLU Francesco

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

TATULLI Michele

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

TAVERNA Domenico

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

TUMMINIELLO Vincenzo

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

VINCI Sebastiano

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

VISCARDI Eleno Anello

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

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IL NUOVO MEDAGLIERE – Simulazione Grafica e LEGENDA

Aggiornato al 31 Dicembre 2015


Medagliere della Polizia



Medagliere

Legenda numerica dell’Ordine di collocazione delle medaglie sul Drappo


Alla Bandiera

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

20

21

OMD’I

M.Br.V.M.

Medaglie d’Oro al Valor Civile

22

23

24

25

26

27

28

29

30

31

32

33

34

35

36

37

38

39

40

M.Arg. Valor. Civ

Medaglie D’Oro al Merito Civile

MBMC

Ter. Mes.

Ter. Avez.

ARTE

S.P.

Kos


Individuali

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

OMD’I

Medaglie D’Oro valor Militare

Medaglie D’Argento mal Valor Militare

20

21

22

23

24

25

26

27

28

29

30

31

32

33

34

35

36

37

38

Medaglie di Bronzo al Valor Militare

39

40

41

42

43

44

45

46

47

48

49

50

51

52

53

54

55

56

57

Medaglie Argento al Valor di Marina

Medaglie Bronzo al Valor di Marina

58

59

60

61

62

63

64

65

66

67

68

69

70

71

72

73

74

75

76

Medaglie d’Oro al Valor Civile

77

78

79

80

81

82

83

84

85

86

87

88

89

90

91

92

93

94

95

Medaglie d’Argento al Valor Civile

96

97

98

99

100

101

102

103

104

105

106

107

108

109

110

111

112

113

114

Medaglie di Bronzo al Valor Civile

115

116

117

118

119

120

121

122

123

124

125

126

127

128

129

130

131

132

133

Medaglie d’Oro al Merito Civile

134

135

136

137

138

139

140

141

142

143

144

145

146

147

148

149

150

151

152

Medaglie d’Argento al Merito Civile

153

154

155

156

157

158

159

160

161

162

163

164

165

166

167

168

169

170

171

Medaglie di Bronzo al Merito Civile


 

Presentazione

La rappresentazione iconografica di questa forma di medagliere permette di distinguere le Medaglie (nr. 40) effettivamente attribuite all’Istituzione dalle ricompense individuali, le quali ad eccezione dei 2 OMDI e delle 5 MOVM, vengono affisse in file necessariamente simboliche sul drappo (Stante il numero di oltre 5000 ricompense concesse ai singoli nelle quattro categorie del Valor Militare, Valor di Marina, Valor Civile e Merito Civile).
L’ordine di affissione sul drappo è stabilito applicando fedelmente l’ordine di valenza del riconoscimento stabilito dai Regolamenti Militari, in particolare quello dell’Esercito e della Marina , e quindi si uniforma alle regole generali applicate nelle realizzazioni dei medaglieri degli altri Corpi e Forze Armate.
Inoltre ogni medaglia, nel fedele rispetto delle citate regole militari, è legata ai nastrini che riportano foggia e colori originali, in modo tale che il simbolo valoriale sia nella sua rappresentazione complessiva conforme all’originale.-
L’unico problema che si è presentato è stato quello di ampliare le misure del drappo che pur mantenendo la larghezza di cm. 80,00 ha dovuto raggiungere la lunghezza di cm. 100 rispetto ai precedenti 80 per poter alloggiare le due scritte in oro presenti al suo interno.
Le medaglie, inoltre,per rispondere all’esigenza di rappresentare l’intera tradizione storica della Polizia, sono aumentate di numero passando dalle precedenti 170 alle attuali 211.


LEGENDA

Posizione e nastrini delle medaglie alla Bandiera

1) OMDI –Croce di Cavaliere Ordine Militare d’Italia.

Nastrino Celeste con striscia centrale rossa

2-3) MBVM – Medaglia Bronzo al Valor Militare

Nastrino Azzurro

4-21) MOVC – Medaglia Oro Valor Civile

Nastrino Tricolore

22-24) MAVC- Medaglia Argento al Valor Civile

Nastrino Tricolore

25-35) MOMC – Medaglia Oro Merito Civile

Nastrino doppio Tricolore

35) MBMC – Medaglia Bronzo al Merito Civile (Pol. Femm.)

Nastrino doppio Tricolore

36) Medaglia Oro Benemerenza Terremoto Messina

Nastrino Verde con bordi bianchi

37) Medaglia Oro Benemerenza Terremoto Avezzano

Nastrino Rosso con bordi neri

38) Medaglia Oro Benemerenza arte e cultura

Nastrino Tricolore

39) Medaglia Oro Benemerenza salute pubblica

Nastrino verde con bordi neri

40) Medaglia Oro ONU op. Peace Keeping in Kossovo

Nastrino celeste


 

LEGENDA

Posizione e nastrini delle medaglie individuali

1-2) OMDI –Croce di Cavaliere Ordine Militare d’Italia

Nastrino Celeste con striscia centrale rossa

3-7) MOVM- Medaglia Oro al Valor Militare

Nastrino Azzurro

8-19) MAVM- Medaglia Argento al Valor Militare

Nastrino Azzurro (Numero simbolico)

20-38) MBVM- Medaglia Bronzo Valor Militare

Nastrino Azzurro (Numero simbolico)

39-48) MAVM-Medaglia Argento al Valor di Marina

Nastrino Celeste con bordo bianco(Num.Sim.)

49-57) MBVM-Medaglia Bronzo al Valor di Marina

Nastrino Celeste con bordo bianco(Num.Sim.)

58-76)MOVC- Medaglia Oro Valor Civile

Nastrino Tricolore (Numero simbolico)

77-95)MAVC- Medaglia Argento al Valor Civile

Nastrino Tricolore (Numero simbolico)

96-114)MBVC- Medaglia Bronzo al Valor Civile

Nastrino Tricolore (Numero simbolico)

115-133) MOMC- Medaglia Oro Merito Civile

Nastrino Doppio Tricolore (Num. Simb.)

134-152) MAMC- Medaglia Argento al Merito Civile

Nastrino Doppio Tricolore (Num. Simb.)

153-171) MBMC- Medaglia Bronzo al Merito Civile

Nastrino Doppio Tricolore (Num. Simb.)


Testi e Legenda

Avv. Guido Chessa


Creazione Grafica

Corbini Vinicio


Graphic Web Design

Francesco Rossi

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Sezione di Prato “Gennaro Coppola”

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Armando D’Orsi

09.07.1985

-

2°) –

-

-

3°) –

-

-

4°) –

-

-

5°) Vincenzo Roviello

-

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Commissario Ardizzone Rosario (05.09.1944) ; Guardia Coppola Gennaro (30.12.1980).


 

Cenni Storici

La Sezione di Prato , nasce il 9 luglio 1985 a seguito di un appassionato impegno fiorentino del Presidente Minigrilli e del Gen. Adinolfi sostenuti dal proselitismo del Dirigente dell’allora Commissariato di P.S. Dr. Romeo Valenzano. Il Mar. Armando D’Orsi, nominato commissario straordinario, ne sarà il Primo Presidente intitolando il 26.10.1986 il neonato sodalizio a Gennaro Coppola, agente della polstrada deceduto il 2.7.1980 a seguito di un grave incidente stradale. La Sezione vanta attualmente 170 associati facenti capo al Presidente Vincenzo Roviello e ricorda le sue due vittime del dovere nei giorni della commemorazione dei caduti della Polizia. Presente in tutte le celebrazioni istituzionali, è attiva nel volontariato e nell’impegno sociale per l’ausilio alle categorie deboli , svolge attività di sostegno ed assistenza agli associati cementandone i vincoli di solidarietà e di appartenenza.

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Sezione di Pontedera “Agostino Catalani”

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Calogero Pace

02.01.2014

in carica


 

Cenni Storici

La Sezione di Pontedera, nasce recentemente il 2 gennaio 2014 da un gruppo di soci pisani legati all’importante territorio industriale e guidati dal Cav. Pace Calogero , Commissario fondatore e primo presidente. Intitolata all’Assistente Capo Agostino Catalano, capo scorta del giudice Paolo Borsellino, rimasto ucciso con altri quattro poliziotti nella strage di Via d’Amelio a Palermo il 1.07.1992 all’età di 43 anni, la Sezione si è dedicata nel primo anno di vita ad un attivissimo ed efficace proselitismo raccogliendo ben 253 associati, fra cui molti simpatizzanti e sostenitori. Il 16.12.2014 ha inaugurato con Targa dedicata a Catalano la sede sociale, all’interno di un edificio comunale che condivide con altre Associazioni ed ha promosso una raccolta fondi a favore di studenti bisognosi con partecipazione ad iniziative promosse dal Comune in materia culturale. Anche nell’ambito della protezione civile ha in previsione l’organizzazione di un gruppo cinofilo che contribuirà ad implementare, se portato a termine, l’organizzazione regionale facente capo alla stipite pisana. Un buon inizio che confidiamo sia correttamente canalizzato ed omogeneizzato alle più ampie ed articolate iniziative che la regione Toscana ANPS ha in programma di perseguire.

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Sezione di Viareggio “Giuseppe Lombardi”

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Renzo Lorenzini

21.04.1990

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Appuntato Lombardi Giuseppe (22. 10.1975); Brig. Mussi Gianni (22.10.1975); Appuntato Femiano Armano (22.10.1975).


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Della Volpe Raffaele Dist. Polstrada ( 09.09.1976).


 

Le più alte ricompense di cui si fregia la Sezione

FERMIANO Armando

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983 Medaglia O.V.C.

Alla Memoria

LOMBARDI Giuseppe

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983 Medaglia O.V.C.

Alla Memoria

MUSSI Gianni

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983 Medaglia O.V.C.

Alla Memoria

CRISCI Giovan Battista

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Medaglia d’oro al valor civile


 

Cenni Storici

Nata il 21 aprile 1990 da una costola della più anziana Sezione di Lucca ad iniziativa dell’Ispettore Capo Lorenzini Renzo, vera istituzione locale che la presiede ancor oggi a 26 anni dall’atto fondativo. Con i suoi 120 associati ha ereditato da Lucca l’organizzazione delle celebrazioni annuali del 22 ottobre in memoria dell’eccidio di Querceta dove il 22.10.1975 furono uccisi a seguito di un conflitto a fuoco con i criminali comuni, poi rivelatisi appartenenti alla fazione Lotta armata per il comunismo, Massimo Batini e Giuseppe Federighi, gli Appuntati Armando Femiano e Giuseppe Lombardi ed il Brigadiere Giovanni Mussi e dove rimase gravemente ferito il Mar. Giovan Battista Crisci, tutti dipendenti del locale Commissariato Viareggino. A memoria del sacrificio delle tre vittime del dovere, a cui fu riconosciuta nel 1978 assieme al Crisci la concessione della M.O. al Valor Civile, è eretto in Querceta un Cippo ed intitolata una strada di Viareggio. La Sezione, inoltre, ha promosso l’intitolazione di un piazzale alla memoria di Emanuele Petri, altro poliziotto ucciso dalle Nuove Brigate Rosse. Oltre alle attività istituzionali di assistenza ai soci ed alle manifestazioni locali, la Sezione è spesso presente alle iniziative lucchesi vantando una partecipazione sempre apprezzata nella società civile.

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Sezione di Pistoia “Oreste Bertonieri”

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Giuseppe Brusi

28.04.1988

01.06.2002

2°) Mario Cascio

02.06.2002

01.06.2006

3°) Renzo Scipioni

02.06.2006

in carica

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Guardia Nesti Giovanni deceduto in Jugoslavia (00. 06.1944); Guardia Ronco Leonardo (16.08.1948); Guardia Marzella Luigi (06.07.1953); Guardia Piccoli Domenico (30.04.1966) ; Appuntato Colaianni Gino (16.05.1968); V.Questore Reggioli Carlo (11.10.1974); Appuntato Lucchesi Bruno (23.10.1976); Agente Scelto Bertoneri Oreste (12.03.1987).


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Bartolini Giuseppe ( 24.10.1943)


 

Le più alte ricompense di cui si fregia la Sezione

BERTONERI Oreste

05.05.1987

Medaglia d’oro al valor civile


 

Cenni Storici

La Sezione di Pistoia, fondata il 28 aprile 1988 dal Cav. Giuseppe Brusi è intitolata all’Agente scelto Oreste Bertoneri, ucciso il 13 marzo 1987 nel corso di una cruenta rapina ed insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile. Presieduta da nove anni dal sensibile ed attivo Cav. Renzo Scipioni, annovera nelle sue file 126 associati fra cui la vedova di Filippo Raciti Maria Grasso che ha sfilato da Alfiere portabandiera sezionale al Raduno Nazionale di Salerno. La Sezione ha intestato a Raciti un complesso sportivo nel Comune di Quarrata ed ha promosso l’intitolazione dell’Aula Magna della Questura ed una targa negli Uffici della Squadra Mobile a Bertoneri Oreste al cui ricordo è stata dedicata anche l’intitolazione di una strada cittadina. Non manca di celebrare nel corso di tutte le ricorrenze istituzionali le proprie sette vittime del dovere Carlo Raggioli, Gino Colaianni, Domenico Piccoli, Luigi Marzella, Giuseppe Bartolini, Bruno Lucchesi e Luca Benicasa . Nel corso degli ultimi anni la Sezione, valendosi dell’impegno promozionale di Maria Grasso, ha organizzato importanti convegni e manifestazioni di rilievo nazionale sulla sicurezza negli Stadi e nello sport, con la partecipazione di notissimi giornalisti e vecchie e giovani glorie del calcio. Presente nell’attività di volontariato e di assistenza verso gli associati, la Sezione svolge con continuità iniziative verso i giovani per sensibilizzarli alle tematiche della sicurezza e della partecipazione attiva nella società civile.

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Sezione di Montecatini

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Carissimo Mazzolini

21.03.1987

990

2°) Vasco Gaddi

1990

1998

3°) Gino Longobardi

1998

2002

4°) Marco Acerra

2002

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Appuntato Lucchesi Bruno (23. 10.1976).


 

Cenni Storici

La Sezione di Pisa, creata nel luglio del 1978 (CN del 6.9.78) su iniziativa del Dr. Niccolò Lucchese è attualmente presieduta da Sergio Rescigno. La compagine sociale , che annovera stabilmente 290 iscritti, è sempre memore delle sue sedici vittime del dovere che non manca di ricordare in occasione delle celebrazioni in memoria dei caduti. Significativamente presente nella società civile con iniziative di rilievo nazionale, ha organizzato nel 2010 il “1° Corso di Sicurezza Stradale” coinvolgendo gli Istituti scolastici di secondo grado e numerosi enti pubblici interessati alla specializzazione del proprio personale. Vanta da anni una ben organizzata struttura di Protezione Civile che ha assunto carattere regionale e che, assieme a quelle di Ivrea e Caltanissetta iscritte all’Albo Nazionale, rappresentano le organizzazioni trainanti e di riferimento per la definitiva pianificazione dell’ANPS nel settore specifico.- Nel cortile interno della Caserma Mameli è apposta una Lapide in onore dei caduti durante il II conflitto mondiale ed ogni anno nel mese di giugno celebra gli otto poliziotti fucilati dai nazisti in loc. la Rosa di Torricciola . Si tratta di 7 giovani guardie di P.S. che condotti dal sottotenente Vittorio Labate , indisponibili a operare sotto la Repubblica Sociale, avevano abbandonato la Questura di Livorno ed armati cercavano di raggiungere le Brigate Garibaldi per unirsi alla lotta partigiana. Bloccati dalle truppe tedesche il 19.06.1944 e sottoposti a torture per quattro giorni al fine di fargli confessare l’ubicazione delle formazioni partigiane, innanzi al caparbio silenzio venivano fucilati la mattina del 23 giugno. A tutte le vittime è stata conferita la Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Fortemente accreditata nella società civile, oltre all’attività di assistenza ed ausilio ai soci, la Sezione è sempre presente nelle manifestazioni pubbliche fornendo scorte tecniche ed assistenza nella viabilità, e svolge periodiche iniziative didattiche e valoriali nelle scuole.

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Sezione di Pisa

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Niccolò Lucchese

06.09.1978

-

2°) D’Andrea

-

-

3°) Salvatore Jacolina

-

-

4°) Sergio Rescigno

2006

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Applicato Bianchi Nicola (05.02.1872); Guardia Di Pietro Emidio (28.06.1943); Brig. Ferraro Giuseppe (31.08.1943); Guardia Chiarenza Antonino (31.08.1943); Maresc. Carrisi Crocifisso (11.08.1944); Guardia Aus. Dell’Omodarme Luciano (25.08.1944); Guardia Di Sano Luigi (…08.1944);Cap. Orlandi Orlando (10.10.1944);


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Prampolini Vitale (19.11.1905); Ispettore Capo Fustaino Nicola (30.04.2007).


 

Cenni Storici

La Sezione di Pisa, creata nel luglio del 1978 (CN del 6.9.78) su iniziativa del Dr. Niccolò Lucchese è attualmente presieduta da Sergio Rescigno. La compagine sociale , che annovera stabilmente 290 iscritti, è sempre memore delle sue sedici vittime del dovere che non manca di ricordare in occasione delle celebrazioni in memoria dei caduti. Significativamente presente nella società civile con iniziative di rilievo nazionale, ha organizzato nel 2010 il “1° Corso di Sicurezza Stradale” coinvolgendo gli Istituti scolastici di secondo grado e numerosi enti pubblici interessati alla specializzazione del proprio personale. Vanta da anni una ben organizzata struttura di Protezione Civile che ha assunto carattere regionale e che, assieme a quelle di Ivrea e Caltanissetta iscritte all’Albo Nazionale, rappresentano le organizzazioni trainanti e di riferimento per la definitiva pianificazione dell’ANPS nel settore specifico.- Nel cortile interno della Caserma Mameli è apposta una Lapide in onore dei caduti durante il II conflitto mondiale ed ogni anno nel mese di giugno celebra gli otto poliziotti fucilati dai nazisti in loc. la Rosa di Torricciola . Si tratta di 7 giovani guardie di P.S. che condotti dal sottotenente Vittorio Labate , indisponibili a operare sotto la Repubblica Sociale, avevano abbandonato la Questura di Livorno ed armati cercavano di raggiungere le Brigate Garibaldi per unirsi alla lotta partigiana. Bloccati dalle truppe tedesche il 19.06.1944 e sottoposti a torture per quattro giorni al fine di fargli confessare l’ubicazione delle formazioni partigiane, innanzi al caparbio silenzio venivano fucilati la mattina del 23 giugno. A tutte le vittime è stata conferita la Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Fortemente accreditata nella società civile, oltre all’attività di assistenza ed ausilio ai soci, la Sezione è sempre presente nelle manifestazioni pubbliche fornendo scorte tecniche ed assistenza nella viabilità, e svolge periodiche iniziative didattiche e valoriali nelle scuole.

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Sezione di Grosseto

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Mario Buongristiani

19.09.1975

23.10.1978

2°) Mario De Cicco

27.06.1979

03.06.1985

-

3°) Mario Abballe

03.06.1985

29.02.1988

4°) Roberto Benassi

29.02.1988

27.10.1995

5°) Giuseppe Princi

14.11.1995

29.02.1996

6°) Domenico Boschi

09.02.1996

14.07.1996

7°) Alberico Eleuteri

15.07.1996

29.09.2004

8°) Nicola Tirabassi

29.09.2004

29.09.2008

9°) Rocco Eleuterio Marsella

29.09.2008

29.09.2012

10°) Mirto Corsetti

29.09.2012

in carica


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Commissario Carrozza Salvatore (14.04.1944); Commissario Scalone Sebastiano (11.06.1944).


 

Cenni Storici

Costituita nel luglio del 1975 (C.N. di ratifica del 19.9.75) dal Magg. in aus. Buongristiani Mario è intitolata alla Guardia Aggiunta Giacomo Cassinelli, ucciso con una coltellata il 13.4.1948 durante gli scontri con manifestanti. Annovera oltre 150 associati guidati dal Presidente Corsetti Mirto e ricorda nelle celebrazioni istituzionali le sue cinque vittime del dovere (Giacomo Saporito 1903; Francesco Passetti 1943; Salvatore Carrozza 1944; Sebastiano Scalone 1944 e Angelo Tasselli). Nel corso della sua quarantennale attività ha progressivamente conquistato una presenza significativa nella società civile maremmana, dove si è distinta per la sua sensibile presenza filantropica e per le iniziative nel settore ambientale. La presenza periodica nelle scuole e l’attenta cura del corpo sociale, legato da forti vincoli di solidarietà , ha di recente espresso ampia disponibilità nell’ambito delle ricerche in materia storiografica.

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Sezione di Massa Carrara

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Romolo Chiaromonte

17.06.1974

04.11.1988

2°) Antonio Simoncelli

05.11.1988

12.04.1992

3°) Angelo Rossi

13.04.1992

19.10.1997

4°) Andrea Vinchesi

17.11.1997

27.04.1004

5°) Antonio Pitardi

28.04.2004

17.02.2012

6°) Antonino Bruno

26.03.2013

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Guardia Ingusci Egidio (30.03.1953); Appuntato Pieroni Gabriello (22.10.1972); .


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Ingusci Egidio (30.03.1953); Appuntato Pieroni Gabriello (22.10.1972); .


 

Cenni Storici

La Sezione di Massa , fondata il 17.06.1974 dal Maresciallo Romolo Chiaromonte si presenta oggi con 124 associati guidati dal Presidente Cav. Antonino Bruno ed è intitolata a Giovanni Mussi, una delle tre vittime della strage di Querceta (LU), cui è intestata anche una piazza cittadina. Partecipe annualmente alle significative celebrazioni per l’eccidio, non manca di ricordare le proprie quattro vittime del dovere (Giuseppe Salvia 1944- Egidio Ingusci 1953- Antonio Piras 1972 e Gabriello Pieroni 1972) legandone il sacrifico agli indelebili valori dell’appartenenza e dell’altruismo. Fortemente impegnata nell’attività previdenziale ed assistenziale che si spinge ben oltre la compagine sociale locale, svolge attività di promozione del Sodalizio nella società civile presenziando a tutte le celebrazioni istituzionali, con attività di volontariato e con la sensibilizzazione ai valori della giustizia e della sicurezza nelle scuole medie inferiori.

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Sezione di Lucca

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Alberico Angerilli

10.08.1973

17.09.1978

2°) Remo Gavazzi

02.09.1978

01.02.1995

3°) Corrado Mazzotta

02.02.1995

27.06.1997

4°) Remo Gavazzi

28.06.1997

21.02.1999

5°) Antonino Neri

22.02.1999

15.01.2011

6°) Salvatore Bono

16.01.2011

18.01.2015

7°) Pasquale De Carlo

19.01.2015

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Delegato P.S. Barzanti Amilcare (–.08.1884); Guardia Pompei Giuseppe (31.01.1896) ; S.Brig. Antonelli Giuseppe (25.08.1896);S.Ispett. Investigativo Cucchiara Antonio (18.08.1922); Guardia Bennati Gino (10.08.1944); Guardia Miola Armando (28.08.1944); Guardia Aus. Pasquinelli Giuseppe (09.09.1944); Guardia Puccetti Dino (22.03.1945); Appuntato Lombardi Giuseppe (22. 10.1975); Brig. Mussi Gianni (22.10.1975); Appuntato Femiano Armano (22.10.1975); Appuntato Nanini Carlo (29.12.1982).


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Musci Alberigo ( 27.02.1881); Guardia Scelta Milani Giovanni Giuseppe (06.01.1944); Appuntato Di Salvatore Nello (26.11.1976); Vice Sovrintendente Nuti Alessandro (17.12. 2010).


 

Le più alte ricompense di cui si fregia la Sezione

FERMIANO Armando

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Medaglia O.V.C.- Alla Memoria

LOMBARDI Giuseppe

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Medaglia O.V.C.- Alla Memoria

MUSSI Gianni

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Medaglia O.V.C.- Alla Memoria

CRISCI Giovan Battista

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Medaglia d’oro al valor civile

 


 

Cenni Storici

Istituita il 10 agosto 1973 da Angerilli Alberico, l’ultraquarantenne sezione è attualmente condotta dal Presidente De Carlo Pasquale ed annovera fra le sue file 224 soci. Raccolta e memore attorno ai suoi 17 caduti nell’adempimento del dovere, è intitolata a Nuti Alessandro, Vice-Sovrintendente della Polizia Stradale rimasto paralizzato a seguito di un grave incidente stradale e morto dopo otto anni di sofferenze. Ad appena due anni dalla sua costituzione, il 22 ottobre del 1975, è stata profondamente scossa dall’eccidio di Querceta ove, in un conflitto a fuoco con la criminalità comune, sono rimasti uccisi Giuseppe Lombardi, Armando Femiano, Giovanni Mussi e gravemente ferito Giovan Battista Crisci, tutti appartenenti al Commissariato di Viareggio. A riconoscimento del valore dei poliziotti vennero concesse quattro M.O.VC. di cui tre alla memoria ed al Crisci venne riconosciuta anche la M.A.V.M.- Sul luogo dell’eccidio è posto un cippo a ricordo dei fatti ove ogni anno, in unione alla Sezione di Viareggio, dopo la sua costituzione nel 1990, viene celebrata la memoria di questi uomini ed i valori di legalità e giustizia legati al loro sacrificio. La Sezione ha promosso l’Intitolazione della sede della Polstrada di Lucca all’Appuntato Nanini Carlo, deceduto nel 1982 per causa di servizio, mentre nel 2012 ha fatto dono del tricolore alla Scuola Media Statale Carducci, in occasione del 60° anniversario. Assiduamente presente in tutte le manifestazioni istituzionali, non manca di intervenire periodicamente nelle scuole per trattare le problematiche della sicurezza e legalità accompagnandola con attività di volontariato e di sostegno ai sodali.

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Sezione di Siena

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Carmine Mele

31.01.1969

1972

1°) Spartaco Raffo

15.08.1970

-

2°) Pericle Mangiavacchi

-

-

3°) Angelo Illuminati

-

-

4°) Leonardo Durante

-

-

5°) Giorgio Morganti

-

in carica

N.B.
Non risulta inserito fra i Presidenti il Dr. Marino Botti presidente della Sezione di Siena nel 1984 quando ha inaugurato il Monumento ai Caduti della Polizia nei giardini della Lizza.


(Vedi Fiamme Oro N° 12 – Dic. 1984, presente sul Sito Nazionale www.assopolizia.it)


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Guardia Piselli Giuseppe (11.06.1944); Maresciallo Virgilio Raniero (16.07.1948); Guardia Carloni Giovanbattista (16.07.1948); Guardia Pesci Gildo (26.05.1958); Agente Di Simone Emanuele (08.04.1994)


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Canobbio Battista (02.06.1944)


 

Cenni Storici

La Sezione di Siena, fondata il 15 agosto 1970 dal M.llo Spartaco Raffo raccoglie attualmente 104 associati con alla Presidenza Il Sov. Giorgio Morganti ed è intestata alla figura di Carmine Bovo. Appuntato delle Guardie di P.S., Carmine Bovo ha incarnato per lunghi anni l’anima e lo spirito associativo. Attivissima anche nel settore previdenziale nei primi lustri dalla sua costituzione, la sezione, che celebra solennemente i suoi 4 caduti per servizio, è stata ed è sempre partecipe delle più solenni celebrazioni pubbliche con le Associazioni Combattentistiche e d’Arma e promuove iniziative di volontariato nell’assistenza alle categorie deboli dove ha avuto modo di distinguersi per generosità ed altruismo. In occasione del Natale 2014, dopo un’assidua raccolta fondi fra i suoi associati e simpatizzanti, ha concretizzato un’importante donazione al Reparto di Pediatria dell’Ospedale “ Le Scotte” con gratificante ritorno di immagine per il Sodalizio. Nel corso del 2015 il Consiglio ha progettato un programma di inserimento dell’Associazione nelle manifestazioni cittadine legate al famosissimo Palio di Siena, iniziativa che potrebbe assumere rilevanza nazionale affiancandosi ai recenti patrocini dati dall’ANPS alla serie televisiva “Gli Anni Spezzati” ed alla pubblicazione del libro storico di Trani e Marangione sui “Martiri Dimenticati” della lotta al nazifascismo nella provincia di La Spezia.

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Sezione di Livorno

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Carmine Mele

31.01.1969

1972

2°) Gaetano Aita

1972

1981

3°) Michele Cascavilla

1981

1983

4°) Carlo Piero Ortona

1984

1988

5°) Lido Bettini

1988

1996

6°) Andrea Pignoletti

1996

2014

7°) Claudio Cincinelli

2014

2014

8°) Pierfrancesco Galante

Maggio 2015

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Guardia Ferrini Mario (27.10.1864); Guardia Barbini Luigi (09.05.1884);Guardia Mannu Agostino (15.03.1891); Brigadiere Strazzieri Nicolò (24.11.1898); Guardia Sanna Giovanni Antonio (27.12.1903); V.Brig. Bucci Nicola (23.06.1944); Guardia Cannata Giovanni (23.06.1944); Guardia Citro Francesco (23.06.1944); Guardia Aus. Copernico Washington (23.06.1944); Sottotenente Labate Vittorio (23.06.1944) ; Guardia Aus.Petrucchi Umberto (23.06.1944); Guardia Aus. Marinai Orlando (23.06.1944); Guardia Aus. Tomietto Orlando (23.06.1944); Maresc. Donateo Giuseppe (10.01.1945); Guardia Bellucci Remigio (27.07.1946); Guardia Biagini Silvano (21.11.1946); Guardia Rossi Fausto (07.12.1946); Brig. Nocentini Novello (02.04.1947); Guardia Lanzi Giorgio (14.07.1948); Guardia Telleri Giovanni (02.05.1950);Guardia Martino Antonio (29.07.1953); Guadia Mazzola Salvatore (25.10.1953); Guardia Nucciotti Feso (03.07.1956);Guardia Sc. Maccioni Domenico (10.09.1969); Guardia Scelta Conte Antonio (0.07.1976); Ag.Scelto Azzolino Salvatore (16.08.1991);


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Commissario Muzii Beniamino (11.06.1914); Brigadiere Bontempelli Edmondo (9.11.1943); Brigadiere Riva Ernesto (28.11.1959).


 

Le più alte ricompense di cui si fregia la Sezione

Mario Canessa

 

 

Medaglia A.V.C. – Deceduto


 

Cenni Storici

Costituita il 29.04.1969 da Carmine Mele (Magg. Aus.) si fregia assieme alla Sezione di Firenze di aver contribuito alla fondazione dell’ANGPS-ANPS . Dopo un lungo periodo di stanca, solo di recente la Sezione ha ripreso vigore superando i 100 associati sotto la guida del commissario Carmelo Giarratana e del nuovo Presidente Pierfrancesco Galante, a cui è stata affidata la rinascita e l’impegno del sodalizio locale. Profondamente legata al culto dei suoi 29 caduti per servizio, la sezione condivide con quella pisana le celebrazioni del giugno di ogni anno in memoria della strage di Torricciola, ove in Loc. “La Rosa” innanzi ad una Lapide ivi posta a perenne memoria dai Comuni di Pisa e Livorno, viene ricordato l’eccidio di otto poliziotti appartenenti alla Questura di Livorno fucilati dai tedeschi il 23.06.1944 in quanto aderenti alla resistenza partigiana ed indisponibili a supportare l’azione nazista di deportazione degli ebrei. La sezione, oltre all’attività diretta a cementare i vincoli associativi è stata ed è costantemente presente alle varie manifestazioni pubbliche locali di cui si ricorda quella del 2011 Celebrata presso la Sala del Consiglio Comunale labronico allorchè venne concessa la prestigiosa “Livornina D’Oro” al poliziotto dr. Mario Canessa, Giusto Fra Le Nazioni e M.A.V.C. .

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Sezione di Firenze “Fausto Dionisi”

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1) Giulio Nicolella

10.02.1969

09.05.1979

2) Aldo Misuri

10.05.1979

10.05.1980

3) Lodovico Minigrilli

11.05.1980

12.02.1993

4) Luigi Patriarca

12.03.1993

30.03.1997

5) Mario Ferraro

31.03.1997

13.04.2011

6) Sergio Tinti

14.04.2011

In Carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Guardia Durando Antonio (11.12.1864); Brig. Mancini Giuseppe (17.10.1897); CommissarioCangiano Giuseppe (29.08.1920); Brig. Loi Luigi (20.02.1921); Maresciallo Luciani Luciano (18.08.1944); Guardia Rossi Donatello (08.09.1944); Guardia Mancioppi Oliviero (20.04.1948); Brig. Forino Michele (31.01.1951); Guardia Erasmi Mario(22.06.1952); Guardia Finizzi Giuseppe (06.08.1952); Agente Cibini Massimo (07.08.1967); Vice Q.Aggiunto Reggioli Carlo (11.10.1974); Appuntato Ceravolo Giovanni (24.01.1975); Brig. Falco Leonardo (24.01.1975); GuardiaDionisi Fausto (20.01.1978 ); Maresciallo Lo Bue Alfonso (16.01.1981); AgenteRinaldi Mauro (29.12.1982); Agente Aus. Carli Pierluigi (28.03.1984); Agente Aus. Gorini Alessandro (28.03.1984); Agente in prova Mazzillo A.Maria (07.06.1995); Agente Costantini Gianfranco (08.08.2000); Sovrintendente Niutta Francesco deceduto in Bosnia (20.11.2003).


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Fiorentini Giuseppe (24.09.1867); Ispettore Capo Sartoni Tommaso ( 21.01.1897) Commissario Castagnacci Angelo (02.11.1936); Guardia Mantovani Giovanni (26.08.1940); Guardia Nardelli Corrado(15.01.1944); Guardia Ceccherini Angelo (11.03.1944); Guardia Cialini Francesco ( 02.06.1944); ViceBrig. Spina Luigi (18.08.1944); Brig. Bazzoni Antonio (02 04.1960); Appuntato Casini Vittorio (09.02.1975); Ag. Ausiliario Gasbarro Gino (01.10.1992); Agente Scelto Romeo Sergio (06.01. 2006); Ass. Capo Giordano Vittorio (16.03 2013).


 

Le più alte ricompense di cui si fregia la Sezione

DIONISI Fausto

09.06.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Medaglia d’oro al valor civile

CERAVOLO Giovanni

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O. n° 187

Medaglia d’oro al merito civile

FALCO Leonardo

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O. n° 187

Medaglia d’oro al merito civile

Dionisi , Ceravolo e Falco sono stati inoltre insigniti della Medaglia d’Oro alla Memoria quali Vittime del Terrorismo.


 

Cenni Storici

Costituita il 10.02.1969 da Giulio Nicolella (Sott.riserva) vanta, assieme alla sezione di Livorno, il prestigioso titolo di sezione fondatrice dell’ANGPS-ANPS ed è intitolata alla M.O.V.C. Fausto Dionisi, ucciso il 20 gennaio 1978 in un conflitto a fuoco dai terroristi di “Prima Linea”. La figura di Fausto Dionisi, a seguito di iniziative sezionali, è ricordata con la dedica a suo nome del Salone d’Onore della Questura e nella toponomastica cittadina, su iniziativa del Comune di Firenze, con una targa affissa in Via delle Casine, luogo del delitto, e con l’intitolazione della Strada ove è ubicata la Caserma Fadini della P.S.. La Sezione, che annovera 405 associati con la presidenza attuale di Sergio Tinti, onora in tutte le ricorrenze istituzionali le sue numerose vittime del dovere e caduti per servizio fra cui le M.O.M.C. Giovanni Ceravolo e Leonardo Falco in forza al Commissariato di Empoli ed uccisi il 24.01.1975 dal terrorista nero Mario Tuti.- Un parte degli ambienti della Sezione, la quale è dotata di una piccola emeroteca che raccoglie numerosi numeri della riviste Polizia Moderna e Fiamme d’Oro, è interamente dedicata ad una mostra di antichi cimeli e manifesti originali, aventi valenza museale ed è oggetto di periodiche visite da parte delle scolaresche in occasione delle celebrazioni istituzionali. Il Consiglio, che nel 2012 ha favorito in forma determinante la costituzione della sede americana di New York ed attualmente è in parte occupato in ricerche storiche e sul medagliere della Polizia, organizza annualmente le celebrazioni del 20 gennaio e del 29 agosto, per la commemorazione di Dionisi e del commissario Giuseppe Cangiano- ucciso a Firenze nel 1920, nel corso di un servizio di ordine pubblico, da mano anarchica- e segue le molteplici attività di volontariato nelle scuole e nell’assistenza ai soci. Periodiche mete culturali, viaggi all’estero e la partecipazione alla convegnistica sulla sicurezza e sulla legalità, completano un quadro operativo, arricchito anche dal gruppo motociclisti, costituito nel maggio 2014, di presenza attiva dell’associazione nella società civile.

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Come inoltrare diffida all’INPS e documenti per il ricorso

Ricorso perequazione: prescrizione ed altri quesiti.
Consigli ai Ritardatari

Indichiamo nella Tabella sottostante le Fasce pensionistiche create in Applicazione D.L. n°65/2015 convertito in Legge 17.07.2015 nr. 109 in attuazione della Sent. Cost. 70/2015. Esclusa la prima fascia che è stata rivalutata al 100%, i pensionati che rientrano in tutte le altre fasce possono agire per la tutela del diritto alla perequazione piena con atto di diffida-messa in mora all’INPS e ricorso giurisdizionale.

Importi Lordi

1° Fascia) 100% per le pensioni pari o inferiori ad €. 1.405,05

2° Fascia) 40% per le pensioni superiori ad €. 1.405,05 e pari o inferiori ad €. 1.873,40

3°Fascia) 20% per le pensioni superiori ad €. 1.873,40 e pari o inferiori ad €. 2.341,75

4°Fascia) 10% per le pensioni superiori ad €. 2.341,75 e pari o inferiori ad €. 2.810,10

5°Fascia) 00% Superiori ad €. 2.810,10 cioè superiore a 6 volte il Tratt. Minimo

Ai percettori di pensione rientranti nelle fasce sopra indicate e che sono andati in pensione anteriormente al 31.12.2011 (Colpiti in pieno dal blocco Fornero e dal D.L. 65/2015-L.109/2015), o che sono andati in pensione nel corso del 2012/2013 (Colpiti solo parzialmente dalla normativa citata), i quali non abbiano ad oggi intrapreso alcuna iniziativa oppure che abbiano inviato la diffida-messa in mora dell’INPS nel corso del 2015, si consiglia di redigere atto di diffida-messa in mora dell’INPS (scarica modello) e di inviarlo per Raccomandata Ricevuta di Ritorno alla sede INPS territorialmente competente (Quella che paga la pensione), conservando gelosamente Copia della Diffida-messa in mora; la ricevuta di spedizione della raccomandata; la ricevuta di ritorno della stessa.- Attenzione non è necessario, né ha alcun rilievo che l’INPS risponda alla richiesta.
Con la diffida-messa in mora dell’INPS, il pensionato interrompe la prescrizione per 5 anni mantenendo vivo il diritto al rimborso della perequazione ed al ricalcolo della pensione sino al 2021.
Il diritto al rimborso ed al ricalcolo della pensione, sarà possibile solo in caso di dichiarazione di incostituzionalità del DL 65/2015 e della legge di conversione 109/2015, normativa rispetto alla quale la magistratura di merito ha già sollevato, sotto vari profili, ben NOVE questioni di legittimità costituzionale (clicca qui per articolo) rispetto alle quali la Corte Costituzionale dovrà pronunziarsi nel corso del 2017 massimo entro la primavera 2018.
Inviata la raccomandata di diffida-messa in mora all’INPS, il pensionato potrà scegliere se assumere una posizione di attesa, oppure se proporre il ricorso giurisdizionale alla Corte dei Conti Regionale (In caso di pensioni pubbliche) o al Tribunale Sez. Lavoro (In caso di pensioni private) aspettando la pronunzia del Giudice delle Leggi.
Ove la Corte Costituzionale dovesse dichiarare l’incostituzionalità anche del Dl. 65/2015-L.109/2015, si possono aprire diversi scenari giuridici, da quella di nuova attuazione della decisione costituzionale con un ulteriore legge oppure altre iniziative governative o amministrative da parte dell’INPS, per es. ricalcolo della pensione e corresponsione dilazionata degli arretrati.
Di massima, comunque, solo ove la decisione della Suprema Corte portasse al riconoscimento del diritto del pensionato all’integrale o parziale recupero della perequazione, avremo due situazioni:

A) i pensionati che hanno fatto solo la diffida-messa in mora, i quali dovranno seguire la via amministrativa, facendo nuova domanda all’Ente per il pagamento del dovuto ed il ricalcolo della pensione, attendere risposta e, solo in caso di silenzio-rifiuto, proporre ricorso giurisdizionale;
B) i pensionati che hanno fatto ricorso in giudizio, avranno invece la possibilità, più rapida, di definire la cessazione della materia del contendere in sede processuale negoziando con l’INPS la propria posizione per quantificare arretrati e fissare il ricalcolo della pensione.

Si tratta di due scelte strategiche o di due linee operative , le quali, comunque, fatti salvi imprevedibili contingenze, dovrebbero portare, anche se con tempistiche diverse, agli stessi risultati finali, cioè al recupero degli arretrati ed al ricalcolo dell’importo pensionistico rivalutato.
Lo Studio Legale Chessa, è disponibile a seguire sia la fase del ricorso giudiziale (Per gruppi di almeno 10 pensionati) che quella amministrativa per l’eventuale esecuzione delle decisione della Corte Costituzionale, al costo di €. 100,00 onnicomprensivi di IVA e CAP, oltre all’8% sulle somme riscosse con accordi da assumersi via mail .

L’art 2935 del codice civile (Decorrenza della prescrizione) così dispone: ” La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.

I milioni di pensionati italiani che hanno subito il blocco dell’adeguamento della prestazione previdenziale per effetto della c.d Legge Fornero, si stanno domandando in questi giorni da quando decorre la prescrizione del mio diritto a chiedere gli arretrati in virtù dell’intervento della Corte Costituzionale? Qual’è il termine di prescrizione? C’è un termine per esperire l’azione giudiziale?

Cerchiamo di rispondere ai quesiti facendo riferimento a coloro che sono andati in pensione prima del 31.12.2011.
 
1) La prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza di ciascun rateo pensionistico per il quale non sia stata riconosciuta la perequazione (Cass. n. 3437/1999), quindi i termini di prescrizione decorrono dal mese di Gennaio 2012 e così via per ogni mese a seguire;
 
2) Il termine di prescrizione del diritto alla rivalutazione del trattamento pensionistico è quinquennale, per cui la data della prima scadenza dei termini di prescrizione è quella del 31/12/2016 relativamente alle somme dovute e non riconosciute sulla mensilità pensionistica di Gennaio 2012, mentre il Febbraio 2012 si prescriverà a gennaio 2017 e così di seguito.
 
3)Per interrompere la prescrizione è necessario inviare un atto che valga a costituire in mora il debitore ( art 2943 c.c.), per cui è necessario inviare alla sede Inps territorialmente competente una lettera raccomandata a/r contenente la diffida all’Istituto con il quale, stante la prognosi di incostituzionalità avanzata in ben nove questioni di legittimità del DL. 65/2015 e della Legge di conversione 109/2015, si chiede il riconoscimento della piena perequazione sul trattamento pensionistico liquidato negli anni 2012-2013- 2014- 2015 e 2016.Scarica il modulo.
 
4) Per i ritardatari che dovessero inviare la Diffida all’INPS nel corso del 2017, non vi saranno particolari conseguenze, se non quelle di aver perso alcuni mesi di calcolo della perequazione, per es. chi invia la diffida a maggio 2017 avrà perso la perequazione per i mesi di gen-aprile 2012 ma l’avrà salvata per il periodo successivo cioè dal maggio 2012 sino al dicembre 2013 ed ai mesi degli anni successivi;
 
5) Non vi è un termine perentorio per fare il ricorso giudiziale, in quanto il pensionato può attendere semplicemente gli esiti della sentenza della Corte Costituzionale sulla Poletti e poi agire in via amministrativa; oppure se invece presenta il ricorso giudiziario contro l’INPS (Corte dei Conti o Tribunale del Lavoro a seconda della tipologia della pensione percepita) definirà la questione in sede processuale.
 
6) Il termine di “decadenza triennale” da alcuni richiamato, non trova applicazione nella nostra vicenda.
Infatti, secondo consolidati orientamenti giurisprudenziali di merito e di legittimità ( Cass n. 209/2000 e Corte Di App. Roma Lav del 28/03/2007) il termine di decadenza previsto dall’art 47 del DPR n. 639/1970 ( trattamenti pensionistici, prestazioni riconosciute solo in parte o il pagamento di accessori del credito) non può trovare applicazione quando la domanda giudiziale sia finalizzata ad ottenere il solo adeguamento automatico della prestazione previdenziale.
 
7) In punto di efficacia delle sentenze della Corte Costituzionale che dichiarano l’illegittimità costituzionale di una norma, in quanto sentenze di accoglimento, hanno efficacia nei confronti di tutti ovvero “erga omnes” , con la conseguenza che, la sentenza n. 70/2015 ove il Governo e il Legislatore non fossero intervenuti, avrebbe trovato immediata applicazione da parte dell’Inps in favore di tutti i pensionati.
Nella stessa situazione, pertanto, verremo a trovarci in ipotesi di declaratoria di incostituzionalità della Legge Poletti, la quale importerà l’applicazione in favore di tutti l’obbligo per l’INPS di effettuare il ricalcolo della pensione e la liquidazione degli arretrati, fatta eccezioni per quelli nei cui confronti si è prescritto il diritto . Di qui la necessità per tutti di inviare almeno l’atto di diffida all’INPS.

Il Cons.Naz. e Delegato Regionale

Avv.to Guido Chessa


Documenti da scaricare

Atto Intimazione e Diffida INPS
Mandato Avvocato Chessa Guido
 

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Perequazione pensioni e rimborsi. Cosa e Come Fare

Perequazione Pensioni e Rimborsi.

corte_costituzionale-fornero

Considerazioni Generali   Cosa Fare   Ricorso all’INPS


 

Considerazioni Generali

La sentenza n.70/2015 della Corte Costituzionale che ha statuito l’incostituzionalità della Legge Fornero riguardo al blocco delle rivalutazioni pensionistiche per gli anni 2012 e 2013, ha letteralmente scatenato l’iniziativa di numerose sigle sindacali, di patronati, organizzazioni pensionistiche e professionisti, che hanno assunto, anche attraverso notizie imprecise ed una allarmistica urgenza, un carattere invasivo che ha investito anche l’ambito associativo dell’ANPS a livello locale, regionale e nazionale.Infatti, come sostenuto erroneamente da alcune sigle sindacali, non è possibile una Class Action all’americana, con effetti giuridici diffusi anche in favore dei non ricorrenti, in quanto il nostro ordinamento giuridico la prevede esclusivamente a favore dei consumatori nel Codice del Consumo (Art. 140bis) e non nei confronti di Enti Pubblici ed a favore di categorie circoscritte quale quella dei pensionati.
Ne consegue, che saranno possibili solo ricorsi individuali o collettivi innanzi alle Corti dei Conti Regionali per il settore pensionistico pubblico ed innanzi ai Tribunali Sezioni Lavoro per il settore pensionitico privato, i cui effetti si produrranno esclusivamente in favore dei ricorrenti.
L’unica possibilità di un effetto diffuso, estensibile a tutti gli appartenenti alla categoria anche in assenza di ricorso giudiziario , è ipotizzabile, solo per i pensionati che abbiano interrotto la prescrizione con specifico atto di intimazione e diffida, nel caso in cui la Corte Costituzionale dovesse estendere il giudizio di incostituzionalità anche nei confronti degli artt.1 e 2 della Legge 109/2015. Ma anche in questo caso l’INPS potrebbe resistere al pagamento, costringendo l’interessato a ricorrere comunque a giudizio con posticipazione dei tempi di affermazione del proprio diritto alla perequazione ed ai rimborsi.
Inoltre, ulteriore errore riguarda i termini della prescrizione del diritto al rimborso ed alla ricostruzione poensionistica, la quale se è vero che viene a spirare il 31.12.2016, è vero anche che la stessa produce effetti in ragione di ogni singolo rateo pensionistico nei cui confronti si consuma il quinquennio. Pertanto la mancata interruzione della prescrizione con la Lettera di Diffida e Messa in Mora dell’INPS entro il 31.12.2016 fa prescrivere esclusivamente l’aggiornamento ed il rimborso per il rateo pensionistico di gennaio 2017, e cos’ via per quelli successivi sino a quanto non viene inviata la lettera interruttiva ( Per Es. se la la diffida all’INPS viene inviata nel maggio del 2017, il pensionato ritardatario avrà diritto alla perequazione con decorrenza dal giugno 2017 essendo i ratei dei mesi antecedenti appunto prescritti per il decorso del quinquennio.
Detto ciò, veniamo qui di seguito a ricostruire brevemente la vicenda normativa e ciò che via via è accaduto a partire dalla Legge Fornero (L.22.12.2011 nr. 214) e dopo la conversione del D.L. 65/2015 nella Legge 109/2015.


La situazione dopo la conversione
del D.L. 65/2015 in L. 109/2015

La vicenda normativa e giudiziaria

L’art.24 comma 25° del D.L. 6.12.2011 convertito in Legge 22.12.2011 nr.214 (c.d. Legge Fornero) ha disposto il blocco della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici per gli anni 2012 e 2013 (secondo le previsioni stabilite dall’art. 34 L. 23.12.1998 n.488) superiori a tre volte il trattamento minimo INPS , e ciò senza previsione alcuna di un meccanismo di recupero per il futuro.
Con ricorsi promossi contro l’INPS innanzi al Tribunale Sez. Lavoro di Palermo (Settore pensionistico privato) ed innanzi alle Sezioni Regionali dell’Emilia Romagna e della Liguria della Corte dei Conti (Settore pensionistico pubblico) è stato richiesto da parte dei ricorrenti il riconoscimento giudiziario del diritto alla perequazione della pensione, assumendosi l’incostituzionalità dell’art. 24 comma 25° della Legge 22.12.2011 nr.214.
La questione , ritenuta “non manifestamente infondata ” dai giudici di merito, è stata sottoposta alla valutazione del Giudice delle Leggi con sospensione dei giudizi in corso in attesa della sua decisione.
Con Sentenza n.70/2015, depositata il 30.04.2015 e pubblicata sulla G.U. del 6.5.2015, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 24 comma 25° L. 214/2011, ritenendo violati i parametri della ragionevolezza, proporzionalità ed adeguatezza del trattamento pensionistico, con la conseguenza che a tutti i pensionati, investiti dal provvedimento, doveva essere accordata la rivalutazione piena della pensione per gli anni 2012 e 2013, e che tale rivalutazione doveva essere posta a base del ricalcolo della pensione per gli anni successivi (2014-2015 e 2016).
La sentenza, immediatamente esecutiva, ha rappresentato e rappresenta un vero e proprio ordine a cui doveva attenersi il Governo con decorrenza dalla data di pubblicazione della Sentenza sulla Gazzetta Ufficiale come stabilito dall’art. 136 della Costituzione.
Con D.L. 65/2015 del 21.5.2015, convertito in Legge il 17.7.2015 nr.109 entrata in vigore il 21.7.2015 , il Governo prima ed il Legislatore poi con la successiva conversione in legge, hanno ritenuto di dover dare attuazione alla Sentenza 70/2015 della Corte
Costituzionale disponendo solo parziali rimborsi della rivalutazione limitandoli ad alcune fasce di pensionati (da 3 a 6 volte il minimo della pensione sociale) ribadendo il blocco per quelli con pensioni superiori a sei volte il trattamento minimo dell’INPS.


In particolare: come anticipato anche dalla Circolare della Direzione Centrale Pensioni dell’INPS n.125 del 25.06.2015, il Legislatore ha espressamente stabilito:
“Con l’art. 1 del D.L. 65/2015 convertito in L. 109/2015, la modifica del comma 25 dell’art. 34 comma 1° della Legge 23.12.1998 n.448, riconoscendo per gli anni 2012 e 2013 una rivalutazione dei trattamenti pensionistici:


1) Nella misura del 100% per quelli di importo complessivo sino a tre volte il trattamento minimo INPS.
2) Nella misura del 40% per quelli superiori inclusi fra il triplo ed il quadruplo del trattamento minimo INPS
3) Nella misura del 20% per quelli superiori inclusi fra il quadruplo ed il quintuplo del trattamento minimo dell’INPS
4) Nella misura del 10% per quelli superiori inclusi fra il quintuplo ed il sestuplo del trattamento minimo dell’INPS
5) Nessuna rivalutazione per tutti i trattamenti superiori a sei volte il trattamento minimo dell’INPS


Inoltre, il Legislatore con la L. 109/2015, ha introdotto all’art.34 co.1° della L. 23.12.1998 n.448, il comma 25 bis, con il quale ha ridotto la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici di importo complessivamente superiore a tre volte il trattamento minimo dell’INPS, nella misura del 20% per gli anni 2014-2015 (Pari all’8%, 4% e 2% di quanto riconosciuto per gli anni 2012-2013) e nella misura del 50% a decorrere dal 2016 (Pari al 20%, 10% e 5% di quanto riconosciuto per gli anni 2012 e 2013).

Profili di Incostituzionalità della legge di conversione 109/2015

Autorevoli costituzionalisti e qualificati studi legali, sin dal primo momento hanno prospettato che anche gli artt. 1 e 2 della Legge 109/2015 (Che ha convertito il DL 65/2015), presentassero molteplici profili di incostituzionalità, per cui ipotizzavano che anche la Legge Poletti sarebbe stata oggetto di un passaggio al vaglio della Corte Costituzionale. La previsione, si è rilevata fondata a tal punto, che a seguito della notevole mole di ricorsi presentati innanzi all’Autorità Giudiziaria in ben NOVE circostanze,ad opera della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna e delle Marche (quella dell’Abruzzo ha disposto la mera sospensiva in attesa del giudizio) e dei Tribunali Sez. Lavoro di Palermo, Brescia, Milano, Napoli, Torino, Genova e Cuneo, la magistratura di merito, ha ritenuto le questioni di incostituzionalità sollevate come “non manifestamente infondate, rimettendo gli atti alla Corte Costituzionale per il relativo giudizio. Sul punto leggi l’articolo specificio Nove Rinvii alla Corte Costituzionale(Clicca qui).

Chi è interessato a perequazione e rimborsi

Sono interessati ad ottenere il ricalcolo della pensione ed il rimborso di quanto non percepito o percepito in minima parte ex Lege 109/2015, tutti coloro che sono andati in pensione prima del 31.12.2011 (Per 2 scatti di perequazione automatica) e prima del 31.12.2012 (Per 1 solo scatto di perequazione automatica) ed hanno percepito un importo della pensione superiore al triplo della pensione minima. Rappresentiamo, pertanto , nella tabella sottostante tutte le fasce di reddito che hanno titolo ad inviare atto di diffida e messa in mora all’INPS territorialmente competente nonché a ricorrere alla magistratura ordinaria competente (Corte dei Conti Regionale o Tribunale civile Sez. Lavoro competenti.

Importi Lordi


Categorie Interessate alla Diffida ed a Presentare Ricorso Giudiziario

2° Fascia) 40% pensioni superiori ad €. 1.405,05 e pari o inferiori ad €. 1.873,40

3°Fascia) 20% pensioni superiori ad €. 1.873,40 e pari o inferiori ad €. 2.341,75

4°Fascia) 10% pensioni superiori ad €. 2.341,75 e pari o inferiori ad €. 2.810,10

5°Fascia) 00% Superiori ad €. 2.810,10 cioè superiore a 6 volte il Tratt. Minimo

A mero titolo indicativo si segnala che dai primi calcoli effettuati, la penalizzazione subita dai pensionati partendo dal gennaio 2012, si aggira da un minimo di €. 1.674,00 sino ad un massimo di €. 5.171,00 netti (per le pensioni oltre i 3.000,00 euro), a cui dovranno detrarsi i rimborsi previsti per le tre fasce dalla legge 109/2015.
Ma ciò che appare più rilevante è che la Legge 109/2015, prevede con efficacia retroattiva rispetto ai diritti maturati nel 2012-2013 (Sent.70/2015 C.Cost.), la rivalutazione della pensione per gli anni 2014 e 2015 solo in ragione delle percentuali del 8% , 4% e 2% per le tre fasce pensionistiche (Da tre a sei volte il minimo della pensione sociale), senza nulla accordare alle pensioni superiori a sei volte il minimo del trattamento pensionistico, con una lesione del diritto del pensionato alla perequazione piena che partendo dal 2012 si protrae sostanzialmente in forma ininterrotta per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016.

La richiesta dei pagamenti ed i termini di prescrizione

La richiesta dei pagamenti dovrà essere rivolta all’INPS (Ex gestione INPDAP) attraverso l’ atto di intimazione e diffida, come da modulo presente e scaricabile dal sito, che dovrà essere compilato sottoscritto ed inviato ad opera dell’interessato completo di tutti i dati ivi previsti.
Inoltre, l’Atto di Intimazione e diffida all’INPS, oltre che per la costituzione in mora, la richiesta di interessi e rivalutazione, si pone come assolutamente necessario ai fini dell’interruzione della prescrizione per la corresponsione dei rimborsi.
Infatti, così come la Sentenza 70/2015 della Corte Costituzionale ha effetto retroattivo annullando l’efficacia della Legge Fornero sin dalla sua data di entrata in vigore 27.12.2011, nello stesso modo, il diritto alla perequazione della pensione ed ai rimborsi inizia a decorrere per il pensionato dal 1 gennaio 2012.
I termini di prescrizione applicabili nel rapporto con l’INPS, inoltre, sono di 5 anni, secondo una giurisprudenza maggioritaria ribadita anche di recente, per cui l’atto interruttivo della prescrizione, costituito dall’invio della Diffida Messa in Mora dell’INPS, farà decorrere dalla data di ricezione della raccomandata un nuovo termine di prescrizione quinquennale . In pratica la raccomandata inviata nel dicembre 2016 farà ricominciare a decorrere la prescrizione con scadenza al 30.11.2021, e cos’ via , tenendo presente che eventuali invii della Raccomandata di interruzione che avverranno nel corso del 2017 faranno perdere al pensionato i ratei precedenti ( Per es. la Raccomandata inviata a Maggio del 2017 farà perdere al pensionato i ratei di gen-feb-mar-apri 2017 in quanto già prescritti…
Nell’attuale situazione, pertanto, è consigliabile al pensionato di inviare quanto prima all’INPS l’atto di intimazione e diffida, in modo tale da cristallizzare quanto prima il termine di prescrizione dei diritti riconosciutigli dalla Sent.70/2015 della C.Cost. ed in parte o totalmente elusi dal D.L. 65/2015 convertito nella Legge 109/2015.

Sulla Tassazione degli arretrati

Da ultimo va considerato come con la Legge 109/2015 il Legislatore abbia stabilito che la restituzione parziale degli arretrati per gli anni 2012 e 2013 sia soggetta a tassazione separata (aliquota media del 19%) mentre gli arretrati maturati dal 31.12.2014 in poi saranno oggetto di tassazione Ordinaria.
Sul punto non si comprende perché il pensionato debba subire questa ulteriore penalizzazione di natura fiscale, la quale solleva ulteriori dubbi di costituzionalità stante la violazione all’art. 17 DPR 22.12.1986 n°917 in materia di tassazione separata degli arretrati.


In Conclusione Cosa Fare

Una volta esaurita l’esposizione della complessa ed articolata problematica, al pensionato si presentano quindi due alternative operative:
1) Inviare all’INPS rapidamente l’Atto di Intimazione e Diffida, interrompere la prescrizione, e stare a guardare quello che succede, avendo la consapevolezza che tale scelta lo potrà costringere, per vedere riconosciuti i propri diritti a fare successivamente ricorso contro l’INPS.
2)Inviare all’INPS rapidamente l’Atto di Intimazione e Diffida per interrompere la prescrizione costituendo in mora l’Ente anche ai fini della corresponsione di interessi e rivalutazione monetaria, e quindi predisporre la documentazione necessaria per fare ricorso contro l’INPS per definire, in sede di contenzioso giudiziario i propri diritti ove il DL 65/2015 e la L. 109/2015 vengano dichiarati incostituzionali dalla Corte.


Per Fare Ricorso contro l’INPS

Il pensionato che intende promuovere da solo o in unione ad altri associati azione legale contro l’INPS per la perequazione della pensione ed il rimborso degli arretrati, deve acquisire la seguente documentazione:

1°) Copia dell’Atto di Intimazione e Diffida inviato all’INPS, a cui dovrà allegare originale della ricevuta di spedizione e la ricevuta di ritorno postale o telematica in caso di invio tramite PIN Personale.


2°) Copia dello Statino della Pensione del mese di agosto 2015 (Attenzione gli statini sono già stati pubblicati sul Sito dell’INPS ed il socio li può acquisire e stampare accedendovi con il PIN Personale), attestante la percezione della liquidazione prevista dalla Legge Poletti con la dizione “arretrati Sent. 70/2015 Corte Cost.”, oppure attestante che nulla è stato corrisposto essendo il trattamento pensionistico percepito superiore alle 6 volte il Trattamento Minimo.


3°) Raccordarsi con almeno altra decina di pensionati per presentare ricorso cumulativo da pressentare innanzi alla Corte dei Conti Regionale competente o al Tribunalke civile Sez. Lavoro. Si fa presente, infine, che mentre la causa pensionistica innanzi al Corte dei Conti Regionale non importa spese di iscrizione a ruolo, quella innanzi al Tribunale del Lavoro importa il costo di € 43,00 a titolo di contributo unificato .

Il Cons.Naz. e Delegato Regionale

Avv.to Guido Chessa


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Quadro dei vertici ANGPS-ANPS dal 1968 al 2013

ALBO D’ONORE DEI CONSIGLI NAZIONALI

Cons. Naz.

Cons. Naz.

Durata del Mandato

Presidenze

Primo

10

30.09.1968 al 14.05.1973

Cerquozzi

Secondo

10

15.05.1973 al 12.05.1977

Cerquozzi-Di Pietro-Zambonini

Terzo

10

13.05.1977 al 12.05.1981

Zambonini

Quarto

10

13.05.1981 al 25.05.1985

Zambonini

Quinto

11

26.05.1985 al 27.10.1990

Zambonini

Sesto

24

28.10.1990 al 28.10.1995

Zambonini

Settimo

24

29.10.1995 al 27.11.1999

Girolami

Ottavo

24

28.11.1999 al 29.11.2003

Girolami

Nono

23

30.11.2003 al 28.03.2009

Russo

Decimo

19

29.03.2009 al 16.02.2013

Russo – Savarese

Undicesimo

19

17.03.2013 al ——–

Savarese





1° Consiglio Nazionale
30.09.1968-14.05.1973

Capi della Polizia Presidenti Onorari
Presidente Nazionale
Vicari Zanda Loy     Cerquozzi    

Vicari

Zanda Loy

Cerquozzi

UFFICIO DI PRESIDENZA

Carica

Grado

Nome

Annotazioni

Pres.Naz.

Tenente Generale

Cerquozzi Luigi

 

V.Pres.Naz.

Ispett.Gen.Capo Dr.

De Simone Mario

 

V.Pres.Naz.

Funzionario

Garacea Giuseppe

 

Segret.Gen.

Magg. Generale

Mozzi Francesco

 

 

MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Consigliere

Maresciallo

Bruno Gennaro

 

Consigliere

Maresciallo

Maccagni Michele

 

Consigliere

Appuntato

Scalera Elviro

 

Consigliere

Appuntato

Merlino Salvatore

 

Consigliere

Guardia

Di Mauro Francesco

 

Consigliere

Guardia

Lucibello Angelo

 

 

COMITATO ESECUTIVO

Presidente

Tenente Generale©

Cerquozzi Luigi

 

V.Presidente

Ispett.Gen.Capo Dr

De Simone Mario

 

Segretario

Magg. Generale

Mozzi Francesco

 

Membro

Maresciallo

Bruno Gennaro

 

Menbro

Guardia

Di Mauro Francesco

 





2° Consiglio Nazionale
15.05.1973-12.05.1977

Capi della Polizia Presidenti Onorari
Presidente Nazionale
Zanda Loy Menichini Parlato   Cerquozzi Di Pietro Zambonini

Zanda Loy

Menichini

Parlato

Cerquozzi

Di Pietro

Zambonini

UFFICIO DI PRESIDENZA

Carica

Grado

Nome

Annotazioni

Pres.Naz.

Tenente Generale©

Cerquozzi Luigi

Dimissioni Decor. dal 05.12.1973

Pres.Naz.

Tenente Generale©

Di Pietro Biagio

Dimissioni Decor. dal 08.01.1976

Pres.Naz.

Tenente Generale©

Zambonini Remo

Incarico Decor. 09.01.76

V.Pres.Naz.

Ispett.Gen.Capo.Dr.

De Simone Mario

 

V.Pres.Naz.

Funzionario

Garacea Giuseppe

 

Segret.Gen.

Magg. Generale

Mozzi Francesco

Dimissioni Decor. dal 08.01.1976

Segret.Gen.

 

Maffei Giuseppe

Incarico Decor. 09.01.76

 

MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Consigliere

Maresciallo

Bruno Gennaro

 

Consigliere

Maresciallo

Rinaldi Armando

 

Consigliere

Appuntato

Scalera Elviro

 

Consigliere

Appuntato

Arnao Stefano

 

Consigliere

Guardia

Sau Francesco

 

Consigliere

Guardia

Valente Francesco

 

 

MEMBRI COLLEGIO SINDACALE

Membro

Magg. Gen.

Ciaccia Michele

 

Membro

Maresciallo

Di Lollo Giuseppe

 

M.Supplente

Comm.Capo Dr.

Casta Giuseppe

 

M.Supplente

Ten.Coll.

Tancredi Antonio

 

M.Supplente

Brigadiere

Cantale Giuseppe

 

 

MEMBRI COLLEGIO PROBIVIRI

Pres.Coll.

Isp.Gen.Capo

Valente Donato

 

Membro

Ten.Gen.

Magistri Candido

 

Membro

Maresciallo

Nido Antonio

 





3° Consiglio Nazionale
13.05.1977-12.05.1981

Capi della Polizia Presidenti Onorari
Presidente Nazionale
Parlato Coronas     Zambonini    

Parlato

Coronas

 

Zambonini

 

 

UFFICIO DI PRESIDENZA

Carica

Grado

Nome

Annotazioni

Pres.Naz.

Tenente Generale©

Zambonini Remo

 

V.Pres.Naz.

Ispett.Gen.Capo Dr.

De Simone Mario

Deceduto il 4.4.1981

V.Pres.Naz.

Funzionario

Caputo Uldarico

 

Segret.Gen.

Magg. Generale

Maffei Giuseppe

Cons. U.NA.M.O.

 

MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Consigliere

Maresciallo

Peretti Lino

 

Consigliere

Maresciallo

Rinaldi Alessandro

 

Consigliere

Appuntato

Scalera Elviro

 

Consigliere

Appuntato

Arnao Stefano

 

Consigliere

Guardia

Sau Francesco

 

Consigliere

Guardia

Alesiani Francesco

 

 

MEMBRI COLLEGIO SINDACALE

Pres.Coll.

Funzionario

Clarizio Venanzio

 

Membro

S.Ten.

Vitolo Vittorio

 

Membro

Funzionario

Ayola Dario

 

M.Supplente

Magg.Generale

Forleo Luigi

 

M.Supplente

Maresciallo

Di Lollo Giuseppe

 

M.Supplente

Ten.

Gastaldi Eugenio

 

M.Supplente

Brigadiere

Cantale Giuseppe

 

 

MEMBRI COLLEGIO PROBIVIRI

Pres.Coll.

Ten.Generale

Magistri Candido

 

Membro

Magg. Generale

Barbieri Domenico

 

Membro

Magg.Generale

Adinolfi Mario

 





4° Consiglio Nazionale
13.05.1981-25.05.1985

Capi della Polizia Presidenti Onorari
Presidente Nazionale
Coronas Porpora     Zambonini    

Coronas

Porpora

 

Zambonini

 

 

UFFICIO DI PRESIDENZA

Carica

Grado

Nome

Annotazioni

Pres.Naz.

Tenente Generale©

Zambonini Remo

 

V.Pres.Naz.

Funzionario

Caputo Uldarico

già socio U.NA.M.O.

V.Pres.Naz.

Guardia-Dr.

Tranquillin Alberico

 

Segret.Gen.

Magg. Generale

Maffei Giuseppe

già Cons. U.NA.M.O.

 

MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Consigliere

Funzionario

Cafasso Aldo

Già Vice-Pres.. U.NA.M.O.

Consigliere

Maresciallo

Rinaldi Alessandro

 

Consigliere

Brigadiere

Montalto Antonino

 

Consigliere

Appuntato

Scalera Elviro

 

Consigliere

Appuntato

Tavanti Virgilio

 

Consigliere

Guardia

Sau Francesco

 

 

MEMBRI COLLEGIO SINDACALE

Pres.Coll.

Magg.Generale

Adinolfi Mario

 

Membro

Funzionario

Ayola Dario

 

Membro

Ten.Gen.

Forleo Luigi

 

M.Supplente

S.Ten.

Vitolo Vittorio

 

M.Supplente

Funzionario

Fanelli Giovanni

 

M.Supplente

Maresciallo

Cicero Vincenzo

 

 

MEMBRI COLLEGIO PROBIVIRI

Pres.Coll.

Ten.Gen.

Magistri Candido

 

Membro

Funzionario

D’Ettore Angiolino

 

Membro

Maresciallo

Fruganti Carmelo

 





5° Consiglio Nazionale
26.05.1985-27.10.1990

Capi della Polizia Presidenti Onorari
Presidente Nazionale
Porpora Parisi     Zambonini    

Porpora

Parisi

 

Zambonini

 

 

UFFICIO DI PRESIDENZA

Carica

Grado

Nome

Annotazioni

Pres.Naz.

Tenente Generale©

Zambonini Remo

 

V.Pres.Naz.

Ispett.Gen.Capo Dr.

Nigro Ugo

già Cons,. U.NA.M.O.

V.Pres.Naz.

Guardia- Dr.

Tranquillin Alberico

 

Segret.Gen.

Ispettore Capo P.S.

Fiaschetti Alberto

 

 

MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Consigliere

Funzionari

Cafasso Aldo

già Vice-Pres. U.NA.M.O.

 

Consigliere

Magg. Generale

Camilli Vittorio

già socio U.NA.M.O.

 

Consigliere

Maresciallo

Gafforio Ugo

 

Consigliere

Appuntato

Albanini Luigi

 

Consigliere

Appuntato

Romano Italo

 

Consigliere

Guardia

Scarpa Bernardino

 

Consigliere

Assist.Polizia

Giordano Amalia

 

 

MEMBRI COLLEGIO SINDACALE

Pres.Coll.

Ten.Generale

Forleo Luigi

 

Membro

Funzionario

Morlacchi Aldo

Già Cons. U.NA.M.O.

Membro

Maresciallo

Rinaldi Armando

 

M.Supplente

Funzionario

Fabbri Dante

già V.-Segr.Gen U.NA.M.O.

M.Supplente

Magg. Generale

Dierna Francesco

 

M.Supplente

Sovrint.Capo

Bruni Francesco Paolo

 

 

MEMBRI COLLEGIO PROBIVIRI

Pres.Coll.

Funzionario

Ricci Aldo

già Cons. U.NA.M.O.

Membro

Maresciallo

Izzillo Remo

 

Membro

Ten.Generale

Bonora Mario

 





6° Consiglio Nazionale
28.10.1990-28.10.1995

Capi della Polizia Presidenti Onorari
Presidente Nazionale
Parisi Masone     Zambonini    

Parisi

Masone

 

Zambonini

 

 

UFFICIO DI PRESIDENZA

Carica

Grado

Nome

Annotazioni

Pres.Naz.

Tenente Generale

Zambonini Remo

 

V.Pres.Naz.

Ispett.Gen.Capo Dr.

Nigro Ugo

Già Cons. U.NA.M.O.

V.Pres.Naz.

Guardia- Dr.

Tranquillin Alberico

 

Segret.Gen.

Ispettore Capo P.S.

Fiaschetti Alberto

 

 

MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Consigliere

Funzionario

Bartolini Vittorio

 

Consigliere

Ten.Generale

Cialdini Pantaleo

 

Consigliere

Ispett. Capo

Gentile Angelo

 

Consigliere

Maresciallo

Palermo Salvatore

 

Consigliere

Maresciallo

Squarcione Antonio

 

Consigliere

Guardia

Russo Luigi

 

Consigliere

Guardia

Ceccuti Adone

 

Consigliere

Appuntato

Fantaccione Tommaso

 

Consigliere

Dirigente Dr.

Del Duca Ciro

 

Consigliere

Dirigente Dr.

Di Blasi Gaetano

 

Consigliere

Commissario Dr.

Cassandra Giampaolo

 

Consigliere

Commissario Dr.

Corsi Giuseppe

 

Consigliere

Ispett. Capo

Lodi Anna Grazia

 

Consigliere

Ispettore

Saggiomo Antonio

 

Consigliere

Sovrintendente

Chiapparino Giuseppe

 

Consigliere

Sovrintendente

Corradini Dante

 

Consigliere

Assistente

Paternoster Michele

 

Consigliere

Assistente

Fiaschetti Giacinto

 

Consigliere

Agente

Righini Cristina

 

Consigliere

Agente

Mancini Mauro

 

 

MEMBRI COLLEGIO SINDACALE

Pres.Coll.

Ten.Generale

Forleo Luigi

 

Membro

Ispett. Capo

Izzillo Remo

 

Membro

Funzionario Dr.

Cantore Amleto

 

M.Supplente

Magg.Generale

Dierna Francesco

 

M.Supplente

Sovrintendente

Genna Antonio

 

M.Supplente

Ispettore

Ferraro Mario

 

 

MEMBRI COLLEGIO PROBIVIRI

Pres.Coll.

Funzionario Dr.

Ricci Aldo

Già Cons. U.NA.M.O.

Membro

S.Tenente

Faticante Vito

 

Membro

Maresciallo

Alivernini Paolo

 





7° Consiglio Nazionale
29.10.1995-27.11.1999

Capi della Polizia Presidenti Onorari
Presidente Nazionale
Masone       Zambonini    

Masone

 

 

Girolami

 

 

UFFICIO DI PRESIDENZA

Carica

Grado

Nome

Annotazioni

Pres.Naz.

Ten.Generale

Girolami Umberto Ennio

 

V.Pres.Naz.

Col. P.S. in Serv.

Agretti Franco

 

V.Pres.Naz.

Guardia

Russo Luigi Benito

 

Segret.Gen.

Ispett.Capo

Izzillo Remo

Deceduto il 11.05.1996

Segr.Gen.

Maresciallo

Squarcione Antonio

Decorrenza dal maggio 96

 

MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Consigliere

Funzionario Dr.

Iuliano Pasquale

 

Consigliere

Funzionario Dr.

Bertini Angelo

 

Consigliere

Ten. Generale

Cialdini Pantaleo

 

Consigliere

Ispettore

Saggiomo Antonio

 

Consigliere

Maresciallo

Palermo Salvatore

 

Consigliere

Maresciallo

Squarcione Antonio

Dal maggio 96 Segr.Gen.

Consigliere

Agente

Fanti Lino

 

Consigliere

Appuntato

Diodato Guido

 

Consigliere

Guardia

Ceccuti Adone

 

Consigliere

Dirigente Dr.

Mazzatosta Francesco

 

Consigliere

Commissario Dr.

Di Domenico Paolo

 

Consigliere

Commissario Dr.

Di Galante Lorena

 

Consigliere

Ispettore

Corradini Dante

 

Consigliere

Ispettore

Chiapparino Giuseppe

 

Consigliere

Sovrintendente

Cuccia Bartolomeo

 

Consigliere

Sovrintendente

Moro Marco

 

Consigliere

Agente

Mancini Mauro

 

Consigliere

Agente

Laureti L.

 

Consigliere

Agente

Finili Flavio

 

Consigliere

Agente

Cassandro Elisabetta

 

 

MEMBRI COLLEGIO SINDACALE

Pres.Coll.

Sovrintendente

Fasulo Benito

 

Membro

Maresciallo

Russo Filomeno

 

Membro

Ispettore

Cosentini Gabriele

 

M.Supplente

Maresciallo

Bumbaca Antonio

 

M.Supplente

Sovrintendente

De Candia Dino

 

 

MEMBRI COLLEGIO PROBIVIRI

Pres.Coll.

Sovrintendente

Ferri Vito

 

Membro

Maresciallo

Gianolla Gino

 

Membro

Ispettore Capo

Flammini Domenico

 





8° Consiglio Nazionale
28.11.1999-29.11.2003

Capi della Polizia Presidenti Onorari
Presidente Nazionale
Masone De Gennaro     Zambonini    

Masone

De Gennaro

 

Girolami

 

 

UFFICIO DI PRESIDENZA

Carica

Grado

Nome

Annotazioni

Pres.Naz.

Ten.Generale

Girolami Umberto Ennio

 

V.Pres.Naz.

Primo Dirigente

Mazzatosta Francesco

 

V.Pres.Naz.

Guardia – Comm.

Russo Luigi Benito

 

Segret.Gen.

Ispettore

Paternoster Michele

 

 

MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Consigliere

Funzionari Dr.

Laino Pietro

 

Consigliere

Funzionari Dr

Del Duca Ciro

 

Consigliere

Ten. Generale

Cialdini Pantaleo

 

Consigliere

Ispettore

Corradini Dante

 

Consigliere

Ispettore

Giacopelli Piero

 

Consigliere

Sovrintendente

Cuccia Bartolomeo

 

Consigliere

Sovrintendente

Albertini Ettore

 

Consigliere

Guardia- Dr.

Verrengia Emilio

 

Consigliere

Assistente

Paolemilio Giovanni

 

Consigliere

Appuntato

Diodato Guido

 

Consigliere

Dirigente Dr.

Agretti Francesco

 

Consigliere

Commissario dr.

Di Domenico Paolo

 

Consigliere

Commissario dr.

Procopio Rita

 

Consigliere

Ispettore

Chiapparino Giuseppe

 

Consigliere

Sovrintendente

Carinelli Giovanni

 

Consigliere

Sovrintendente

Di Maio Felice

 

Consigliere

Assistente

Bonaventura Giacomo

 

Consigliere

Assistente

Chirulli Marcello

 

Consigliere

Assistente

Finili Flavio

 

Consigliere

Assistente

Gelao Marcello

 

 

MEMBRI COLLEGIO SINDACALE

Pres.Coll.

Ispettore Capo

Lodi Anna Grazia

 

Membro

Maresciallo

Russo Filomeno

 

Membro

Maresciallo

Palermo Salvatore

 

M.Supplente

Ispettore Sup.

De Miglio Giovanni

 

M.Supplente

Sovrintendente

Fasulo Benito

 

 

MEMBRI COLLEGIO PROBIVIRI

Pres.Coll.

Funzionario

Caruso Francesco

 

Membro

Ispettore

Fragano Giuseppe

 

Membro

Ispettore

Coratelli Pasquale

 





9° Consiglio Nazionale
30.11.2003-28.03.2009

Capi della Polizia Presidenti Onorari
Presidente Nazionale
De Gennaro Manganelli     Russo    

De Gennaro

Manganelli

 

Russo

 

 

UFFICIO DI PRESIDENZA

Carica

Grado

Nome

Annotazioni

Pres.Naz.

Agente – Comm.

Russo Luigi Benito

 

V.Pres.Naz.

Primo Dirigente Dr.

Mazzatosta Francesco

 

V.Pres.Naz.

Capitano Medico

Froldi Doriano

Dimissioni Marzo 2004

V.Pres.Naz.

Ispettore Capo

Chiapparino Giuseppe

In carica dal 26.11.2004

Segret.Gen.

Ispettore Capo

Paternoster Michele

 

 

MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Consigliere

Dirigente. Gen.

Donisi Giuseppe

 

Consigliere

Capitano Medico

Froldi Doriano

Dimissioni Marzo 2004

Consigliere

Ten.Generale

Riccardo Stracciari

Subentra dal marzo 2004

Consigliere

Ten. Generale

De Benedittis Mario

 

Consigliere

Ispettore

Corradini Dante

 

Consigliere

Ispettore

Giacopelli Piero

 

Consigliere

Sovrintendente

Cuccia Bartolomeo

 

Consigliere

Sovrintendente

Moro Marco

 

Consigliere

Agente – Dr.

Verrengia Emilio

 

Consigliere

Assistente

Sardella Vincenzo

 

Consigliere

Assistente

Rossi Angelo

 

Consigliere

Dirigente Dr.

Marceca Giuseppe

 

Consigliere

Primo Dirigente Dr.

Savarese Claudio

 

Consigliere

Commissario

Procopio Rita

 

Consigliere

Sovrintendente

Carinelli Giovanni

 

Consigliere

Sovrintendente

Di Maio Felice

 

Consigliere

Assistente

Chirulli Marcello

 

Consigliere

Assistente

Finili Flavio

 

Consigliere

Assistente

Trolli Angelo

 

Consigliere

Assistente

Bonaventura Giacomo

 

Consigliere

Commissario- Avv.

Chessa Guido

Cooptato Reg.Toscana 2005

 

MEMBRI COLLEGIO SINDACALE

Pres.Coll.

Ispettore

Bombara Nunzio

 

Membro

Maresciallo

Russo Filomeno

 

Membro

Agente

Sampietro Mario

 

M.Supplente

Ispett.Superiore

Gobbo Sergio

 

M.Supplente

Assistente

Pellegrino Giovanni

 

M.Supplente

Maresciallo

Palermo Salvatore

 

 

MEMBRI COLLEGIO PROBIVIRI

Pres.Coll.

Ispettore

Bruno Riccardo

 

Membro

Maresciallo

Palermo Salvatore

 

Membro

Assistente

Pellegrino Giovanni

 

 





10° Consiglio Nazionale
29.03.2009-16.02.2013

Capi della Polizia Presidenti Onorari
Presidente Nazionale
Manganelli Pansa     Russo Savarese  

Manganelli

Pansa

 

Russo

Savarese

 

UFFICIO DI PRESIDENZA

Carica

Grado

Nome

Annotazioni

Pres.Naz.

Agente-Comm.

Russo Luigi Benito

Dimissionario 10.02.2010

Pres.Naz.

Primo Dirigente

Savarese Claudio

In carica dal 11.02.2010

V.Pres.Vic.

Commissario-Avv.

Chessa Guido

 

V.Pres.Naz.

Dirigente Generale

Donisi Giuseppe

 

V.Pres.Naz.

Commissario

Chiapparino Giuseppe

 

Segret.Gen.

Ispettore Capo

Paternoster Michele

 

 

MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Consigliere

Ispettore Sup.

Carrillo Pasquale

 

Consigliere

Assistente Capo

Chirulli Marcello

 

Consigliere

Commissario

Corazzari Camillo

 

Consigliere

Ispettore Sup.

Corradini Dante

 

Consigliere

Sovrint.Principale

Fersini Donato

 

Consigliere

Commissario

Guerrieri Antonio

Consigliere

Dirigente Generale

Manzieri Mario

 

Consigliere

Primo Dirigente

Massa Isabella

 

Consigliere

Ispettore Sup.

Menini Pierpaolo

 

Consigliere

Ispettore Sup.

Pitardi Antonio

Dimissionario nel 2012

Consigliere

Ispettore Sup.

Roselli Giovanni

 

Consigliere

Assistente Capo

Sardella Vincenzo

 

Consigliere

Ispettore

Volpini Mauro

 

Consigliere

Agente.-Comm

Russo Luigi Benito

Dal 11.02.2010

 

MEMBRI COLLEGIO SINDACALE

Pres.Coll.

Ispettore

Bombara Nunzio

 

Membro

Ispettore Sup.

Gobbo Sergio

 

Membro

Agente

Sampietro Mario

 

 

MEMBRI COLLEGIO PROBIVIRI

Pres.Coll.

Capitano Medico

Froldi Doriano

 

Membro

Ispettore

Caldaresi Vincenzo

 

Membro

Ispettore

Capucci Mario

 

Membro

Dirigente

Marceca Giuseppe

 

Membro

Ispettore

Moliterno Felice

 

 





11° Consiglio Nazionale
17.02.2013-……………

Capi della Polizia Presidenti Onorari
Presidente Nazionale
Pansa       Savarese    

Pansa

 

 

Savarese

 

 

UFFICIO DI PRESIDENZA

Carica

Grado

Nome

Annotazioni

Pres.Naz.

Primo Dirigente

Savarese Claudio

 

V.Pres.Vic

Dirigente Generale

Donisi Giuseppe

 

V.Pres.Naz.

Commissario

Chiapparino Giuseppe

 

V.Pres.Naz.

Commissario

Guerrieri Antonio

 

V.Pres.Naz.

Ispettore Sup.

Roselli Giovanni

 

Segret.Gen.

Ispettore Capo

Paternoster Michele

 

Segr.Economo

Agente- Dr.

Verrengia Emilio

 

 

MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE

Consigliere

Ispettore Sup.

Carrillo Pasquale

 

Consigliere

Commissario-Avv.

Chessa Guido

 

Consigliere

Assistente Capo

Chirulli Marcello

 

Consigliere

Commissario

Corazzari Camillo

 

Consigliere

Ispettore Sup.

Corradini Dante

 

Consigliere

Sovrint.Principale

Fersini Donato

 

Consigliere

Commissario

Di Tria Marcello

 

Consigliere

Sovrintendente

Lisci Sergio

 

Consigliere

Primo Dirigente

Massa Isabella

 

Consigliere

Ispettore Sup.

Menini Pierpaolo

 

Consigliere

Ispettore

Volpini Mauro

 

Consigliere

Assistente Capo

Sardella Vincenzo

 

 

MEMBRI COLLEGIO SINDACALE

Pres.Coll.

Ispettore

Bombara Nunzio

 

Membro

Ispettore Sup.

Gobbo Sergio

 

Membro

Agente

Sampietro Mario

 

 

MEMBRI COLLEGIO PROBIVIRI

Pres.Coll.

Capitano Medico

Froldi Doriano

 

Membro

Ispettore

Caldaresi Vincenzo

 

Membro

Vice Questore Agg.

Lombardo Carlo

 

Membro

Primo Dirigente

Mazzatosta Francesco

 

Membro

Ispettore

Moliterno Felice

 





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Rivista di Polizia- Presentazione opera

Dobbiamo ringraziare ancora la sagace opera di raccolta e gelosa conservazione esercitata negli anni dal compianto Cav. Sergio Marchino, se la biblioteca della Sezione di Arezzo, può porre a disposizione dei propri associati, nella sua modesta dotazione, oltre ad una decina di annate di Polizia Moderna in uno con la recente raccolta completa in forma digitale di Fiamme d’Oro, anche l’edizione cartacea completa della Rivista di Polizia.
Si tratta della nota rivista a carattere specialistico ed informativo, con la quale il Capo della Polizia Luigi Ferrari, ha favorito il ripristino della pubblicistica di polizia ormai interrotta dal 1939 con la pubblicazione degli ultimi numeri del “Magistrato dell’Ordine” di Emilio Saracini.

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Fondata da Ugo Pioletti, magistrato della Procura Generale della Repubblica presso la Cassazione, conosciuto ed apprezzato dal Capo della Polizia col quale aveva condiviso un periodo della carriera giudiziaria, la Rivista di Polizia viene autorizzata il 20.01.1948 al nr. 182/A.738 ed iscritta al nr. 92 del registro della stampa presso il Tribunale di Roma e pubblica il suo primo numero in data 21 febbraio 1948.
Per la rassegna dei contenuti ci affidiamo esclusivamente alla penna ed alle idee del fondatore e direttore Ugo Pioletti di cui si pubblicano le due pagine introduttive scritte in apertura del primo numero del febbraio 1948, ove vengono, con brillante sintesi, indicati i destinatari, le rubriche, le tematiche nonché le finalità dell’opera. Tutti obbiettivi che gli autori, nel corso degli anni, hanno pervicacemente seguito e spesso raggiunto. Ma ciò che desta maggior interesse nella rivista è la qualificata descrizione dell’evoluzione storica delle materie giuridiche e tecniche che interessano l’esercizio della funzione di polizia. Un itinerario culturale che investe la sistematica giuridica nel suo trapasso da una normativa littoria a quella democratica legata all’applicazione dei principi Costituzionali, lo sviluppo dell’applicazione progressiva delle scienze alle indagini di polizia, le nuove prospettive di intervento verso la cura della criminalità minorile, le più adeguate tecniche di intervento in materia di sicurezza e di ordine pubblico.
Non potendo digitalizzare la rivista per la notevole mole di pagine e l’impegno che imporrebbe, ci limiteremo nella gestione del presente spazio editoriale a pubblicare nostri articoli riassuntivi delle varie tematiche trattate e magari presentare, nel rispetto dei limiti imposti dalla legge sul diritto d’autore,qualche singolo articolo di particolare significato e valenza storica.

presentazione_rivista_di_polizia


Per opportuna conoscenza dei lettori si dà notizia che la Rivista di Polizia è attualmente
pubblicata dalla “Aracne editrice int.le Srl” Via Quarto Negroni 15- Ariccia (RM)-
Sito internet www.aracneeditrice.it

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Polizia Moderna. Presentazione opera

polizia_moderna_featured_image

Frutto di un atto munifico particolarmente gradito, la pubblicazione delle prime annate della rivista Polizia Moderna (1949-1957) e di quella dell’anno 1981, costituisce materiale editoriale di indubbia importanza storica per gli associati.
Nel primo blocco di riviste, infatti, è riportata la cronaca del dopo guerra e della fase di primo ampliamento e consolidamento del Corpo Guardie di pubblica Sicurezza. Mentre nel secondo, riservato all’anno 1981, assumono rilievo i primi resoconti della riforma di Polizia e dell’apertura alla sindacalizzazione del suo personale.-
Si tratta di un ampio spaccato di cronaca che si riferisce a due fasi storiche ben distinte ma che, pur rappresentando la voce dell’Istituzione, con tutti i filtri che la sua autoreferenzialità impone, hanno decisamente contribuito, soprattutto nel primo decennio delle pubblicazioni, a proporre una nuova immagine della Polizia favorendone la costruzione dello spirito di Corpo e consolidandone il senso di appartenenza.
Maturata nel corso della reggenza del Capo della Polizia Luigi Ferrari, il quale aveva già favorito la nascita della “Rivista di Polizia” di Ugo Pioletti con l’uscita del primo numero il 21 febbraio 1948, la rivista rotocalco “Polizia Moderna” , sostenuta dal nuovo Capo della Polizia Giovanni D’Antoni, viene iscritta dalla Direzione Generale della P.S. in data 11.10.1948 al nr. 456 nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma e pubblica il suo primo numero nel gennaio del 1949.-
In poche stanze ubicate all’interno della Scuola Allievi ufficiali e sottufficiali di P.S. in Via Guido Reni a Roma, sotto la direzione di Giuseppe de Gaetano e con a capo della redazione Girolamo Quartuccio, un vero manipolo di uomini, entusiasti, determinati e convinti, dà origine ad una avventura pubblicistica che ha avuto la capacità e la forza di giungere sino ai nostri giorni.
Quindi, questa pubblicazione dei vari numeri delle prime annate della rivista, permette di fare un vero tuffo nel passato testimoniando non solo la fotografia di come eravamo ma anche lo sforzo prodotto dall’Istituzione per il suo ammodernamento e per offrire un’immagine nuova e diversa della Polizia.
Le Feste della Polizia, l’erezione di S.Michele Arcangelo a patrono, lo stemma araldico nel 1957, i rapporti internazionali, la descrizione dei vari uffici, dell’attività delle specialità e dell’operato delle varie scuole, gli articoli di Sorrentino sull’evoluzione della Polizia scientifica, i successi dei Gruppi Sportivi delle Fiamme d’Oro, l’assegnazione delle prime case Incis ai poliziotti, la befana e le colonie montane e marine per i figli, la critica cinematografica ed i molti articoli su fatti di cronaca, sulla criminalità giovanile, su storia e tradizione del corpo, sulle varie problematiche di diritto e giurisprudenza, e poi i trasferimenti, le promozioni, le onorificenze e soprattutto la dolorosa ma orgogliosa celebrazione dei numerosi caduti, rendono la rivista illustrata una vera fonte di dati e riproduzioni di assoluto rilievo.
Si tratta di un frammento della Storia della Polizia carico di atmosfere ed eventi che si inseriscono nell’evoluzione storica della rinascita dell’Italia dell’immediato dopoguerra e dei suoi aspri conflitti sociali, e ne và a costituire parte integrante ed ineludibile. Certo la rivista non è né poteva essere completamente esaustiva di alcune realtà che vissute dai suoi uomini sono rimaste sotto traccia o solo implicitamente narrate. Ci si riferisce all’assenza del riposo settimanale, alla mancanza di adeguata formazione per l’ordine pubblico ed al conseguente alto rischio professionale, alla carenza o all’inadeguatezza di mezzi e delle dotazioni, alle retribuzioni non sempre il linea con le esigenze di vita, ad un orario lavorativo troppo spesso considerato dai dirigenti “ad libitum” e via dicendo.- Ma tutto questo fa parte della storiografia della Polizia che piano piano riemerge e riemergerà sempre più nei suoi contenuti reali attraverso il lavoro di ricostruzione e contestualizzazione affidata all’Ufficio Storico ed ai non pochi studiosi appassionati della materia.

 
 

Avv. Guido Chessa

Pres. Sezione e Cons. Naz

 
 

Per opportuna conoscenza dei lettori si dà notizia che Polizia Moderna è edita dal Fondo di assistenza per il personale della Polizia di Stato ed ha sede in Roma Piazza del Viminale nc.7.
Sito internet www.poliziamoderna.it

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Introduzione a Fiamme D’oro

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Destiniamo questo spazio editoriale, alla pubblicazione di alcuni numeri della rivista Fiamme d’Oro, per fissare solo alcuni dei momenti storicamente rilevanti del Sodalizio. In particolare abbiamo scelto il primo numero del Luglio 1974 quale numero di fondazione della rivista; il numero del gennaio 1981 celebrativo del decennale della fondazione dell’ANGPS ; i numeri di Sett-Ott e di Nov.-Dic. 1981 celebrativi del primo ed unico Raduno Nazionale delle Bandiere all’Altare della Patria e con articoli sulla recente riforma di polizia; il numero di Sett-Ott.1989 celebrativo del primo Raduno Nazionale ANPS e della inaugurazione nella Chiesa di Faedis del mosaico al Patrono S.Michele Arcangelo; il numero di Lu-Ago-Sett. 2005 sul III° raduno nazionale “bagnato” di Cesena; il numero di Apr-Mag-Giu 2006 celebrativo del conferimento all’ANPS della Medaglia D’Argento al Merito Civile; ed infine il numero di Ott-Nov-Dic.2012 sulla costituzione della sede di New York-New Jersey e la prima partecipazione dell’ANPS al Columbus Day.
La pubblicazione,quindi, rappresenta solo un piccolo frammento del vissuto associativo che vuole testimoniare come la Sezione di Arezzo o alcuni dei suoi rappresentanti, siano stati sempre presenti e partecipi nei momenti rilevanti per il Sodalizio.
Ma fatto ben più importante, è rendere noto ai propri associati che la Sezione di Arezzo, unitamente a quella di Roma, ha portato a termine l’attività di digitalizzazione della raccolta completa di “Fiamme d’Oro”. Impegno approvato e sostenuto anche economicamente dal Consiglio Nazionale e che apre ormai le porte alla prossima costituzione sul sito nazionale www.anpsitalia.it dell’emeroteca telematica dell’ANPS.
Questo lavoro certosino, costituirà la base di partenza per quelle iniziative ancora in itinere, coltivate dalla nostra Sezione e rappresentate, da una parte dalla ricostruzione storica del Medagliere della Polizia di Stato e dalla rivisitazione della Storia dell’ANPS, e dall’altra dall’ipotesi di creazione on-line di una emeroteca pubblicistica della Polizia, ancora allo stadio di mera idea progettuale e la cui realizzazione è tutta da verificare.
Il tutto, con il fine dichiarato di connotare e rendere più autenticamente significativo e presente il ruolo svolto dal Sodalizio rispetto alla Polizia di Stato, alla società civile ed al mondo della ricerca storiografica.
Si tratta del primo passo di un lungo e problematico cammino volto a recuperare il tempo perduto, ad emendarci da errori, incertezze ed indisponibilità, a spogliarci da ogni provincialismo autoreferenziale, per aprirci e mostrare, anche attraverso le cronache di un quarantennio, l’autentico volto assunto dall’ANPS nel tempo. E ciò con tutti i limiti, le carenze ed i difetti del caso, ma anche con le sue solide tematiche etico-valoriali ed il suo radicato senso di appartenenza.

La creazione dell’emeroteca dell’ANPS, pertanto, non assolverà esclusivamente ad un compito di natura divulgativa ed informativa, ma avrà la funzione di stimolare , attraverso il potenziale utilizzo dinamico dei numerosi dati di cronaca, la riproposizione delle vicende, dell’operato e delle scelte dell’Associazione per un recupero a tutto tondo di parte della sua memoria storica.

“Fiamme d’Oro”, infatti, oltre a tracciare le linee di politica associativa seguite nel tempo dai suoi vertici, è stato ed è, con i molti articoli e soprattutto con la sua rubrica “Vita delle Sezioni”, un grande diario che raccoglie le iniziative più rilevanti intraprese dalle Sezioni. Dalle date di fondazione ai vari consigli e presidenti, dall’inaugurazione di monumenti, cippi, targhe, insegne all’intitolazione di strade, piazze, giardini e scuole , dalla celebrazione di tragici episodi alla commemorazione dei caduti, dall’assegnazione delle ricompense al merito o al valore civile o militare alle presenze attive nelle scuole, nella protezione civile e nel volontariato, nonché nella convegnistica sulle tematiche sociali più rilevanti

E’ questo, nella mente degli ideatori e promotori dell’iniziativa, il materiale vivo offerto quale contributo da utilizzare, unitamente a quanto conservato negli archivi sezionali, per una rivisitazione storica del vissuto dalla sezione. Per contestualizzarla alla storia delle questure, per approfondire biograficamente e meglio celebrare le figure dei suoi caduti, per alimentare il ricordo del tributo dell’Istituzione nel patrimonio monumentale o toponomastico cittadino, per fare della Sezione ANPS un cuore vivo e pulsante della tradizione storica locale. Un reale punto di riferimento culturale ed ideale di cui si nutrono le radici operative territoriali della Polizia.

Così, la costituenda emeroteca on line dell’ANPS diviene da una parte un palese invito ai Presidenti di Sezione per un impegno diretto e dall’altra una ineludibile sollecitazione a riscoprire e valorizzare il patrimonio di ricercatori, studiosi ed appassionati collezionisti presenti nel Sodalizio.
Attraverso il recupero di questi associati, troppo spesso lasciati a se stessi ed alla cura isolata dei loro studi, sarà possibile canalizzare interessi e ricerche all’interno della Sezione.

In pratica, disciplinando l’anarcoide attivismo che ci ha caratterizzato, si comincerebbero a muovere i primi passi consapevoli e determinati verso la creazione di aggregazioni di soci capaci di dare corpo alla formazione di una organica, dinamica e partecipata cultura della nostra tradizione.
Un programma culturale questo, che ci investe tutti per il prossimo futuro. Un programma che si affida alla qualificata iniziativa dei Presidenti di Sezione per meglio adempiere alla loro insostituibile opera di messaggeri dell’istituzione.

Avv. Guido Chessa

Pres. Sezione e Cons. Naz.

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La Dedica di Marchino

Se io penso al cumulo di delusioni,di umiliazioni,di pericoli che lungo il percorso della sua attività professionale, un poliziotto ha affrontato,sorge in me una rabbia profonda unita ad una grande amarezza perché nel tra-scorrere del tempo tutto viene dimenticato e si finisce per non ricordare più niente .E’ come se uno non avesse fatto nulla,tutto si scorda,perfino i nomi dei compagni con i quali hai diviso anni di lavoro rischiando la vita;il nostro passato diventa un passato fantasma,i nostri racconti non sono creduti e,a volte, ascoltati per carità cristiana. Non esiste a livello ufficiale,nei vari reparti,un diario su cui registrare le varie attività spesso oggetto anche di violenti conflitti a fuoco. Non esiste cioè un DIARIO STORICO del Reparto ,della Questura .Hai fatto il tuo dovere e basta,fra qualche anno nessuno si ricorderà di te,del tuo sacrificio anche se questo significa avere perso la vita.
E’ anche per questi motivi che molti anni fa,malgrado qualche “bastian contrario”,la Sezione Aretina dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, sotto la direzione del suo Presidente,Avv.Comm. CHESSA Guido,decise di dare vita ad una specie di ” numero unico” annuale sul quale venissero descritte le varie attività cui la Sezione aveva partecipato,nonché i punti di vista che ognuno poteva proporre su fatti e argomenti vari.
Era nato un “” DIARIO STORICO”” che per anni,attraverso tante difficoltà,non escluso quella economica,e con il senso di responsabilità di uomini che sempre avevano dato senza nulla chiedere,il ” numero unico” con il pensiero dei suoi iscritti si e sistemati= camente posato sui tavoli dei Signori Questori,Prefetti,Capo della Polizia,Ministro degli Interni e tante altre Autorità che hanno così,se hanno voluto,leggere le nostre richieste,le nostre preoccupazioni,il nostro profondo amore che ci ha sempre legato agli uomini in servizio della Polizia di Stato.
Nella sgangherata realtà in cui ci siamo mossi è mancato l’apporto consistente della “” mano d’opera” che non ha potuto sostituire gli animatori che nel tempo ci hanno lasciati perché chiamati a rapporto da quel DIO che tutti ci aspetta,o perché ormai mancanti, i superstiti,della forza fisica che” gli anni nel loro trascorrere determinano.
Le varie pubblicazioni non sono rintracciabili. Il vecchio poliziotto però, con quella certosina pazienza che é stata sempre alla base dell’attività di polizia,é riuscito,fru= gando fra le sue innumerevoli carte a mettere insieme un buon numero di quei diari che ha raccolto in questo fascicolo che ha oggi il piacere di farne omaggio alla Sezione consegnandolo nelle mani del Suo Presidente Avv. Chessa che non solo appoggiò l’iniziativa ma che ebbe l’onere e l’onore di firmare il primo numero che modestamente fu indicato come “” NUMERO ZERO””-In esso vi sono registrati tanti ricordi.

A VOI GIOVANI, FUTURO DI UN “” DIARIO STORICO “”

Sergio Marchino

firma_marchino

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Festeggiato il 45° anniversario della Sezione di Firenze

Lunedì 10 febbraio 2014, sono stati festeggiati, nella sede storica della Caserma Faldini, i 45 anni di vita compiuti dalla Sezione di Firenze, costituita il 10 febbraio 1969 come Sezione ANGPS  per iniziativa del S.Ten della riserva Giulio Nicolella e diventata dall’83 Sezione ANPS con Intitolazione a Fausto Dionisi, medaglia d’oro al valor civile, ucciso in uno scontro a fuoco innanzi al Carcere delle Murate da esponenti di Prima Linea. Alle celebrazioni,  erano presenti accanto al Presidente Sergio Tinti e al Consiglio Direttivo il Questore Raffaele Micillo e tanti  Amici e sostenitori del Sodalizio che conta ad oggi circa 500 iscritti.  Il Presidente ha brevemente illustrato le attività svolte nel corso dell’anno ed ha sottolineato la valenza dell’Associazione come sentinella di legalità sul territorio e come riferimento aperto e solidale per la comunità; ha poi annunciato le diverse iniziative in corso, tra cui la creazione di un Gruppo di Protezione Civile. Al dr. Micillo, che  ha avuto parole di vivo apprezzamento per i risultati ottenuti  dalla Sezione e per gli obiettivi che si è data, è stata consegnata una targa ricordo.

Nell’occasione è stato inaugurato uno “spazio espositivo”realizzato all’interno della sede in cui , alle pareti e in apposite vetrinate, fanno bella mostra di sè  fotografie d’epoca, documenti e materiale di equipaggiamento che rappresentano un significativo spaccato della storia della polizia di stato fiorentina e nazionale, donati da alcuni Soci.

Il Presidente di Sezione

Gen. Sergio Tinti

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Particolarmente significativo lo spazio espositivo inaugurato
dalla Sez. di Firenze all’interno della sede sociale.
Con esso
si dà stimolo al culto della memoria storica della Polizia cui
tutti i sodali dovrebbero dedicarsi per aggiungere piccole tessere
fatte delle loro foto, dei loro oggetti e dei loro ricordi di servizio.

Al Presidente Sergio Tinti un ringraziamento per la sua opera
frutto di silenziosa passione ed indubbia competenza storica.

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