Carmelo Fruganti – il fondatore della Sezione di Arezzo

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IL FONDATORE CARMELO FRUGANTI

(16.09.1916 – 20.02.1986)

Senza titolo-1

Tracciare la biografia di Camelo Fruganti, quale uomo, sottufficiale di Polizia e fondatore della Sezione ANPS di Arezzo, per affidarla alla memoria storica dell’Associazione e dei suoi sodali, è compito non semplice. Infatti innanzi a uomini-poliziotti calati storicamente nel novecento e che ne hanno vissuto i vari momenti dell’evoluzione storica, dalla Monarchia col liberalismo parlamentare della prima infanzia, al regime fascista, al periodo bellico con la guerra civile e la militarizzazione badogliana della Polizia sino alla sua smilitarizzazione nel corso della Repubblica Parlamentare, si rischia di connotare la narrazione di componenti retoriche o acontestualizzate dall’epoca di riferimento. Cercheremo, quindi, per quanto possibile, di mantenere ferma la barra dell’oggettività legata alla sua carriera, ai riconoscimenti ricevuti, al suo stato di servizio ed all’insegnamento che ne abbiamo ricevuto soprattutto nel decennio finale della sua vita, quando da pensionato l’abbiamo conosciuto come fondatore e fermo presidente della sezione locale.

Nel 1936 appena ventenne, partecipe degli ideali politici del tempo, si arruola nell’esercito, 59° Fanteria, e dopo aver partecipato al X° Corso Sottufficiali, promosso al grado di sergente maggiore, è destinato nell’agosto del 1938 e sino all’aprile del 39 “con l’esercito dei volontari” alla guerra civile di Spagna a sostegno dei nazionalisti e dell’esercito di Franco. Il servizio prestato e la partecipazione ai vari eventi bellici spagnoli gli verrà riconosciuto il 30.11.1959 (ultimo governo Tambroni) con la concessione della seconda Croce al Merito di Guerra .-

Rientrato in patria, subito dopo l’inizio della seconda guerra mondiale ( 1.09.1939 con l’invasione della Polonia da parte della Germania nazista), nei primi mesi del 1940 transita dall’Esercito in Polizia ed è ammesso alla Regia Scuola di Polizia di Caserta al 24° Corso per Allievi Guardie. Alla sua conclusione viene inserito nel I° Battaglione Motociclisti della P.S., composto da 288 unità e denominato “Battaglione Mobile Cagliari” con prima destinazione La Corsica. In questo periodo l’Italia , “non ancora belligerante”, inizia la costituzione dei primi reparti mobili della Polizia, e con questi anche il Battaglione Motociclisti, voluto espressamente dal capo del Governo Mussolini, per utilizzarlo nelle zone operative. Secondo la testimonianza di un appartenente1 , mentre il Battaglione Motociclisti era in viaggio per la Corsica venne richiamato in patria dal governo essendo intervenuta la dichiarazione di guerra agli alleati (10.06.1940) e l’armistizio con la Francia, quindi messo a disposizione in compiti di polizia nella città di Roma sino all’aprile del 1941. Dal 19.04.1941 sino al 18.02.1942, data in cui venne richiamato in patria e disciolto, il I° Battaglione Motociclisti venne destinato in Croazia , territorio occupato dalle forze italiane nell’aprile del 1941, per svolgere attività di polizia e soprattutto la lotta contro la resistenza organizzata dei partigiani Titini . L’operato delle forze di polizia in quella precisa fase storica nei territori croati, fu particolarmente impegnativa e valorosa, registrando una lotta serrata alla resistenza croata che costò, fra morti e feriti circa la metà degli appartenenti al Battaglione. La condotta esemplare dei suoi uomini, fu riconosciuta con la concessione nel 1946 di tre medaglie d’argento al valor militare alla memoria (Carlo Smiraglia, Antonio Paolemilio e Umberto Bianconi) sei medaglie di bronzo al valor militare di cui tre alla memoria (Domenico Alloro, Celestino Nardi e Espedito Principe) e ben undici Croci di Guerra al Valor militare di cui una concessa proprio al nostro Carmelo Fruganti il 17 maggio 1946 con decreto a firma del Ministro della Guerra Manlio Brosio (Primo governo De Gasperi).

Foto 1

Và ricordato che per le valorose operazioni compiute dal I° Battaglione Motociclisti in Montenegro venne concessa nel 1949 la Medaglia di Bronzo al Valor Militare alla Bandiera del Corpo Agenti di Pubblica Sicurezza con la seguente motivazione :-“ In stretta collaborazione con altre forze armate partecipava con spiccato ardore bellico a logorante sanguinoso ciclo operativo dando luminose prove in diverse azioni difensive come nel corso di audaci cruenti operazioni controffensive. Di singolare slancio e superbo spirito di sacrificio , in ogni circostanza, ma particolarmente nella crisi, teneva fede alla tradizionale dedizione al dovere della Polizia Italiana” Montenegro 1941-42.

Nel maggio del 1942, ormai in pieno periodo bellico, viene inserito nella Divisione Speciale Lubiana, costituita da circa cinquecento uomini, cui era assegnato il compito di svolgere attività di polizia in territorio jugoslavo presso la nuova Questura di Lubiana ed i posti di polizia di Novo Mesto e di Kocevje . Di qui , essendo stato inquadrato il Corpo Agenti di P.S. nelle forze armate (Con il D.Luogotenenziale 31.7.1943 nr. 687) ed essendosi temporaneamente normalizzata la situazione in quelle zone slave, il Fruganti veniva trasferito nel gennaio del 1943 in Albania a consolidamento della presenza italiana in quei territori che vedevano crescere la resistenza armata locale riorganizzatasi nel patto operativo fra i nazionalisti di Balli Kombetor ed i comunisti di Enver Hoxha (Futuro presidente della repubblica albanese).

Purtroppo non è stato possibile conoscere la destinazione che il Fruganti ebbe in Albania-Grecia nel periodo gennaio-settembre 1943, fatto che non ci permette di ricostruire con margini di certezza le vicende da questi vissute dopo l’armistizio dell’8 settembre sino alla fine della seconda guerra mondiale. In assenza di memoriali , della sua testimonianza diretta o di quella di altri commilitoni e di dati documentali sul luogo di servizio, non è possibile stabilire a quale delle quattro divisioni (Brennero, Firenze, Perugia e Parma) facenti parte della 9^ Armata Italiana di stanza in Albania, possa essersi aggregato. Certo si può affermare che il Fruganti non rientrò fra gli oltre centoventimila appartenenti all’esercito italiano presenti in Grecia e che, a seguito dell’armistizio, vennero disarmati ed internati dai tedeschi nei vari campi di concentramento. Costoro andarono a far parte dei circa 716.000 Internati Militari Italiani del Regio Esercito, di cui si sta interessando la storiografia più recente 2. Per quanto attiene al destino di Fruganti in quel preciso momento storico, non è improbabile (ma non vi è riscontro alcuno neppure logico-deduttivo) che come accadde per molti militari dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia presenti in piccoli nuclei in quel momento in Albania, che, nello sbandamento generale dell’esercito, si sia aggregato alle formazioni del Generale Azzi. Questi, in ottemperanza agli ordini badogliani, organizzò il “Comando Truppe Italiane della Montagna” (Che pare abbia raggiunto le 20 mila unità), affiancandosi alla resistenza albanese contro i tedeschi rientrando in patria solo in epoca successiva al 25 aprile 45. Certo è che rientrato in patria a conclusione della guerra, dopo aver superato il vaglio della Commissione per l’epurazione, veniva destinato, il 1° gennaio 1946, alla Questura di Firenze dove entrava nella specialità della Polizia Stradale appena costituita e dove il 17 maggio 1946 vedeva riconosciuta la sua valorosa partecipazione alle azioni del I° Battaglione Motociclisti della P.S. con il conferimento della prima Croce di Guerra al Valor Militare.

Così con la destinazione alla Polstrada di Firenze, si chiude per Fruganti, come per tanti altri uomini della sua formazione , il periodo dell’idealità giovanile teso alla costruzione “ di una patria imperialista da far grande” per aprirsi quello della fedele partecipazione alla ricostruzione dello Stato su basi democratiche. Comincia così la parentesi del servizio quotidiano che si protrarrà per ventisette anni, in gran parte trascorsi nella specialità in varie parti d’Italia (Arezzo, Roma, Trapani, Rimini, Arezzo, Grosseto ) e conclusasi ad Arezzo il 12.04.1972 con il grado di Maresciallo di Prima Classe. In questo lungo lasso di tempo, che ha attraversato la ricostruzione con il piano Marshal, la lotta al banditismo meridionale, i gravi problemi di ordine pubblico legati alla radicalizzazione della lotta politica, il boom economico, la rivoluzione studentesca del 1968 e gli espropri proletari dei primi anni ’70, il suo costante impegno in servizio ha rappresentato una costante sicurezza per i superiori ed un punto di riferimento per i subordinati. Ne sono inequivoca testimonianza non solo le positività che il ricordo della sua figura evoca ma anche i riconoscimenti ricevuti dall’Istituzione con la Medaglia d’Argento al merito di servizio (1958) la Medaglia di Bronzo al merito di lungo comando (1972) la nomina a Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana concessagli a conclusione del servizio in polizia nel 1972.-

Il 6 aprile del 1972, a pochi giorni dalla cessazione formale del servizio attivo, Fruganti accettava con entusiasmo la nomina quale commissario delegato dalla Presidenza Nazionale dell’ANGPS per la fondazione della Sezione di Arezzo. Vi provvedeva rapidamente raccogliendo in breve, in virtù del prestigio personale goduto nell’ambiente, oltre cento soci e dando inizio , con lo spirito, i valori e la tenacia di sempre all’Associazione provinciale che ha visto e vede nella continuità della tradizione storica e nel culto dei caduti della Polizia la ragione valoriale della sua presenza nella società civile.- Ne rimarrà presidente elettivo per oltre tredici anni, vivendo con i sodali i terribili anni di piombo, lo stragismo e la pietas nei confronti dei familiari dei tanti caduti, affermando la presenza e la tenuta dell’Istituzione contro ogni forma di terrorismo teso al sovvertimento dello stato democratico. Ebbe voce anche presso gli organismi nazionali, ove la Sezione di Arezzo veniva tenuta in alta considerazione per il suo attivismo e le iniziative che spesso comparivano sulla rivista Fiamme d’Oro. Non fu favorevole alla smilitarizzazione della Polizia che accettò con la disciplina del soldato. Rappresentò la Sezione, il 9 novembre del 1981, al Raduno Nazionale delle Bandiere all’Altare della Patria, pagina d’amore dell’ANGPS-ANPS verso le istituzioni rimasta fraintesa e condannata ad una vera e propria damnatio memoriae. Per il suo equilibrio e per la fiducia che ispirava,il 20 marzo del 1981, venne eletto nel Collegio dei Probi Viri Nazionali. Ci lascerà nel novembre del 1985 per seri motivi di salute, consegnando ai successori il ricco patrimonio valoriale della sua attività rivendicativa, della sua azione ferma ed incrollabile fondata sulla solidarietà e sul senso della giustizia, perché fosse alimentato ed implementato nel futuro. Di Lui ci piace riportare testualmente il contenuto di un articolo che comparve sul numero di Febbraio-Marzo del 1978 di Fiamme d’oro , ove è sintetizzato, anche con marcati profili di amarezza, il suo pensiero ed il suo senso di appartenenza alla Istituzione :- “” Nel lontano 1947 provenienti dalla Scuole di Polizia giungevano ai Reparti giovani ventenni pieni di vita che si accingevano a cavalcare il cavallo di acciaio e percorrere le strade delle nostre province portando ovunque un’ondata di entusiasmo e simpatia e di umanità verso gli utenti della strada. Con l’andare del tempo, l’entusiasmo si è spento, la simpatia forse per ragioni diverse è venuta meno e per alcuni di questi giovani il destino è stato crudele. Infermità, incidenti e ultimo chilometro. I pochi superstiti, padri di famiglia oggi si trovano ancora a lottare tra mille e mille difficoltà e incomprensioni: i mutilati, gli invalidi sono stati allontanati e come i pensionati tutti sono stati abbandonati a se stessi e , lentamente in silenzio come sono vissuti lasciano questa terra con il ricordo del rombo dei motori delle loro moto che li ha animati e sorretti lungo tutte le strade d’Italia.

L’Associazione Nazionale Guardie di P.S. segue un po’ dappertutto quanto si sta verificando. Le Sezioni provinciali si adoperano con ogni mezzo per essere presenti però da sole, non possono raggiungere e assistere coloro che per una ragione o per l’altra, per infermità o per limite di età si sono ritirati a vita privata disertando quella che un giorno fu la loro Casa. Io voglio auspicare che questi fossati, perché tali sono, si colmino, il rapporto del superiore, anzi dell’ex superiore col pensionato è molto delicato perché occorre (se si vuole conservare veramente l’unità morale tra tutti noi) una grande capacità umana e di comprensione. Questa mancando si toglie alimento a quello spirito di Corpo che ancora sussiste tra gli anziani e che è doveroso formare ed alimentare nei giovani. Direi che è la stessa cosa, cioè che, sia coloro che sono a riposo che quanti sono in servizio, dovrebbero sforzarsi di alimentare un reciproco spirito di unione : da questo sorge lo spirito di corpo, quello vero, che non ha confini tra il servizio o il non servizio e che tutti comprende.-

Questo spirito dovrebbe sempre e da tutti essere manifestato. Non si dovrebbero tralasciare le occasioni, anche quelle dolorose della scomparsa di un collega, per sottolinearlo con la presenza, la partecipazione, l’umanità, si dovrebbe cercare di facilitarci i contatti, gli scambi, i rapporti. Occorrerebbe che gli sforzi che le Sezioni ANGPS, mi auguro tutte, fanno per realizzare questo contatto fossero da tutti quanti sono in servizio ed ancora più dai Comandanti, sostenuti e non lasciati cadere. E ciò è importante non solo per noi in congedo ma per quanti hanno ancora l’onore del servizio attivo.- Oserei dire che questa unità serve più a questi ultimi che a noi, perché più a loro che a noi serve constatare che gli sforzi e i sacrifici che essi fanno ed affrontano, producono il premio di un sostegno morale e non sono destinati a perdersi e scomparire senza frutto alcuno”.-

Rendiamo Onore a Carmelo Fruganti memori del debito di riconoscenza che a Lui ci lega come Uomo, come padre spirituale e come soldato. Che il rombo dei motori lo segua sempre nelle sue peregrinazioni celesti.

La Sezione ANPS di Arezzo

NOTE

  1. Dal diario di ANGELO FRONZA, appuntato di P.S., membro del I° Battaglione Motociclisti dalla P.S.

  2. La difficile scelta: i militari italiani in Grecia e in Albania tra resistenza e collaborazionismo” La interessantissima ricerca in atto è condotta da Elena Aga Rossi Prof. Ordinario dell’Università dell’Aquila e dalla ricercatrice Maria Teresa Giusti dell’Università “G.D’Annunzio” di Chieti-Pescara. Ed è di prossima pubblicazione in volume.

FONTI

  • Articolo su Polizia Moderna nr. 7/1985 a firma Canizzaro e Gheni “Poliziotti Alla Guerra” – 13 – 18 luglio 1941 battesimo del fuoco per il I° Battaglione Motociclisti della Polizia, presente nella sua versione originale su questo sito alla sezione Riviste e Pubblicazioni, Articoli ed editoriali Storici – Il Periodo Bellico

  • Articoli su Fiamme D’Oro nr. 3/1976 e nr. 3/1980 sul Battaglione Motociclisti e corrispondenze appartenenti Cav. Fortuna Domenico; Gino Mason e Carmelo Fruganti

  • www.cadutipolizia.it/fonti/1925-1943/1941smiraglia.htm

  • UNA STORIA “AFFOSSATA” di Claudio Sommaruga , pubblicato su Quaderno N°3-(seconda edizione) ARCHIVIO “IMI” (Internati Militari Italiani) 2007

  • Archivio della Questura di Arezzo consultato per la ricostruzione di parte dello stato di servizio.

SI RINGRAZIANO

I figli di Carmelo Fruganti, Gianni e Mario, i quali hanno fornito tutto il materiale fotografico e documentale permettendo una più dettagliata ricostruzione dello Stato di servizio del genitore.