Perequazione: Decreto Poletti OK
Naufragio dei ricorsi
Creiamo una filiera assistenziale?

Un primo commento

Si temeva una decisione politica e decisione politica è stata. A conclusione della Camera di Consiglio del 25 ottobre, la Corte Costituzionale ha comunicato di aver deciso per la costituzionalità del D.L. 65/2015 convertito nella legge 109/2015 respingendo ben 15 questioni di non manifesta infondatezza sollevate dalla giurisdizione ordinaria e da quella contabile.
Il Giudice delle Leggi, quindi, contrariamente a principi e raccomandazioni espresse in altre statuizioni, ha ritenuto che il Decreto Poletti realizzi “un bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica”, dimenticando come queste ultime vengano a gravare esclusivamente sui pensionati al di fuori di un quadro di coordinamento e distribuzione dei sacrifici con le altre categorie sociali. Il peso dell’esborso economico, sovrastimato dall’INPS nella sua memoria difensiva ed indicato in 30 miliardi di euro, è stato quindi l’elemento determinante che ha pesantemente condizionato la decisione della Consulta.
Attendiamo quindi il deposito della sentenza per conoscere su quali inevitabili acrobatismi giuridici si sia fondata la declaratoria di costituzionalità del Decreto Poletti e quali argomentazioni verranno addotte ai molteplici rilievi sollevati dai giudici di merito.

Il destino dei ricorsi

A fronte della decisione di costituzionalità del Decreto 65/2015, tutti i ricorsi sospesi o pendenti, al cui accoglimento era condizionata l’attesa decisione, sono ormai destinati al respingimento. Si provvederà quindi a non notificare i ricorsi depositati e ancora in attesa della comunicazione del decreto di fissazione d’udienza onde evitare l’aprirsi del contenzioso, mentre per quelli già discussi sospesi o rinviati, l’INPS, sia nell’Udienza presso la C.C. Emilia Romagna che in quella del 26 corrente presso la C.C. Toscana ha già avanzato la richiesta di condanna alla refusione delle spese sostenute dall’Istituto Previdenziale per costituirsi a giudizio, nei confronti di tutti i ricorrenti.
E vista la chiara volontà politica penalizzante verso la categoria dei pensionati, non è da escludere che l’INPS a livello Centrale impartisca alle sedi periferiche, istruzioni circa la prosecuzione dei contenziosi al solo fine di ottenere la condanna dei pensionati al rimborso delle spese legali sostenute dall’Ente. Le attese motivazioni della Sentenza saranno certamente rilevanti per la decisione in materia di spese. La battaglia, quindi, prosegue per evitare che una doppia penalizzazione colpisca i pensionati.

La realtà che si registra e le prospettive

È evidente come la realtà che vivono i pensionati appare sempre più in balia degli orientamenti politici del momento che si sono dimostrati in grado di incidere anche sull’operato del Giudice delle Leggi. Nessun intervento politico è previsto per distinguere nel bilancio dell’INPS il settore pensionistico (in sostanziale equilibrio) da quello previdenziale-assistenziale (Fortemente deficitario), con ricaduta indiscriminata sulla categoria dei provvedimenti per il risanamento del suo deficit. L’applicazione del sistema contributivo e l’elevazione dell’età pensionabile sono accompagnate da circolari restrittive inviate ai Centri Contabili dei Ministeri per la determinazione della base pensionabile, ove sempre più spesso si registrano errori o interpretazioni normative penalizzanti riguardo ai benefici da applicare. I tempi biblici che intercorrono fra il calcolo della pensione provvisoria e quella definitiva, aprono contenziosi per il recupero dell’indebito o procrastinano nel tempo la liquidazione del giusto importo dovuto. E da ultimo l’INPS, quale collettore finale della pensione, si pone con la Determina di Pensione quale mero esecutore e traduttore di quanto elaborato dagli Uffici Ministeriali senza mai intervenire con verifiche e correzioni.
Questo complesso iter burocratico, scandito da una articolata applicazione normativa oggetto di interpretazioni restrittive, non trova infine la partecipazione dell’interessato che risulta privo degli strumenti conoscitivi per prendervi parte.
Ne consegue che nel momento di passaggio dal servizio attivo alla quiescenza, l’interessato è lasciato sostanzialmente solo a se stesso, privo di ausilio e di punti di riferimento che possano verificare e sostenere le aspettative del riconoscimento corretto e pieno della sua pensione.

La creazione di una filiera assistenziale:

Nel settore specialistico quale è quello del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, è forse giunto il momento di creare una “filiera assistenziale contabile-amministrativa-giudiziaria”che sotto l’egida di una iniziativa associativa privata sia in grado di seguire tutto il complesso itinerario pensionistico e non solo, dei propri associati.
Una struttura che sia in grado di fornire pareri sulle situazioni personali e di prepensionamento, di sostenere ed indirizzare l’acquisizione dalla Pubblica Amministrazione della documentazione necessaria, di elaborare i conteggi pensionistici, di diffidare e richiedere la correzione di errori materiali o l’applicazione di benefici non riconosciuti con istanze o ricorsi amministrativi nei confronti dell’INPS o dei Ministeri di riferimento, di tutelare se necessario i diritti lesi innanzi alla Corte dei Conti competente o alle Magistrature Superiori.
Si tratta di una iniziativa a 360 gradi, estremamente ambiziosa, complessa e non facile da realizzare, a cui ci stiamo dedicando con passione e impegno e di cui ne rappresenteremo a breve caratteristiche e finalità, chiedendo a Voi di esprimere un parere sull’interesse o meno ad una simile iniziativa.

Avv. Guido Chessa e il Suo Team


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MILITARI RIFORMATI – APPLICAZIONE DEL “MOLTIPLICATORE”
AUSILIARIA E BENEFICIO COMPENSATIVO
IMPORTANTE SENTENZA CC MOLISE 6/10/2017

Al personale militare riformato, anche a seguito di patologie non dipendenti da causa di servizio, che abbia maturato il trattamento pensionistico in regime misto o contributivo (escluso il retributivo), è stato riconosciuto in via giurisprudenziale, il diritto alla maggiorazione della pensione in ragione dell’applicazione dell’art. 3, comma 7 D. Lgs 165/1997, indipendentemente dall’avere raggiunto i limiti di età.
Questa è in sintesi la recentissima statuizione, peraltro definitiva, in quanto non impugnata tempestivamente dall’Istituto Previdenziale, della Corte dei Conti della Regione Abruzzo, su ricorso di un solerte sottufficiale (brigadiere) della Guardia di Finanza.
 
La Corte dei Conti della Regione Abruzzo, che in tal senso si era già espressa nel 2012, ha ribadito che il personale militare escluso dall’applicazione dell’istituto dell’ausiliaria, poichè collocato in quiescenza per riforma prima di aver raggiunto i requisiti di età richiesti per poter usufruire dell’ausiliaria, ha comunque diritto al beneficio compensativo di cui all’art. 3,comma 7, del D. Lgs. 165/1997, che prevede: il montante individuale dei contributi è determinato con l’incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio moltiplicata per l’aliquota di computo della pensione“.
 
Questa interpretazione è stata ribadita dalla sentenza n° 53/2017 della Corte dei Conti Molise, la quale per chiarezza e incisività interpretativa, assume a parere delle scriventi, valore dirimente.

LEGGI ARTICOLO DI COMMENTO ALLA SENTENZA

 
L’articolo di approfondimento che segue presenta tre distinte sezioni: nella prima viene esaminato l’istituto dell’ausiliaria e i requisiti necessari per poterne usufruire; nella seconda è delineato l’ambito di applicazione del beneficio compensativo di cui all’art. 3, comma 7, del D.Lgs. 165/1997; infine, nella terza sezione, sono affrontati i maggiori problemi applicativi dei due istituti che interessano principalmente i militari e il personale delle Forze di Polizia a ordinamento civile e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco cessati dal servizio per riforma senza aver raggiunto i limiti di età per la pensione.

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Perequazione: La Corte Costituzionale ha deciso
Decreto Poletti O.K.- Naufragio dei ricorsi
Creiamo una filiera assistenziale?


Perequazione: La Corte Costituzionale ha deciso


Decreto Poletti O.K.- Naufragio dei ricorsi
Creiamo una filiera assistenziale?

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La Corte Costituzionale si pronunzia
sulla Perequazione con prima Udienza il 24.10.2017

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Perequazione pensioni e rimborsi. Considerazioni

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Perequazione: Facciamo il punto

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CONSIGLI AI "RITARDATARI"

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I Nove rinvii alla Corte Costituzionale

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La Corte Costituzionale si pronunzia
sulla Perequazione con prima Udienza il 24.10.2017

Fissata l’Udienza per il Giudizio di Costituzionalità il 24 Ottobre2017.
La ribellione dei pensionati al blocco della perequazione occorso con la Legge Fornero prima e con l’attuazione parziale della sentenza della Corte Cost. 70/2015 avvenuta con legge Poletti dopo (D.L. 65/2015 convertito nella L. 109/2015), ha portato alla presentazione di centinaia di migliaia di ricorsi innanzi alla magistratura sia ordinaria che pensionistica.
Le doglianze dei ricorrenti che hanno investito i profili di incostituzionalità presenti anche nel DL 65/2015 e nella Legge di conversione 109/2015 , si sono incentrati sulla violazione dei principi di ragionevolezza, adeguatezza e proporzionalità, della irretroattività della legge di attuazione, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo riguardo ai principi della certezza del diritto e del legittimo affidamento.
Tali questioni di legittimità costituzionale, prospettate sia innanzi ai Tribunali che alle Corti dei Conti Regionali, sono state recepite dai giudici di primo grado che hanno ritenuto in nove circostanze (Tribunali Sez. Lavoro di Palermo, Brescia,Milano, Napoli, Genova, Torino, Cuneo e Corte dei Conti Sez. regionali Emilia Romagna e Marche), assumendo ordinanze di “non manifesta infondatezza”, di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale per un nuovo giudizio che investe la disciplina della perequazione come attuata dal DL 65/2015 convertito in L.109/2015.
Inoltre, in tutti gli altri giudizi si è consolidato l’orientamento dei giudici ordinari a disporre o per lunghi rinvii della trattazione o per la sospensione del giudizio in attesa della decisione della Corte.
La vertenza risultata rubricata presso la Corte al N° 243/2016 Reg. Ordin.(Pubblicata su G.U. nr.48 del 30.11.2016) e riguardante la questione di Legittimità Costituzionale sollevata dal Tribunale del Lavoro di
Genova in data 7 giugno è stata anche calendarizzata con la fissazione dell’Udienza del prossimo 24 Ottobre 2017 per la sua trattazione. A questo punto dovrà essere disposta la riunione a tale procedimento di tutte le altre otto questioni di legittimità rimesse, in modo tale che la Corte Costituzionale abbia a trattare, in un unico contesto giudiziario, tutti i vari profili di incostituzionalità della legge sottoposta al suo vaglio.
La procedura descritta verrà ad esaurirsi nell’arco dei prossimi mesi, per cui si ipotizza che il Giudizio di Costituzionalità arriverà a sentenza entro la fine del 2017 al massimo i primi mesi del 2018.
Difficile, è pronosticare quelli che saranno gli esiti del giudizio che tanti attendono con ansia non tanto per gli ipotetici arretrati quanto per il giusto adeguamento pensionistico a cui sono stati parzialmente o per l’intero penalizzati. Infatti, le note criticità del Bilancio dell’INPS in uno con i vincoli europeistici cui è soggetto lo Stato, non permettono di prefigurare quella che sarà la decisione della Corte Costituzionale e soprattutto se al suo interno prevarrà l’orientamento politico o quello più rigorosamente giuridico. Non ci rimane quindi che attendere quella che sarà la sua decisione.
Per tutti coloro che, rientranti nelle fasce penalizzate dalla legge, a tutt’oggi non hanno fatto nulla, si consiglia comunque di inoltrare per R.R.R. atto di diffida all’INPS ( lo potete trovare sul sito web www.anpsarezzo.it) con la richiesta di perequazione della propria pensione conservando copia della raccomandata con le relative ricevute ed eventuale risposta dell’INPS. Con tale attività il pensionato, in caso di esito favorevole del giudizio di costituzionalità, interrompe la prescrizione perdendo solo alcuni mesi di arretrati, ma salvaguarda per intero il proprio diritto alla rivalutazione pensionistica per il futuro.

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XIV Anniversario commemorazione Emanuele Petri
Incontro con il Capo della Polizia

Commemeorazione Emanuele Petri Incontro tra i Delegati ANPS Arezzo con in testa il Presidente Avvocato Guido Chessa ed il Capo della Polizia di Stato Prefetto Franco Gabrielli

In occasione della celebrazione del XIV anniversario della morte del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato Emanuele Petri, Medaglia D’oro al Valor Civile, il Capo della Polizia S.E. Franco Gabrielli è venuto in terra d’Arezzo al fine di onorare la memoria del caduto , incontrandosi con i familiari, con le autorità e la popolazione di Castiglion Fiorentino di cui la Polizia di Stato ha la Cittadinanza Onoraria.-
La mattina del 2 marzo verso le ore 11,30, nella piazzetta della Stazione Ferroviaria di Castiglion Fiorentino intitolata ad Emanuele Petri, si sono raccolti una rappresentanza dell’ANPS e tutte le più importanti figure istituzionali e soprattutto chi l’aveva conosciuto o ne aveva condiviso il servizio attivo. Come lo scorso anno, una mattinata soleggiata ha riscaldato i partecipanti e la composta presenza di una scolaresca di Castiglion Fiorentino che ha accolto l’arrivo di Alma, la vedova di Petri, assieme al figlio poliziotto Angelo.
In un clima di partecipata solennità due operatori della Polizia Ferroviaria, specialità di appartenenza di Emanuele, hanno deposto una corona di alloro sul cippo posto all’ingresso della stazione ferroviaria. Sulle note del silenzio, nella commozione dei molti presenti, “l’immagine di Lele ” ha campeggiato ancora sul filo del ricordo e della memoria. Hanno preso la parola brevemente il Sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli ed il Questore Dr. Bruno Failla che si sono soffermati sulla figura di Emanuele , sul suo impegno civile nel volontariato e nel servizio di polizia, sui valori della solidarietà e del senso del dovere praticati nell’agire quotidiano. Il ritratto di un uomo comune, che, padre, marito e poliziotto ci ha lasciato, quale testimone del suo passaggio terreno, l’esempio di quella nitida normalità che è la sola vera forza dei giusti. Dopo la breve cerimonia, contrassegnata dall’intervento degli scolari e del sindaco Junior , quale espressione di un germe valoriale che continua a dare i suoi frutti, Il Capo della Polizia dopo un breve intervento si è ritirato in intimità con i familiari di Petri per il pranzo.

commemorazione Emanuele Petri Discorso del Capodella Polizia di Stato Franco Gabrielli

Nella prima mattinata, invece, il S.E. Franco Gabrielli, ha incontrato nella Sala Petri della Questura il personale ed una rappresentanza consiliare dell’ANPS. Introdotto brevemente dal Questore Dr. Failla, il Capo della Polizia ha parlato lungamente sulla situazione della sicurezza in Italia, intrattenendosi sulle iniziative governative che non permettono più interventi mirati in favore della Polizia se non all’interno del comparto complessivo della sicurezza. Ha spiegato come la proiezione del turn over del personale dal 2017 sino al 2030 preveda il progressivo pensionamento di circa 40.000 poliziotti che andranno sostituiti da almeno altrettanti nuovi arrivi.- Di qui l’esigenza non solo di coprire i vuoti che man mano verranno a crearsi, ma anche la necessità che venga consolidato il senso di appartenenza all’Istituzione e che cresca in tutti l’orgoglio per il servizio prestato. Al costante impegno per l’affermazione della legalità, la salvaguardia della sicurezza sociale e per la tutela della libera convivenza, accompagnato dallo spiccato senso del dovere e dai rischi che spesso il servizio comporta, ormai divenuti espressione di una professionalità operativa che trova esplicito riconoscimento in larghissimi strati della collettività, deve aggiungersi una solida immagine pubblica dell’Istituzione. E tale processo di consolidamento passa attraverso l’azione responsabile di ciascuno degli operatori ed anche attraverso una responsabile attività rivendicativa giustamente esercitata dalle rappresentanze sindacali. Insomma, onde evitare ogni possibile forma di marginalizzazione dell’Istituzione, in tutti gli operatori deve essere coltivato il rispetto ed il culto dell’appartenenza come stimolo e guida dell’agire quotidiano.-
Dopo il lungo incontro e le foto di rito, il Capo ci ha salutato per raggiungere Castiglion Fiorentino. Al di là dei saluti cordialmente affettuosi, ci è rimasta la profonda sensazione di aver incontrato un personaggio capace di coniugare una grande competenza con idee molto chiare sul futuro che ci attende. Un vero manager pienamente al passo coi tempi, un profondo conoscitore dei limiti e dei difetti che l’Istituzione ancora accusa, un portatore della positiva consapevolezza della necessità di richiamare tutti gli uomini che la compongono al contributo personale. Vedendolo lasciare la Questura di Arezzo mi sono augurato che rimanga a lungo il nostro Capo perché la sua azione, determinata e lucida, porterà certo positivi cambiamenti alla Polizia ed ai suoi uomini.

Il Presidente della Sezione

Avv. Guido Chessa

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Perequazione: Facciamo il punto

Perequazione Pensioni e Rimborsi.

Per i ritardatari: La Prescrizione corre…..
Fermala! Fai la Diffida all’Inps

Pensionati non lasciate che il tempo eroda la vostra pensione e i vostri diritti, dal 1 gennaio 2017 è iniziata a maturare la prescrizione quinquiennale, ogni mese che passa senza aver fatto la diffida all’Inps è un mese in meno di arretrati.
L’aumento mensile della pensione decorre dal 1 gennaio 2012, per l’applicazione dell’istituto della prescrizione i 5 anni iniziano a decorrere a ritroso proprio dal 1 gennaio 2017, pertanto chi ad oggi non ha inviato la diffida all’Inps ha perso già i primi 5 mesi di arretrati del 2012!
È importante ricordare che un’eventuale statuizione positiva da parte della Corte Costituzionale in merito alle ben 9 questioni di legittimità sollevate sul c.d. Bonus Poletti DL 65/2015 conv. In legge 109/2015, esplicherà i suoi effetti positivi solo nei confronti di quei pensionati che hanno tutelato i propri diritti interrompendo la prescrizione.
Se ancora non hai interrotto la prescrizione, sei ancora in tempo ad inviare la diffida all’Inps, scarica il nostro modulo e invia la raccomandata alla sede Inps del tuo luogo di residenza.-
Il modulo dovrà essere compilato in ogni sua parte con i propri dati e con l’indicazione del numero di iscrizione della pensione e spedito con raccomandata con ricevuta di ritorno, avendo cura di conservare la copia del testo inviato e gli avvisi di spedizione e di ricezione.-
Con la spedizione della diffida, l’Inps non provvederà ad alcun pagamento e con molta probabilità risponderà di aver già provveduto ad erogare il Rimborso una tantum nel rateo di pensione dell’agosto 2015 o di non dover provvedere ad alcun rimborso per i titolari di pensione superiore alle 6 volte il trattamento minimo, ma con la raccomandata avrai interrotto la prescrizione e messo al sicuro il tuo diritto agli arretrati residui.

 

Notizie ai Ricorrenti e non solo:

Dalla nostra esperienza in concreto, l’orientamento attuale delle Corti dei Conti adite ( Firenze per la Toscana e Bologna per l’Emilia Romagna) è quello di sospendere i giudizi in attesa della pronuncia
della Corte Costituzionale, mentre quello dei Tribunali è di effettuare lunghi rinvii delle udienze in attesa sempre della pronuncia della Corte Costituzionale.-
È molto importante che le Autorità Giudiziarie adite non provvedano immediatamente in primo grado ma attendano la decisione della Corte Costituzionale, ciò sta a significare che ritengono di decidere solo all’esito della pronuncia di legittimità.
Molte altre udienze per i ricorsi presentati dal nostro Studio Legale, sono state già fissate e debbono tenersi nei prossimi mesi (6 e 13 giugno- 11 e 20 luglio- 12 e 28 settembre- 4 e 17 ottobre- 6 dicembre) e altri ricorsi sono in corso di deposito.

Se ancora non hai aderito al ricorso
sei ancora in tempo:
accedi alla modulistica.


 

Avvocato Guido Chessa
Avvocato Chiara Chessa


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Mandato in Calce Privato
Procura Speciale Corte dei Conti
Scheda Notizie Ricorrenti
 

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Pensioni militari: arruolati 1981-1982-1983
e applicazione dell’art 54 TU 1092/1973

L’art. 54 T.U. 1092/1973 (Testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato) rubricato Misura del trattamento normale al comma 1 così dispone: “La pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 percento della base pensionabile, salvo quanto disposto nel penultimo comma del presente articolo.” (Si precisa che il richiamato penultimo comma stabilisce che: “Nei confronti dei graduati e dei militari di truppa non appartenenti al servizio continuativo la misura della pensione normale è determinata nell’annessa tabella n. 2”).
L’art. 54 sopra richiamato è stato emanato prima dell’entrata in vigore della Riforma Dini in un momento storico in cui il sistema di calcolo delle pensioni era totalmente retributivo.

 

La Riforma Dini, infatti, ha stabilito la progressiva fine del “Sistema di calcolo Retributivo”, ha introdotto un “Sistema di calcolo Contributivo” per gli assunti a far data dal 1.01.1996 e, per coloro che sono stati assunti prima di tale data, ha previsto un “Sistema di calcolo Misto” caratterizzato da un meccanismo di computo della pensione in parte retributivo e in parte contributivo.

 

Il sistema di calcolo del trattamento pensionistico per il personale alle dipendenze dello Stato, si articola, in estrema sintesi, nel seguente modo:

  • 1) Sistema di calcolo Retributivo per il personale che alla data del 31.12.1995 ha maturato una anzianità di servizio utile pari o superiore a 18 anni.

  • 2) Sistema di calcolo Misto per il personale che alla data del 31.12.1995 non ha maturato 18 anni di anzianità/contribuzione. Come sarà meglio esposto nel proseguo in questo caso la pensione, in attuazione della Riforma Amato, si compone di una Quota Retributiva, per le anzianità maturate sino al 31.12.1995, a sua volta suddivisa in QUOTA A e QUOTA B, e una Quota Contributiva per le anzianità di servizio maturate con decorrenza dal 1.1.1996;

  • 3) Sistema di calcolo totalmente Contributivo per tutto il personale assunto a partire dal 1.1.1996.

Con riferimento ai dipendenti dello Stato cui si applica il Sistema di calcolo Misto occorre precisare che nell’ambito della prima Quota Retributiva, ovvero per la parte di pensione che corrisponde alle anzianità acquisite anteriormente e sino al 31.12.1995, si provvede alla ripartizione in ulteriori due sub-quote:

 

A) La prima detta QUOTA A è calcolata applicando sulla base pensionabile l’aliquota di rendimento maturata sino al 31.12.1992;

 

B) La seconda detta QUOTA B è calcolata applicando sulla media delle ultime retribuzioni l’aliquota di rendimento maturata dal 1.1.1993 al 31.12.1995.

 

La Quota Contribuiva ovvero per la parte di pensione che corrisponde al trattamento pensionistico relativo alle ulteriori anzianità maturate a decorrere dal 1.1.1996 e riferite a tutta la retribuzione ivi comprese indennità accessorie percepite a qualsiasi titolo dal dipendente, è calcolata appunto secondo il sistema contributivo.

 

Occorre precisare che, nel breve excursus normativo descritto, né la Legge 335/1995 né i successivi interventi al sistema pensionistico, hanno mai modificato l’art. 54, comma 1, T.U. 1092/1973 il quale è tutt’oggi in vigore e, pertanto, deve trovare applicazione. -
 

Gli interessati: Arruolati anni 1981-1982-1983: cosa fare

Va puntualizzato sin da ora che il problema dell’applicazione dell’art 54 comma 1 in luogo dell’art 44 del TU 1092/1973 non si pone per i militari che, avendo raggiunto i 18 anni di servizio utile al 31.12.1995, beneficiano del sistema retributivo e godono del trattamento di quiescenza più favorevole (sul punto si veda Corte dei Conti Abruzzo Sent. n. 75/12) ma riguarda coloro che alla data del 31.12.1995 avevano maturato “almeno quindici anni” ma meno di 18 anni di servizio utile: nei confronti di tali dipendenti appartenenti all’ordinamento militare, trova applicazione il Sistema di calcolo Misto e l’applicazione dell’art. 54 andrebbe ad incidere sul calcolo della Quota Retributiva - QUOTA A della relativa pensione e, in ragione di ciò, potrebbero beneficiare dell’applicazione dell’aliquota al 44% anziché al 35% come attualmente applicata.-

 

Alla luce delle considerazioni sopra esposte, visto il trattamento pensionistico deteriore cui attualmente sono sottoposti i militari (Esercito, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato con riferimento agli arruolati fino al 25.06.1982) che non hanno potuto beneficiare del Sistema di calcolo Retributivo per il proprio trattamento di quiescenza, risulta opportuno verificare quale aliquota sia stata applicata nel prospetto di liquidazione Inps al Quadro I “Servizio Utile Arrotondato a)+b)” e al Quadro II “Coefficiente Tab. A”.

 

Qualora si riscontri, da un attento esame del decreto di pensione provvisorio, l’applicazione dell’aliquota al 35% anziché al 44% occorre inviare alla sede Inps territorialmente competente una lettera raccomandata a/r contenente una diffida affinché l’Istituto proceda al ricalcolo del trattamento pensionistico con l’applicazione dell’aliquota di cui all’art. 54 T.U. 1092/1973.
 

Scarica il modulo di diffida all’Inps.

Diffida INPS Articolo 54

In difetto di risposta, in caso di rigetto della domanda e comunque sempre nel termine di tre anni di cui sopra, è necessario promuovere ricorso alla Corte dei Conti competente per territorio. 

La posizione dell’INPS:

Per un certo periodo risalente ai primi anni 2000, il trattamento di quiescenza del personale militare che cessava dal servizio con il sistema delle doppie quote è stato calcolato facendo applicazione del predetto articolo 54, in tal senso anche la circolare ex Inpdap n. 22 del 18/09/2009, emanata nello specifico per l’Arma dei Carabinieri, disponeva espressamente:” Il computo dell’aliquota di pensione spettante al personale militare è disciplinato dall’art. 54 del Testo unico …..”

 

Successivamente l’INPS, adottando una diversa interpretazione delle norme del T.U. 1092/1973, ha ritenuto di dover applicare anche al personale militare in quiescenza con il Sistema Misto, ai fini del calcolo della Quota Retributiva – QUOTA A della relativa pensione, la normativa generale prevista per il personale civile di cui all’art. 44 del medesimo T.U. che, al comma 1, dispone: ”
La pensione spettante al personale civile con l’anzianità di quindici anni di servizio effettivo è pari al 35 per cento della base pensionabile; detta percentuale è aumentata di 1,80 per ogni ulteriore anno di servizio utile fino a raggiungere il massimo dell’ottanta per cento.”.

 

L’applicazione dell’aliquota di cui all’art. 44 in luogo di quella prevista dall’art. 54, comporta un’evidente penalizzazione per coloro che, appartenendo al personale militare, hanno maturato alla data del 31.12.1995, 15 anni di servizio utile e che, in ragione di ciò, potrebbero beneficiare dell’applicazione dell’aliquota al 44% anziché al 35%.
 

Le criticità della posizione INPS

Occorre sottolineare che varie considerazioni portano a ritenere errato l’orientamento ad oggi assunto dall’INPS (applicazione aliquota di cui all’art. 44 in luogo di quella di cui all’art. 54 T.U. 1092/1973).
Anzitutto l’interpretazione letterale delle due norme: l’art. 54 si riferisce in modo inequivoco al personale militare con una anzianità di almeno 15 anni di servizio; l’art. 44 invece fa riferimento al personale civile. Le due norme avrebbero dunque due ambiti di applicazione diversi che osterebbero all’estensione dell’aliquota del 35% al personale militare.
Inoltre la circostanza che, malgrado le molteplici riforme il legislatore non ha mai inteso abrogare la disposizione di cui all’art. 54, confermerebbe la volontà di prevedere per il personale militare un trattamento più favorevole.
Infine la prassi applicativa consacrata nella Circolare Ex Inpdap n. 22 del 18/09/2009, dà ulteriore supporto alla tesi dell’applicabilità dell’art. 54 per la determinazione delle aliquote del personale militare.
Né può essere accolta l’interpretazione del’Inps che vorrebbe circoscrivere l’applicazione dell’art 54 comma 1 solo nei confronti di quei dipendenti che o per raggiunti limiti di età o per fisica inabilità sono stati costretti a lasciare il Corpo di appartenenza con un servizio utile tra i 15 e i 20 anni, attribuendo a questi ultimi una pensione “minima”-
Infatti una simile interpretazione, che vorrebbe destinatari dell’aliquota pensionabile al 44% i soli militari cessati dal servizio con una anzianità contributiva tra i 15 e i 20 anni, contrasta con il dettato della norma che, ai commi due e seguenti, dispone, invece aumenti percentuali per ogni anno successivo al 20esimo.
 

L’attesa dell’intervento giurisprudenziale:
Corte dei Conti Toscana

Manca al momento una pronuncia giurisprudenziale sul punto.
Tuttavia il problema dell’applicazione ai militari dell’art 54 comma 1, in luogo dell’art 44 del TU 1092/1973, è stata recentemente oggetto di accesi dibattiti che dal web sono giunti alle sedi istituzionali e giudiziarie grazie all’intervento solerte del Sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri Berti Fabio.
Sarà la Corte dei Conti Toscana a doversi pronunciare in un giudizio avente ad oggetto proprio la questione in trattazione, causa che sarà definita probabilmente nell’estate prossima.
 

Gli arruolati nella Polizia di Stato a partire dal 26.06.1982

Un discorso a parte deve essere effettuato per gli appartenenti alla Polizia di Stato arruolati a partire dal 26.06.1982.
In base alla normativa vigente è da escludere, per coloro che maturano il diritto alla pensione, l’applicazione dell’art. 54: gli stessi infatti rientrano nel personale a ordinamento civile dello Stato per i quali trova applicazione l’art. 44 T.U. 1092/1973.
Costoro, avendo comunque maturato i quindici anni di servizio utile al 31.12.1995 per effetto delle eventuali maggiorazioni dei servizi di cui all’art 5 del dlgs. 165/1997 che comportano un aumento figurativo di 1 anno ulteriore ogni 5 anni di servizio, oltre alle valorizzazioni previste per i servizi effettuati in sedi disagiate, potrebbero valutare l’opportunità di ricorrere in giudizio al solo fine di sollevare, davanti al Giudice del ricorso, un’eccezione di incostituzionalità per violazione del principio di uguaglianza rispetto al personale della Polizia di Stato arruolato anteriormente sotto il regime a ordinamento militare.

Avv. Chiara Chessa & Avv. Eleonora Barbini


Documenti da scaricare

Diffida INPS Articolo 54
 

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La Messa di Natale e l’incontro con il Questore ed i Funzionari

Presso la sala Petri della locale Questura, durante la Santa messa, celebrata dal nuovo Assistente Spirituale Don Simone Imperioso, si è tentata questa mattina la Santa Messa, durante la quale ci siamo scambiati gli auguri per le prossime festività Natalizie.
Alla stessa oltre il Questore, erano presenti tutti i funzionari della Questura e quelli dei 2 Commissariati, Montevarchi e Sansepolcro, il dirigente della Polstrada di Arezzo e numerosi colleghi. Al termine della cerimonia Religiosa, vi è stato un momento di piccolo convivio.

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Un amico è venuto a Mancare

In data 19 c.m. è deceduto il collega e Socio di questo Sodalizio, Nazzareno Bartoccetti, già appuntato del disciolto Corpo delle guardie di Pubblica Sicurezza, i funerali si terranno il giorno 21.12.2016, alle ore 10,30 presso la chiesa di San Marco (AR).

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Il Giorno degli Auguri – Natale 2014

Chiamati a raccolta per lo scambio degli auguri natalizi, Domenica 14 dicembre ci siamo riuniti sotto il Tendone della parrocchia di Campoluci.

La disponibilità del nostro Cappellano Don Paolo ed i ben noti motivi di austerity, ci hanno convinto dell’opporrtunità di una organizzazione autarchica. Un vero fai da Te che ha raccolto plauso ed approvazione fra gli associati anche per il modesto impegno economico.

Alle nove del mattino lo staff organizzativo era già sul pezzo. De Rosa ,Valentini e signora in cucina, il Chessa e la Luisa Banchetti a predisporre la sala da pranzo ed il suo riscaldamento. Si prepara il menù che, grazie all’intraprendenza del Valentini ed all’arte culinaria della sua signora, propone una fettuccina casereccia al sugo di cinghiale che risulterà a dir poco “straordinaria”. Si preparano gli antipasti ed i crostini, le insalate e le patate da infornare e , sopratutto, i fagioli all’uccelletto che , come tali, “spariranno in volo”. Alle undici si accende il fuoco per il forno ed il barbecue e mentre il Valentini segue la preparazione di un pantagruelico arrosto misto e delle patate, la sua consorte, asssieme allo scrivente ed alla Luisa si dedica alla preparazione del primo. Il Chessa, finalmente, si spoglia del ruolo di collaboratore ed indossati gli abiti sociali si reca all’esterno per ricevere sodali ed invitati. Arrivano progressivamente una settantina di soci con i loro familiari, alcuni collaboratori del sito internet associativo nonchè, alle trecidici in punto il Questore vicario Dr. De Santis Teseo assieme ai ruoli apicali della questura nelle persone dellas Dr..ssa Menna, , del dr. Liberatori e del dr. Palumbo con consorte.

Dopo una rapida visita alla limtrofa chiesetta, da poco integralmente restaurata, i convitati raggiungono il Tendone e prendono posto per il convivio raccogliendosi in un momento di silenzio a ricordo e commemorazione dei nostri caduti. Così si comincia il desinare in un clima di partecipazione affettuosa via via riscaldato dalle libagioni di un ottimo chianti locale.

Ci si alza, ci simuove, si chiacchera, si ricordano episodi e vicende anche di chi non è più tra noi, si ride e si scherza nel piacere di ritrovarsi e di stare ancora assieme accomunati dai ricordi e dall’appartenenza.
Particolarmente significativa è stata, poi, la partecipazione dei funzionari e dei dirigenti che hanno materialmeente collaborato alla riuscita della riunione rendendo decisamente familiare ogni momento della giornata. Dopo aver lautamente “sgranato” con piena soddisfazione del palato e della gola, è stata data la parola al nostro Presidente di Sezione Chessa che si è soffermato sul significato di questa giornata prenatalizia, ringraziando soci, amici e rappresentanti dell’Istituzione per la viva disponibilità emozionale con cui tutti partecipano, in ogni momento dell’anno, alla perpetuazione dei valori della nostra tradizione. Il Vice-Questore Vicario Dr. Teseo De Santis, nel portare a tutti i più sinceri auguri del Questore Dr. Moja, ha ringraziato gli organizzatori e tutti i partecipanti, significando come la continuità della tradizione storica della Polizia, passi anche attraverso queste riunioni conviviali ove viene alimentata quella continuità valoriale che alimenta il lavoro del poliziotto nella sua operatività quotidiana.
Il brindisi augurale per l’anno nuovo veniva coralmente fatto attorno una splendida torta offerta Dal Cav. Rossi della Croce Bianca di Arezzo quale attestato di stima e vicinanza nell’attività di volntariato.
Dopo i rituali caffè ed ammazzacaffè, pian piano, ormai passate le sedici e trenta, abbiamo salutato tutti i partecipanti che si sono congedati complimentandosi dell’organizzazione semplice e familiare con cui, quest’anno, si era inteso reimpostare lo scambio degli auguri natalizi. Molti hanno chiesto una ripetizione a breve dell’iniziativa. Noi, abbiamo dato appuntamento all’inizio dell’estate.

A tutti un felice anno nuovo.

Il Segretario di Sezione

Cav. Gaetano De Rosa

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