“Da Sbirro a Investigatore” di Giulio Quintavalli
Un saggio da non perdere

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Dal luglio scorso la storiografia contemporanea sulla Polizia si è arricchita della pubblicazione dell’opera “Da Sbirro a Poliziotto” di Giulio Quintavalli. Un lavoro che non solo completa la recente pubblicazione della “Antologia del Manuale del funzionario di sicurezza pubblica e di polizia giudiziaria (1863-1912)” edita da Unicopli .nel 2015, ma che rilancia e stimola la ricerca verso il Corpo degli Agenti Investigativi e quello del Ruolo Specializzato dell’arma dei Carabinieri Reali, aree scarsamente o per nulla attenzionate ed indagate dagli studiosi. Il lavoro, infatti, analizza approfonditamente il periodo storico dal 1880 sino alla fine della Grande Guerra. Vi colloca e ricostruisce status e funzione sociale del poliziotto nel dibattito politico-amministrativo e nell’evoluzione dello stato liberale, lumeggiando, nella crudezza analitica dei dati riguardanti i profili endogeni del Corpo delle Guardie di Città, il significato e la portata dell’ingresso della polizia scientifica nel mondo delle investigazioni e soprattutto della prova del reato anche riguardo alla riforma del codice penale del 1913. La ricerca storiografica dell’autore, inoltre, si estende alla costituzione dell’Ufficio Centrale Investigativo ed alla figura del suo direttore Giovanni Gasti, all’Ufficio Centrale per la repressione dell’abigeato con quella di Augusto Battioni, alla formazione della polizia ferroviaria e di frontiera, all’introduzione dei servizi tecnici con gli albori delle prime intercettazioni telefoniche. Insomma, un’opera ricca di autenticità storica e capace di coniugare l’analiticità e la scientificità dei dati e dei riferimenti con una narrazione piana e piacevole.
Una pubblicazione significativa e di indiscusso rilievo storiografico che non può mancare nella biblioteca degli studiosi, dei cultori, degli appassionati o dei semplici curiosi interessati ad arricchire il proprio bagaglio di conoscenze storiche. Un saggio che non dovrebbe mancare nelle raccolte librarie dei giuristi e degli operatori del diritto, perché in essa si ritrova tutto il retroterra culturale e scientifico della transizione dalla prova indiziaria, a quel tempo prettamente logico-deduttiva e troppo spesso marcata dai pregiudizi antropologici e della condizione sociale del reo, alla prova processuale eticamente rigorosa in quanto espressione di inequivocabili dati scientifici, identificativi e di ricostruzione ambientale. In pratica ritroviamo nell’opera di Quintavalli i momenti di embrionale formazione di quei principi operativi e di quei valori etici che sono alla base dell’attività investigativa e processuale dell’oggi. Una nitida immagine di ciò che eravamo ieri per saper meglio indagare e conoscere la realtà attuale.
Non ci rimane pertanto che ringraziare l’Autore per aver voluto condividere ricerche, fatiche e conoscenze con i lettori, riconoscendogli soprattutto il merito di aver accomunato ad un’opera storicamente autentica le dinamiche dello stimolo alla riflessione ed alla prosecuzione del lavoro.

Avv. Guido Chessa


È pubblicato da Aviani & Aviani editori, 2017 (c/o Arti grafiche Fulvio srl), viale Tricesimo 184/7,33100 Udine; email: avianifulvio@gmail.com, www.avianieditori.com, tel.: 0432 884057  fax: 0432 479918.
280 pagine formato 22 x 29.3  cm.  80 immagini, oltre 900 note, appendice iconografia a colori, indice dei nomi, delle leggi, bibliografia e storiografia. Sul sito ww.avianieditori.com trovate le informazioni per l’acquisto.
Il Costo del Libro è di €. 32,00 ma per i soci ANPS è ridotto all’importo promozionale di €. 22,00.

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NESSUNA DECADENZA NELLA PREVIDENZA PUBBLICA

Un recente confronto avvenuto con un Collega direttamente interessato alla materia, ci ha sollecitato ad un più diffuso approfondimento giurisprudenziale sull’applicazione dell’istituto della decadenza in materia pensionistica del pubblico impiego.
 
Infatti, un atteggiamento fortemente prudenziale, legato ai vuoti normativi ed alle posizioni assunte dall’INPS, ci ha spinto a considerare l’applicabilità della decadenza triennale anche al Pubblico Impiego e con esso al Comparto Sicurezza.
 
I nuovi stimoli scaturiti da un confronto costruttivo, nell’assenza di giurisprudenza della Cassazione sul punto, ci ha portato ad una approfondita e diffusa ricerca nella giurisprudenza di merito, ove si sono rinvenute sentenze del Tribunale del Lavoro di Firenze e di Milano che statuiscono sulla inestensibilità per analogia della norma eccezionale di cui all’art. 47 DPR 639/70 nonché una sentenza della Corte dei Conti del Lazio, ove, invece, si esplicita chiaramente l’inapplicabilità dell’istituto della decadenza nel settore del Pubblico Impiego.
 
Queste sentenze, respingendo le eccezioni dell’INPS e di altri Enti e Casse Previdenziali, inducono a ritenere la sostenibilità in giudizio dell’inapplicabilità della decadenza triennale dall’azione giudiziaria per gli appartenenti al Pubblico Impiego oltre che per i Liberi Professionisti iscritti a Casse Autonome.
 
Ne consegue che, per il Comparto Sicurezza, ogni termine decadenziale sarebbe escluso, permanendo l’applicabilità della sola prescrizione quinquennale dei ratei pensionistici e ripristinandosi in tal modo una più estesa possibilità di promozione dei relativi eventuali contenziosi

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DECADENZA: FACCIAMO IL PUNTO

Per tutti coloro che riscontrino errori nella propria pensione, siano essi di calcolo o inerenti alla mancata applicazione di istituti previsti dalla normativa per gli appartenenti alle forze armate e comparto sicurezza quali, ad esempio, quelli di cui all’art. 54 TU 1092/1973 e all’art. 3, comma VII, D. Lgs 165/1997, occorre evidenziare quanto segue.
 
L’art. 47 del DPR 639/1970 così come modificato dal D.L. n. 98/2011 (Riforma Sacconi) convertito in Legge n. 111/2011, dispone che per l’adempimento di prestazioni riconosciute solo in parte, l’azione giudiziaria può essere proposta, a pena di decadenza, “entro il termine di tre anni decorrente dal riconoscimento parzialedella prestazione o dal pagamento della sorte”. Come chiarito dall’INPS con Circolare 31/07/2014 n. 95, il termine di decadenza triennale per proporre l’azione giudiziaria decorre dal giorno della ricezione, da parte dell’interessato, del provvedimento provvisorio di liquidazione del trattamento pensionistico o, laddove questo non sia disponibile, dal giorno di riscossione del primo rateo.
 
La norma suddetta è stata invocata dall’INPS in molteplici giudizi aventi ad oggetto richieste di ricalcolo delle prestazioni previdenziali e, verosimilmente, la stessa difesa verrà sollevata dall’INPS anche nel caso in cui siano proposti nuovi ricorsi per ottenere l’applicazione dell’art. 54 TU 1092/1973 o del beneficio di cui all’art. 3, comma VII, D. Lgs 165/1997.
 
Tuttavia alcuni arresti giurisprudenziali hanno escluso l’applicabilità dell’art. 47 del DPR 639/1970 con riferimento alla previdenza pubblica. In particolar modo è stato chiarito che la suddetta norma ha carattere eccezionale e, pertanto, non può essere applicata in modo estensivo al di fuori delle ipotesi per cui era stata originariamente prevista (quelle relative al contenzioso INPS per i dipendenti privati).
 
Dal momento che la normativa sostanziale che disciplina la previdenza pubblica (DPR 1092/1973) non prevede norme che sottopongano a termini di decadenza l’esercizio dell’azione giudiziaria, non potendo trovare applicazione analogica l’art. 47 del DPR 639/1970, in base all’orientamento giurisprudenziale attualmente vigente DEVE ESSERE ESCLUSA QUALUNQUE DECADENZA DALL’AZIONE GIUDIZIARIA NELLE CONTROVERSIE PREVIDENZIALI PUBBLICHE

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MILITARI RIFORMATI – APPLICAZIONE DEL “MOLTIPLICATORE”
AUSILIARIA E BENEFICIO COMPENSATIVO

Al personale militare riformato, anche a seguito di patologie non dipendenti da causa di servizio, che abbia maturato il trattamento pensionistico in regime misto o contributivo (escluso il retributivo), è stato riconosciuto in via giurisprudenziale, il diritto alla maggiorazione della pensione in ragione dell’applicazione dell’art. 3, comma 7 D. Lgs 165/1997, indipendentemente dall’avere raggiunto i limiti di età.
Questa è in sintesi la recentissima statuizione, peraltro definitiva, in quanto non impugnata tempestivamente dall’Istituto Previdenziale, della Corte dei Conti della Regione Abruzzo, su ricorso di un solerte sottufficiale (brigadiere) della Guardia di Finanza.
 
La Corte dei Conti della Regione Abruzzo, che in tal senso si era già espressa nel 2012, ha ribadito che il personale militare escluso dall’applicazione dell’istituto dell’ausiliaria, poichè collocato in quiescenza per riforma prima di aver raggiunto i requisiti di età richiesti per poter usufruire dell’ausiliaria, ha comunque diritto al beneficio compensativo di cui all’art. 3,comma 7, del D. Lgs. 165/1997, che prevede: il montante individuale dei contributi è determinato con l’incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio moltiplicata per l’aliquota di computo della pensione“.
 
L’articolo di approfondimento che segue presenta tre distinte sezioni: nella prima viene esaminato l’istituto dell’ausiliaria e i requisiti necessari per poterne usufruire; nella seconda è delineato l’ambito di applicazione del beneficio compensativo di cui all’art. 3, comma 7, del D.Lgs. 165/1997; infine, nella terza sezione, sono affrontati i maggiori problemi applicativi dei due istituti che interessano principalmente i militari e il personale delle Forze di Polizia a ordinamento civile e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco cessati dal servizio per riforma senza aver raggiunto i limiti di età per la pensione.
Se siete prossimi alla pensione o se usufruite già del trattamento di quiescenza ma volete verificare la corretta applicazione degli incrementi alla vostra pensione in base ai citati istituti, vi invitiamo a leggere il nostro articolo.

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Diffida INPS Moltiplicatore
 

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Riordino delle carriere militari e beneficio del “moltiplicatore” per i riformati dal 7/7/2017

Nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 143 del 22.06.2017, è stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 94 del 29.05.2017 intitolato “Disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate, ai sensi dell’articolo 1, comma 5, secondo periodo, della legge 31 dicembre 2012, n. 244” entrato in vigore il 07.07.2017.
L’art. 10 comma 1 lett. aa) del suddetto decreto ha modificato l’art. 1865 del Codice dell’Ordinamento Militare che risulta così riformulato:Per il personale militare si applica l’articolo 3, comma 7, del decreto legislativo 30 aprile 1997, n.165”.
Nella precedente stesura della norma invece si leggeva: “ Per il personale militare escluso dall’istituto dell’ausiliaria di cui all’art. 992, si applica l’articolo 3, comma 7, del D. Lgs. 30 aprile 1997 n. 165”. Una ulteriore modifica si registra anche nella rubrica dell’articolo che prima riportava “Trattamento di quiescenza del personale escluso dall’ausiliaria” e oggi è titolata “Trattamento di quiescenza del personale alternativo all’istituto dell’ausiliaria”.
L’art. 10, comma 2 dello stesso D. Lgs. 94/2017 è poi intervenuto sull’ultima parte dell’art. 3, comma 7 del D. Lgs. 165/1997 che nella sua formulazione attuale afferma: “Per il personale di cui all’articolo 1 escluso dall’applicazione dell’istituto dell’ausiliaria che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età previsto dall’ordinamento di appartenenza e per il personale militare che non sia in possesso dei requisiti psico-fisici per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria, il cui trattamento di pensione è liquidato in tutto o in parte con il sistema contributivo di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, il montante individuale dei contributi è determinato con l’incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio moltiplicata per l’aliquota di computo della pensione. Per il personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare e per il personale delle Forze armate il predetto incremento opera in alternativa al collocamento in ausiliaria, previa opzione dell’interessato.” È utile e opportuno ricordare che la precedente stesura della norma non conteneva alcun richiamo al “personale delle Forze armate”.
All’apparenza un insignificante cambiamento, nella sostanza questi interventi operati dal Governo in sede di esercizio della delega legislativa, hanno cambiato radicalmente la portata delle due norme.
Coloro che saranno riformati a partire dal 07.07.2017 SENZA aver raggiunto i limiti di età per la pensione non potranno dunque usufruire dell’incremento pari a 5 volte l’ultima base imponibile.
Peraltro alla luce dell’attuale formulazione dell’art. 3, comma 7 del D. Lgs 165/1997 pare che anche per questi ultimi, la concessione del beneficio sia correlata a una espressa richiesta.
A seguito delle modifiche sopra riportate, infatti, tutto il personale riformato delle Forze Armate, (Guardia di Finanza, Carabinieri, Esercito, Marina Militare) potrà beneficiare dell’istituto del “Moltiplicatore” di cui all’art. 3, comma 7 del D. Lgs 165/1997 solo se ha comunque raggiunto i limiti di età previsti dal proprio grado per andare in pensione ed è escluso dall’istituto dell’ausiliaria per inidoneità fisica o psichica.
ATTENZIONE: LE MODIFICHE ATTUATE DAL GOVERNO NEL GIUGNO SCORSO NON HANNO IN OGNI CASO EFFETTO RETROATTIVO- QUINDI PER TUTTI I MILITARI RIFORMATI PRIMA DEL 07.07.2017 OPERA LA NORMATIVA PRECEDENTE.
Ovvero le precedenti stesure dell’art. 1865 del codice dell’ordinamento militare e dell’art. 3, comma 7 del d.lgs 165/1997 RIMANGONO PIENAMENTE VALIDE PER I RIFORMATI PRIMA DEL 07.07.2017.-
L’intervento mirato del Governo di cui vi abbiamo riferito, indirettamente, sembra confermare la validità di quanto da noi sostenuto nel nostro precedente articolo (l’applicabilità ai militari riformati che non hanno raggiunto i limiti di età per la pensione del beneficio del moltiplicatore di cui all’art. 3, comma 7, D. Lgs 165/1997): infatti se il beneficio non fosse stato applicabile ai riformati a prescindere dal limite di età e dalla causa della riforma, non ci sarebbe stato alcun bisogno di abrogarlo almeno in parte.
L’intervento attuato dal Governo e sopra descritto, determina una evidente penalizzazione per i militari riformati a partire dal 07.07.2017 incidendo in senso deteriore sul loro trattamento di quiescenza. Tale intervento presenta a nostro avviso profili di illegittimità costituzionale di cui, vista l’importanza dell’argomento e la complessità giuridica della questione, vi parleremo in un altro articolo esplicativo di prossima pubblicazione.

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Applicazione del beneficio di cui all’art. 3, comma 7 D.Lgs 165/1997:
alcuni suggerimenti

A seguito dell’invio all’Inps di competenza della diffida (utilizzando e/o personalizzando l’apposito fac-simile da noi suggerito) ci avete segnalato che l’INPS, in alcune Regioni, ha risposto limitandosi a dichiarare di aver applicato le indicazioni fornite dal corpo di appartenenza.
Al fine di evitare un rimpallo di responsabilità da un ente all’altro, vi suggeriamo di inoltrare la diffida con raccomandata a.r. o a mezzo pec, sia alla vostra amministrazione di appartenenza, sia alla sede INPS competente per l’erogazione della Vostra pensione.
Qualora non pervenisse alcuna risposta o la risposta fosse negativa o non contenesse di fatto alcuna reale risposta alla Vostra richiesta, non resta che la strada del ricorso giudiziario da intraprendere innanzi alla Corte dei Conti Sezione Giurisdizionale della Regione di residenza.
Vi consigliamo inoltre, qualora non ne foste già in possesso, di richiedere all’INPS o alla Vostra amministrazione di appartenenza, copia del Modello PA04 con domanda di accesso ai documenti amministrativi di cui alla L. 241/1990. Tale modello, unito alla determina della pensione costituisce infatti uno dei documenti essenziali per incardinare il ricorso.

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MILITARI RIFORMATI – SUGGERIMENTI OPERATIVI ANTERICORSO
NOTE NEGATIVE. STOP AL MOLTIPLICATORE PER RIFORMATI DAL 7/7/2017

Dal nostro articolo dello scorso 21.06.2017 dedicato all’istituto dell’ausiliaria e al beneficio compensativo di cui all’art. 3, comma 7 del D. Lgs 165/1997 (c.d “Moltiplicatore”) ci sono giunte molte richieste di chiarimenti e approfondimenti. Per aggiornarvi su quanto sta succedendo a livello nazionale e rispondere alle vostre domande abbiamo redatto un nuovo breve articolo che vi invitiamo a leggere.

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Una importante novità è intervenuta nella complessa materia che stiamo trattando: nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 143 del 22.06.2017, è stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 94 del 2017 intitolato “ Disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate, ai sensi dell’articolo 1, comma 5, secondo periodo, della legge 31 dicembre 2012, n. 244” entrato in vigore il 07.07.2017.
Il Decreto 94/2017, che nell’intenzione del Legislatore doveva essere adottato solo al fine di attuare l’atteso riordino delle carriere, in realtà ha modificato anche l’art. 1865 del Codice dell’Ordinamento Militare e l’art. 3, comma 7 del D. Lgs 165/1997 con la conseguenza pratica di escludere l’applicazione del beneficio del Moltiplicatore a coloro che saranno riformati a partire dal 07.07.2017.
Per saperne di più vi invitiamo a leggere l’articolo.

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Gli incrementi alla pensione: ausiliaria e beneficio compensativo.


I – L’AUSILIARIA: REQUISITI E BENEFICI

L’AUSILIARIA è una categoria del congedo che interessa il solo personale militare che, dopo la cessazione dal servizio per raggiungimento del limite di età, previsto per il grado rivestito, manifesta la propria disponibilità ad essere chiamato nuovamente in servizio per lo svolgimento di attività in favore dell’amministrazione di appartenenza o di altre pubbliche amministrazioni statali e territoriali.
 
L’ausiliaria è stata oggetto di recenti modifiche ad opera di interventi legislativi che si succeduti dal 2012 ad oggi (non ultima la legge di Stabilità del 2015); attualmente è prevista e disciplinata dagli articoli da 992 a 996 e dagli articoli 1864 1870 1871 1876 del Codice dell’Ordinamento Militare (D.LGS n. 66 del 15.03.2010).
 
L’art. 992 del D.LGS 66/2010 così dispone:

-1.Il collocamento in ausiliaria del personale militare avviene esclusivamente a seguito di cessazione dal servizio per raggiungimento del limite di età previsto per il grado rivestito o a domanda, ai sensi dell’articolo 909, comma 4.
 
-2 Il personale militare permane in ausiliaria:
   a) fino a 65 anni, se con limite di età per la cessazione dal servizio pari o superiore a 60 anni, ma inferiore a 62 anni;
   b) fino a 67 anni, se con limite di età per la cessazione dal servizio pari o superiore a 62 anni e, comunque, per un periodo non inferiore ai 5 anni.”
 
In base all’attuale normativa, per essere collocati in ausiliaria occorre:
1) Appartenere al personale militare.
2) Aver cessato dal servizio per raggiunto limite di età.
3) Aver presentato domanda, all’atto della cessazione dal servizio e nei termini prescritti, manifestando per iscritto la disponibilità al richiamo.
4) Il possesso dell’idoneità psico-fisica, che consenta al militare di svolgere l’attività di impiego presso le amministrazioni pubbliche che ne facciano richiesta.
 
Durante il periodo di ausiliaria il militare non può assumere impieghi, né rivestire cariche, retribuite e non, presso imprese che hanno rapporti contrattuali con l’amministrazione militare, pena l’immediato passaggio nella categoria riserva, e perdita del relativo trattamento economico.
 
Il militare collocato in ausiliaria, percepisce una indennità in aggiunta al trattamento di quiescenza e, al termine del predetto periodo, ha diritto a vedersi liquidato un nuovo trattamento di quiescenza che è comprensivo anche del periodo di permanenza in ausiliaria.
 
L’indennità annua lorda percepita dal militare in ausiliaria è attualmente” pari al 50% della differenza tra il trattamento di quiescenza percepito e il trattamento economico spettante nel tempo al pari grado in servizio dello stesso ruolo e con anzianità di servizio corrispondente a quella effettivamente posseduta dal militare all’atto del collocamento in ausiliaria“.

 

II – IL PERSONALE ESCLUSO DALL’AUSILIARIA

E IL BENEFICIO DELL’ART. 3 COMMA 7 D. LGS 165/1997:
 
Per gli appartenenti alle Forze di Polizia a ordinamento civile (tutti gli arruolati a partire dal 01.01.1996), così come per i Vigili del Fuoco, trova applicazione un diverso BENEFICIO COMPENSATIVO previsto dall’art. 3, comma 7, del d. lgs 165/1997 che comporta la maggiorazione del montante individuale dei contributi.
 
La norma dispone che: “Per il personale di cui all’articolo 1 escluso dall’applicazione dell’istituto dell’ausiliaria che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età previsto dall’ordinamento di appartenenza e per il personale militare che non sia in possesso dei requisiti psico fisici per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria, il cui trattamento di pensione è liquidato in tutto o in parte con il sistema contributivo di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, il montante individuale dei contributi è determinato con l’incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio moltiplicata per l’aliquota di computo della pensione.
Per il personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare il predetto incremento opera in alternativa al collocamento in ausiliaria, previa opzione dell’interessato
.
 
L’istituto di cui all’art. 3, comma 7, del D. Lgs 165/1997 ha un ambito di applicazione diverso e non sovrapponibile rispetto a quello dell’ausiliaria: dove opera quest’ultima non trova certamente spazio il beneficio di cui all’art. 3, comma 7. Quest’ultimo trova dunque applicazione per:
 
- Il personale di cui all’articolo 1 del medesimo decreto escluso dall’applicazione dell’ausiliaria che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età.
L’art. 1 si riferisce al personale delle Forze Armate, compresa l’Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza, nel personale delle Forze di Polizia a ordinamento civile e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (art. 1 D.Lgs 165/1997);
 
- Il personale militare che non sia in possesso dei requisiti psico-fisici per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria, il cui trattamento di pensione è liquidato in tutto o in parte con il sistema contributivo.

 

III – I DIPENDENTI CESSATI
DAL SERVIZIO PER RIFORMA

Ci sono tuttavia dei dipendenti dello Stato che, almeno in apparenza, risultano esclusi da entrambi gli istituti ovvero quei militari (Forze Armate, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza) che sono cessati dal servizio per riforma senza aver raggiunto i limiti di età per la pensione.
 
Due importanti pronunce della Corte dei Conti della Regione Abruzzo, la n. 28/2012 e la n. 27/2017, sembrano aprire un filone di contenzioso che potrebbe, se coltivato e diffuso con adeguate iniziative giudiziarie in tutta Italia, portare interessanti risultati per i servitori dello Stato in termini economici.
 
Infatti in entrambe le pronunce sopra richiamate la Corte dei Conti ha espressamente riconosciuto il beneficio di cui all’art. 3, comma 7 del D. Lgs 165/1997 a due ex sottoufficiali della Guardia di Finanza che erano stati collocati in quiescenza per riforma, prima di aver raggiunto i limiti di età per la pensione; beneficio che l’INPS aveva negato.
 
Tutti i riformati delle Forze Armate, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza che cessano dal servizio senza aver raggiunto i limiti di età (con il sistema misto o contributivo) devono dunque prestare attenzione al proprio trattamento di quiescenza e proporre ricorso qualora l’INPS non abbia applicato il beneficio di cui all’art. 3, comma 7, del D. Lgs. 165/1997, cioè qualora il montante individuale dei contributi non sia stato determinato con l’incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio moltiplicata per l’aliquota di computo della pensione.
 
Infatti, occorre segnalare che l’art. 1865 del Codice dell’Ordinamento Militare, rubricato “Trattamento di quiescenza del personale escluso dall’ausiliariadispone espressamente che “Per il personale militare escluso dall’istituto dell’ausiliaria di cui all’art. 992, si applica l’articolo 3, comma 7, del D. Lgs. 30 aprile 1997 n. 165 “.
 
L’art. 1865 opera come clausola di salvaguardia facendo sì che tutto il personale militare escluso dall’ausiliaria, indipendentemente dai motivi di tale esclusione (carenza di requisiti oggettivi e/o soggettivi), possa godere dei benefici di cui all’art. 3, comma 7, del D. Lgs.165/1997.
 
Pertanto, anche il personale militare riformato che non potrebbe essere collocato in ausiliaria per la mancanza del requisito del raggiungimento dei limiti di età, ha diritto a vedersi riconosciuto il beneficio di cui all’art. 3, comma 7 D. Lgs 165/1997 al pari dello stesso personale che, seppur inidoneo sul piano psico-fisico, accedeva per espressa previsione normativa al beneficio “compensativo” del montante contributivo individuale maggiorato perché aveva raggiunto i requisiti di età richiesti.
 
Un discorso a parte deve essere fatto per il personale delle Forze di Polizia a ordinamento civile e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che cessa dal servizio per riforma senza aver raggiunto i limiti di età.
 
Questi ultimi, infatti, sono esclusi dall’applicazione sia dell’ausiliaria che dell’art. 3, comma 7 del D. Lgs. 165/1997, trovandosi ancora una volta in posizione di disparità di trattamento rispetto sia agli arruolati nelle Forze di Polizia a ordinamento militare (che possono godere in via alternativa dell’uno o dell’altro istituto), sia rispetto agli arruolati nelle Forze di Polizia a ordinamento civile che cessano dal servizio per raggiungimento dei limiti di età. Anche in questo caso, l’unica via percorribile risulta essere quella di ricorrere in giudizio al solo fine di sollevare, davanti al Giudice del ricorso, un’eccezione di incostituzionalità per violazione del principio di uguaglianza sostanziale.

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Ricalcolo Pensioni militari in applicazione Articolo 54 TU 1092/1973

Il personale militare che alla data del 31.12.1995, aveva maturato tra i 15 e i 18 anni di servizio utile, oggi alle soglie della pensione o già pensionato, si trova, a nostro avviso erroneamente, destinatario della normativa generale con l’applicazione dell’aliquota di cui all’art. 44 in luogo di quella prevista dall’art. 54 comma 1 del TU 1092/1973, con conseguente perdita di benefici economici che a seconda dei casi possono variare da € 150,00 sino ad € 250,00 mensili lorde.

 
Ciò comporta un’evidente penalizzazione a carico di questi pensionati e di coloro che sono prossimi alla pensione, in quanto potrebbero beneficiare dell’applicazione dell’aliquota al 44% anziché al 35%-

 

La problematica delle aliquote che si applicano alla retribuzione pensionabile dei militari è stata oggetto recentemente di accesi dibattiti che dal web sono giunti alle sedi Istituzionali e Giudiziarie grazie all’intervento solerte del Sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri Berti Fabio.-

 

La questione è attualmente in attesa di essere discussa innanzi alla Corte dei Conti Toscana-Giudice delle Pensioni-nel corso della prossima estate.-

Chi sono gli interessati:

  • - Militari arruolati nel periodo dal 1.1.1981 sino al 30.06.1983 che alla data del 31.12.1995 hanno compiuto più di 15 e meno di 18 anni di servizio utile (comprese le eventuali maggiorazioni).

  • - Gli appartenenti alle Forze di Polizia arruolati quali Guardie di PS fino al 25.06.1982.

Cosa si intende per servizio utile:

  • - Nel calcolo del periodo contributivo si ricorda, che oltre all’effettivo servizio, devono essere sempre considerate anche le maggiorazioni dei servizi di cui all’art 5 del dlgs. 165/1997 che comportano un aumento figurativo di 1 anno ulteriore ogni 5 anni di servizio, oltre alle valorizzazioni previste per i servizi effettuati in sedi disagiate quali quelle di frontiera terrestre, di imbarco o di aeronavigazione.-

Per ulteriori approfondimenti leggi l’articolo e scarica il modello di diffida all’Inps predisposto dallo Studio Legale Chessa.

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Diffida INPS Articolo 54
 

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PEREQUAZIONE. COSA E COME FARE. ALLA CORTE COSTITUZIONALE IL 24.10.2017
Consigli ai “Ritardatari”


PEREQUAZIONE. COSA E COME FARE.
ALLA CORTE COSTITUZIONALE IL 24.10.2017


La Corte Costituzionale si pronunzia
sulla Perequazione con prima Udienza il 24.10.2017

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Perequazione pensioni e rimborsi. Considerazioni

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Perequazione: Facciamo il punto

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CONSIGLI AI "RITARDATARI"

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I Nove rinvii alla Corte Costituzionale

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La Corte Costituzionale si pronunzia
sulla Perequazione con prima Udienza il 24.10.2017

Fissata l’Udienza per il Giudizio di Costituzionalità il 24 Ottobre2017.
La ribellione dei pensionati al blocco della perequazione occorso con la Legge Fornero prima e con l’attuazione parziale della sentenza della Corte Cost. 70/2015 avvenuta con legge Poletti dopo (D.L. 65/2015 convertito nella L. 109/2015), ha portato alla presentazione di centinaia di migliaia di ricorsi innanzi alla magistratura sia ordinaria che pensionistica.
Le doglianze dei ricorrenti che hanno investito i profili di incostituzionalità presenti anche nel DL 65/2015 e nella Legge di conversione 109/2015 , si sono incentrati sulla violazione dei principi di ragionevolezza, adeguatezza e proporzionalità, della irretroattività della legge di attuazione, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo riguardo ai principi della certezza del diritto e del legittimo affidamento.
Tali questioni di legittimità costituzionale, prospettate sia innanzi ai Tribunali che alle Corti dei Conti Regionali, sono state recepite dai giudici di primo grado che hanno ritenuto in nove circostanze (Tribunali Sez. Lavoro di Palermo, Brescia,Milano, Napoli, Genova, Torino, Cuneo e Corte dei Conti Sez. regionali Emilia Romagna e Marche), assumendo ordinanze di “non manifesta infondatezza”, di rimettere gli atti alla Corte Costituzionale per un nuovo giudizio che investe la disciplina della perequazione come attuata dal DL 65/2015 convertito in L.109/2015.
Inoltre, in tutti gli altri giudizi si è consolidato l’orientamento dei giudici ordinari a disporre o per lunghi rinvii della trattazione o per la sospensione del giudizio in attesa della decisione della Corte.
La vertenza risultata rubricata presso la Corte al N° 243/2016 Reg. Ordin.(Pubblicata su G.U. nr.48 del 30.11.2016) e riguardante la questione di Legittimità Costituzionale sollevata dal Tribunale del Lavoro di
Genova in data 7 giugno è stata anche calendarizzata con la fissazione dell’Udienza del prossimo 24 Ottobre 2017 per la sua trattazione. A questo punto dovrà essere disposta la riunione a tale procedimento di tutte le altre otto questioni di legittimità rimesse, in modo tale che la Corte Costituzionale abbia a trattare, in un unico contesto giudiziario, tutti i vari profili di incostituzionalità della legge sottoposta al suo vaglio.
La procedura descritta verrà ad esaurirsi nell’arco dei prossimi mesi, per cui si ipotizza che il Giudizio di Costituzionalità arriverà a sentenza entro la fine del 2017 al massimo i primi mesi del 2018.
Difficile, è pronosticare quelli che saranno gli esiti del giudizio che tanti attendono con ansia non tanto per gli ipotetici arretrati quanto per il giusto adeguamento pensionistico a cui sono stati parzialmente o per l’intero penalizzati. Infatti, le note criticità del Bilancio dell’INPS in uno con i vincoli europeistici cui è soggetto lo Stato, non permettono di prefigurare quella che sarà la decisione della Corte Costituzionale e soprattutto se al suo interno prevarrà l’orientamento politico o quello più rigorosamente giuridico. Non ci rimane quindi che attendere quella che sarà la sua decisione.
Per tutti coloro che, rientranti nelle fasce penalizzate dalla legge, a tutt’oggi non hanno fatto nulla, si consiglia comunque di inoltrare per R.R.R. atto di diffida all’INPS ( lo potete trovare sul sito web www.anpsarezzo.it) con la richiesta di perequazione della propria pensione conservando copia della raccomandata con le relative ricevute ed eventuale risposta dell’INPS. Con tale attività il pensionato, in caso di esito favorevole del giudizio di costituzionalità, interrompe la prescrizione perdendo solo alcuni mesi di arretrati, ma salvaguarda per intero il proprio diritto alla rivalutazione pensionistica per il futuro.

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XIV Anniversario commemorazione Emanuele Petri
Incontro con il Capo della Polizia

Commemeorazione Emanuele Petri Incontro tra i Delegati ANPS Arezzo con in testa il Presidente Avvocato Guido Chessa ed il Capo della Polizia di Stato Prefetto Franco Gabrielli

In occasione della celebrazione del XIV anniversario della morte del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato Emanuele Petri, Medaglia D’oro al Valor Civile, il Capo della Polizia S.E. Franco Gabrielli è venuto in terra d’Arezzo al fine di onorare la memoria del caduto , incontrandosi con i familiari, con le autorità e la popolazione di Castiglion Fiorentino di cui la Polizia di Stato ha la Cittadinanza Onoraria.-
La mattina del 2 marzo verso le ore 11,30, nella piazzetta della Stazione Ferroviaria di Castiglion Fiorentino intitolata ad Emanuele Petri, si sono raccolti una rappresentanza dell’ANPS e tutte le più importanti figure istituzionali e soprattutto chi l’aveva conosciuto o ne aveva condiviso il servizio attivo. Come lo scorso anno, una mattinata soleggiata ha riscaldato i partecipanti e la composta presenza di una scolaresca di Castiglion Fiorentino che ha accolto l’arrivo di Alma, la vedova di Petri, assieme al figlio poliziotto Angelo.
In un clima di partecipata solennità due operatori della Polizia Ferroviaria, specialità di appartenenza di Emanuele, hanno deposto una corona di alloro sul cippo posto all’ingresso della stazione ferroviaria. Sulle note del silenzio, nella commozione dei molti presenti, “l’immagine di Lele ” ha campeggiato ancora sul filo del ricordo e della memoria. Hanno preso la parola brevemente il Sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli ed il Questore Dr. Bruno Failla che si sono soffermati sulla figura di Emanuele , sul suo impegno civile nel volontariato e nel servizio di polizia, sui valori della solidarietà e del senso del dovere praticati nell’agire quotidiano. Il ritratto di un uomo comune, che, padre, marito e poliziotto ci ha lasciato, quale testimone del suo passaggio terreno, l’esempio di quella nitida normalità che è la sola vera forza dei giusti. Dopo la breve cerimonia, contrassegnata dall’intervento degli scolari e del sindaco Junior , quale espressione di un germe valoriale che continua a dare i suoi frutti, Il Capo della Polizia dopo un breve intervento si è ritirato in intimità con i familiari di Petri per il pranzo.

commemorazione Emanuele Petri Discorso del Capodella Polizia di Stato Franco Gabrielli

Nella prima mattinata, invece, il S.E. Franco Gabrielli, ha incontrato nella Sala Petri della Questura il personale ed una rappresentanza consiliare dell’ANPS. Introdotto brevemente dal Questore Dr. Failla, il Capo della Polizia ha parlato lungamente sulla situazione della sicurezza in Italia, intrattenendosi sulle iniziative governative che non permettono più interventi mirati in favore della Polizia se non all’interno del comparto complessivo della sicurezza. Ha spiegato come la proiezione del turn over del personale dal 2017 sino al 2030 preveda il progressivo pensionamento di circa 40.000 poliziotti che andranno sostituiti da almeno altrettanti nuovi arrivi.- Di qui l’esigenza non solo di coprire i vuoti che man mano verranno a crearsi, ma anche la necessità che venga consolidato il senso di appartenenza all’Istituzione e che cresca in tutti l’orgoglio per il servizio prestato. Al costante impegno per l’affermazione della legalità, la salvaguardia della sicurezza sociale e per la tutela della libera convivenza, accompagnato dallo spiccato senso del dovere e dai rischi che spesso il servizio comporta, ormai divenuti espressione di una professionalità operativa che trova esplicito riconoscimento in larghissimi strati della collettività, deve aggiungersi una solida immagine pubblica dell’Istituzione. E tale processo di consolidamento passa attraverso l’azione responsabile di ciascuno degli operatori ed anche attraverso una responsabile attività rivendicativa giustamente esercitata dalle rappresentanze sindacali. Insomma, onde evitare ogni possibile forma di marginalizzazione dell’Istituzione, in tutti gli operatori deve essere coltivato il rispetto ed il culto dell’appartenenza come stimolo e guida dell’agire quotidiano.-
Dopo il lungo incontro e le foto di rito, il Capo ci ha salutato per raggiungere Castiglion Fiorentino. Al di là dei saluti cordialmente affettuosi, ci è rimasta la profonda sensazione di aver incontrato un personaggio capace di coniugare una grande competenza con idee molto chiare sul futuro che ci attende. Un vero manager pienamente al passo coi tempi, un profondo conoscitore dei limiti e dei difetti che l’Istituzione ancora accusa, un portatore della positiva consapevolezza della necessità di richiamare tutti gli uomini che la compongono al contributo personale. Vedendolo lasciare la Questura di Arezzo mi sono augurato che rimanga a lungo il nostro Capo perché la sua azione, determinata e lucida, porterà certo positivi cambiamenti alla Polizia ed ai suoi uomini.

Il Presidente della Sezione

Avv. Guido Chessa

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Perequazione: Facciamo il punto

Perequazione Pensioni e Rimborsi.

Per i ritardatari: La Prescrizione corre…..
Fermala! Fai la Diffida all’Inps

Pensionati non lasciate che il tempo eroda la vostra pensione e i vostri diritti, dal 1 gennaio 2017 è iniziata a maturare la prescrizione quinquiennale, ogni mese che passa senza aver fatto la diffida all’Inps è un mese in meno di arretrati.
L’aumento mensile della pensione decorre dal 1 gennaio 2012, per l’applicazione dell’istituto della prescrizione i 5 anni iniziano a decorrere a ritroso proprio dal 1 gennaio 2017, pertanto chi ad oggi non ha inviato la diffida all’Inps ha perso già i primi 5 mesi di arretrati del 2012!
È importante ricordare che un’eventuale statuizione positiva da parte della Corte Costituzionale in merito alle ben 9 questioni di legittimità sollevate sul c.d. Bonus Poletti DL 65/2015 conv. In legge 109/2015, esplicherà i suoi effetti positivi solo nei confronti di quei pensionati che hanno tutelato i propri diritti interrompendo la prescrizione.
Se ancora non hai interrotto la prescrizione, sei ancora in tempo ad inviare la diffida all’Inps, scarica il nostro modulo e invia la raccomandata alla sede Inps del tuo luogo di residenza.-
Il modulo dovrà essere compilato in ogni sua parte con i propri dati e con l’indicazione del numero di iscrizione della pensione e spedito con raccomandata con ricevuta di ritorno, avendo cura di conservare la copia del testo inviato e gli avvisi di spedizione e di ricezione.-
Con la spedizione della diffida, l’Inps non provvederà ad alcun pagamento e con molta probabilità risponderà di aver già provveduto ad erogare il Rimborso una tantum nel rateo di pensione dell’agosto 2015 o di non dover provvedere ad alcun rimborso per i titolari di pensione superiore alle 6 volte il trattamento minimo, ma con la raccomandata avrai interrotto la prescrizione e messo al sicuro il tuo diritto agli arretrati residui.

 

Notizie ai Ricorrenti e non solo:

Dalla nostra esperienza in concreto, l’orientamento attuale delle Corti dei Conti adite ( Firenze per la Toscana e Bologna per l’Emilia Romagna) è quello di sospendere i giudizi in attesa della pronuncia
della Corte Costituzionale, mentre quello dei Tribunali è di effettuare lunghi rinvii delle udienze in attesa sempre della pronuncia della Corte Costituzionale.-
È molto importante che le Autorità Giudiziarie adite non provvedano immediatamente in primo grado ma attendano la decisione della Corte Costituzionale, ciò sta a significare che ritengono di decidere solo all’esito della pronuncia di legittimità.
Molte altre udienze per i ricorsi presentati dal nostro Studio Legale, sono state già fissate e debbono tenersi nei prossimi mesi (6 e 13 giugno- 11 e 20 luglio- 12 e 28 settembre- 4 e 17 ottobre- 6 dicembre) e altri ricorsi sono in corso di deposito.

Se ancora non hai aderito al ricorso
sei ancora in tempo:
accedi alla modulistica.


 

Avvocato Guido Chessa
Avvocato Chiara Chessa


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Pensioni militari: arruolati 1981-1982-1983
e applicazione dell’art 54 TU 1092/1973

L’art. 54 T.U. 1092/1973 (Testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato) rubricato Misura del trattamento normale al comma 1 così dispone: “La pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 percento della base pensionabile, salvo quanto disposto nel penultimo comma del presente articolo.” (Si precisa che il richiamato penultimo comma stabilisce che: “Nei confronti dei graduati e dei militari di truppa non appartenenti al servizio continuativo la misura della pensione normale è determinata nell’annessa tabella n. 2”).
L’art. 54 sopra richiamato è stato emanato prima dell’entrata in vigore della Riforma Dini in un momento storico in cui il sistema di calcolo delle pensioni era totalmente retributivo.

 

La Riforma Dini, infatti, ha stabilito la progressiva fine del “Sistema di calcolo Retributivo”, ha introdotto un “Sistema di calcolo Contributivo” per gli assunti a far data dal 1.01.1996 e, per coloro che sono stati assunti prima di tale data, ha previsto un “Sistema di calcolo Misto” caratterizzato da un meccanismo di computo della pensione in parte retributivo e in parte contributivo.

 

Il sistema di calcolo del trattamento pensionistico per il personale alle dipendenze dello Stato, si articola, in estrema sintesi, nel seguente modo:

  • 1) Sistema di calcolo Retributivo per il personale che alla data del 31.12.1995 ha maturato una anzianità di servizio utile pari o superiore a 18 anni.

  • 2) Sistema di calcolo Misto per il personale che alla data del 31.12.1995 non ha maturato 18 anni di anzianità/contribuzione. Come sarà meglio esposto nel proseguo in questo caso la pensione, in attuazione della Riforma Amato, si compone di una Quota Retributiva, per le anzianità maturate sino al 31.12.1995, a sua volta suddivisa in QUOTA A e QUOTA B, e una Quota Contributiva per le anzianità di servizio maturate con decorrenza dal 1.1.1996;

  • 3) Sistema di calcolo totalmente Contributivo per tutto il personale assunto a partire dal 1.1.1996.

Con riferimento ai dipendenti dello Stato cui si applica il Sistema di calcolo Misto occorre precisare che nell’ambito della prima Quota Retributiva, ovvero per la parte di pensione che corrisponde alle anzianità acquisite anteriormente e sino al 31.12.1995, si provvede alla ripartizione in ulteriori due sub-quote:

 

A) La prima detta QUOTA A è calcolata applicando sulla base pensionabile l’aliquota di rendimento maturata sino al 31.12.1992;

 

B) La seconda detta QUOTA B è calcolata applicando sulla media delle ultime retribuzioni l’aliquota di rendimento maturata dal 1.1.1993 al 31.12.1995.

 

La Quota Contribuiva ovvero per la parte di pensione che corrisponde al trattamento pensionistico relativo alle ulteriori anzianità maturate a decorrere dal 1.1.1996 e riferite a tutta la retribuzione ivi comprese indennità accessorie percepite a qualsiasi titolo dal dipendente, è calcolata appunto secondo il sistema contributivo.

 

Occorre precisare che, nel breve excursus normativo descritto, né la Legge 335/1995 né i successivi interventi al sistema pensionistico, hanno mai modificato l’art. 54, comma 1, T.U. 1092/1973 il quale è tutt’oggi in vigore e, pertanto, deve trovare applicazione. -
 

Gli interessati: Arruolati anni 1981-1982-1983: cosa fare

Va puntualizzato sin da ora che il problema dell’applicazione dell’art 54 comma 1 in luogo dell’art 44 del TU 1092/1973 non si pone per i militari che, avendo raggiunto i 18 anni di servizio utile al 31.12.1995, beneficiano del sistema retributivo e godono del trattamento di quiescenza più favorevole (sul punto si veda Corte dei Conti Abruzzo Sent. n. 75/12) ma riguarda coloro che alla data del 31.12.1995 avevano maturato “almeno quindici anni” ma meno di 18 anni di servizio utile: nei confronti di tali dipendenti appartenenti all’ordinamento militare, trova applicazione il Sistema di calcolo Misto e l’applicazione dell’art. 54 andrebbe ad incidere sul calcolo della Quota Retributiva - QUOTA A della relativa pensione e, in ragione di ciò, potrebbero beneficiare dell’applicazione dell’aliquota al 44% anziché al 35% come attualmente applicata.-

 

Alla luce delle considerazioni sopra esposte, visto il trattamento pensionistico deteriore cui attualmente sono sottoposti i militari (Esercito, Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato con riferimento agli arruolati fino al 25.06.1982) che non hanno potuto beneficiare del Sistema di calcolo Retributivo per il proprio trattamento di quiescenza, risulta opportuno verificare quale aliquota sia stata applicata nel prospetto di liquidazione Inps al Quadro I “Servizio Utile Arrotondato a)+b)” e al Quadro II “Coefficiente Tab. A”.

 

Qualora si riscontri, da un attento esame del decreto di pensione provvisorio, l’applicazione dell’aliquota al 35% anziché al 44% occorre inviare alla sede Inps territorialmente competente una lettera raccomandata a/r contenente una diffida affinché l’Istituto proceda al ricalcolo del trattamento pensionistico con l’applicazione dell’aliquota di cui all’art. 54 T.U. 1092/1973.
 

Scarica il modulo di diffida all’Inps.

Diffida INPS Articolo 54

In difetto di risposta, in caso di rigetto della domanda e comunque sempre nel termine di tre anni di cui sopra, è necessario promuovere ricorso alla Corte dei Conti competente per territorio. 

La posizione dell’INPS:

Per un certo periodo risalente ai primi anni 2000, il trattamento di quiescenza del personale militare che cessava dal servizio con il sistema delle doppie quote è stato calcolato facendo applicazione del predetto articolo 54, in tal senso anche la circolare ex Inpdap n. 22 del 18/09/2009, emanata nello specifico per l’Arma dei Carabinieri, disponeva espressamente:” Il computo dell’aliquota di pensione spettante al personale militare è disciplinato dall’art. 54 del Testo unico …..”

 

Successivamente l’INPS, adottando una diversa interpretazione delle norme del T.U. 1092/1973, ha ritenuto di dover applicare anche al personale militare in quiescenza con il Sistema Misto, ai fini del calcolo della Quota Retributiva – QUOTA A della relativa pensione, la normativa generale prevista per il personale civile di cui all’art. 44 del medesimo T.U. che, al comma 1, dispone: ”
La pensione spettante al personale civile con l’anzianità di quindici anni di servizio effettivo è pari al 35 per cento della base pensionabile; detta percentuale è aumentata di 1,80 per ogni ulteriore anno di servizio utile fino a raggiungere il massimo dell’ottanta per cento.”.

 

L’applicazione dell’aliquota di cui all’art. 44 in luogo di quella prevista dall’art. 54, comporta un’evidente penalizzazione per coloro che, appartenendo al personale militare, hanno maturato alla data del 31.12.1995, 15 anni di servizio utile e che, in ragione di ciò, potrebbero beneficiare dell’applicazione dell’aliquota al 44% anziché al 35%.
 

Le criticità della posizione INPS

Occorre sottolineare che varie considerazioni portano a ritenere errato l’orientamento ad oggi assunto dall’INPS (applicazione aliquota di cui all’art. 44 in luogo di quella di cui all’art. 54 T.U. 1092/1973).
Anzitutto l’interpretazione letterale delle due norme: l’art. 54 si riferisce in modo inequivoco al personale militare con una anzianità di almeno 15 anni di servizio; l’art. 44 invece fa riferimento al personale civile. Le due norme avrebbero dunque due ambiti di applicazione diversi che osterebbero all’estensione dell’aliquota del 35% al personale militare.
Inoltre la circostanza che, malgrado le molteplici riforme il legislatore non ha mai inteso abrogare la disposizione di cui all’art. 54, confermerebbe la volontà di prevedere per il personale militare un trattamento più favorevole.
Infine la prassi applicativa consacrata nella Circolare Ex Inpdap n. 22 del 18/09/2009, dà ulteriore supporto alla tesi dell’applicabilità dell’art. 54 per la determinazione delle aliquote del personale militare.
Né può essere accolta l’interpretazione del’Inps che vorrebbe circoscrivere l’applicazione dell’art 54 comma 1 solo nei confronti di quei dipendenti che o per raggiunti limiti di età o per fisica inabilità sono stati costretti a lasciare il Corpo di appartenenza con un servizio utile tra i 15 e i 20 anni, attribuendo a questi ultimi una pensione “minima”-
Infatti una simile interpretazione, che vorrebbe destinatari dell’aliquota pensionabile al 44% i soli militari cessati dal servizio con una anzianità contributiva tra i 15 e i 20 anni, contrasta con il dettato della norma che, ai commi due e seguenti, dispone, invece aumenti percentuali per ogni anno successivo al 20esimo.
 

L’attesa dell’intervento giurisprudenziale:
Corte dei Conti Toscana

Manca al momento una pronuncia giurisprudenziale sul punto.
Tuttavia il problema dell’applicazione ai militari dell’art 54 comma 1, in luogo dell’art 44 del TU 1092/1973, è stata recentemente oggetto di accesi dibattiti che dal web sono giunti alle sedi istituzionali e giudiziarie grazie all’intervento solerte del Sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri Berti Fabio.
Sarà la Corte dei Conti Toscana a doversi pronunciare in un giudizio avente ad oggetto proprio la questione in trattazione, causa che sarà definita probabilmente nell’estate prossima.
 

Gli arruolati nella Polizia di Stato a partire dal 26.06.1982

Un discorso a parte deve essere effettuato per gli appartenenti alla Polizia di Stato arruolati a partire dal 26.06.1982.
In base alla normativa vigente è da escludere, per coloro che maturano il diritto alla pensione, l’applicazione dell’art. 54: gli stessi infatti rientrano nel personale a ordinamento civile dello Stato per i quali trova applicazione l’art. 44 T.U. 1092/1973.
Costoro, avendo comunque maturato i quindici anni di servizio utile al 31.12.1995 per effetto delle eventuali maggiorazioni dei servizi di cui all’art 5 del dlgs. 165/1997 che comportano un aumento figurativo di 1 anno ulteriore ogni 5 anni di servizio, oltre alle valorizzazioni previste per i servizi effettuati in sedi disagiate, potrebbero valutare l’opportunità di ricorrere in giudizio al solo fine di sollevare, davanti al Giudice del ricorso, un’eccezione di incostituzionalità per violazione del principio di uguaglianza rispetto al personale della Polizia di Stato arruolato anteriormente sotto il regime a ordinamento militare.

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Assemblea dei Presidenti delle Sezioni toscane

Sabato 8 aprile 2017, convocata dal delegato regionale Guido Chessa su disposizione della Presidenza Nazionale, si è riunita presso la sede ANPS di Firenze l’Assemblea dei Presidenti delle Sezioni toscane.

Assemblea dei Presidenti delle Sezioni toscane - Aprile 2017

Si riporta qui di seguito il Verbale Assembleare
contenente in sintesi le varie tematiche trattate.

Associazione Nazionale della Polizia di Stato Sezioni della Toscana
(Già Ente Morale per decreto Presidenziale nr.820 del 7.10.70, Legge 1.4.1981 nr. 121 – 101)

VERBALE ASSEMBLEA REGIONALE

DEL 8 Aprile 2017

 

L’anno 2017 il giorno 08 del mese di Aprile, alle ore 9,00, presso la Sede ANPS di Firenze in Via Fausto Dionisi nr. 4 all’interno della Caserma Fadini, ritualmente convocata con urgenza attraverso Mail del 1 aprile u.s. dal Delegato Regionale Guido Chessa, si è riunita l’Assemblea dei Presidenti di Sezione della Regione Toscana, per trattare il seguente Ordine del Giorno:
1°) Raduno Nazionale Organizzazione e Contributi;
2°) Informativa su proposte per il programma del Cinquantennale;
3°) Informazioni sui ricorsi per la perequazione;
4°) Problematiche pensionistiche in corso
4°) Varie ed Eventuali.

Sono presenti:

Pres. Sergio Tinti, Curtò Giuseppe e Giovanni Siano (Sez.Firenze), Pres. Chessa Guido (Sez. Arezzo), Pres. Corsetti Mirto,D’Apolito Stefano e Orlando Nazzareno (Sez. Grosseto), Pres. Bruno Antonino (Sez.Massa C.); Vice.Pres. Salvatore Ianni (Sez. Montecatini); Pres. Pinelli Ciro (Sez.Pisa); Pres. Pace Calogero Cacia Pietro e Leone Frugerio (Sez.Pontedera); Pres. Scipioni Renzo e Bruti Ettore (Sez.Pistoia); Roviello Vincenzo e Beccia Nicola (Sez.Prato); Pres. De Carlo Pasquale e Pompeo Pomponio (Sez. Lucca) Vice Pres. Carmelo Giarratana, Battisti Stefano, Calcatelli Gioacchino e Ventroni Bruno (Sez. Livorno), unica assente la Sezione di Siena.
Assume la presidenza dell’Assemblea il Delegato Regionale e Cons. Naz. Guido Chessa coadiuvato dal Presidente di Firenze Sergio Tinti, il quale apre formalmente la riunione ringraziando tutti i presenti per la partecipazione quasi totalitaria dei rappresentanti provinciali, testimonianza di come la Regione Toscana sia viva e partecipe dei destini associativi e di come il tessuto dei presidenti di sezione non perda occasione per essere attivo protagonista delle iniziative di tutela e di assistenza degli associati. Passa quindi la parola al Delegato Regionale Chessa per la trattazione dei vari punti posti all’O.del G.

Trattando il 1° punto posto all’O. del G., i l Delegato Regionale comunica che la convocazione dell’Assemblea Regionale è stata sollecitata dalla Presidenza Nazionale al fine di stimolare tutte le sezioni alla partecipazione al prossimo Raduno Nazionale che si svolgerà in Bari nei giorni 22, 23 e 24 settembre con sfilamento il giorno la Domenica 24. Per la Toscana è stato stabilito un contributo del Nazionale pari ad €. 400,00 per ogni pulman.
Fa presente che l’annullamento del Raduno originariamente previsto in Catania ha creato problemi organizzativi comunque ha invitato tutti i Presidenti di Sezione a profondere il massimo impegno per assicurare un congrua partecipazione degli associati toscani . Ha informato che il Raduno prevederà il consueto concerto della Banda della Polizia di Stato e l’organizzazione di un convegno che fissi il punto della situazione a due anni dalla promulgazione della legge sull’Omicidio Stradale.
Nel prendere atto del programma di massima, oggetto anche di una circolare dell’Ufficio di Presidenza Nazionale, ha invitato i Presidenti ad assicurare il loro massimo impegno.

Trattando il 2° punto posto all’O. del G , il Delegato fa presente che nella sua qualità di Consigliere Nazionale e di Delegato Regionale, ha già comunicato a tutti i Consiglieri Nazionali ed all’Ufficio di Presidenza le proposte di programma per il Cinquantennale della fondazione dell’ANPS che cade il 30.09.2018. Informa quindi i Presidenti di aver previsto una Visita con Labari di tutti i Presidenti di Sezione presso il Sacrario della Polizia di Stato per onorare i Nostri Caduti, quindi , nel pomeriggio della stessa giornata un Convegno sul tema ” Storiografia della Polizia. Quale futuro” alla cui partecipazione verrebbero invitati non solo l’Ufficio Storico, ma il mondo universitario della ricerca, ed i più accreditati cultori della materia sia dell’ANPS che della società civile. Ha proposto inoltre una manifestazione pubblica da svolgersi all’Altare della Patria con il Raduno delle Bandiere di tutte le Sezioni, la presenza di reparti e di macchine storiche della Polizia, manifestazione che si spera abbia la presenza oltre che del Capo della Polizia anche del ministro dell’Interno. Fa presente che il prospettato programma è già stato integrato da alcuni Consiglieri con una Visita in Sala Nervi al Papa riservata in gran parte all’ANPS ed ai familiari dei soci, un annullo filatelico e la realizzazione di una medaglia ricordo.

Trattando il 3° punto posto all’O. del G. , la cui discussione è cominciata dopo brevissima pausa, il delegato Regionale ha ricordato di aver già inviato tutte le informative complete riguardanti lo stato dei ricorsi avanzati dalle varie Sezioni in materia di “Blocco Fornero e Legge Poletti” riguardo la perequazione delle pensioni, facendo presente che il 12.04.2017 innanzi alla Sezione Regionale della Corte dei conti Toscana verranno trattati i ricorsi di Grosseto, Massa, Prato, Pisa e Firenze, i quali, fatti salvi particolari eccezioni dell’INPS, saranno destinati alla sospensione in attesa della Sentenza della Corte Costituzionale. Ricorda ai Presidenti, infatti, che numerose sono state le Ordinanze di sospensione dei giudizi in quanto sono pendenti ben 9 Ordinanze di non manifesta infondatezza della Legge 109/2015 in riferimento alle quali si prevede nel corso dell’anno la relativa pronunzia del giudice delle Leggi. Ne consegue che la definizione della vertenza avverrà in funzione della tipologia di decisione che la Corte Costituzionale verrà ad assumere .

Trattando il 4° punto posto all’O. del G. il Delegato informa i presidenti che oltre alla vertenza in materia perequativa, sono incorso studi ed approfondimenti per definire con esattezza le decorrenze del termine decadenziale triennale fissato dalla Legge Fornero a carico dei pensionati e dei pensionandi in ipotesi di errori sui calcoli pensionistici, problematiche su cui si sta vagliando l’opportunità della creazione di una piattaforma digitale di verifica dei calcoli .
Inoltre ha dato notizia che è seguita con attenzione la controversia innanzi alla corte dei Conti Toscana, in materia di applicazione dell’Art.54 del DPR 1090/73 riguardante l’applicazione dell’aliquota del 44% sulla base pensionabile anziché di quella applicata dall’INPS del 35% , per la quale è stata fissata udienza il 12.04.2017. E’ seguita ,inoltre, la problematica riguardante il mancato calcolo degli assegni di funzione ed altri benefici per chi è andato in pensione sotto il regime di sospensione della contrattazione collettiva occorso negli anni 2011-2014. Di tutte le problematiche prospettate,il Delegato si riserva di dare analitiche informazioni un volta fissati canoni e principi per instaurare eventuali contenziosi .
Non essendovi altro da trattare fra gli argomenti posti all’O. del G. e fra le Varie ed Eventuali, la riunione viene chiusa alle ore 12,30 circa.

Letto confermato e sottoscritto

F.to Il Segretario Dr. Sergio Tinti

Il Delegato Regionale
F.to Avv. Guido Chessa

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“La Befana della Polizia” 2017

Il 6 gennaio 2017, per la prima volta nei suoi 45 anni di vita, la Sezione ANPS di Arezzo ha inteso celebrare il connubio del pranzo sociale di fine anno con una Festa della Befana arricchita dalla partecipazione ed esibizione di gruppi sportivi giovanili.
L’iniziativa, ideata ed organizzata con ammirabile tenacia dal Segretario Ireneo Santimone , è stata concepita quale momento di incontro fra bambini ed anziani e quale espressione di una continuità esistenziale vissuta nel quadro della tradizione valoriale propria dell’Associazione di Polizia e del mondo dello sport.
Così, in una giornata di gioia e spensieratezza, l’incontro fra giovani ed anziani, fra personale in servizio e quello in quiescenza, fra le famiglie degli uni e degli altri, fra le organizzazioni sportive ed i loro giovani atleti, ha arricchito di nuovi significati quel sentimento di appartenenza che il Questore Vicario Dr.ssa Carla Canonico ha colto ed esaltato nel suo incisivo intervento. In questo clima, lo scambio reciproco di doni ed attestati fra giovani ed ultranovantenni, la gratificante presenza del Capo di Gabinetto Dr. Maurizio Liberatori e della Dr.ssa Menna Giuseppa e la partecipata presenza di un pubblico sensibile ed entusiasta, ha reso tangibile il segnale di reale continuità fra il mondo operativo dei genitori poliziotti e quello di chi, esaurito il proprio impegno, ne serba integri e ne coltiva i principi valoriali ed ideali.
A tutto ciò deve aggiungersi il messaggio trasmesso dalle associazioni sportive dilettantistiche legate al gruppo sportivo ANPS “Il Fortilizio” quali il “ Circolo Schermistico Aretino A.S.D.” e l’ ASD “Hombu-Dojo” di Arezzo, Pres. A. Corrias, quest’ultimo virtuosamente impegnato a portare lo sport nel mondo della disabilità. Con la loro presenza e le loro esibizioni, si è esteso il connubio ai valori aggiunti sportivi e soprattutto a quelli della solidarietà, arricchendo di sentimenti ed emozionalità una giornata di festa veramente diversa e speciale.
E poi la festa nell’Auditorium dell’Hotel Minerva, in un ambiente caratterizzato dalla presenza discreta delle nostre bandiere tricolori e dai tanti palloncini multicolori che ne hanno adornato lo spazio, in una vivace coreografia che ne ha contrassegnato tutti i suoi momenti ludici, gai o solenni attraverso l’attento e qualificato lavoro di due “giganti”. Uno, Ireneo Santimone , che non ha mai voluto abbandonare il dietro le quinte da dove ha organizzato e scandito i tempi del lungo e complesso programma, e l’altro, il Vice Presidente Felice Addonizio che ha arricchito, vivacizzato e legato , con garbo e simpatia, i vari momenti della presentazione di tutta l’iniziativa. E ancora l’opera del noto illusionista Massimo Cocchi, che ci ha meravigliato e stupito con i suoi originali giochi di prestigio inframezzati dalla presentazione delle varie premiazioni e da simpatici dialoghi con il suo alter ego Addonizio.
L’ANPS è oggi orgogliosa di aver offerto al proprio ambiente di appartenenza una giornata così significativa e così riuscita, tanto da ricevere una pluralità di passaggi nella rubrica televisiva di Teletruria “Focus” e di avere un’ampia cronaca sul Corriere di Arezzo . Inoltre si ringraziano tutte le aziende che, percependo il significato dell’iniziativa, hanno voluto contribuire economicamente alla sua realizzazione e che ricordiamo essere L’Accenti Srl, Quinti Srl, Italcatene Srl e Del Corto pietre preziose Srl.
Un ringraziamento particolarmente sentito và da parte di tutta l’Associazione al suo Segretario, per l’incredibile impegno profuso sia nell’organizzazione che nel coinvolgimento del Gruppi Sportivi, nonché a chi si è impegnato a vario titolo a favorire la riuscita dell’iniziativa come il Socio Grassini Gino, il Vice Presidente Questore Felice Addonizio, il Consigliere De Rosa Gaetano.

il Presidente di Sezione
Avv. Guido Chessa


Leggi l’Articolo uscito sul “Corriere Aretino”

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La Messa di Natale e l’incontro con il Questore ed i Funzionari

Presso la sala Petri della locale Questura, durante la Santa messa, celebrata dal nuovo Assistente Spirituale Don Simone Imperioso, si è tentata questa mattina la Santa Messa, durante la quale ci siamo scambiati gli auguri per le prossime festività Natalizie.
Alla stessa oltre il Questore, erano presenti tutti i funzionari della Questura e quelli dei 2 Commissariati, Montevarchi e Sansepolcro, il dirigente della Polstrada di Arezzo e numerosi colleghi. Al termine della cerimonia Religiosa, vi è stato un momento di piccolo convivio.

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Un amico è venuto a Mancare

In data 19 c.m. è deceduto il collega e Socio di questo Sodalizio, Nazzareno Bartoccetti, già appuntato del disciolto Corpo delle guardie di Pubblica Sicurezza, i funerali si terranno il giorno 21.12.2016, alle ore 10,30 presso la chiesa di San Marco (AR).

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Convenzioni per gli Associati ANPS Arezzo

 
  1. AGENZIA VIAGGI PENSIERO STUPENDO
    Via Romana 132/a Arezzo
    tel 0575 908523 / cell 3333444699

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  2. AVVOCATO CHESSA CHIARA
    Viale Michelangelo 26 Arezzo, 0575/27351
    cell 3401025443

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  3. C.O.F
    Via Alcide de Gasperi 49/51 Ar – tel P L Lapi 338744428 5 A Lorini 3351346101 M Lorini 3351346102

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  4. CANTANAPOLI
    Loc Le Piagge 33/a Camucia di Cortona (AR)
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  6. CROCE BIANCA
    Via dell’ Anfitertro 15 Arezzo – tel 22666

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  7. DI GORGA
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    tel 0575 907095

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  8. ENJOYTECH
    Via Giusti Giuseppe 11/b Arezzo
    tel 0575 901267

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    Via Setteponti Levante 75 S G V.no Loro Ciuffenna (AR) – tel 055 977191

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  10. GRAND HOTEL TERME
    Piazza Libertà 1 Margherita di Savoia (BT) tel 0883 655402

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  11. HOTEL BOSCO VERDE
    Via Nazionale 8/10 Badia Prataglia Poppi (AR)
    tel 0575 559017

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  12. HOTEL ELITE
    Via Santa Chiara 6/8 Cattolica (RN) – tel 0541 962168 fax 0541 967467

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  13. LA BOTTEGA DEI MESTIERI
    Via Lorenzetti 28 Arezzo cell 3498614183

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  14. LA CAPANNA DI LIGNANO
    Località Lignano Arezzo
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  15. LETIZIA VIAGGI
    Viale Michelangelo 112 Arezzo
    tel 0575 370646

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  16. OFFICINA DELLA PIZZA
    Viale Michelangelo 132 Arezzo
    cell 3398497310

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  17. PADRONATO UNSIC
    Corso Italia 233 Arezzo tel – 0575 299733

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    Località Riolo Monterchi (AR) tel 0575 708803

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  19. PITTAROSSO
    Centro Commerciale “Fabbri” Via Romana 13 Arezzo
    tel 0575 908009

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  20. SAPRA
    Via Molinara 33 Arezzo
    tel 0575 323768

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  21. SKYTEL
    Via Fiorentina 218a / 220 Arezzo
    tel 0575 984906 fax 980326

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  22. TENUTA DI FRASSINETO
    Piazza J.F Kennedy 3 Ravenna
    tel 0544 37078

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  23. TRIANGOLO VERDE
    Via Campo Romano 8 Mercatale V.no Bucine (AR)
    cell 3393652165

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  24. CHIMERA BUS
    Via Antonio Pizzuto 10 Arezzo cell 3332616096 / 3356599484

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  25. DR.SSA MONICA PAPINI NEUROPSICOLOGA
    Via XXV Aprole 34 Arezzo
    cell 3351304625

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  26. DR.SSA SARA BORRI PSICOLOGA
    Via T Cardinali 7 Ponticino (AR)
    cell 3478255326

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  27. FOTO OTTICA GIOVANNI BAGAGLIA
    Viale Michelangelo 136/1 Arezzo
    tel 0575 371625

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  28. NATUROPATA ROTELLINI RENATO
    Via G Montale 23 Arezzo Tel 0575 911500

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  29. STUDIO FISEOTERAPICO
    Località Cozzano (c/o Centro Comm.le Aurora) Castiglion F.no (AR) tel 0575 1788834

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  30. STUDIO MEDICI DEL VECCHIO
    Via Chiarini 71f Arezzo
    tel 0575 907285

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Perequazione Pensioni. Contro Consiglio Ministri
Richiesta danni da inoltrare entro il 6 Dicembre 2016

corte_costituzionale-fornero


Condividendo l’iniziativa promossa dallo Studio Legale dell’Avv.to Pietro Frisani di Firenze di cui, come da gentile concessione, pubblichiamo il testo della Raccomandata/PEC di Richiesta Danni da inviare al Consiglio dei Ministri, siamo a consigliare ai Soci ANPS ed ai lettori del nostro sito di aderire all’iniziativa.
La Nuova Azione, consistente nel Richiedere, con Raccomandata Ricevuta di Ritorno o invio per Posta Elettronica Certificata, il risarcimento dei danni al Consiglio dei Ministri per “Illecito Legislativo” entro il termine di prescrizione del 6 Dicembre 2016, può rappresentare un significativo “salvagente” nell’ipotesi in cui la Corte Costituzionale respinga, anche solo parzialmente, le questioni di legittimità sollevate sulla Legge Poletti (L.109/2015) ed a questa rimesse con ordinanze delle Corti dei Conti di Emilia Romagna e Liguria nonché dei Tribunali di Palermo, Brescia, Milano e Genova, nel corso della trattazione dei ricorsi presentati per ottenere il rimborso degli importi a titolo di perequazione dovuti per gli anni 2012-2013-2014-2015.-

Quindi, ribadito che si tratta di una iniziativa esclusivamente preventiva, finalizzata a garantirsi sino al 6 Dicembre 2021, il riconoscimento del diritto al Risarcimento dei Danni per la mancata o parziale perequazione delle pensioni negli anni 2012 e 2013, si consiglia di spedire la Lettera conservando le ricevute di spedizione e di ricevimento in attesa degli sviluppi.

Le valutazioni poste alla base dell’eventuale azione risarcitoria, il cui primo passo necessario ed imprescindibile è rappresentato dalla lettera da inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono mutuate dai principi cardine del Diritto Comunitario nonché dai principi generali del nostro Ordinamento.-

In primis la norma di legge di riferimento è costituita dall’illecito extracontrattuale disciplinato dall’art 2043 del codice civile, il quale prevede che “qualunque fatto doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto, obbliga colui il quale ha commesso il fatto, a risarcire il danno”.-
Principio generale del neminem leaedere che investe tutti soggetti giuridici del nostro ordinamento.

Sulla scorta di tale principio il cittadino, la Pubblica Amministrazione, le Aziende Ospedaliere, in una parola tutti i soggetti giuridici che ne sono parte, possono essere chiamati a risarcire i danni provocati a terzi dalla propria azione e/o attività.

In tal senso si ritiene che anche l’azione del Legislatore , ove ritenuta costituzionalmente illegittima o in contrasto con la normativa comunitaria, possa essere sottoposta al vaglio giudiziario ai fini della valutazione e della risarcibilità dei danni dalla stessa prodotti.

Basta rammentare come in sede Comunitaria l’Italia subisca periodicamente sanzioni pesantissime per il mancato adeguamento alla normativa UE e per i danni che da detta mancata attuazione scaturiscono ai cittadini italiani in quanto cittadini comunitari.-

Nel nostro caso:

Il Legislatore ha attribuito ai suoi cittadini pensionati il diritto alla perequazione del trattamento pensionistico (Introdotto con Legge 30.04.1969 nr.153) secondo i criteri ridefiniti dall’art. 34 della Legge 448/1998 .-

Alcuni blocchi o applicazioni parziali della perequazione, attuati nel tempo dal Legislatore ed impugnati dai cittadini in sede giudiziaria, hanno superato il vaglio di costituzionalità sino alla Sentenza della Corte Costituzionale nr. 316/2010, con la quale la Corte Costituzionale ha rivolto un espresso monito al Legislatore onde evitare “il rischio della frequente reiterazione di misure volte a paralizzare il meccanismo perequativo”.

Con la Legge Fornero (22.12.2011 nr.214) il meccanismo perequativo delle pensioni è stato nuovamente paralizzato per gli anni 2012 e 2013, per cui la Corte Costituzionale con la sentenza n. 70 del luglio 2015 né ha dichiarato l’illegittimità con conseguente ripristino del diritto alla perequazione piena del trattamento pensionistico.

In esecuzione della Sentenza 70/2015 della Corte, il Legislatore con la Legge Poletti (109/2015 in vigore dal 21.7.2015), ha disposto, come è ben noto, solo parziali rimborsi per 3 fasce pensionistiche mantenendo fermo il blocco per le pensioni superiore a sei volte il minimo.

Detta decisione è stata contestata da numerosi pensionati con semplici diffide inviate all’INPS ed in tantissimi casi anche con ricorsi giurisdizionali alle Corti dei Conti o ai Tribunali Sez. Lavoro competenti, ove, come detto, sono state sollevate nuovamente eccezioni di incostituzionalità della legge, attualmente perdenti innanzi al Corte ed in attesa di decisione.

Orbene, noi non siamo in grado di prevedere con certezza quale sarà l’esito di quest’ultima decisione, ma nell’ipotesi in cui questa dovesse prevedere la costituzionalità della legge Poletti, questa non potrà che avere applicazione con decorrenza dal 21.7.2015, lasciando scoperto il periodo ad essa antecedente.

Pertanto, nel periodo intercorrente tra la negazione-compressione del diritto alla perequazione ( legge Fornero) sino alla sua riespansione-riaffermazione in virtù dell’intervento della Corte Costituzionale, il cittadino pensionato ha subito un danno che si può quantificare nell’importo complessivo della mancata rivalutazione del proprio trattamento pensionistico con decorrenza dal gennaio 2012 sino al luglio 2015.-

Ne consegue :-
1°) Che il diritto al risarcimento danni, ove sussistente, matura a decorrere dal 6 Dicembre 2011 data di pubblicazione del Decreto Legge 201/2011 poi convertito in legge 2014/2011 detta "Legge Fornero".-
2°) Che Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno ex art 2043 c.c. Quantificato nella mancata rivalutazione del trattamento pensionistico dal dicembre 2011 sino al luglio 2015, è quinquennale pertanto andrà a spirare il prossimo 6/12/2016.-

Per interrompere la prescrizione è necessario inviare un atto che valga a costituire in mora il debitore ( art 2943 c.c.), può dunque ritenersi idoneo e opportuno al fine di interrompere la prescrizioneinviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la lettera raccomandata a/r contenente la richiesta di danni per “illecito legislativo”
- Scarica, completa ed invia il modulo-

La nuova azione giudiziaria sarà intrapresa solo ove la Corte Costituzionale ritenesse non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata in merito al c.d Decreto Poletti- DL n. 65/2015 convertito nella Legge 109/2015.

Il Cons.Naz. e Delegato Regionale

Avv.to Guido Chessa


Documenti da scaricare

Lettera richiesta Risarcimento Danni
 

Per Informazioni

Contattare Avvocato Guido Chessa
Viale Michelangelo, 26 52100 Arezzo
Telefono: 0575 27 351
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Fax: 0575 35 49 91
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Ricorso perequazione: considerazioni in punto di prescrizione del diritto agli arretrati


corte_costituzionale-fornero


L’art 2935 del codice civile (Decorrenza della prescrizione) così dispone: “ La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.

I milioni di pensionati italiani che hanno subito il blocco dell’adeguamento della prestazione previdenziale per effetto della c.d Legge Fornero, si stanno domandando in questi giorni da quando decorre la prescrizione del mio diritto a chiedere gli arretrati in virtù dell’intervento della Corte Costituzionale? Qual’è il termine di prescrizione ? C’è un termine per esperire l’azione giudiziale?


Per tutelare i propri interessi i pensionati devono essere informati, di seguito alcune considerazioni.

  1. La prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza di ciascun rateo pensionistico per il quale non sia stata riconosciuta la perequazione (Cass. n. 3437/1999), quindi i termini di prescrizione decorrono dal mese di Gennaio 2012 e così via per ogni mese a seguire.

  2. Il termine di prescrizione del diritto alla rivalutazione del trattamento pensionistico dovrebbe ritenersi quinquennale, per cui la data della prima scadenza dei termini di prescrizione è quella del 31/12/2016 relativamente alle somme dovute e non riconosciute sulla mensilità pensionistica di Gennaio 2012.-

  3. Per interrompere la prescrizione è necessario inviare un atto che valga a costituire in mora il debitore ( art 2943 c.c.), può dunque ritenersi idoneo e opportuno al fine di interrompere la prescrizione inviare alla sede Inps territorialmente competente una lettera raccomandata a/r contenente la diffida all’Istituto di riconoscere al pensionato la piena perequazione sul trattamento pensionistico liquidato negli anni 2012-2013.- Scarica il modulo.

  4. Il termine di decadenza triennale dall’azione giudiziale non si applica allorchè la domanda giudiziale sia volta ad ottenere gli scatti perequativi periodici. Secondo consolidati orientamenti giurisprudenziali di merito e di legittimità ( Cass n. 209/2000 e Corte Di App. Roma Lav del 28/03/2007) il termine di decadenza previsto dall’art 47 del DPR n. 639/1970 ( trattamenti pensionistici, prestazioni riconosciute solo in parte o il pagamento di accessori del credito) non può trovare applicazione quando la domanda giudiziale sia finalizzata ad ottenere il solo adeguamento della prestazione previdenziale.

  5. In punto di efficacia delle sentenze della Corte Costituzionale che dichiarano l’illegittimità costituzionale di una norma, in quanto sentenze di accoglimento, hanno efficacia nei confronti di tutti ovvero “erga omnes” , con la conseguenza che, la sentenza n. 70/2015 ove il Governo e il Legislatore non fossero intervenuti, avrebbe trovato immediata applicazione da parte dell’Inps in favore di tutti i pensionati.

Il Cons.Naz. e Delegato Regionale

Avv.to Guido Chessa


Documenti da scaricare

Atto Intimazione e Diffida INPS
Mandato Avvocato Chessa Guido
 

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Il 2° Reparto Celere di Padova di Gianmarco Calore

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Tratto dal Forum del sito polizianellastoria.it , palestra di libero dibattito sulla storia della Polizia e sulle problematiche attuali che vive l’istituzione, offriamo ai lettori questo articolo di Calore che ripercorre le vicende del più celebre, se non il più importante, Reparto Mobile della Polizia di Stato. Si tratta di un breve elaborato che, caratterizzato da una narrazione appassionata e tipica di chi ne ha fatto parte e si è formato alla sua scuola, descrive il percorso storico del Reparto “Celere” padovano spesso protagonista nelle operazioni di ordine pubblico, di soccorso alle popolazioni colpite da calamità e nello sport con le non meno note Fiamme Oro. L’opera, che per volontà dell’autore assume carattere divulgativo ed informativo, fornisce al lettore un’immagine quasi a tutto tondo dei più importanti interventi di un Reparto che ha contribuito con il suo operato, non sempre scevro da critiche o rilievi, a costruire la tradizione della polizia scrivendo, per alcuni profili, anche la storia del nostro paese. Unico appunto, anche al fine di evitare un ingiusto giudizio autocelebrativo , è la mancata trattazione della significativa evoluzione che la gestione dell’Ordine Pubblico ha avuto dopo le note vicende del G8 del 2001. Le nuove “regole di ingaggio” , la nuova mentalità che l’operatore di polizia sta sempre più acquisendo, la più oculata e mirata gestione della piazza all’interno delle regole democratiche e dei valori costituzionali. Tematiche abbondantemente e diffusamente trattate nel Forum di Polizianellastoria ed ancora oggetto di acceso dibattito politico-sociale.- Per il resto, l’articolo si legge tutto d’un fiato in pochi minuti, dalla fondazione del 2° Reparto quale costola del 5° Reparto Celere di Vicenza con la figura indimenticabile di Gaetano Genco, alle imprese sportive delle Fiamme Oro ed al caso Margherito; dal periodo carbonaro delle rivendicazioni sindacali ai gravi fatti di Genova ed alla formazione dei Baschi Bleu. Il tutto arricchito dalle foto storiche di Manigrasso vero reporter storico del Reparto e dalla collaborazione di Vincenzo Marangione competente ed appassionato storico della Polizia. Un lavoro firmato da Calore ma frutto di quella sinergica ed entusiastica collaborazione fra appassionati a cui va riconosciuto l’impegno e l’inguaribile senso di appartenenza. Un frammento di memoria che ne alimenta il culto e l’insegnamento. Un momento di verità che narrando da dove veniamo contribuisce a segnare la strada dove andiamo.

Guido Chessa

"Il 2° Reparto Celere di Padova"

Di Gianmarco Calore
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La Storia della Polizia italiana di Gianmarco Calore

Presentazione dell’Opera e motivi della pubblicazione


Abbiamo richiesto all’Assistente Capo Gianmarco Calore, ricevendone incondizionata disponibilità ed assenso, l’autorizzazione alla pubblicazione sul nostro sito sezionale dell’ultima stesura della sua opera divulgativa “Polizia nella Storia”. Inoltre, abbiamo ottenuto dall’autore che il testo del lavoro, pur essendo coperto da copyright, venga pubblicato in PDF scaricabile, in modo tale che, in formato cartaceo o su supporto telematico, possa entrare a far parte delle dotazioni storiografiche di riferimento che ciascuna delle 172 Sezioni ANPS dovrebbe avere. L’iniziativa, infatti, lungi dall’essere fine a se stessa o ad usum delphini, si colloca all’interno di un più ampio ed ambizioso programma teso a costruire e raccogliere progressivamente, anche attraverso gli studi, le ricerche ed i lavori divulgativi sul Medagliere e sul Sacrario della Polizia di Stato, una narrativa di carattere storico che contribuisca ad alimentare e far crescere presso ogni Sezione il “Culto della Memoria”.
A tale proposito si ritengono maturi i tempi a che la Memoria Storica delle Tradizioni della Polizia ed il culto dei suoi Caduti, si spinga ben al di là dei richiami occasionali ed a volte retorici riservati dagli oratori nei rituali momenti celebrativi. E’ necessario, infatti, e ne esistono ormai tutti i presupposti costituiti dalla pubblicistica e da iniziative mirate, che “il Culto” assuma le vesti più significative e diffuse di una autentica ed onesta “Cultura della Memoria”. Così, in calce alla stesura dell’attuale presentazione, abbiamo riportato una breve bibliografia delle pubblicazioni in materia di Polizia e della sua storia, non solo per collocare l’opera di Calore nel più ampio contesto storico-letterario in materia ma anche perché le Sezioni più intraprendenti ed i soci più appassionati possano fruire di alcuni testi di riferimento per gli approfondimenti ritenuti necessari. Non si tratta, quindi, di vestire gli abiti degli “storici qualificati” che ambiscono al ruolo di coprotagonisti nel mondo storiografico di settore. Ma al contrario, in una percezione realistica consona al proprio ruolo, si tratta più semplicemente di conservare le modeste vesti di appassionati narratori e quelle di convinti propalatori di una progettualità che cerca di rendere la Memoria dell’Istituzione e dei suoi uomini sempre più palpabile e presente nella quotidianità operativa. In questa prospettiva, quindi, la pubblicazione che presentiamo al lettore si pone solo come un importante frammento di una più ampia antologia narrativa, proposta al corpo sociale per accrescerne e sedimentarne la formazione storico-culturale di base. Un modo per stimolare dal basso, dalla periferia, gli organismi nazionali dell’ANPS verso il superamento di quella interpretazione ancora ancillare della funzione del Sodalizio. Un modo per sostenere l’Associazione nell’esercizio del suo rilevante ruolo istituzionale, quale reale e concreta coprotagonista di un compiuto processo di emersione dell’identità storica della Pubblica Sicurezza e dei suoi uomini.

* * *

Ho incontrato casualmente L’Assistente Capo Giammarco Calore verso la metà dicembre del 2012, quando, nelle mie navigazioni notturne nella rete , ho incrociato il “suo” sito www.polizianellastoria.it. Ricordo che quel giorno, ero rientrato da Massa assieme all’amico Sergio Tinti, presidente della Sezione fiorentina ed appassionato cultore di storia della polizia, e che durante il viaggio di rientro parlammo a lungo delle potenzialità che la telematica e la rete internet avrebbero potuto offrire alle finalità istituzionali di una associazione come l’ANPS. Le ricerche notturne sulla rete e l’incontro casuale con Calore sono stati la conseguenza diretta di quella chiacchierata ed un po’ anche il segno del destino. Infatti, per alcuni giorni ho letto con attenzione tutte le pagine storiche del sito, arrivando a condividerne finalità, impianto e tematiche ed apprezzandone il rigore delle ricerche, le metodologie applicate e soprattutto l’onestà intellettuale dei vari protagonisti in quanto spoglia da ogni forma di presuntuoso velleitarismo. Così mi sono iscritto al suo Forum http://www.polizianellastoria.it/forum/index.php dove ho proposto il Topik “ Cosa è l’Anps? Che finalità ha? Come la vedete?” che ad oggi ha visto oltre 8.700 visite. Fisiologico, poi, fra appassionati della stessa materia, incontrarsi, conoscersi ed intavolare un periodico rapporto personale via mail dove, nell’ambito dei diversi ruoli e delle diverse idee operative e programmatiche che pur ci separano, mi sono espresso con il convinto auspicio :”…….., di non perderci di vista, perché volenti o nolenti siamo e restiamo fratelli di un lungo viaggio comune”.-

Oggi, con la pubblicazione della Storia della Polizia sul nostro sito, è giunto il giorno in cui si muovono i primi passi di quel cammino comune. Scritta con un linguaggio chiaro e di facile accesso, il libro risponde alle aspettative del suo titolo “ La Polizia nella Storia” . Infatti l’Autore, senza pretese di esaustività ma con il pregio della ricerca costante dell’obiettività storica, cala l’istituzione all’interno delle vicende italiane dal periodo anteriore all’Unità d’Italia alla cronaca più recente. Ne ripercorre analiticamente tutti i passaggi storici, anche i più critici, senza indulgenza o presuntuosi fini pedagogici, ponendo il lettore, attraverso una serena e piana narrazione, nelle condizioni di valutare fatti e vicende per trarne, dagli intrinseci accadimenti, tutte quelle componenti, positive e negative, che vi sono insite . In tal senso la Storia della Polizia di Calore, che non manca di interviste, di novità quale la presenza della Polizia Italiana nella concessione di Tien-Tsin in Cina o di riferimenti anedottici quale l’inseguimento della Ferrari di Spadafora nella scalinata di Trinità dei Monti, costituisce una piacevole opera didattica di base. Infatti se da una parte evita la pedantesca analisi delle modificazioni ordinamentali e delle comparazioni statistiche, sociologiche ed istituzionali che sono tipiche della storiografia scientifica, dall’altra non tralascia alcun dato o fatto storico di rilevo che, avendo contrassegnato sin dalle sue origini l’evoluzione e la gestione della Pubblica Sicurezza, ne rappresentano oggi la componente sostanziale della Memoria Storica. Ne emerge così un’opera che ha per naturale destinazione, vuoi per completezza e vuoi per il suo carattere divulgativo, non solo il corpo sociale dell’ANPS, degli allievi delle scuole di polizia e dell’aggiornamento dei poliziotti in servizio ma anche degli appassionati e di tutti coloro che per la prima volta vogliano avvicinarsi alla materia. Di qui la decisione, grazie all’autore ed al sito polizianellastoria.it, di renderla pubblica nel mondo dell’ANPS e di chi si avvicina o incappa per caso nel sito anpsarezzo.it. E ciò nella convinzione di rendere quest’ultimo strumento telematico sempre più completo ed utile nei confronti del sodalizio tutto nonché di quella Memoria storica di cui lo stesso si erge a cultore.

Guido Chessa



Bibliografia sulla Storia della Polizia

Presentiamo qui di seguito una brevissima bibliografia che riguarda sia le poche opere che hanno affrontato sotto diversi profili la Storia della Polizia dalle origini ai nostri giorni, sia quelle, in verità più numerose, che ne hanno percorso ed indagato periodi più limitati. Ciò al fine di creare per gli interessati un quadro di riferimento che, ben lungi dall’essere esaustivo, ha la mera finalità di fornire ausilio e suggerimenti per soddisfare l’esigenza di approfondimenti o di una più penetrante analisi della vita dell’Istituzione Polizia.

1°) Storia della Polizia, di Annibale Paloscia, Newton Compton Editori srl- 1989 –

2°)Polizia 1852-1952: da Carlo Alberto a Luigi Einaudi.Funzionari e guardie di P.S. attraverso un secolo di storia. Organizzazione, regolamenti, uniformi,di Giuseppe Quilichini, editore Albertelli 1995;

3°) La Storia e le uniformi della Polizia italiana, di Antonio Laurito con la collaborazione dell’Ufficio Storico della Polizia di Stato,editore Promozioni Editoriale Police, 2008;

4°) Origini e cambiamenti della Polizia di Stato, saggio di Raffaele Camposano contenuto nell’opera “In Nome della Legge” tracce satirichedella Polizia italiana fra l’otto ed il novecento di Fabio Santilli, edito nel 2009 dal Ministero dell’Interno-Ufficio Storico della Polizia di Stato.

5°) I Capi della Polizia, la storia della Sicurezza Pubblica attraverso le strategie del Viminale di Annibale Paloscia e MaurizioSalticchioli, Laurus Robuffo, 2003;

6°) Le Polizie di Mussolini, di Franco Fucci, editore Mursia 1985;

7°) La Polizia in Italia dal 1945 sino ad oggi, di Romano Canosa, editore Il Mulino, 1976

8°) Le forze di polizia nel dopoguerra, di Antonio Sannino , editore Mursia 2004

9°) Sub lege libertas. La polizia in 600 anni di impegno per la sicurezza del Piemonte e dell’Italia, di Paolo Valer, Alzani editore 1997;

10°) La Polizia di Torino Capitale dal 1948. Dalla nascita della polizia alle notizie sui commissariati della Questura di Torino di MiloJulini e Paolo Valer- Daniela Piazza Editore 2015.

11°) La Guardia Regia. La polizia italiana nell’avvento del fascismo (1919-1922), di Luca Madrignani, edito da Unicopli nell’ott. 2014.-

12°) La Polizia dell’Africa Italiana (1937-1945) di Piero Crociani – Ufficio Storico della Polizia di Stato- Edito nel 2009- Edizionefuori commercio.

13°) Storia della PAI Polizia dell’Africa Italiana (1936-1945), Raffaele Girlando-Italiana Editrice New- 2003

14°) Una Cultura Professionale per la Polizia dell’Italia Liberale (Antologia del “Manuale del Funzionario di sicurezza pubblica e dipolizia giudiziaria-1863-1912) di Nicola Labanca e Michele di Giorgio con il sostegno dell’Ufficio Storico della Polizia di Stato- Edito Unicopoli 2015;

15°) L’Ordine Pubblico e la giustizia penale, duro saggio critico verso la Polizia di Raffaele Romanelli contenuto nella “Storia delloStato italiano” pubblicata da Donzelli.

"La Storia della
polizia italiana"

Di Gianmarco Calore
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Assemblea dei presidenti di sezione della Toscana a Firenze

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Sabato 2 aprile, convocata dal delegato regionale Guido Chessa, si è riunita nel capoluogo di regione l’Assemblea dei Presidenti delle Sezioni toscane . Un periodico incontro, molto atteso e assai partecipato, in cui i responsabili periferici ANPS hanno illustrato e dibattuto su problematiche, necessità emergenti e iniziative in corso con il loro referente istituzionale sul territorio. L’assemblea , tenutasi nella mattinata nella sede della sezione fiorentina di via Dionisi, è stata presieduta dall’ avv. Chessa – consigliere nazionale e presidente della sezione di Arezzo – ed ha visto presenti presidenti e componenti dei direttivi delle quattordici Sezioni della Regione.

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Tra gli argomenti all’ordine del giorno: incombenti e nuovo statuto della protezione civile e del volontariato,informazioni sui ricorsi per pensioni e perequazioni, completamento dei profili storici delle Sezioni da inserire sul sito web. Informazioni e decisioni scaturite dal confronto che i presidenti di Sezione andranno poi a veicolare, nelle rispettive sedi, ai propri iscritti . Al termine della seduta la tradizionale foto di gruppo e un arrivederci al prossimo Congresso Nazionale fissato per il 9-10 aprile in Calabria.

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XIII Commemorazione di Emanuele Petri

Conferimento Cittadinanza Onoraria alla Polizia di Stato

XIII Commemorazione di Emanuele Petri

Il Comune di Castiglion Fiorentino, in occasione del XIII anniversario della morte del Sovrintendente Capo della Polizia di Stato Emanuele Petri, Medaglia D’oro al Valor Civile, ha promosso una serie di iniziative commemorative per celebrarne il ricordo e l’insegnamento.
Quest’anno, inoltre, in concomitanza della ricorrenza l’amministrazione comunale ha inteso rendere onore alla Polizia di Stato consegnando al Capo della Polizia la Cittadinanza Onoraria del Comune.
La mattina del 2 marzo 2016, nella piazzetta della Stazione Ferroviaria che la cittadinanza di Castiglion Fiorentino, memore e riconoscente, gli ha voluto intitolare, si sono raccolti numerosi soci ANPS, tutte le più importanti figure istituzionali, quelle sindacali e soprattutto chi l’aveva conosciuto o ne aveva condiviso il servizio attivo. A differenza degli altri anni, una mattinata soleggiata ha lumeggiato i partecipanti e la composta presenza di una scolaresca di Castiglion Fiorentino con il sindaco Junior che ha accolto l’arrivo di Alma, la vedova di Petri, assieme al figlio poliziotto Angelo.

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In un clima di partecipata solennità due operatori della Polizia Ferroviaria, specialità di appartenenza di Emanuele, hanno deposto una corona di alloro sul cippo posto all’ingresso della stazione ferroviaria. Sulle note del silenzio, nella commozione dei molti presenti, “l’immagine di Lele ” ha campeggiato ancora sul filo del ricordo e della memoria. Hanno preso la parola brevemente il Sindaco di Castiglion Fiorentino Mario Agnelli ed il Questore Enrico Moja che si sono soffermati sulla figura di Emanuele , sul suo impegno civile nel volontariato e nel servizio di polizia, sui valori della solidarietà e del senso del dovere praticati nell’agire quotidiano. Il ritratto di un uomo comune, che, padre, marito e poliziotto ci ha lasciato, quale testimone del suo passaggio terreno, l’esempio di quella nitida normalità che è la sola vera forza dei giusti. Dopo la breve cerimonia, contrassegnata dall’intervento degli scolari e del sindaco Junior , quale espressione di un germe valoriale che continua a dare i suoi frutti, è stata celebrata presso la raccolta chiesetta della Madonna del Rivaio, accompagnata dal coro della Polizia, una messa solenne in Onore di Petri e dei Caduti della Polizia.

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Nel primo pomeriggio, il Capo della Polizia S.E. Alessandro Pansa, ha incontrato nella Sala Petri della Questura il personale ed una rappresentanza consiliare dell’ANPS. Con l’affabilità e la semplicità signorile che ne contraddistingue il tratto si è intrattenuto sulle iniziative governative che sono in previsione a favore della Polizia. Soprattutto sulla necessità, da parte degli operatori, di pazientare perché la realizzazione dei vari obbiettivi, nella difficile situazione economica che vive il paese, non può che vederne l’attuazione distribuita gradualmente negli anni a venire. Immancabile in esordio l’accenno alla costante presenza dell’ANPS, ed alla fine dell’intervento la foto ricordo con una sua rappresentanza.
Alle 17,00 raggiunto il Comune di Castiglion Fiorentino, nella gremita Sala Consiliare dove è stata convocata dal Sindaco Mario Agnelli una riunione straordinaria del Consiglio, si è tenuta alla presenza delle massime autorità istituzionali locali, la cerimonia della consegna della Cittadinanza Onoraria alla Polizia di Stato.
Il Sindaco Mario Agnelli, ricordando i profondi legami cittadini con la Polizia a partire dalla condivisione del Santo Patrono S.Michele Arcangelo, ha espresso tutta la gratitudine cittadina per la funzione di tutela, di controllo e di prevenzione che la Polizia esercita quotidianamente sul territorio e che ha visto nell’estremo sacrificio di Emanuele Petri la massima espressione di dedizione e di senso del dovere. Nel precisare come il riconoscimento della Cittadinanza Onoraria sia stata espressione di una reale e concreta volontà popolare, che ha visto solo la mera e necessaria mediazione politica, ha consegnato con commozione e fra gli applausi dei presenti la pergamena della Cittadinanza Onoraria al Capo della Polizia.
S.E. Il Capo, nel dichiararsi onorato di ricevere l’alto riconoscimento che gratifica la funzione della Polizia, ha evidenziato come esso sia il frutto della forte empatia che gli uomini dell’Istituzione godono verso la società civile. Il loro costante impegno per l’affermazione della legalità, per la salvaguardia della sicurezza sociale e per la tutela della libera convivenza, accompagnato dallo spiccato senso del dovere e dai rischi che spesso il servizio comporta, sono ormai divenuti espressione di una professionalità operativa che trova esplicito riconoscimento in larghissimi strati della collettività. Così l’attribuzione della Cittadinanza Onoraria agli uomini della polizia non si risolve solo nel riconoscimento del loro operato e della loro irrinunciabile funzione sociale, ma è uno stimolo per tutta l’Istituzione per fare sempre di più e sempre meglio per la piena affermazione dei valori democratici e costituzionali.

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A conclusione degli interventi, il cerimoniale si è concluso con lo scambio di doni e medaglie celebrative dell’evento fra cui veniva particolarmente apprezzato il Dono della Statua dorata di San Michele Arcangelo offerto dalla Cittadinanza Castiglionese attraverso il Sindaco Mario Agnelli al Capo della Polizia.
La giornata in memoria di Emanuele Petri si concludeva presso il Teatro Comunale, esaurito in ogni ordine di posti, con l’esibizione della banda della polizia di Stato.

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Polizia Scientifica Il primo Formulario per il Segnalamento

Il “Formulario per il Segnalamento ed il suo successivo aggiornamento, se non sono opere uniche certamente sono molto rare. Infatti il primo risulta edito nel 1908 come emerge dalla data posta in calce alle istruzioni a firma del Direttore Generale della P.S. Leonardi, mentre la pubblicazione del secondo, in assenza di datazione editoriale, va collocata intorno al 1921 . Si tratta in assoluto della prima pubblicazione a carattere divulgativo endogeno in materia di polizia scientifica che, concepita e realizzata presso “La Scuola di Polizia
” (1903) ed aggiornata nella seconda edizione presso la neonata “ Scuola di Polizia Scientifica” (1919), è stata destinata dalla Direzione Generale di P.S. agli operatori di polizia investigativa presso tutte le Questure , gli Uffici provinciali e gli Uffici Circondariali di pubblica sicurezza .
In particolare l’edizione del 1908, è probabilmente pervenuta all’Ufficio Provinciale di Pubblica Sicurezza di Arezzo, ove prestava servizio una brigata di Guardie di Città comandate da un Delegato di Polizia alle dirette dipendenze del Prefetto, intorno agli anni 1911-1914 quando furono creati in Italia, in concomitanza con l’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale avvenuta nel 1913, “circa cinquecento posti di rilievo segnaletico e dattiloscopico, dislocati presso tutti gli uffici provinciali e circondariali di Pubblica Sicurezza,….
Infatti, fra la fine dell’ottocento ed i primi anni del novecento, si colloca il sorgere e la diffusione della criminalistica come scienza investigativa autonoma che coniuga ed applica pragmaticamente alle indagini di polizia le esperienze scientifiche provenienti dalla medicina legale, dalla psichiatria, dalla biologia e dall’antropologia. In quel momento storico particolarmente fecondo, erano già maturati e si erano diffusi , nel settore del “segnalamento e dell’identificazione”, gli studi antropometrici del francese Alphonse Bertillon contemporanei a quelli medico-psichiatrici di Cesare Lombroso esposti nell’opera “L’Uomo delinquente” nonché a quelli dattiloscopici ad opera dell’inglese Francis Galton . Ricerche e scoperte scientifiche internazionali, che presto usciranno dal campo teoretico e di verifica sperimentale delle varie scienze per trovare una prima sintesi applicativa interdisciplinare nell’impianto della cartella antropologica- biografica dei devianti, dei delinquenti e dei recidivi. Già ipotizzata nei suoi studi dal Bertillon che ne concepiva la sua composizione con l’affiancamento dei dati antropometrici a quelli descrittivi e fotografici, la scheda “antropologica-biografica del delinquente” estesa a quella dattiloscopica nella nuova classificazione ufficializzata nel 1906 dal Gasti 9)- venne concepita in Italia ed elaborata con l’ausilio proprio del Gasti da Salvatore Ottolenghi . Quest’ultimo, con geniale intuizione, ne estese i principi metodologici al “ritratto parlato”, concepito per cristallizzare le tracce del reato e tutti i particolari presenti nel luogo del crimine, ponendo per la prima volta “il sopralluogo” al centro dell’indagine di polizia quale fase essenziale degli accertamenti istruttori del processo penale.
Collaboratore ed assistente di Cesare Lombroso nei primi anni degli studi, titolare della cattedra di Medicina Legale presso l’Università di Siena dal 1893, ideatore dei corsi didattici di polizia scientifica che tenne presso l’Università Toscana sin dal 1896, l’Ottolenghi venne nominato nel 1903 dal Ministro dell’Interno Zanardelli alla Direzione dell’allora denominata Scuola di Polizia, ruolo che mantenne, unitamente alla Cattedra di Medicina Legale presso l’Università Regia di Roma, ininterrottamente sino al 1933.
La scuola, sede dei periodici corsi annuali per funzionari e per gli agenti di pubblica sicurezza, era anche sede del gabinetto di Polizia Scientifica di Roma. Inizialmente ubicata nelle Carceri Nuove di Via Giulia fu presto trasferita in quello delle Mantellate ove rimase sino al 1956. Centro didattico, punto di incontro fra ricercatori di diverse scienze ed esso stesso luogo di ricerca , di sperimentazione diretta e di verifica degli studi in corso, era anche il luogo deputato a gestire il “Casellario Centrale di Segnalamento ed Identificazione”, che diventerà progressivamente strumento essenziale di riferimento nazionale ed internazionale per le investigazioni nella lotta alla criminalità.- Dell’evoluzione, dell’organizzazione sul territorio, dei risultati della Polizia Scientifica e dei vari settori operativi presenti nella Scuola Superiore di Polizia, ne diamo ampio stralcio pubblicando, contestualmente all’edizione digitalizzata dei due formulari, la relazione tenuta dall’Ottolenghi nell’agosto del 1930 in Anversa al 3° Congresso Internazionale di Polizia.
Il Formulario per il Segnalamento, quindi, concepito e realizzato nel 1908 presso La Scuola di Polizia
in Roma, costituisce il primo strumento di diffusione su tutto il territorio nazionale di una metodologia descrittiva del pregiudicato, omogenea ed uniforme per tutti gli Uffici di Polizia. Fissa una terminologia precisa per focalizzare i vari connotati del viso e del corpo, i segni particolari comuni o eccezionali, ponendoli in relazione speculare al materiale fotografico in modo tale da associare alla descrizione linguistica la sua immagine rappresentativa. Si disciplina, così, l’omologazione pratica di tutto il metodo del segnalamento descrittivo che unificato a quello dattiloscopico va a costituire i dati salienti della scheda “antropologica-biografica del delinquente” che gli operatori di polizia dovevano realizzare . Esso rappresenta, per quanto ancora connotato da elementi di empiricità, il primo passo nella progressiva formazione di una cultura scientifica diffusa a cui si legano le indagini di polizia ed il sistema di identificazione del reo o del deviante ai fini social-preventivi , repressivi e processuali.
Lo stesso Ottolenghi, a cinque lustri dalla sua embrionale costituzione, nella relazione congressuale di Anversa del 1930, così descriveva l’organizzazione sul territorio del sistema di segnalamento :- “Gli Uffici di P.S. hanno l’obbligo di sottoporre a segnalamento tutte le persone conosciute o non conosciute, italiane o straniere, fermate per sospetti od arrestate per un qualsiasi reato, e tutte le persone che diano il benché minimo sospetto che possano turbare l’ordine sociale (prostitute, pazzi, alcolizzati, ecc.) nonché tutte le prostitute straniere, anche se non fermate od arrestate, all’atto della loro iscrizione in case di tolleranza, e ciò in seguito ad accordi internazionali presi alla Convenzione di Ginevra. Infine gli uffici di P.S. hanno l’obbligo di segnalare tutti i cadaveri di persone da identificare.
Per ciascuna persona segnalata vengono redatti due cartellini ed un foglietto dactiloscopico di controllo. Un cartellino resta all’ufficio segnalatore, che lo mette in apposito casellario in ordine alfabetico e all’occorrenza lo utilizza come segnalamento non classificabile, e cioè per accertamenti di identità entro piccoli gruppi di persone, l’altro cartellino ed il foglietto viene trasmesso al Casellario Centrale di Segnalamento e Identificazione, il quale fa le ricerche di precedenti in base ai caratteri che presentano le impronte digitali e informa gli uffici interessati dell’esito delle ricerche stesse.
Le persone identificate solo in casi rarissimi impugnano l’avvenuta identificazione. In questi casi si procede a regolare dimostrazione della identificazione fatta.
”.

Il secondo formulario, denominato “Formulario descrittivo per il Segnalamento”, persa la collaborazione con Gasti divenuto Questore di Milano, è frutto della collaborazione, intercorsa nel 1921, fra l’Ottolenghi ed Enrico Ferri 10, fondatore in Roma della scuola di applicazione giuridico-criminale. Realizzato in seno alLa Scuola di Polizia
Scientifica, la cui istituzione è formalizzata da dettato legislativo nel 1919 , costituisce “il perfezionamento e l’aggiornamento dell’impianto della cartella antropologica- biografica” elaborata nel 1908.
Esso rappresenta il risultato del fisiologico sviluppo degli studi sull’identificazione ed il segnalamento, ed è il chiaro segno di come la scuola criminale positiva italiana, che già aveva inciso nell’evoluzione della scienza giuridica entrando nella disciplina processual penalistica del codice del 1913, abbia allargato ulteriormente il suo campo di influenza e di applicazione nell’ambito forense.
Nei primi anni venti del novecento, i Gabinetti di Polizia Scientifica presenti solo nelle più importati Questure , possono offrire alla magistratura, attraverso l’applicazione di regole e metodologie scientifiche, un più solido impianto probatorio sull’autore e sul luogo del crimine. Infatti, il segnalamento descrittivo, che abbiamo visto nei formulari pubblicati, si accompagna alla pratica del segnalamento dattiloscopico il cui sistema di classificazione decadattiloscopico di Giovanni Gasti verrà applicato ininterrottamente sino al 2000, ed è sorretto nella pratica operativa dall’applicazione della metodologia in materia di sopralluogo con il ritratto parlato del luogo del crimine 11, offrendo così un apporto decisivo alla formazione del quadro accusatorio.

Il Consigliere Nazionale

Guido Chess

Note:


1°) La prima e seconda edizione dei “Formulari per il Segnalamento” sono presenti nella “raccolta dei materiali storici” gelosamente custoditi dal Gabinetto di Polizia Scientifica della Questura di Arezzo che si ringrazia sentitamente per averne concesso una copia digitalizzata alla Sezione dell’ANPS locale ai fini della presente pubblicazione.
2°) L’affermazione circa la rarità dei Formulari per il Segnalamento pubblicati, risiede sulla constatazione che nell’unica pubblicazione storica dedicata alla Polizia Scientifica in occasione della celebrazione del suo centenario fondativo –edita dalla Laurus Robuffo nel gennaio del 2004 col titolo “La Polizia Scientifica 1903-2003” con testi e ricerche compiute dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale-Servizio della Polizia Scientifica– non vengono né citati né riprodotti, mentre quale Formulario per il Segnalamento viene indicata e parzialmente riprodotta, a Pag. 56 dell’opera citata, la sua Terza ed ultima Edizione pubblicata nell’ottobre del 1930-Anno IX quale Estratto del Bollettino Ricerche – numero unico- .
3°) La seconda edizione del formulario, titolata “Formulario per il Segnalamento Descrittivo” va collocata fra il 1919 ed il 1925 in quanto nel 1919, in concomitanza con l’istituzione del Corpo Agenti Investigativi (RD 14.8.1919 nr.1442) seguito nel breve al Discioglimento delle Guardie di Città e della costituzione della Guardia Regia (RD 2.10.1919 nr. 2790) , viene regolarizzata l’istituzione della Scuola di Polizia (Ormai esistente di fatto da circa 16 anni) con il RD. del 7.12.1919 nr.2504 (Pubblicato sulla G.U.del Regno nr. 11 del 15.01.1920) prendendo la denominazione di “Scuola di Polizia Scientifica”. Tale denominazione verrà mantenuta sino al 1925, quando pochi giorni dopo la costituzione del Corpo Agenti di P.S.(RD. 2.4.1925 nr.383) con R.D.Legge 5.4.1925 nr.441 la Scuola di Polizia Scientifica viene trasformata in Scuola Superiore di Polizia. Sulla scorta dei riferimenti storico- normativi descritti, riportando la copertina della seconda edizione del Formulario lo specifico riferimento alla Scuola di Polizia Scientifica – Servizio di Segnalamento, ne consegue che la sua elaborazione e pubblicazione non può che essere avvenuta negli anni fra 1919 ed il 1925.
4°) Proprio nel 1919 in coincidenza con la costituzione del Corpo degli Agenti Investigativi (RD 14.8.1919 nr.1442), veniva ampliata l’istituzione delle sedici Questure già esistenti – Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Firenze, Bologna, Venezia, Palermo, Catania, Messina, Livorno, Verona, Bari, Ancona e Padova- a tutti i 69 capoluoghi di provincia ed in Arezzo l’Ufficio Provinciale di Pubblica Sicurezza veniva elevato al rango di Questura. Gli Uffici, secondo notizie sommarie che debbono essere confermate, pare fossero ubicati nella parte alta della Città, sembra proprio nell’edificio che ospita la famosa Casa del Petrarca, e ciò prima di subire i tre successivi trasferimenti storici in via Cavour, a Poggio del Sole ed infine nell’attuale sede di Via Filippo Lippi-
5°) Il riferimento storico è tratto da pag. 63 dell’opera “ La Polizia Scientifica- 1903-2003” edito da Laurus Robuffo nel 2004, ove si evidenzia come nel nuovo codice di procedura penale , entrato in vigore nel 1913, per la prima volta si attribuisce significato probatorio ai rilievi tecnici quale portato delle indagini svolte dal magistrato o dall’ufficiale di Polizia Giudiziaria. D’altro canto il Nuovo Codice di Procedura Penale licenziato dal Ministro della Giustizia Finocchiaro Aprile aveva visto la collaborazione del Zanardelli, lo stesso che dieci anni prima, quale Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’Interno, con Decreto del 25.10.1903 aveva istituito presso il Ministero dell’Interno il corso pratico di polizia scientifica.
6°) Alphonse Bertillon (1853-1913), pioniere del segnalamento scientifico fu il primo a trasferire un metodo scientifico negli atti di polizia giudiziaria. Concepì ed elaboro la tecnica del segnalamento antropometrico, fondata sulla misurazione di undici parti del corpo umano desunte dalla scienza medica e dall’analisi statistica. Vi accompagnò il metodo descrittivo e quello fotografico, concependo la creazione del cartellino fotosegnaletico che definì il “ritratto parlato del delinquente”.
7°) Cesare Lombroso (1823-1909), medico e padre dell’antropologia criminale, maestro di Salvatore Ottolenghi che collaboro alla stesure dell’opera “L’Uomo Delinquente”, docente di psichiatria a Pavia dove creò la scuola di medicina legale e di sperimentazione, favorì con i suoi studi e le sue ricerche la nascita della criminologia (Nuova branca di studi scientifici creata da Raffaele Garofalo, studioso e magistrato) influenzandone l’evoluzione sino ai primi del novecento. Fu con Enrico Ferri e Raffaele Garofalo fra i massimi esponenti della scuola positiva.
8°) Francis Galton (1822-1911), ebbe il merito di dare veste scientifica alla scoperta intuitiva di William Herschel (che comprese come l’impronta digitale nella sua unicità permettesse l’identificazione della persona), elaborando una prima classificazione delle impronte digitali che ebbe modo di perfezionare con la collaborazione di Edward Henry e che ebbe grande diffusione in Inghilterra e nei paesi del Commonwealth sino a quando non si affermo a livello internazionale la classificazione decadattiloscopica del Gasti.
9°) Giovanni Gasti (1869-1939), a Lui è ascrivibile l’elaborazione materiale, sotto la direzione di Salvatore Ottolenghi del primo formulario del segnalamento redatto e diffuso nel 1908, si dedicò assiduamente nei primi anni del novecento alla studio delle impronte digitali di cui perfezionò la classificazione decadattiloscopica già nel 1904 e che presentò ufficialmente al VI Congresso Internazionale di Antropologia Criminale tenutosi a Torino il 28.4-3.5.1906. Concepì la creazione del Bollettino Ricerche, pubblicato dal gennaio del 1913, smantellando il metodo delle ricerche a stampa e telegrafiche, fu nominato Capo dei neonati servizi segreti interni dal 1916 al 1918, ed il 13.4.1919 venne nominato reggente della Questura di Milano. Il 4.6.1919, dopo appena cinquanta giorni di reggenza, redigeva il famoso “Rapporto Gasti” sui fasci d’azione milanesi e sulla figura di Benito Mussolini.
10°) Enrico Ferri (1856-1929), avvocato, politico, deputato e docente universitario nella cattedra di Diritto Penale anche in Roma, allievo di Cesare Lombroso, come l’Ottolenghi, fu fondatore della Scuola Positiva che aveva eretto “il metodo della sperimentazione” quale base della verifica scientifica. Convinto assertore della funzione che aveva la criminalistica nel processo penale, a differenza del Lombroso che ne curò i profili medico legali e psichiatrici il Ferri ne approfondì gli studi sotto il profilo sociale ed economico, rispondendo alla matrice socialista del suo pensiero.
11°) Particolarmente significativa la redazione del fascicolo dei Rilievi Tecnici redatti in data 19 giugno 1924 da Ugo Sorrentino sull’autovettura in cui venne ucciso il Deputato Giacomo Matteotti , rilievi che permisero di individuare ed estrarre le impronte digitali di Amerigo Dumini e Albino Volpi indentificati e condannati come due degli esecutori materiali del delitto (Pag.66-67 La Polizia Scientifica 1903-2003- opera citata).

Bibliografia:

  • La Polizia Scientifica 1903-2003-Cento Anni-“ Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio Polizia Scientifica- Pubblicato gennaio 2004- Laurus Robuffo.

  • La Scuola Superiore di Polizia” relazione svolta ad Anversa in occasione del 3° Congresso Internazionale di Polizia (agosto 1930)- Salvatore Ottolenghi

  • La Polizia Scientifica Italiana: Prima nel mondo dal XIX secolo” articolo di Donato D’Urso pubblicato su sito Storia in network

  • La vita e l’opera di Giovanni Gasti” di Maddalena G. e Mattutino G. presentata il 24.3. 2006 in Alessandria alla Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato quale relazione introduttiva sul tema Problemi di identificazione personale e di patologia forense: da Gasti ai “mass disasters” contemporanei.


Documenti Scaricabili

Formulario per il segnalamento 1908

Formulario per il segnalamento 1908


Formulario per il segnalamento 1921

Formulario per il segnalamento 1921


Ottolenghi Relazione

Relazione di Salvatore Ottolenghi

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Il Medagliere per le Sezioni (Aggiornato Dicembre 2015)

medagliere_per_le_sezioni

 
Questo elaborato, creato specificamente per le sezioni A.N.P.S., ha la finalità di ricostruire un frammento della storia della Polizia e del “Sacro Drappo” che simboleggia i più alti valori dei suoi Uomini.
Inoltre vuole essere un Piccolo e sintetico Contributo alle dotazioni storiografiche che ciascuna sezione non può non avere.


Attenzione


Si raccomanda per l’applicazione delle medaglie sui labari sezionali di attendere le direttive dell’ufficio di Presidenza Nazionale dell’A.N.P.S.


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Sezione di Arezzo “Siro Donati”

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Carmelo Fruganti

06.04.1972

15.11.1985

2°) Guido Chessa

15.11.1985

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Guardia Di Lauro Antimo (07.03.1948) ; Guardia Menci Dino (13.06.1948); Brigadiere Boni Emilio (29.09.1950); Guardia Mucci Levino (01.01.1955); Guardia De Masi Raffaele (01.10.1963); Appuntato Bracchi Venerando (25.11.1981); Sovrint. Dini Enrico (25.11.1981); Appuntato Dori Elbo (25.11.1981); Sovrintendente Petri Emanuele ( 02.03.2003); Sovrintendente Capo Fortunato Bruno (09.04.2010).


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Tacchetti Pierino (11.12.1951); Sovrintendente Vallelonga Rocco Giuseppe (02.12.2004)
Capitano Sirio Donati (17.06.1980)


 

Le più alte ricompense di cui si fregia la Sezione

FORTUNATO Bruno

05.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

Medaglia O.V.C. – Deceduto

PETRI Emanuele

05.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

Medaglia O.V.C.- Alla Memoria

DI FRONZO Giovanni

05.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

Medaglia d’oro al valor civile


 

Cenni Storici

Fondata il 6 aprile 1972 dal Mar. Carmelo Fruganti, insignito della Croce di Guerra quale appartenente all’eroico I° Battaglione Motociclisti della P.S., annovera oggi circa 200 soci con la Presidenza di Guido Chessa . Intestata al Capitano Sirio Donati, deceduto a seguito di un tragico incidente stradale, il sodalizio locale celebra annualmente i suoi 13 caduti per servizio fra cui annovera tre medaglie d’oro al Valor Civile (Emanuele Petri, Bruno Fortunato e Giovanni Di Fronzo ) ed una medaglia d’argento al valor militare (Dino Menci). Nel corso degli anni, su iniziativa della sezione, sono state apposte all’interno del cortile della Questura e del Comando Gruppo (intitolato a Dino Menci) due lapidi, una ai Caduti della Polizia ed una seconda a ricordo dei caduti per servizio (Elbo Dori, Enrico Dini e Venerando Bracchi), la sala riunioni della Questura è stata intestata ad Emanuele Petri mentre nella toponomastica cittadina sono state intitolate tre strade ad Emanuele Petri, Dino Menci ed all’indimenticato Capo della Polizia Vincenzo Parisi, oltre ad un giardino cittadino a Giovanni Palatucci. Dotata di un valente Consiglio particolarmente attivo e propositivo, ha visto entrambi i suoi presidenti rivestire cariche negli Organismi Nazionali, assumendo iniziative spesso anticipatrici e di stimolo per la politica associativa del sodalizio. Alla sezione aretina è da ascriversi la creazione nel 1985 del primo “Giornalino di Sezione” e nel 2001 la prima iniziativa di proporre al Consiglio Nazionale del tempo un’organica riorganizzazione del sodalizio con l’elaborato “ Per uscire dal bunker”. Nell’ultimo triennio, ha proposto e realizzato assieme alla Sezione di Roma la pubblicazione on line di tutti i numeri di Fiamme d’oro ed ha realizzato e pubblicato “Il Medagliere delle Sezioni”, un elaborato sulla ricostruzione delle origini storiche del medagliere e l’attribuzione delle medaglie alle sezioni. Tali iniziative hanno coinciso con la decisa rinnovazione del proprio Sito “anpsarezzo.it”, il primo nel panorama associativo nazionale ad assumere un taglio storicistico ove sono pubblicate numerose pagine della Storia della Polizia, dell’ANGPS-ANPS e sul medagliere della Polizia e dove i programmi, condivisi con la sezione fiorentina ed altre sezioni toscane, prevedono la ricostruzione della memoria storica del Sodalizio, la doppia ricostruzione del Medagliere della Polizia sia con taglio antologico per le Medaglie d’Oro e che storico distinto per Corpi , la storia del Sacrario dei Caduti ed altre iniziative legate ad attività di ricerca sempre appoggiate e sostenute dal Presidente e dal Consiglio Nazionale. A tali attività si aggiungono poi quelle attinenti al volontariato, alla convegnistica, all’assistenza ai soci ed alle riunioni periodiche tese a cementarne i rapporti e le affinità..

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Nove rinvii alla Corte Costituzionale

Il Punto della Situazione

Il conflitto fra i pensionati ed il legislatore sulla questione della ” perequazione pensionistica”, è stato caratterizzato, nel corso del 2016, dal fiorire di un significativo contenzioso giudiziario.
Infatti migliaia di ricorsi sono stati promossi e sono pendenti innanzi alle Sezioni Pensionistiche delle Corti dei Conti Regionali ed innanzi alle Sezioni Lavoro dei Tribunali Civili, con la finalità di ottenere il riconoscimento del diritto alla completa rivalutazione del trattamento pensionistico attraverso la preventiva declaratoria di incostituzionalità dell’art.1 del D.Lgv. 65/2015 convertito in L. 109/2015.
Ad oggi, ben nove questioni di legittimità costituzionale, ritenute “non manifestamente infondate”, sono state sollevate dalla magistratura di merito nei confronti della Legge Poletti emanata in attuazione della Sentenza della Corte Cost. 70/2015, e rimesse al vaglio del Giudice delle Leggi.
Si tratta delle ordinanze, che pubblichiamo nel loro testo integrale, assunte dalla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna e delle Marche (quella dell’Abruzzo ha disposto la mera sospensiva in attesa del giudizio) e dai Tribunali Sez. Lavoro di Palermo, Brescia, Milano, Napoli, Torino, Genova e Cuneo, con le quali, in pratica, tutta la disciplina introdotta dalla legge Poletti viene sottoposta sotto vari profili all’esame della Consulta.
In un panorama così articolato e complesso, al fine di facilitare l’informazione ai soci ed ai lettori interessati, cerchiamo qui di seguito di fare il punto della situazione prospettando una breve sintesi delle questioni di costituzionalità rimesse innanzi alla Corte e che nel corso del 2017, riunite in un unicum, si ritiene verranno complessivamente decise.

Le questioni di legittimità costituzionale hanno ad oggetto i seguenti profili:

1°) Violazione del giudicato costituzionale (Art. 136 Cost.).

La lesione dell’art. 136 Costituzione, per violazione del giudicato costituzionale, è presente in tutte le ordinanze di rimessione alla Corte.
Esso, come è noto, travolge la norma facendone cessare l’efficacia dal giorno successivo alla sua pubblicazione in gazzetta ufficiale, con la precisazione, contenuta nell’art. 30 co 3° Legge 87/1953, che da quel giorno la norma non può più avere applicazione. Inoltre, la perdita di efficacia della norma non vale soltanto per il futuro, ma opera anche retroattivamente nei confronti di fatti e rapporti instauratisi nel periodo in cui la norma legislativa incostituzionale era vigente ed esercitava efficacia (Ordinanza C.Conti Sez. Pens. Reg. Veneto del 09.11.2015). Pertanto il giudicato costituzionale “”….è violato non solo quando il legislatore emana una norma che costituisce una mera riproduzione di quella già ritenuta lesiva della Costituzione, ma anche laddove la nuova disciplina miri a “perseguire e raggiungere, anche se indirettamente, esiti corrispondenti” (Sent. Corte Cost. nr. 223/1983; nr.88/1966 e nr. 73/1963 richiamate dal Sent. C.Cost. 245 del 31.10.2012).
Come correttamente evidenziato dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Milano con ordinanza del 30.04.2016 n. 124 pubblicata in Gazzetta ufficiale n. 26 del 29.06.2016: “(..) resta fermo l’inadempimento del legislatore alla sentenza n. 70/2015″ in quanto “(…) anche ad ammettere che il legislatore potesse introdurre una norma volta a disciplinare la fattispecie con effetti retroattivi, sarebbe stato doveroso dare approfonditamente conto delle ragioni per cui le esigenze di bilancio pubblico dovessero necessariamente ritenersi prevalenti rispetto al ripristino delle posizioni giuridiche soggettive pregiudicate dalla norma dichiarata incostituzionale.
Di tutto ciò, al contrario, tanto nella relazione illustrativa al disegno di legge n. 65/2015 quanto nel successivo decreto-legge non v’è traccia alcuna”.

(…..) Difatti, ad accedere alla tesi della necessaria prevalenza di tale disposizione (art 81 Cost.), si arriverebbe ad una sostanziale vanificazione degli effetti dell’art 136 Costituzione, dal momento che il legislatore si troverebbe sostanzialmente facoltizzato a porre in essere interventi normativi pregiudizievoli di posizioni soggettive di rango costituzionale ben sapendo che, anche ove detti interventi fossero dichiarati incostituzionali, non avrebbe giammai un obbligo di rispetto del giudicato costituzionale, potendo sempre invocare le proprie ( a questo punto postulate) necessità di rispetto degli equilibri economico-finanziari introducendo così normative retroattive come nel caso di specie e perpetrando di fatto le violazioni censurate in sede costituzionale.


2°) L’Art. 1 D.L. nr. 65/2015 del 21.5.2015 convertito con modifiche nell’Art. 1 Legge nr. 109 del 17.07.2017, in riferimento all’art. 24 commi 25 Lett. b)-c) -d) e 25bis del DL. 6.12.2011 n.201, convertito con modifiche in L. 22.12.2011 n.214, ritenuti in contrasto con gli Artt. 2, 3, 36 comma primo, 38 comma secondo della Costituzione (Riguardante le TRE Fasce da €. 1405 a 2810,10 lorde).

Per quanto attiene alla disciplina prevista dall’art.24 comma 25°, che riconosce per gli anni 2012 e 2013, una rivalutazione parziale accordando alla Lett. b) il 40% per la fascia di reddito pensionistico da 3 sino a 4 volte il minimo della pensione sociale; alla Lett. c) il 20% per la fascia di reddito pensionistico da 4 sino a 5 volte il minimo della pensione sociale; alla Lett. d) il 10% per la fascia di reddito pensionistico da 5 sino a 6 volte il minimo della pensione sociale; e dall’art. 24 comma 25°bis, che ha stabilito per gli anni 2014,2015 la rivalutazione in ragione del 8% per la fascia di cui alla Lett.b); del 4% per la fascia di cui alla Lett.c) e del 2% per la fascia di cui alla Lett.d) mentre per il 2016 ha stabilito una rivalutazione pari progressivamente al 20%, 10% e 5% per le tre fasce citate, la questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dai Tribunali Sez. Lavoro di Palermo, Brescia, Genova, Milano e dalle Corti dei Conti Regionali dell’Emilia Romagna e delle Marche.
I Giudici del rinvio hanno ritenuto non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dal momento che la disciplina attuativa della Sentenza Costituzionale (Legge Poletti), per quanto abbia introdotto una progressività proporzionale nell’applicazione della perequazione per gli anni 2012 e 2013 pari al 40%,20% e 10% rispettivamente rivolto alla 4, 5 e 6 fascia pensionistica, in realtà persiste nell’applicare un criterio irragionevole ed inadeguato. Infatti, le somme assegnate a titolo di rimborso con decorrenza dal 1 agosto 2015, sono talmente irrisorie da considerarsi assolutamente inidonee” a conservare il potere di acquisto delle somme percepite da cui deriva in modo consequenziale- per il pensionato- il diritto ad una prestazione adeguata.” Inoltre, tale diritto, anche nel caso che ci investe, risulta irragionevolmente sacrificato nelnome di esigenze economico-finanziarie assolutamente generiche e totalmente prive di ogni riferimento al criterio di bilanciamento dei valori costituzionali che sarebbe stato seguito per imporre alla sola categoria sociale dei pensionati il sacrificio economico disposto.


3°) L’Art. 1 D.L. nr. 65/2015 del 21.5.2015 convertito con modifiche nell’Art. 1 Legge nr. 109 del 17.07.2017, in riferimento all’art. 24 commi 25 Lett e) e 25bis del DL. 6.12.2011 n.201, convertito con modifiche in L. 22.12.2011 n.214, ritenuti in contrasto con gli Artt. 2, 3, 36 comma primo, 38 comma secondo della Costituzione (Riguardante la Fascia oltre 6 volte il trattamento minimo, oltre €. 2810,10 lorde).

Ritenuta non manifestamente infondata dai Tribunali di Brescia, Genova, Torino, Cuneo e dalle Corti dei Conti Regionali dell’Emilia Romagna e delle Marche, riguarda la categoria dei pensionati maggiormente penalizzati quali percettori nel 2012 di un importo lordo superiore ad €. 2810,10 mensili. Tale categoria, infatti, non solo ha subito la reiterazione del bocco Fornero per gli anni 2012 e 2013, ma se lo è visto reiterare anche per il 2014 (Con Legge di stabilità Letta art. 1 coma 483 l. 147/2013) e quindi, prolungare ulteriormente per gli anni 2015 e 2016 dal D.L. 65/2015 convertito L. 109/2015. Oltre ai problemi di sovrapposizione fra la disciplina Letta, che prevedeva la rivalutazione delle pensioni al 45% per gli anni 2015 e 2016 e ciò in contrasto con la successiva reiterazione per gli stessi anni del blocco da parte della Poletti, la reiterazione del blocco di tali trattamenti pensionistici, non solo importa una evidente violazione del giudicato costituzionale ma anche dei criteri di adeguatezza e ragionevolezza in assenza di quelle esigenze economico-finanziarie affermate dal Legislatore in forma assolutamente generica e totalmente prive di ogni riferimento al criterio di bilanciamento dei valori costituzionali che sarebbe stato seguito per imporre alla sola categoria sociale dei pensionati il sacrificio economico disposto.


4°) L’Art. 1 D.L. nr. 65/2015 del 21.5.2015 convertito con modifiche nell’Art. 1 Legge nr. 109 del 17.07.2017, ritenuto in contrasto con l’art. 117 comma 1° Costituzione rispetto all’art. 6 CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Liberta fondamentali) firmato a Roma il 4.11.1950 e ratificata e resa esecutiva con L. 4.8.55 nr. 848 quale norma interposta.

Trattata da più ordinanze di rinvio ma con riferimenti generici alla retroattività della Legge Poletti, la questione di legittimità è stata invece sollevata formalmente ad opera della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna e dal Tribunale Sez. Lavoro di Cuneo. In particolare si evidenzia come, a fronte della declaratoria di incostituzionalità statuita con la Sent. 70/2015 Corte Cost., il Legislatore anziché uniformarsi al suo dettato, col D.L. 65/2015(L.109/2015) ha introdotto una “nuova e diversa disciplina della perequazione” con estensione retroattiva decorrente dal 1.12.2012.
Tale operazione, però, risulta in contrasto con la giurisprudenza della Corte di Giustizia di Strasburgo “…particolarmente rigorosa nell’ammettere leggi retroattive che abbiano l’effetto di neutralizzare decisioni giudiziarie. Infatti anche norme di interpretazione autentica ( e come tali necessariamente retroattive) possono violare il diritto all’equo processo ex art. 6 comma 1° CEDU, laddove non sussistano situazioni di incertezza giuridica,, senza che, d’altra parte esigenze finanziarie siano di per se idonee a giustificare simili interventi, poiché non corrispondenti ad un “imperioso motivo di interesse generale”.
Poiché nel caso di specie non si pone alcun problema di interpretazione della norma , con il Decreto 65/2015 (L.109/2015) è stata frustrata la tutela giurisdizionale del cittadino, e quindi il suo diritto ad un equo processo, che nel caso di specie, consisteva nel vedersi applicare la disciplina della perequazione delle pensioni risultante dalla declaratoria di incostituzionalità, affidamento del tutto legittimo e che è stato disatteso.
Ne consegue che ciò appare in contrasto con l’art. 6° comma 1° della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e quindi con l’art. 117 della Costituzione, per cui la relativa valutazione iene sottoposta al vaglio di costituzionalità.


5)La questione di legittimità costituzionale subordinata,riguardante il combinato disposto del D.Legge 65/2015-L.109/2015 e dell’art. 1 comma 483 Legge 27.12.2013 n°147 (legge di stabilità Letta) in violazione degli artt. 3, 36 comma 1° e 38 comma 2° della Costituzione.

La questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dal Trib. di Milano e da quello di Genova,in forma subordinata, cioè ove la Corte ritenesse costituzionale l’art. 1° commi 25 e 25bis della Legge Poletti.- Infatti i giudici di merito hanno rilevato, per quanto attiene alle pensioni superiori a 6 volte il Trattamento Minimo, come per le stesse il blocco integrale previsto dalla Legge Fornero per gli anni 2012 e 2013, con la Legge di Stabilità di Letta sia stato procrastinato anche per l’anno 2014 mentre per gli anni 2015 e 2016 si prevedeva l’applicazione della perequazione in ragione della percentuale ridotta del 45%. Con la declaratoria di incostituzionalità della Legge Fornero e con l’ingresso in sua sostituzione (Con effetti retroattivi) della Legge Poletti, le pensioni superiori a 6 volte il Trattamento Minimo, non solo sono rimaste bloccate per gli anni 2012, 2013 e 2014, ma il blocco della loro rivalutazione è stato esteso anche agli anni 2015 e 2016, e ciò in contrasto con quanto stabilito dalla Legge Letta che ne prevedeva la rivalutazione ridotta al 45%. Il mancato coordinamento fra le norme contrastanti, e l’eventuale declaratoria di costituzionalità della Legge Poletti, porrebbe il problema della vigenza e quindi della costituzionalità di quest’ultima reiterando un conflitto fra leggi che la Corte, in via subordinata viene chiamata comunque a risolvere.


Riportiamo qui di seguito il testo integrale
delle nove ordinanze citate.



 

Il Cons.Naz. e Delegato Regionale

Avv.to Guido Chessa


Documenti da scaricare

Atto Intimazione e Diffida INPS
Mandato Avvocato Chessa Guido
 

Per Informazioni e Ricorsi

Contattare Avvocato Guido Chessa
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Conoscere il Medagliere e la sua Storia



Conoscere il Medagliere e la sua Storia

Nel riordino del materiale e degli scritti che la pubblicazione on line ci ha imposto alla fine di questo secondo anno di vita, abbiamo ritenuto opportuno creare questa prima pagina da inserire nel Link di apertura del Medagliere della Polizia.
Sotto il titolo ambizioso di “Conoscere il Medagliere”, vi abbiamo raccolto alcuni elaborati per permettere al lettore, prima di navigare sui dati storici dei riconoscimenti e delle biografie dei singoli beneficiati, un approccio al “Sacro Drappo” che ne racconti le origini , le ragioni dei suoi mutamenti iconografici e quelle che ne hanno determinato la recentissima riproposizione di cui abbiamo fornito la riproduzione telematica e la sua legenda. Inoltre, ci siamo soffermati sugli studi e le ricerche che investono attualmente ed investiranno nel prossimo futuro la materia del Medagliere, non solo per dare ragione delle motivazioni sottese ai programmi di realizzazione delle due opere “Il Medagliere Antologico” ed “Il Medagliere Storico”, ma anche per raccontare le metodologie applicate e la necessità dell’incrocio e riscontro dei dati in considerazione dell’ampiezza e frammentarietà delle fonti di riferimento in cui si muove l’attività dei ricercatori. Non ci nascondiamo le enormi difficoltà sistematiche che ci attendono nonché il campo letteralmente corposo della mole di dati, di documenti telematici e cartacei da reperire, analizzare e selezionare. Ma contiamo, in quest’opera ciclopica che ci attende e nel cammino da percorrere per realizzarla, di incontrare lungo la sua perigliosa strada nuovi ed entusiasti collaboratori e auspichiamo la partecipazione di soci con segnalazioni, indicazioni e suggerimenti nonché il sostegno morale di tanti che ci aiutino a gettare le basi per contribuire a creare una vera “Cultura del Medagliere” e di tutto il suo retroterra storico.

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BILANCIO e Prossime Pubblicazioni

Il Bilancio dell’ultimo Anno

(Aggiornato al 10.12.2016)

Al 10 Dicembre 2016, il Sito ha ricevuto nr° 86.739 visite con nr° 115.858 pagine viste.
A tre anni dalla sua fondazione abbiamo registrato le seguenti progressioni :-
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Pagine Consultate:- nell’anno 2014 nr. 12.606; nell’anno 2015 nr. 28.072; nell’anno 2016 nr. 87.786, per raggiungere il totale triennale di nr. 115.858:-
L’indicatore Shiny Stat Rank ha attribuito al Sito il valore di 19,50 con 2 stelle che lo ha portato negli ultimi tre mesi ad essere costantemente presente nella prima pagina che raccoglie i primi 15 siti più frequentati nella categoria “Politica, Istituzioni ed altro”.
Il significativo successo di visite e frequentazioni è dovuto soprattutto alla “Sezione Pensionistica e Previdenziale” ed alla trattazione delle tematiche dedicate alla perequazione delle pensioni, al blocco Fornero ed alla costituzionalità o meno della Legge Poletti . L’argomento infatti, posto ai primi posti dei motori di ricerca, ha favorito non solo l’accesso di numerosi soci ANPS ma anche del mondo pensionistico in genere, sia pubblico che privato, interessato alla tutela dei propri diritti sia in via amministrativa che giudiziaria.
Detta Sezione del Sito, per la sua notevole funzione di trascinamento, verrà ulteriormente curata, aggiornata ed approfondita in modo da costituire un punto di riferimento costante per l’indirizzo e l’informazione dei soci ANPS e di tutti gli altri visitatori.
L’impegno operativo, inoltre, verrà implementato nel corso del 2017 , non solo dalle informative sull’evoluzione delle vicende giudiziarie riguardanti la perequazione, ma anche dall’apertura di una nuova e troppo trascurata tematica riguardante la ” Decadenza triennale del diritto alla correzione degli errori pensionistici” di cui la base sociale dell’ANPS ma anche tutti i Poliziotti prossimi alla pensione dovranno essere informati per l’assunzione delle cautele del caso. Ormai tutto il settore pensionistico e quello previdenziale è diventato un “settore caldo” che non può più essere trascurato dal sodalizio.
La registrazione di questi lusinghieri successi, comunque, non ci ha fatto perdere di vista la funzione che il Sito deve rivestire ed adempiere nei confronti degli associati sezionali , né, tanto meno, quella funzione di strumento per la propalazione della tradizione storica e valoriale, sia territoriale che nazionale, che si prefigge di realizzare ripercorrendo la storia della Sezione e quella dell’Associazione Nazionale, le iniziative di studio sul Medagliere della Polizia di Stato e quelle sul Sacrario.
Siamo innanzi ad una serie di tematiche ed iniziative che richiedono l’ampliamento ulteriore della squadra di lavoro che di fatto è già divenuta timidamente operativa con la riedizione del Giornalino Notiziario annuale “Durare Pungendo”, con l’Organizzazione della ” Befana della Polizia”, con la pubblicizzazione delle “Convenzioni per gli associati” e che promette una maggiore continuità di presenza delle varie iniziative destinate prevalentemente agli associati locali.
Armonizzare gli interessi e le iniziative sezionali attraverso informative ricorrenti, con le esigenze culturali e storiche della tradizione della Polizia ed ancora con le esigenze in materia pensionistica, è la vera ed ambiziosa sfida che si ripropone per il prossimo anno.

L’Amministrazione


Iniziative ed attività in corso d’opera

Non potendo garantire una cadenza costante alle pubblicazioni sulle tematiche e le ricerche storiche, si è deciso di destinare questa pagina del sito, oltre che al bilancio annuale delle attività svolte ed al suo aggiornamento periodico, alle varie iniziative ed alle ricerche che sono attualmente in itinere. Lo scopo è quello di realizzare una ” pagina dinamica ed aggiornata di annunci e programmi ” per sollecitare non solo una aspettativa nel visitatore interessato, ma in particolare, per offrire uno spaccato delle finalità progettuali e di ciò che matura via via dietro alle quinte e che poi verrà inserito in rete nella sua veste definitiva.
Un modo per prefigurare uno sviluppo organico a cui è legata la trattazione dei contenuti delle varie Sezioni del sito e per preannunziare la stesura di articoli su tematiche di particolare interesse. Insomma, come avviene al “cinematografo”, una sorta di “prossimamente” di quelli che saranno i risultati dell’opera e dell’impegno del nostro ridottissimo staff, a cui và il più partecipato augurio di buon lavoro da parte dell’amministrazione del Sito. A chi elabora gli scritti, a chi si dedica alla faticosa ricerca, a chi scannerizza e cura la telematica, l’auspicio sincero che il loro appassionato e sinergico impegno venga gratificato dalle prossime pubblicazioni e soprattutto dalle Vostre visite.


Le iniziative attualmente in corso aggiornate al 10.12.2016 sono:


A) Nella “Sezione Arezzo e Sezioni Toscane”

Nel corso del 2016 tutte le tematiche riguardanti le Sezioni ANPS di Arezzo e quelle Toscane, attraverso la ristrutturazione del sito, sono state accorpate in un’unica Sezione telematica che le raccoglie tutte. La presentazione delle Sezioni Toscane, è stata riproposta completata dei caduti appartenenti al territorio, di quelli presenti nel Sacrario e dei medagliati. In pratica una radiografia più accurata e particolareggiata dei contenuti valoriali coltivati dalle varie Sezioni in ambito toscano e che di fatto si propone quale riferimento per una strutturazione organica e completa del sito nazionale ancora incompleto sotto tale profilo. Dopo la pubblicazione sul Fondatore della sezione di Arezzo Carmelo Fruganti, l’attività di ricostruzione storica delle vicende sezionali e sui personaggi che l’hanno vissuta e caratterizzata è rimasta ferma nel corso dell’anno. All’impegno di un paio di associati è quindi affidata la ripresa del settore che dovrà ricevere rinnovato impulso per il 2017 oltre alla già preannunziata trattazione dei primi tre lustri di vita della Sezione con la redazione dell’articolo “La Presidenza Fruganti 1972-1985″ che ripercorrerà il suo operato e lo sviluppo iniziale del Sodalizio locale.

B) Nella Sezione “Riviste e Pubblicazioni”

Dopo aver concluso nel 2015 la pubblicazione della raccolta di tutti i numeri di Polizia Moderna dalla fondazione 1949 sino al 1957, è stata rinviata necessariamente al 2017 la scannerizzazione e la pubblicazione delle annate 1981-1982 e 1983 della Rivista con le quali si intende concludere il ciclo riguardante i primi anni della riforma e postriforma. Comunque l’anno appena trascorso, ha permesso di implementare la Sezione con la pubblicazione di tre lavori di assoluto rilievo. I primi due, “La Storia della Polizia Italiana” ed il “Il Secondo Reparto Celere di Padova“, che consolidano i legami della sezione aretina con il gruppo Polizianellastoria.it ed in particolare con l’autore Giammarco Calore. Un terzo, frutto della collaborazione con gli appartenenti alla Polizia Scientifica aretina, intitolato ” Il Primo Formulario per il Segnalamento” vero spaccato storico sugli albori della polizia scientifica con la pubblicazione per la prima volta in assoluto dei primi due formulari integrali per il segnalamento editi nel 1905 e nel 1919 . In attesa che il Dipartimento si decida a favorire la costituzione di una emeroteca di tutte le pubblicazioni storiche della Polizia, in particolare i già digitalizzati Manuale del funzionario di polizia e della rivista il Magistrato dell’Ordine, non ci rimane, per l’anno a venire, che pubblicare le tre annate 1981-1982 e 1983 di Polizia Moderna ed affidarci ad altri argomenti monografici significativi per originalità e qualità scientifica.

C) Nella Sezione “ Storia dell’ANGPS-ANPS

Data una prima omogeneità alla pubblicazione del lavoro raccogliendo nei primi due paragrafi la ricostruzione completa della fase costitutiva e di impostazione giuridico-operativa del Sodalizio, si è imposta una lunga sosta per concludere gli studi preparatori sulle Gazzette Ufficiali e sui Bollettini presenti negli archivi degli Uffici Storici militari. Si prevede, quindi, di riprendere, solo nel corso del 2017, la trattazione della Storia dell’Associazione dalla fondazione ai nostri giorni suddivisa in vari periodi contestualizzati alle vicende politico-sociali del momento.

D) Nella Sezione “Il Medagliere della Polizia di Stato”

Si spera di licenziare entro il marzo 2017 il più volte preannunziato elaborato intitolato Onore ai Caduti della Polizia. Il Sacrario e la sua storia.” . Con tale pubblicazione si verrà a completare tutta la fase narrativa ipotizzata come propedeutica e strettamente connessa all’opera completa del Medagliere della Polizia di Stato, e ciò anche in considerazione della pubblicazione della pagina “Conoscere il Medagliere” dove sono stati raccolti nel corso del 2016 nr. 4 articoli di approccio al “Sacro Drappo”.
Riguardo agli studi ed alle ricerche sul Medagliere della Polizia di Stato,
è stato necessario interrompere ancora le attività programmate di ricerca sulle GG.UU. per ridiscutere e reimpostare gli indirizzi del complesso lavoro che, nonostante svariati Files selezionati provenienti dall’Ufficio Storico, viene notevolmente appesantito per l’inevitabile estensione al Database del Nastro Azzurro ove è presente la digitalizzazione dei Bollettini del Ministero della Guerra e di quelli presenti negli archivi degli Uffici Storici militari.
Si è così arrivati, in un nuovo approccio al Medagliere, alla conclusione di suddividere le attività di ricerca ed elaborazione secondo due distinte linee operative che tendano alla realizzazione di due opere distinte.

1°) Il Medagliere Antologico, destinato a raccogliere tutti i dati legali ed il materiale biografico dei poliziotti insigniti dell’OMDI e delle Medaglie d’oro ( al Valor militare, Civile e Merito Civile) dovrà essere definitivamente completato nel corso del 2017. Per questo lavoro, in gran parte già presente in rete, è ancora necessario riprendere la ricerca di circa 60 Gazzette Ufficiali e quindi procedere alla implementazione dei dati biografici per il momento in gran parte acquisiti dal sito www.cadutidellapolizia.it e pubblicati in rete;

2°) Il Medagliere Storico, invece, destinato a raccogliere, distinti per Corpo di appartenenza (dal Corpo Guardie di PS del 1852 sino alla Polizia di Stato), tutti i dati legali di tutte le varie categorie di riconoscimenti, sia istituzionali che individuali, assegnati alla Polizia ed ai suoi uomini. L’inizio di tale attività, legata alla visura e consultazione della Gazzetta Piemontese dal 1852 sino al 31.12.1859 e delle Gazzette Ufficiali dal 4.01.1860 (Data di pubblicazione della prima G.U. del Regno) ai giorni nostri nonché alla visurazione dei citati archivi telematici del Nastro Azzurro, ha comportato la preventiva analisi e lo studio storico dell’impostazione delle gazzette e del sistema di pubblicazione via via applicato negli anni, la diversa qualificazione dei riconoscimenti e della loro entrata in vigore, lo studio dei sistemi di restrizione telematica delle ricerche, e la comparazione di una serie di dati legati ai Vari Corpi di Polizia, ai ruoli ed alle qualifiche rivestiti dagli uomini destinatari delle ricompense, il tutto per determinare i precisi riferimenti della ricerca. Definita tale fase, anche al fine di verificare la validità dell’impostazione, abbiamo nel 2016 dato corso alle ricerche sulle Guardie di Città (1890-1919) per le quali non siamo, allo stato, in grado di indicare il periodo di relativo completamento di questa prima frazione dell’opera.

E) Articoli su tematiche di rilievo

A) La Realizzazione, sulla scorta degli studi fatti dalla Sezione aretina , del Nuovo Medagliere della Polizia , permetterà presto di licenziare definitivamente l’elaborato “ Il Medagliere per le Sezioni”, per il quale si prevede nei primi mesi del 2017 una più ampia ed aggiornata redazione.

B)La difficolta di rinvenire gli elenchi dei beneficiati della Medaglia di Benemerenza per il terremoto di Avezzano, ci porterà nel corso del 2017 a pubblicare un Articolo sul terremoto di Messina con gli elenchi di tutti i beneficiari delle relative medaglie.

L’Amministrazione

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IL MEDAGLIERE ANTOLOGICO


OMD’I – ORDINE MILITARE D’ITALIA


NOME

Provvedimento

Gazzetta Ufficiale

Onorificenza

MARAFFA Riccardo

Regio D. 29.03.1940

Bollettino Uff. dell’OMDI del 1940

Cavaliere Ordine Militare D’Italia

GALLI Cesare Sabatino

D. Luog. del 06.04.1946

Bollettino Uff. dell’OMDI del 1946

Cavaliere Ordine Militare D’Italia




MEDAGLIE D’ORO AL VALOR MILITARE


NOME

Provvedimento

Gazzetta Ufficiale

Onorificenza

ORECCHIONI Luigi

R.D. 11.7.1941

G.U. 234 del 5.10.42

Medaglia d’oro al valor militare

GIGLIO Maurizio

D. Luog. 02.03.1945

Bollettino Uff. Min.Guerra
Dispensa 11 del 16.6.1945

Medaglia d’oro al valor militare

FOTI Filippo

D.P.R. 18.07.1968

G.U.n.234 del 14.09.1968

Medaglia d’oro al valor militare

MARTINI Edoardo

D.P.R. 18.07.1968

G.U.n.234 del 14.09.1968

Medaglia d’oro al valor militare

MASSARELLI Francesco

D.P.R. 14.07.1978

G.U.n° 4 del 04.01.1979

Medaglia d’oro al valor militare




N.B.- Il presente elenco è stato aggiornato all’Agosto del 2014 e sono in corso le ricerche di alcune G.U. e la integrazione delle schede personali con l’indicazione delle fonti di riferimento.


MEDAGLIE D’ORO AL VALOR CIVILE


NOME

Data D.P.R.

Gazzetta Ufficiale

Onorificenza

ALBANESE Alfredo

08.05.1981

Ricerca in corso

Alla Memoria

AMMATURO Antonio

03.05.1984

Ricerca in corso

Alla Memoria

ANGELINO Luigi

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

ANNUNZIATA Rizieri

19.03.1999

G.u.n° 249 del 22.10.99

M. d’oro al valor civile

ANOFFO Silvio

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

ANTIOCHIA Roberto

26.09.1986

G.u.n° 157 del 8.07.1987

Alla Memoria

ANTONACCI Pietro

16.05.1996

G.U.n° 160 del 10.7.1996

M. d’oro al valor civile

ANTUORI Gennaro

12.05.1993

G.U.n° 175 del 28.7.1993

Alla Memoria

ARCUTI Carmelo

27.04.1989

Ricerca in corso

Alla Memoria

ATTIANESE Domenico

05.05.1987

Ricerca in corso

Alla Memoria

AVERSA Salvatore

30.04.1992

G.U.n°140 del 16.06.1992

Alla Memoria

BARBORINI Renato

09.06.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

BATTISTI Laura

04.04.2007

Ricerca in corso

Alla Memoria

BAZZEGA Sergio

24.06.1978

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

BENCIVENGA Vincenzo

30.04.1992

G.U.n°140 del 16.06.1992

Alla Memoria

BENINCASA Luca

29.04.2002

G.U.n° 175 del 27.7.2002

Alla Memoria

BERARDI Rosario

16.02.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

BERTONERI Oreste

05.05.1987

Ricerca in corso

Alla Memoria

BIONDANI Ulderico

30.04.1992

G.U.n°140 del 16.06.1992

Alla Memoria

BIONDI Stefano

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O. n° 187

Alla Memoria

BORTONE Daniele

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CALCE Biagio

20.06.1977

G.U.n°60 del 01.03.1980

Alla Memoria

CALIGIURI Pietro

19.05.1997

G.U.n°142 del 20.06.1997

Alla Memoria

CALDERONI Marco

16.05.1996

G.U.n°160 del 10.07.1996

M. d’oro al Valore Civile

CAMPOSSELE Tommaso

20.03.2001

G.U.n°148 del 28.06.2001

Alla Memoria

CANTORE Osvaldo

09.06.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

CAPUZZA Paolo

23.09.1992

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CARDILLI Antonio

23.03.1972

G.U.n°328 del 20.12.1972

Alla Memoria

CARDONA Maurizio

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CARLA’ Ettore

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Alla Memoria

CARRATURO Roberto

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CARRETTA Giuseppe

28.04.1995

G.U.n°138 del 15.06.95

Alla Memoria

CASSARA’ Antonio

26.09.2986

G.U.n° 157 del 8.07.1987

Alla Memoria

CATALANO Agostino

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

CEFFALIA Cesare

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CERVELLO Gaspare

23.09.1992

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CESAROTTO Maurizio

12.05.1993

G.U.n° 159 del 09.7.1993

M. d’oro al valor civile

CHIGHINE Gavino

05.05.2014

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

CIMARRUSTI Giuseppe

03.05.2005

Ricerca in corso

Alla Memoria

CIQUERA Francesco

05.05.2009

Ricerca in corso

Alla Memoria

COLASANTI Claudio

23.03.2001

G.U.n°148 del 28.06.2001

M. d’oro al valor civile

COLUCCI Patrizio

27.06.1974

G.U.n°61 del 05.03.1975

M. d’oro al valor civile

CORBO Angelo

23.09.1992

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

COSINA Walter

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

COVIELLO Domenico

06.05.1988

G.U.n°33 del 09.02.1990

M. d’oro al valor civile

CRAGNOLINO Paolo

19.03.1999

G.U.n°249 del 22.10.1999

Alla Memoria

CRESCENTINI Lamberto

29.04.2002

G.U.n° 175 del 27.7.2002

M. d’oro al valor civile

CUSANO Francesco

06.05.1977

G.U.n°112 del 22.04.1978

Alla Memoria

D’ADDARIO Salvatore

12.04.1991

G.U.n°147 del 25.06.1991

Alla Memoria

D’AGOSTINO Giuseppe

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

D’ANDREA Luigi

09.06.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

DEFRANZA Andrea

02.05.2008

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

DEIDDA Alessandro

02.05.2008

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

DEL GIUDICE Michele

12.05.1993

G.U.n° 175 del 28.7.1993

Alla Memoria

DI GIGLIO Angelo

22.05.2012

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

DI FRONZO Giovanni

05.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

M. d’oro al valor civile

DICILLO Rocco

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

DINIELLI Antonio

13.04.2006

G.U.n°292 del 16.12..2006 S.O.n°236

Alla Memoria

DIONISI Fausto

09.06.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

DONATONI Samuele

18.05.1998

G.U.n° 244 del 19.10.1998

Alla Memoria

EPIFANI Adriano

10.05.2011

Ricerca in corso

Alla Memoria

ESPOSITO Antonio

16.02.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

EVANGELISTA Francesco

26.06.1980

G.U.n°320 del 22.11.1983

Alla Memoria

FARDELLA Melchiorre

03.06.1978

G.U.n°320 del 22.11.1983

Alla Memoria

FEMIANO Armando

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Alla Memoria

FORLEO Francesco

23.05.1972

G.U.n°108 del 27.04.1973

M. d’oro al valor civile

FORTUNATO Bruno

05.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

M. d’oro al valor civile

GALLUZZO Antonio

25.03.1996

G.U.n° 112 del 15.5.1996

Alla Memoria

GELSOMINI Stefano

08.03.1999

G.U. n° 234 del 05.10.1999

Alla Memoria

GIAZZON Loris

12.05.1993

G.U.n° 159 del 09.7.1993

Alla Memoria

GIRALDI Michele

05.05.1987

Ricerca in corso

Alla Memoria

GIUDICE Giuseppe

12.05.1993

G.U.n° 159 del 09.7.1993

M. d’oro al valor civile

GIULIANO Giorgio Boris

13.05.1980

G.U.n°208 del 30.07.1984

Alla Memoria

GRAZIOSI Claudio

20.06.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

GUIDA Luigi

23.03.2001

G.U.n°148 del 28.06.2001

M. d’oro al valor civile

GULI’ Pietro

22.01.1970

G.U.n°38 del 12.02.1970

M. d’oro al valor civile

IACOVONE Giuseppe

22.05.2012

Ricerca in corso

Alla Memoria

IAVARONE Roberto

15.06.1985

Ricerca in corso

Alla Memoria

IGNORATO Aniello

06.05.1993

G.U.n° 159 del 09.7.1993

Alla Memoria

IMPIERI Massimo

05.05.2014

Ricerca in corso

Alla Memoria

IOZZINO Raffaele

16.02.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

IZZO Leonardo

10.05.2000

Ricerca in corso

Alla Memoria

LAI Antonino

06.05.1993

G.U.n° 159 del 09.7.1993

Alla Memoria

LALLO Sergio

19.03.1999

G.U.n°249 del 22.10.1999

M. d’oro al valor civile

LANARI Rolando

05.05.1987

Ricerca in corso

Alla Memoria

Li MULI Vincenzo

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

LINDIRI Roberto

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

LIPPIELLO Antonio

10.05.2000

Ricerca in corso

Alla Memoria

LOI Emanuela

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

LOMBARDI Giuseppe

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Alla Memoria

MACCIANTELLI Daniele

05.05.2009

Ricerca in corso

Alla Memoria

MAGGIORE Vittorio

20.01.1973

G.U.n° 189 del 10.7.1974

Alla Memoria

MANCUSO Lenin

08.05.1981

Ricerca in corso

Alla Memoria

MANGANELLI Antonio

19.04.2013

Ricerca in corso

Alla Memoria

MARINO Enzo

13.04.2006

G.U.n°292 del 16.12.2006 S.O.n°236

M. d’oro al valor civile

MAZZOTTA Salvatore

13.04.2006

G.U.n°292 del 16.12.2006 S.O.n°236

M. d’oro al valor civile

MEI Antonio

23.06.1986

G.U.n° 245 del 20.10.1987

Alla Memoria

MICHIELIN Massimo

28.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

Alla Memoria

MONNI Ugo

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

MONTANA Giuseppe

26.09.1986

G.U.n° 157 del 8.07.1987

Alla Memoria

MONTINARO Antonio

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

MOSCA Giuseppe

23.03.2001

G.U.n°148 del 28.06.2001

M. d’oro al valor civile

MUSSI Gianni

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Alla Memoria

PADOVANI Vittorio

17.11.1977

G.U.n°145 del 28.05.1981

Alla Memoria

PAOLA Pasquale

03.05.1984

Ricerca in corso

Alla Memoria

PECORARO Carmine

23.03.2001

G.U.n°148 del 28.06.2001

M. d’oro al valore civile

PELLINO Mirko

05.05.2014

Ricerca in corso

M. d’oro al valore civile

PERELLI Giovanni

31.10.1967

G.U.n°15 del 19.01.1968

Alla Memoria

PETRI Emanuele

05.03.2003

G.U.n° 113 del 17.5.2003

Alla Memoria

PISCITELLI Luigi

23.05.1972

G.U.n°108 del 27.04.1973

M. d’oro al valor civile

POMPONIO Giovanni

20.06.1977

G.U.n°60 del 01.03.1980

Alla Memoria

PONTARELLI Alessandro Alfonso

10.05.2000

Ricerca in corso

Alla Memoria

PRATA Francesco

17.05.1984

Ricerca in corso

Alla Memoria

RACITI Filippo

04.04.2007

Ricerca in corso

Alla Memoria

RAIMONDO Antonio

18.05.1998

G.U. n° 244 del 19.10.1998

Alla Memoria

RAIOLA Vincenzo

14.05.2000

Ricerca in corso

Alla Memoria

RANDAZZO Giuseppe

02.05.1994

G.U. n° 122 del 27.05.94

Alla Memoria

RAO Carmelo

28.09.1965

G.U. n° 303 del 04.12.65

Alla Memoria

RIVERA Giulio

16.02.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

ROMITI Mariano

25.03.1996

G.U.n° 112 del 15.5.1996

Alla Memoria

RINELLA Luigi

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

RONCA Giuseppe

11.03.2002

G.U.n° 175 del 27.7.2002

Alla Memoria

ROSSANO Vincenzo

16.02.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

ROSSI Nicola

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

RUSSO Domenico

13.12.1982

Ricerca in corso

Alla Memoria

RUTTAR Adriano

19.03.1999

G.U.n°249 del 22.10.1999

Alla Memoria

SALVIANI Ciro

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

SAMMARCO Franco

28.04.1995

G.U.n°138 del 15.06.1995

Alla Memoria

SAPONARA Giovanni

31.03.1977

G.U.n°60 del 01.03.1980

Alla Memoria

SARTOR Denis

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

SCHIFANI Vito

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

SCHINO Gabriele

10.05.2011

Ricerca in corso

Alla Memoria

SCRAVAGLIERI
Giuseppe

05.05.1987

Ricerca in corso

Alla Memoria

SCROFANI Paolo

30.07.2002

G.U.n°46 del 25.2.2003

Alla Memoria

SIMONE Nicola

18.06.1982

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

SPINOSA Antonio

27.06.1974

G.U.n°61 del 05.03.1975

M. d’oro al valor civile

SURIANO Eduardo

06.10.1962

GU.n 268 del 23.10.1962

Alla Memoria

TAMMARO Romano

06.05.1988

G.U.n°33 del 09.02.1990

Alla Memoria

TAMMONE Francesco

19.05.1997

G.U.n°142 del 20.06.1997

Alla Memoria

TANZI Luca

05.05.2014

Ricerca in corso

Alla Memoria

TRAINA Claudio

05.08.1992

Ricerca in corso

Alla Memoria

TREVISAN Arnaldo

19.04.1990

G.U.n°147 del 25.06.1991

Alla Memoria

TRUOCCHIO Vincenzo

15.06.1985

Ricerca in corso

Alla Memoria

TUFILLI Carlo

17.01.1997

G.U.n°57 del 10.03.1997

Alla Memoria

TURAZZA Davide

03.05.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n°190

Alla Memoria

TURAZZA Massimiliano Rodolfo

28.04.1995

G.U.n°138 del 15.06.1995

Alla Memoria

TURRI Pietro

21.08.1870

GU. n°235 del 27.08.1870

M. d’oro al valor civile

VALENTINO Andrea

19.03.1999

G.U.n°249 del 22.10.99

M. d’oro al valor civile

VALERIO Raffaele

10.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n°187

M. d’oro al valor civile

VERI’ Amerino

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

VESCOVI Giovanni

02.05.1994

G.U. n° 122 del 27.05.94

Alla Memoria

VILLA Stefano

15.05.1996

G.U. n° 160 del 10.07.1996

Alla Memoria

VIRDIS Gavino

05.05.2014

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

VITULLI Luigi

10.05.2000

Ricerca in corso

Alla Memoria

VULLO Antonio

23.09.1992

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

ZAFFINO Maurizio

23.05.1972

G.U.n°108 del 27.04.1973

M. d’oro al valor civile

ZAMBELLI Cristiano

10.05.2000

Ricerca in corso

M. d’oro al valor civile

ZANIER Giuseppe

19.03.1999

G.U.n°249 del 22.10.1999

Alla Memoria

ZIZZI Francesco

16.02.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Alla Memoria

ZUCCHETTO Calogero

01.07.1983

Ricerca in corso

Alla Memoria


Nell’elenco non è attualmente inserito il Questore Mario CANESSA, nominato Giusto fra le Nazioni nel 2008, per il quale si stanno cercando conferme circa l’attribuzione della MOVC a seguito di provvedimento, assunto motu proprio del Presidente della Repubblica Napolitano





N.B.- Il presente elenco è stato aggiornato all’Agosto del 2014 e sono in corso le ricerche di alcune G.U. e la integrazione delle schede personali con l’indicazione delle fonti di riferimento.


MEDAGLIE D’ORO AL MERITO CIVILE


NOME

Data D.P.R.

Gazzetta Ufficiale

Onorificenza

ANNARUMMA Antonio

05.05.2009

Ricerca in corso

Alla Memoria

ARNESANO Maurizio

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

BIANCHI Giovanni

05.09.2003

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

BUONANTUONO Carlo

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

CALABRESI Luigi

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

CAMPAGNA Andrea

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O. n° 187

Alla Memoria

CAPOBIANCO Ciro

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O. n° 190

Alla Memoria

CARBONE Luigi

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

CARLUCCIO Luigi

20.09.2007

Ricerca in corso

Alla Memoria

CERAVOLO Giovanni

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O. n° 187

Alla Memoria

CESTARI Antonio

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

CIOTTA Giuseppe

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

CORRAO Silvestro Silvio

27.10.2011

Ricerca in corso

Alla Memoria

CUSTRA’ Antonio

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

DI LEONARDO Giovanni

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

DI ROMA Ciriaco

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

FALCO Leonardo

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

FILIPPO Giuseppe

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

FONTANA Quirino

02.05.2007

Ricerca in corso

Alla Memoria

FRANZOSO Silvano

18.05.1998

G.U n° 256 del 2.11.1998

Alla Memoria

GRANATO Michele

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

LANZA Salvatore

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

LO COCO Antonino

08.04.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

M. d’oro al merito civile

MANNU Giovanni

05.09.2003

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

MANZO Gerardo

02.05.2008

Ricerca in corso

Alla Memoria

MARINO Antonio

05.05.2009

Ricerca in corso

Alla Memoria

MASARIN Federico

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

MONDO Natale

10.11.1999

G.U.n°1 del 03.01.2000

Alla Memoria

NIEDDA Antonio

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

PALATUCCI Giovanni

15.05.1995

G.U.n°142 del 20.06.1995

Alla Memoria

PALIERI Filippo

10.03.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

PALOMBI Mario

04.04.2007

Ricerca in corso

Alla Memoria

PALUMBO Prisco

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

PARISI Vincenzo

31.12.1994

G.U.n°23 del 28.01.2005

Alla Memoria

POMENTALE Marino

12.12.2006

Ricerca in corso

Alla Memoria

PORCEDDU Salvatore

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

SANTORO Rocco

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

STRAULLU Francesco

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

TATULLI Michele

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

TAVERNA Domenico

24.09.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187

Alla Memoria

TUMMINIELLO Vincenzo

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

VINCI Sebastiano

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

VISCARDI Eleno Anello

31.03.2005

G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190

Alla Memoria

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IL NUOVO MEDAGLIERE – Simulazione Grafica e LEGENDA

Aggiornato al 31 Dicembre 2015


Medagliere della Polizia



Medagliere

Legenda numerica dell’Ordine di collocazione delle medaglie sul Drappo


Alla Bandiera

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

20

21

OMD’I

M.Br.V.M.

Medaglie d’Oro al Valor Civile

22

23

24

25

26

27

28

29

30

31

32

33

34

35

36

37

38

39

40

M.Arg. Valor. Civ

Medaglie D’Oro al Merito Civile

MBMC

Ter. Mes.

Ter. Avez.

ARTE

S.P.

Kos


Individuali

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

13

14

15

16

17

18

19

OMD’I

Medaglie D’Oro valor Militare

Medaglie D’Argento mal Valor Militare

20

21

22

23

24

25

26

27

28

29

30

31

32

33

34

35

36

37

38

Medaglie di Bronzo al Valor Militare

39

40

41

42

43

44

45

46

47

48

49

50

51

52

53

54

55

56

57

Medaglie Argento al Valor di Marina

Medaglie Bronzo al Valor di Marina

58

59

60

61

62

63

64

65

66

67

68

69

70

71

72

73

74

75

76

Medaglie d’Oro al Valor Civile

77

78

79

80

81

82

83

84

85

86

87

88

89

90

91

92

93

94

95

Medaglie d’Argento al Valor Civile

96

97

98

99

100

101

102

103

104

105

106

107

108

109

110

111

112

113

114

Medaglie di Bronzo al Valor Civile

115

116

117

118

119

120

121

122

123

124

125

126

127

128

129

130

131

132

133

Medaglie d’Oro al Merito Civile

134

135

136

137

138

139

140

141

142

143

144

145

146

147

148

149

150

151

152

Medaglie d’Argento al Merito Civile

153

154

155

156

157

158

159

160

161

162

163

164

165

166

167

168

169

170

171

Medaglie di Bronzo al Merito Civile


 

Presentazione

La rappresentazione iconografica di questa forma di medagliere permette di distinguere le Medaglie (nr. 40) effettivamente attribuite all’Istituzione dalle ricompense individuali, le quali ad eccezione dei 2 OMDI e delle 5 MOVM, vengono affisse in file necessariamente simboliche sul drappo (Stante il numero di oltre 5000 ricompense concesse ai singoli nelle quattro categorie del Valor Militare, Valor di Marina, Valor Civile e Merito Civile).
L’ordine di affissione sul drappo è stabilito applicando fedelmente l’ordine di valenza del riconoscimento stabilito dai Regolamenti Militari, in particolare quello dell’Esercito e della Marina , e quindi si uniforma alle regole generali applicate nelle realizzazioni dei medaglieri degli altri Corpi e Forze Armate.
Inoltre ogni medaglia, nel fedele rispetto delle citate regole militari, è legata ai nastrini che riportano foggia e colori originali, in modo tale che il simbolo valoriale sia nella sua rappresentazione complessiva conforme all’originale.-
L’unico problema che si è presentato è stato quello di ampliare le misure del drappo che pur mantenendo la larghezza di cm. 80,00 ha dovuto raggiungere la lunghezza di cm. 100 rispetto ai precedenti 80 per poter alloggiare le due scritte in oro presenti al suo interno.
Le medaglie, inoltre,per rispondere all’esigenza di rappresentare l’intera tradizione storica della Polizia, sono aumentate di numero passando dalle precedenti 170 alle attuali 211.


LEGENDA

Posizione e nastrini delle medaglie alla Bandiera

1) OMDI –Croce di Cavaliere Ordine Militare d’Italia.

Nastrino Celeste con striscia centrale rossa

2-3) MBVM – Medaglia Bronzo al Valor Militare

Nastrino Azzurro

4-21) MOVC – Medaglia Oro Valor Civile

Nastrino Tricolore

22-24) MAVC- Medaglia Argento al Valor Civile

Nastrino Tricolore

25-35) MOMC – Medaglia Oro Merito Civile

Nastrino doppio Tricolore

35) MBMC – Medaglia Bronzo al Merito Civile (Pol. Femm.)

Nastrino doppio Tricolore

36) Medaglia Oro Benemerenza Terremoto Messina

Nastrino Verde con bordi bianchi

37) Medaglia Oro Benemerenza Terremoto Avezzano

Nastrino Rosso con bordi neri

38) Medaglia Oro Benemerenza arte e cultura

Nastrino Tricolore

39) Medaglia Oro Benemerenza salute pubblica

Nastrino verde con bordi neri

40) Medaglia Oro ONU op. Peace Keeping in Kossovo

Nastrino celeste


 

LEGENDA

Posizione e nastrini delle medaglie individuali

1-2) OMDI –Croce di Cavaliere Ordine Militare d’Italia

Nastrino Celeste con striscia centrale rossa

3-7) MOVM- Medaglia Oro al Valor Militare

Nastrino Azzurro

8-19) MAVM- Medaglia Argento al Valor Militare

Nastrino Azzurro (Numero simbolico)

20-38) MBVM- Medaglia Bronzo Valor Militare

Nastrino Azzurro (Numero simbolico)

39-48) MAVM-Medaglia Argento al Valor di Marina

Nastrino Celeste con bordo bianco(Num.Sim.)

49-57) MBVM-Medaglia Bronzo al Valor di Marina

Nastrino Celeste con bordo bianco(Num.Sim.)

58-76)MOVC- Medaglia Oro Valor Civile

Nastrino Tricolore (Numero simbolico)

77-95)MAVC- Medaglia Argento al Valor Civile

Nastrino Tricolore (Numero simbolico)

96-114)MBVC- Medaglia Bronzo al Valor Civile

Nastrino Tricolore (Numero simbolico)

115-133) MOMC- Medaglia Oro Merito Civile

Nastrino Doppio Tricolore (Num. Simb.)

134-152) MAMC- Medaglia Argento al Merito Civile

Nastrino Doppio Tricolore (Num. Simb.)

153-171) MBMC- Medaglia Bronzo al Merito Civile

Nastrino Doppio Tricolore (Num. Simb.)


Testi e Legenda

Avv. Guido Chessa


Creazione Grafica

Corbini Vinicio


Graphic Web Design

Francesco Rossi

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I MUTAMENTI STORICI NELL’ICONOGRAFIA DEL MEDAGLIERE

I MUTAMENTI STORICI NELL’ICONOGRAFIA DEL MEDAGLIERE



medagliere_della_polizia_di_stato_anps_arezzo

Il Consiglio Nazionale ANPS di Cagliari del 24 ottobre 2015 ha approvato la nuova composizione del Medagliere ricevendone immediato riconoscimento attraverso il plauso del Capo della Polizia e l’apprezzamento favorevole del Dipartimento. Si è ridisegnato in tal modo l’itinerario descrittivo della tradizione storico-culturale che dal 1969 ha visto nel “Sacro Drappo” la rappresentazione della sintesi valoriale dell’immagine istituzionale.
L’iniziativa, assunta dal Sodalizio a trentacinque anni dalla riforma di polizia ed ispirata ad una rappresentazione storicizzata del simbolo, ha perseguito la finalità di rendere attuale, attraverso il linguaggio delle decorazioni ivi rappresentate, una visione compiuta e totalizzante dell’ultrasecolare ruolo sociale rivestito dall’istituzione.
Si è trattato, in pratica, di recuperare, riproporre e restituire l’immagine della tradizione storica della Polizia nella sua interezza, spogliandola di quelle rappresentazioni, ora spiccatamente militari ora preminentemente civili, che ne hanno caratterizzato la composizione nelle sue precedenti redazioni.
Ne consegue che se da una parte la sacralità del Medagliere, intesa in senso laico, è rimasta immutata ed immutabile nei suoi contenuti valoriali e nell’intimo significato etico-morale, dall’altra, invece, la scelta dei riconoscimenti e la loro sequenza via via esposta sul Drappo è risultata, nel corso di quasi dieci lustri, il portato di diversi orientamenti culturali che ne permettono, oggi, una prima interpretazione iconografica.
Infatti, le profonde differenze che emergono evidenti dalle immagini dei primi due medaglieri (elaborati rispettivamente nel 1969-1983 e nel 2003) rispetto a quello oggi adottato, impongono di esplorare vari terreni di ricerca per individuare le condizioni in cui sono maturate le diverse rappresentazioni, le finalità endogene all’istituzione che via via si sono intese perseguire, nonché il messaggio che ciascuna di esse ha inteso affidare alla società civile. E ciò attraverso l’individuazione delle cause che hanno dettato le singole scelte compositive del simbolo quale espressione di un’evoluzione storica su cui si è incardinata la sua ultima realizzazione.
Come sopra detto, la creazione materiale del primo Medagliere della Polizia avviene nel giugno del 1969, quando l’ANGPS, da pochi mesi costituita, viene invitata a partecipare presso la Scuola di Nettuno alle celebrazioni per il 117° anniversario della Festa della Polizia fissate per il 6 luglio successivo.
La sua realizzazione, limitata statutariamente all’Ordine Militare D’Italia (già Ordine Militare di Savoia) ed alle sole Medaglie d’Oro e d’Argento al Valor Militare e Civile (ne sono escluse quelle di Bronzo), risulta costituita da un unico corpo composto da 148 decorazioni disposte su sette file che presentano in sequenza l’esposizione di 3 OMDI, 5 MOVM, 100 MAVM, 20 MOVC e 20 MAVC, distribuite simmetricamente su quattro fila da 22 medaglie e tre fila da 20 medaglie ciascuna. E’ da precisare inoltre, che mentre i 3 OMDI (Felice Gazzola 1936; Riccardo Maraffa 1940 e Cesare Sabatino Galli 1946) e le 5 MOVM (Guido Alessi 1922; Luigi Orecchioni 1941; Maurizio Giglio 1945 ; Filippo Foti e Edoardo Martini 1968) avevano i descritti riferimenti individuali, tutte le altre medaglie, sia attribuibili alla Bandiera che ai singoli, non potevano che essere rappresentate simbolicamente, stante la sproporzione numerica fra quelle attribuite e quelle che potevano essere materialmente esposte sul drappo.
L’immagine del simbolo, ispirata alla tradizione militare (105 nastrini azzurri e solo 43 tricolore), deve ascriversi da una parte all’inquadramento ordinamentale della Polizia nelle Forze Armate e dall’altra alla persistente influenza culturale che in quel momento storico, la formazione del personale proveniente dalla PAI aveva esercitato ed ancora esercitava nell’ambiente1°). Non va dimenticato, infatti, che in quegli anni, oltre ai numerosi ufficiali e sottufficiali presenti nelle file della Polizia e del suo Sodalizio, il Tenente Generale Ispettore del Corpo Umberto Mantineo ( come il suo predecessore, Cesare Sabatino Galli), ed i fondatori e presidenti dell’ANGPS Luigi Cerquozzi e Biagio di Pietro (Come poi sarà il loro successore Zambonini), erano tutti provenienti dalle fila della Polizia dell’Africa Italiana. Portatori di un identico sentire radicato nell’amor patrio, nella lealtà e fedeltà istituzionale e nel profondo senso di appartenenza che guidava l’operatività dell’agire quotidiano nel permanente riferimento ai caduti ed al loro culto. Anche perché la PAI, nei suoi brevi anni di vita (1937-1945), aveva portato in dote al medagliere della Polizia un prestigioso patrimonio di ecorazioni costituito da un OMD’I (Riccardo Maraffa 1940) una MOVM ( Luigi Orecchioni 1941) 80 MAVM, 158 MBVM oltre a 261 Croci di Guerra.
Concepito in unico corpo, sul Sacro Drappo non viene distinta la sequenza dei riconoscimenti individuali rispetto a quelli concessi alla Bandiera. I riconoscimenti in Argento e Bronzo al Valor di Marina vengono ignorati, si escludono le medaglie di bronzo (In particolare le due al Valor Militare concesse nel 1949 al Battaglione Motociclisti 2°) ) e le due medaglie d’oro di benemerenza (Terremoto di Messina 1908 e Terremoto di Avezzano 1915), mentre si inseriscono nella rappresentazione le medaglie conferite ad importanti personaggi per vicende belliche estranee all’istituzione, per il semplice fatto di aver militato nel Corpo di Polizia. Si tratta dell’O.M.D’I. conferito nel 1936 a Felice Gazzola quale Colonnello di Artiglieria per le benemerenze acquisite nella guerra di Etiopia e la M.O.V.M. concessa al Capitano dell’esercito Guido Alessi 3°). Declinandosi, in tal modo, una scelta autoreferenziale tesa ad implementare l’imprinting militare rispetto a quello valoriale civile che, dati alla mano, risultava di ben superiore consistenza4°).
Ne consegue che, l’unicità dell’immagine prescelta, spogliata da ogni riferimento al singolo, rende volutamente il primo Medagliere espressione esclusiva del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza di cui ne riporta anche il Fregio. E ne offre i contenuti valoriali quale patrimonio comune e partecipe di tutti gli appartenenti, espressione del sacrificio, dell’abnegazione e della fedeltà omologata nell’azione quotidiana dei singoli. Il messaggio iconografico militare che esso esprime, in un momento storico che vive la “guerra fredda” delle superpotenze e segue i segnali di ribellione studentesca e l’inizio della strategia della tensione , persegue la finalità di consolidare nei singoli operatori il senso di appartenenza e lo spirito di Corpo, la disciplina e la subordinazione gerarchica, la solidarietà operativa come virtù necessarie per affrontare i gravosi compiti di ordine e sicurezza pubblica.
Mentre sotto il profilo sociale il messaggio che viene veicolato è quello della memoria storica dei tanti caduti facenti parte di un Corpo monolitico che cerca di coniugarsi nell’attualità con la nuova immagine che propone “In uno Stato democratico la Polizia al servizio del cittadino”.
Con le peculiarità descritte, la prima immagine del Medagliere viene fatta sfilare, accolta con partecipata commozione, il 6.7.1969 alla 117 Festa della Polizia e quattro anni dopo, il 5 maggio1975 alla significativa ricorrenza del trentennale della Liberazione di Milano, avvenimenti che inaugurano una vera e propria miriade di presenze pubbliche su tutto il territorio nazionale.
La smilitarizzazione del Corpo Guardie di Pubblica Sicurezza, occorsa con Legge 1.4.1981 nr. 121, e la sua trasformazione in Polizia di Stato, costringe anche il Sodalizio al cambio di denominazione che viene deliberato dal Consiglio Nazionale del 3.12.1982 con decorrenza dal 01.01.1983, assumendo quello di Associazione Nazionale della Polizia di Stato, con acronimo ANPS . La decisione impone anche la necessità di modificare la denominazione presente sul Medagliere ed è occasione per una sua revisione ed aggiornamento riguardo l’attribuzione dei riconoscimenti ricevuti nell’ultimo decennio. Infatti la concessione al Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza nel 1981 dell’O.M.D.I. come il più alto riconoscimento per il ruolo sociale svolto dal dopoguerra sino alla smilitarizzazione e la concessione nel 1978 della M.O.V.M. al Mar. Francesco Massarelli, permettono di sostituire il loro riferimento simbolico a quello che originariamente riguardava il Gen. Felice Gazzola ed il Capitano Guido Alessi. In tal modo, questa prima revisione del Medagliere non comporta alcuna modifica né della sequenza espositiva nella sua composizione né l’aggiunta o sostituzione di medaglie, ma viene realizzata attraverso la fisiologica surrogazione dei riconoscimenti già presenti sul Sacro Drappo che sono finalmente attribuiti a vicende storiche o personali strettamente connesse alla vita dell’istituzione e dei suoi uomini. Spogliato , quindi, da ogni componente di autoreferenzialità iniziale e rinnovato nella sua denominazione (da Associazione Nazionale del Corpo delle Guardie di P.S. ad Associazione Nazionale della Polizia di Stato) il simbolo per eccellenza della Polizia si ripropone, al fianco dell’ereditata Bandiera del Corpo, quale reale e fedele espressione della sua tradizione storica e del culto dei suoi caduti.
Variato nella sola denominazione e nella sostituzione del Fregio (Avvenuta nel 1991) con una composizione costituita dallo Stemma Araldico con al fianco sinistro il Fregio- a destra per chi lo guarda frontalmente- il Medagliere rimane immutato in tutte le sue componenti iconografiche e numeriche. Così il Simbolo mantiene dal 1983 sino al 2003 il suo imprinting prevalentemente militare che viene via via affievolendosi specularmente all’affermarsi dei vari processi evolutivi che investono l’istituzione. Infatti, la sua trasformazione in organismo civile “ad ordinamento speciale”, l’unificazione dei ruoli, la sindacalizzazione, la creazione del Dipartimento della P.S. quale vertice dell’intera struttura, la nuova cultura del coordinamento e della direzione politica affidata al Ministro dell’Interno, aprono una stagione di profonde trasformazioni. La figura dell’operatore di polizia, che ha pagato un grande tributo di caduti nel corso della lotta vincente contro il terrorismo e lo stragismo, si trasforma progressivamente da quella teorizzata del superpoliziotto, preparato fisicamente e tecnicamente ad affrontare le esigenze di O.P. o le varie attività anticrimine, a quella di un operatore molto più attento e sensibile all’esercizio dei poteri repressivi attribuitigli dalla legge. Comincia ad affermarsi progressivamente nella Polizia una nuova consapevolezza del ruolo sociale svolto ed una professionalità sempre più legata ai modelli di formazione laica interprete dei principi costituzionali e dello stato di diritto.
Ma questo processo evolutivo, che investe l’istituzione nel suo complesso, lambisce solo marginalmente l’Associazione che pur reagendo con l’apertura statutaria delle sue fila al personale in servizio, non riesce né ad affermarsi numericamente né a rinnovare il suo ruolo ponendosi quale polo aggregativo con iniziative e proposte significative. L’ANPS , ancorata alla sua tradizione militare che accoglie tiepidamente la riforma e le sue spinte innovative, si pone nel processo di rigenerazione che investe il “mondo polizia” in quegli anni come presidio di tutti i valori tradizionalmente legati all’adempimento del dovere. Sarà questa una battaglia di retroguardia che se renderà il sodalizio culturalmente lontano dai processi rivendicativi degli uomini in servizio, lo vedrà comunque tenace cultore delle sue radici più profonde e proteso alla salvaguardia di una tradizione percepita come struttura portante di una organizzazione statuale che stava rapidamente cambiando pelle.
In queste complesse dinamiche, che vedono l’ANPS impegnata a promuovere nella società civile il formarsi di una memoria storica del sacrificio e dell’abnegazione dei suoi uomini a difesa del territorio e della sicurezza dei suoi cittadini5°), il Medagliere, immutato in tutte le sue originali componenti iconografiche, si pone come trasposizione simbolica del “ da dove veniamo” e come ineludibile punto di riferimento per guidare, nel nuovo che procede, il “dove andiamo”.
Anche con la presidenza di Girolami, succeduta all’ultravencinquennale guida del Gen. Zambonini, per quanto impegnata a sostenere una più diffusa cultura storiografica nell’Associazione, non si arriverà mai a concepire una rivisitazione dell’immagine del medagliere capace di revisionarne i contenuti compositivi. Infatti, dopo lunghi anni di attesa, solo nel 2001 era stato raggiunto l’obbiettivo della riammissione del Sodalizio, uscitone a seguito della riforma, fra le Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Un risultato appagante, perseguito con tenacia da quella parte dei vertici dell’ANPS, che lo interpretò come una sorta di rivincita verso una smilitarizzazione del Corpo non ancora completamente compresa e metabolizzata. Nel panorama descritto, complesso ed articolato nelle sue diverse componenti culturali presenti all’interno del sodalizio, ogni modifica del Sacro Drappo dal suo imprinting militare viene così temporaneamente arginato. Ed il perdurare delle scelte iconografiche originarie, che rappresentano nel Medagliere il ruolo fisiologicamente complementare dei valori civili di protezione e tutela del cittadino, vengono riaffermate con la partecipazione dell’ANPS al primo raduno interforze dell’Assoarma tenutosi nel settembre del 2001.
In un mondo polizia sempre più proiettato verso la professionalizzazione del ruolo e dei compiti, e sempre più contrassegnato dalle dinamiche rivendicative interne, le scelte di politica associativa dell’ANPS , spogliate ingiustamente degli autentici valori della tradizione storica che intendevano esaltare e salvaguardare, vengono considerate in buona parte dello stesso ambiente di appartenenza come nostalgiche ed inattuali. Si consuma silente , in quanto mai focalizzato, razionalizzato e discusso, fra Associazione ed Istituzione, un doloroso e colpevole allontanamento ideologico alimentato da ambiziosi autonomismi da una parte e da sufficiente tolleranza dall’altra. Come se le parti, anziché sentirsi ed essere simbiotiche partecipi della stessa storia e degli stessi destini, avessero deciso di percorrere la strada comune in due direzioni opposte. L’una rivolta alle contingenze dell’attualità ed al futuro e l‘altra a ritroso verso un passato che non poteva tornare.
In queste dinamiche articolate e complesse, alla fine del 2003, in assenza di un coordinamento partecipato e condiviso con l’Ufficio Storico ed il Dipartimento, i primi mesi della presidenza Russo vedono l’ANPS ridisegnare e proporre una nuova immagine del Medagliere. Sono gli anni in cui, dopo lo shock della vicenda della “uno bianca” ricompare il terrorismo delle nuove brigate rosse e di converso vengono celebrati gli emblematici valori civili legati alla figura di Giovanni Palatucci. L’immagine del nuovo Drappo , in adesione ai valori introdotti dalla riforma, viene concepita a composizione marcatamente civile (Solo 18 nastrini azzurri contro ben 144 tricolore) e vuole superare , con il tacito assenso dell’Istituzione, ogni incertezza interpretativa riguardo alle componenti valoriali che da sempre hanno ispirato e guidato il sacrificio dei suoi uomini. Le decorazioni vengono accresciute di numero e portate dalle originarie 148 a 172 e vengono ordinate su otto file che presentano in sequenza l’esposizione di 3 OMDI, 5 MOVM, 10 MAVM, 132 MOVC e 22 MAVC, distribuite simmetricamente su una prima fila composta da 18 onorificenze al Valor Militare e sette fila da 22 medaglie ciascuna riferite al Valor Civile. Anche in questa composizione i 3 OMDI ( Corpo Guardie di P.S. 1945-1981; Riccardo Maraffa 1940 e Cesare Sabatino Galli 1946) e le 5 MOVM (Luigi Orecchioni 1941; Maurizio Giglio 1945 ; Filippo Foti e Edoardo Martini 1968; Francesco Massarelli 1978) mantengono inalterati precisi riferimenti all’Istituzione o ai singoli, mentre tutte le altre medaglie, sia attribuibili alla Bandiera che individuali, vengono rappresentate simbolicamente per le ragioni già dette.
Anche in questa seconda costruzione il Sacro Drappo viene concepito in unico corpo, senza alcuna distinzione nella sequenza fra riconoscimenti individuali e quelli alla Bandiera. Le medaglie in Argento e Bronzo al Valor di Marina continuano ad essere ignorate, permane l’esclusione delle medaglie di bronzo (In particolare le due al Valor Militare concesse nel 1949 al Battaglione Motociclisti 2°) ), delle due medaglie d’oro di benemerenza (Terremoto di Messina 1908 e Terremoto di Avezzano 1915) e di quella in oro concessa nel 2002 dell’UNMI ONU per le Missioni di pace in Kossovo (1999-2002). Il messaggio che ne scaturisce vuole essere quello di una polizia che ha accresciuto la sua professionalità all’interno delle regole dello stato di diritto, che affianca la società civile per garantirne la sicurezza nella lotta alla criminalità, alle mafie, alla corruzione ed all’affarismo politico-amministrativo, che tutela l’ordine pubblico da tutti quei fenomeni di devianza che attentano alla pace sociale. Quella pioggia di medaglie d’oro al Valor Civile, in gran parte concesse alla memoria, rappresenta simbolicamente il tributo di sangue pagato alla protezione delle libertà democratiche del cittadino e si pone quale punto di riferimento emozionale per la loro affermazione nel rispetto rigoroso del principio “sub lege libertas”. E mentre la tradizione militare, limitata nei riconoscimenti alla sola prima fila del Drappo , appare affievolirsi in favore di un linguaggio iconografico spiccatamente laico ed attuale, il culto dei caduti viene riproposto ponendo al centro le virtù civiche della polizia esaltate dall’abnegazione e dall’estremo sacrificio dei singoli protagonisti.
Questo indirizzo culturale intrapreso dal Consiglio Nazionale ANPS, sostenuto da un pluriennale e consolidato attivismo delle sezioni nel campo della protezione civile, del volontariato assistenziale e nelle scuole, permette di riallineare le attività del Sodalizio – insignito nel 2005 della MAMC- alle esigenze di indirizzo e coordinamento del Dipartimento. Vengono promossi raduni nazionali (2005 e 2008) raduni interregionali (3 nel 2006) una raduno pellegrinaggio a S. Giovanni Rotondo (2007) che tendono a proporre al tessuto sociale una nuova immagine del Sodalizio quale Ente Morale proiettato all’affermazione di valori etico-morali quasi ieratici. Si consolidano i rapporti con il Capo della Polizia, sempre più partecipe della vita e delle attività del sodalizio. In questo clima di più incisivo impegno civile, nel 2007 il Consiglio Nazionale in sede di riforma dello statuto associativo, matura la decisione di porre mano alla normativa riguardante il Medagliere, la cui composizione viene allargata alle Medaglie di Bronzo di tutte le categorie ed alle Medaglie al Merito Civile.
La decisione , consolidata nella rivisitazione statutaria avvenuta nel 2010, getta le basi per la realizzazione di una sua nuova immagine la cui esigenza diventerà più sentita all’inizio del 2014 a seguito dei cambiamenti imposti dall’approvazione e registrazione del nuovo Logo associativo.
Così nell’ottobre del 2015 viene definitivamente approvata la nuova composizione iconografica del Medagliere che introduce, per la prima volta la distinzione fra i riconoscimenti concessi alla bandiera e quelli individuali. Le medaglie affisse sul Drappo, che a differenza del passato appartengono a tutte le categorie valoriali, passano per tale ragione dal numero di 172 a quello di 211 di cui 40 concesse all’Istituzione e 171 individuali. Ma ciò che incide in modo determinante sulla sua composizione è l’influenza esercitata dalle recenti ricerche che, tese ad individuare storicamente, nei vari corpi in cui si è espressa l’organizzazione della Pubblica Sicurezza, tutti i destinatari dei riconoscimenti e le motivazioni delle attribuzioni, hanno portato ad elaborare una concezione diversa del Sacro Drappo. Infatti l’approccio sui riconoscimenti individuali ha fatto sì che la sua sintesi simbolica si sciogliesse da ogni astrazione e venisse frammentata per ricomporsi nella sommatoria di un insieme di storie individuali. Storie di abnegazione e di senso del dovere che raccontano anche l’universo della persona, la sua famiglia, i suoi affetti, i suoi sogni, i suoi valori, i principi di vita, tutto un mondo emozionale e di relazioni, che troppe volte si è spento, sacrificato all’affermazione di valori collettivi…… ”. Si afferma così una visione viva e pulsante del simbolo che fa riaffiorare il retroterra culturale ed ideale a cui è ricollegata ogni singola azione che rappresenta, che ne umanizza la sublimazione simbolica per ricondurla alla realtà esistenziale ed emozionale del singolo protagonista .
È la figura del cittadino-poliziotto che, allievo, agente, graduato, ufficiale o funzionario, fuori da ogni retorica celebrativa, si riappropria della sua storia per costruire la tradizione ultrasecolare di uomini dello Stato e per lo Stato, di uomini della società e per la società, e ciò nella trasparenza dei profili positivi e negativi che la cultura istituzionale ha via via assunto nel tempo. Questi i presupposti che si vanno ad affermare nel processo di rinnovazione dell’impostazione iconografica del Medagliere quale partecipe espressione dei diritti e dei valori universali dell’uomo. E la sequenza delle medaglie esposte, in precedenza legata alla trasposizione della tradizione militare o civile, viene ricomposta in una narrazione più ampia e compiuta della tradizione storica della polizia e dei suoi caduti.
Il Sacro Drappo, quindi, viene riproposto come immagine perfettamente speculare a quella della Polizia e della sua memoria storica, e ne traduce in sintesi la testimonianza del suo impegno in patria ed all’estero, in guerra ed in pace, nelle calamità naturali e nell’ausilio alla collettività, nelle acute crisi sociali e nella lotta ad una criminalità crescente nelle diverse forme ed organizzazioni assunte nel tempo. Tutti i riconoscimenti hanno spazio all’interno del Drappo non per un’autocelebrazione diffusa, ma per narrare l’alto senso civico di cui sono espressione e la loro perpetuazione nella storia d’Italia che li ha trasformati in tradizione, patrimonio dell’istituzione e nel contempo della società civile. Entrano così nella sua iconografia tutte le medaglie di bronzo, in particolare quelle concesse nel 1949 all’eroico Battaglione Motociclisti, le Medaglie conferite al Valor di Marina e tutte quelle concesse al Merito Civile, le Medaglie di Benemerenza del 1908 e del 1915 e quella per la Missione di Pace in Kossovo. L’impatto visivo dei nastrini , nella molteplicità di colori (azzurro-rosso, azzurro, celeste listato bianco, tricolore, doppio tricolore, bianco-verde, nero-amaranto, nero-azzurro, bianco-bleu) offre il cromatismo articolato delle medaglie di riferimento 6) e distinto fra la Bandiera ed i singoli, propone l’intero arco valoriale in cui si è espressa la Polizia nella storia d’Italia, in una esemplare simbiosi fra l’istituzione ed i suoi uomini. Un messaggio ideale compiuto e totalizzante, veicolato nella trasparente assenza di ogni forma di compiaciuta autoreferenzialità e non più attratto da una rappresentazione militare o civile. Un messaggio che nel riproporre l’immagine della Polizia quale presenza ineludibile dello Stato e nello Stato, si traduce in semplice narrazione simbolica del sacrificio dei suoi uomini e della memoria viva dei suoi tanti caduti. Un messaggio che vuole perpetuare nel tempo l’affermazione di valori universali quali patrimonio ideale dell’Istituzione e quale punto di riferimento emozionale che accompagni l’esercizio quotidiano di una delle più difficili e delicate professioni.
Ma questo non è un punto di arrivo, è solo l’apice della piramide di quella “cultura del Medagliere” che deve ancora essere conterminata, sostenuta e consolidata negli anni che ci attendono. Di qui l’esigenza, maturata nel novero dei ricercatori ed appassionati studiosi, non solo di contribuire a dare una nuova veste narrativa all’immagine del Sacro Drappo, ma anche di tradurne e descriverne compiutamente tutto quel retroterra istituzionale ed individuale che ne sostiene la sublimazione simbolica.- Nell’ottica di questa ambiziosa progettualità, sono state individuate due aree di studio e ricerca finalizzate alla complessa acquisizione organica ed al riordino scientifico di tutti i riconoscimenti ricevuti nel tempo dalla polizia e dai suoi uomini.
Una prima con l’obbiettivo di elaborare il “Medagliere Antologico”, quale terreno di ricostruzione delle gesta e delle biografie personali dei beneficiati dall’OMDI e dalle varie categorie di medaglie d’Oro, ed una seconda, ancora più ambiziosa, tesa a creare il “Medagliere Storico” quale espressione dei riconoscimenti attribuiti agli appartenenti dei vari corpi di polizia che si sono succeduti nella storia d’Italia. Due imprese in itinere ma che una volta compiute, permetteranno di rendere palpabile e di facile lettura tutta la memoria storica della Polizia di cui il Sacro Drappo, assieme al Sacrario ed alla Bandiera, rappresenta e rappresenterà sempre il più alto simbolo di sintesi valoriale.

Il Consigliere Nazionale

Avv. Guido Chessa


Note:


1°) La cultura militare di cui era permeata la Polizia alla fine degli anni 60, tendeva a non esaltare il grande valore sociale dei numerosissimi riconoscimenti ricevuti in oltre un secolo di vita al Valor Civile, tant’è che nella concezione e realizzazione del primo Medagliere vengono invertite le proporzioni fra le due tipologie di medaglie, privilegiando numericamente l’esposizione di quelle a Valor Militare (108) rispetto a quelle al Valor Civile (40), nella realtà storica molto più numerose (Vedi di seguito Nota 4°). La scelta, per quanto significativa, non si rivelerà in linea con l’attività riformista voluta dal Capo della Polizia del Tempo Angelo Vicari e verrà modificata solo negli anni duemila, con la redazione del terzo medagliere, che presenterà una immagine quasi esclusivamente civile.
2°) Le due Medaglie di Bronzo concesse al Battaglione Motociclisti, sono state escluse dall’esposizione sul Medagliere per espressa normativa statutaria dell’ANGPS che ha coinvolto tutte le medaglie della stessa categoria. La scelta è stata certamente condizionata dal periodo storico che vedeva la polizia, attraverso l’incisiva azione del suo Capo Angelo Vicari, cercare di superare il disvalore sociale e l’ostracismo che la circondava. Non va dimenticato, infatti, che i Battaglioni Motociclisti della Polizia venero costituiti per volontà espressa di Benito Mussolini, e che l’esposizione delle loro decorazioni sul Drappo, in quel preciso momento storico avrebbe potuto dare adito ad accuse o rilievi politici di “esteriorizzazione nostalgica” di cui il Corpo non aveva certo bisogno.
3°) Felice Gazzola, già Colonnello dell’Artiglieria, entrò nella PAI con la nomina di Ispettore Generale il 01.07.1938, quando già gli era stato concesso l’OMD’I, mentre Guido Alessi, si dimise dalla Polizia ove rivestiva il grado civile di vice-commissario, per arruolarsi nell’esercito ove nella battaglia di Montebello il 18.6.1918 fu protagonista di gesti eroici riconosciuti con la MOVM. Entrambi i riconoscimenti sono correttamente attribuiti dal Nastro Azzurro all’Esercito.
4°) Basti pensare che nel 1969 i riconoscimenti al Valor Militare alla Bandiera consistevano solo nelle due medaglie di bronzo attribuite al Battaglione Motociclisti nel 1949, mentre quelli al Valor Civile avevano raggiunto le 4 MOVC :- 1951 Alluvione Polesine; 1956 Nevicate Italia Centromeridionale ; 1960 Salvataggi a mare e 1967 Alluvioni autunno precedente), 3 MAVC (1953 Valcamonica; 1962 Salvataggi a mare e 1964 Disastro del Vajont) oltre ad una MOMC attribuita alla Polstrada nel 1967 ed una Medaglia di Bronzo al Merito Civile concessa nel 1969 alla Polizia Femminile.-
5°) Negli anni che vanno dal 1981 al 2000 l’attività dell’ANPS si concreta nella presenza costante alle celebrazioni dei caduti nella lotta al terrorismo ed alla criminalità comune, soprattutto nel favorire la perpetuazione della loro memoria con l’intitolazione delle sedi provinciali, la promozione dell’intitolazione di strade, parchi e piazze cittadine, la scoperta di targhe , cippi e monumenti pubblici quale testimonianza del sacrificio dei caduti, trasmettendo alla società civile un messaggio inequivocabile di partecipazione, solidarietà e vicinanza all’istituzione.
6°) Per il dettaglio vedasi la simulazione grafica del Nuovo Medagliere e la Legenda di medaglie e nastrini riportato al capo 4° della presente pagina telematica.


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Sezione di Prato “Gennaro Coppola”

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Armando D’Orsi

09.07.1985

-

2°) –

-

-

3°) –

-

-

4°) –

-

-

5°) Vincenzo Roviello

-

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Commissario Ardizzone Rosario (05.09.1944) ; Guardia Coppola Gennaro (30.12.1980).


 

Cenni Storici

La Sezione di Prato , nasce il 9 luglio 1985 a seguito di un appassionato impegno fiorentino del Presidente Minigrilli e del Gen. Adinolfi sostenuti dal proselitismo del Dirigente dell’allora Commissariato di P.S. Dr. Romeo Valenzano. Il Mar. Armando D’Orsi, nominato commissario straordinario, ne sarà il Primo Presidente intitolando il 26.10.1986 il neonato sodalizio a Gennaro Coppola, agente della polstrada deceduto il 2.7.1980 a seguito di un grave incidente stradale. La Sezione vanta attualmente 170 associati facenti capo al Presidente Vincenzo Roviello e ricorda le sue due vittime del dovere nei giorni della commemorazione dei caduti della Polizia. Presente in tutte le celebrazioni istituzionali, è attiva nel volontariato e nell’impegno sociale per l’ausilio alle categorie deboli , svolge attività di sostegno ed assistenza agli associati cementandone i vincoli di solidarietà e di appartenenza.

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Sezione di Pontedera “Agostino Catalani”

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Calogero Pace

02.01.2014

in carica


 

Cenni Storici

La Sezione di Pontedera, nasce recentemente il 2 gennaio 2014 da un gruppo di soci pisani legati all’importante territorio industriale e guidati dal Cav. Pace Calogero , Commissario fondatore e primo presidente. Intitolata all’Assistente Capo Agostino Catalano, capo scorta del giudice Paolo Borsellino, rimasto ucciso con altri quattro poliziotti nella strage di Via d’Amelio a Palermo il 1.07.1992 all’età di 43 anni, la Sezione si è dedicata nel primo anno di vita ad un attivissimo ed efficace proselitismo raccogliendo ben 253 associati, fra cui molti simpatizzanti e sostenitori. Il 16.12.2014 ha inaugurato con Targa dedicata a Catalano la sede sociale, all’interno di un edificio comunale che condivide con altre Associazioni ed ha promosso una raccolta fondi a favore di studenti bisognosi con partecipazione ad iniziative promosse dal Comune in materia culturale. Anche nell’ambito della protezione civile ha in previsione l’organizzazione di un gruppo cinofilo che contribuirà ad implementare, se portato a termine, l’organizzazione regionale facente capo alla stipite pisana. Un buon inizio che confidiamo sia correttamente canalizzato ed omogeneizzato alle più ampie ed articolate iniziative che la regione Toscana ANPS ha in programma di perseguire.

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Sezione di Viareggio “Giuseppe Lombardi”

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Renzo Lorenzini

21.04.1990

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Appuntato Lombardi Giuseppe (22. 10.1975); Brig. Mussi Gianni (22.10.1975); Appuntato Femiano Armano (22.10.1975).


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Della Volpe Raffaele Dist. Polstrada ( 09.09.1976).


 

Le più alte ricompense di cui si fregia la Sezione

FERMIANO Armando

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983 Medaglia O.V.C.

Alla Memoria

LOMBARDI Giuseppe

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983 Medaglia O.V.C.

Alla Memoria

MUSSI Gianni

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983 Medaglia O.V.C.

Alla Memoria

CRISCI Giovan Battista

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Medaglia d’oro al valor civile


 

Cenni Storici

Nata il 21 aprile 1990 da una costola della più anziana Sezione di Lucca ad iniziativa dell’Ispettore Capo Lorenzini Renzo, vera istituzione locale che la presiede ancor oggi a 26 anni dall’atto fondativo. Con i suoi 120 associati ha ereditato da Lucca l’organizzazione delle celebrazioni annuali del 22 ottobre in memoria dell’eccidio di Querceta dove il 22.10.1975 furono uccisi a seguito di un conflitto a fuoco con i criminali comuni, poi rivelatisi appartenenti alla fazione Lotta armata per il comunismo, Massimo Batini e Giuseppe Federighi, gli Appuntati Armando Femiano e Giuseppe Lombardi ed il Brigadiere Giovanni Mussi e dove rimase gravemente ferito il Mar. Giovan Battista Crisci, tutti dipendenti del locale Commissariato Viareggino. A memoria del sacrificio delle tre vittime del dovere, a cui fu riconosciuta nel 1978 assieme al Crisci la concessione della M.O. al Valor Civile, è eretto in Querceta un Cippo ed intitolata una strada di Viareggio. La Sezione, inoltre, ha promosso l’intitolazione di un piazzale alla memoria di Emanuele Petri, altro poliziotto ucciso dalle Nuove Brigate Rosse. Oltre alle attività istituzionali di assistenza ai soci ed alle manifestazioni locali, la Sezione è spesso presente alle iniziative lucchesi vantando una partecipazione sempre apprezzata nella società civile.

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Sezione di Pistoia “Oreste Bertonieri”

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Giuseppe Brusi

28.04.1988

01.06.2002

2°) Mario Cascio

02.06.2002

01.06.2006

3°) Renzo Scipioni

02.06.2006

in carica

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Guardia Nesti Giovanni deceduto in Jugoslavia (00. 06.1944); Guardia Ronco Leonardo (16.08.1948); Guardia Marzella Luigi (06.07.1953); Guardia Piccoli Domenico (30.04.1966) ; Appuntato Colaianni Gino (16.05.1968); V.Questore Reggioli Carlo (11.10.1974); Appuntato Lucchesi Bruno (23.10.1976); Agente Scelto Bertoneri Oreste (12.03.1987).


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Bartolini Giuseppe ( 24.10.1943)


 

Le più alte ricompense di cui si fregia la Sezione

BERTONERI Oreste

05.05.1987

Medaglia d’oro al valor civile


 

Cenni Storici

La Sezione di Pistoia, fondata il 28 aprile 1988 dal Cav. Giuseppe Brusi è intitolata all’Agente scelto Oreste Bertoneri, ucciso il 13 marzo 1987 nel corso di una cruenta rapina ed insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile. Presieduta da nove anni dal sensibile ed attivo Cav. Renzo Scipioni, annovera nelle sue file 126 associati fra cui la vedova di Filippo Raciti Maria Grasso che ha sfilato da Alfiere portabandiera sezionale al Raduno Nazionale di Salerno. La Sezione ha intestato a Raciti un complesso sportivo nel Comune di Quarrata ed ha promosso l’intitolazione dell’Aula Magna della Questura ed una targa negli Uffici della Squadra Mobile a Bertoneri Oreste al cui ricordo è stata dedicata anche l’intitolazione di una strada cittadina. Non manca di celebrare nel corso di tutte le ricorrenze istituzionali le proprie sette vittime del dovere Carlo Raggioli, Gino Colaianni, Domenico Piccoli, Luigi Marzella, Giuseppe Bartolini, Bruno Lucchesi e Luca Benicasa . Nel corso degli ultimi anni la Sezione, valendosi dell’impegno promozionale di Maria Grasso, ha organizzato importanti convegni e manifestazioni di rilievo nazionale sulla sicurezza negli Stadi e nello sport, con la partecipazione di notissimi giornalisti e vecchie e giovani glorie del calcio. Presente nell’attività di volontariato e di assistenza verso gli associati, la Sezione svolge con continuità iniziative verso i giovani per sensibilizzarli alle tematiche della sicurezza e della partecipazione attiva nella società civile.

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Sezione di Montecatini

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Carissimo Mazzolini

21.03.1987

990

2°) Vasco Gaddi

1990

1998

3°) Gino Longobardi

1998

2002

4°) Marco Acerra

2002

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Appuntato Lucchesi Bruno (23. 10.1976).


 

Cenni Storici

La Sezione di Pisa, creata nel luglio del 1978 (CN del 6.9.78) su iniziativa del Dr. Niccolò Lucchese è attualmente presieduta da Sergio Rescigno. La compagine sociale , che annovera stabilmente 290 iscritti, è sempre memore delle sue sedici vittime del dovere che non manca di ricordare in occasione delle celebrazioni in memoria dei caduti. Significativamente presente nella società civile con iniziative di rilievo nazionale, ha organizzato nel 2010 il “1° Corso di Sicurezza Stradale” coinvolgendo gli Istituti scolastici di secondo grado e numerosi enti pubblici interessati alla specializzazione del proprio personale. Vanta da anni una ben organizzata struttura di Protezione Civile che ha assunto carattere regionale e che, assieme a quelle di Ivrea e Caltanissetta iscritte all’Albo Nazionale, rappresentano le organizzazioni trainanti e di riferimento per la definitiva pianificazione dell’ANPS nel settore specifico.- Nel cortile interno della Caserma Mameli è apposta una Lapide in onore dei caduti durante il II conflitto mondiale ed ogni anno nel mese di giugno celebra gli otto poliziotti fucilati dai nazisti in loc. la Rosa di Torricciola . Si tratta di 7 giovani guardie di P.S. che condotti dal sottotenente Vittorio Labate , indisponibili a operare sotto la Repubblica Sociale, avevano abbandonato la Questura di Livorno ed armati cercavano di raggiungere le Brigate Garibaldi per unirsi alla lotta partigiana. Bloccati dalle truppe tedesche il 19.06.1944 e sottoposti a torture per quattro giorni al fine di fargli confessare l’ubicazione delle formazioni partigiane, innanzi al caparbio silenzio venivano fucilati la mattina del 23 giugno. A tutte le vittime è stata conferita la Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Fortemente accreditata nella società civile, oltre all’attività di assistenza ed ausilio ai soci, la Sezione è sempre presente nelle manifestazioni pubbliche fornendo scorte tecniche ed assistenza nella viabilità, e svolge periodiche iniziative didattiche e valoriali nelle scuole.

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Sezione di Pisa

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Niccolò Lucchese

06.09.1978

-

2°) D’Andrea

-

-

3°) Salvatore Jacolina

-

-

4°) Sergio Rescigno

2006

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Applicato Bianchi Nicola (05.02.1872); Guardia Di Pietro Emidio (28.06.1943); Brig. Ferraro Giuseppe (31.08.1943); Guardia Chiarenza Antonino (31.08.1943); Maresc. Carrisi Crocifisso (11.08.1944); Guardia Aus. Dell’Omodarme Luciano (25.08.1944); Guardia Di Sano Luigi (…08.1944);Cap. Orlandi Orlando (10.10.1944);


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Prampolini Vitale (19.11.1905); Ispettore Capo Fustaino Nicola (30.04.2007).


 

Cenni Storici

La Sezione di Pisa, creata nel luglio del 1978 (CN del 6.9.78) su iniziativa del Dr. Niccolò Lucchese è attualmente presieduta da Sergio Rescigno. La compagine sociale , che annovera stabilmente 290 iscritti, è sempre memore delle sue sedici vittime del dovere che non manca di ricordare in occasione delle celebrazioni in memoria dei caduti. Significativamente presente nella società civile con iniziative di rilievo nazionale, ha organizzato nel 2010 il “1° Corso di Sicurezza Stradale” coinvolgendo gli Istituti scolastici di secondo grado e numerosi enti pubblici interessati alla specializzazione del proprio personale. Vanta da anni una ben organizzata struttura di Protezione Civile che ha assunto carattere regionale e che, assieme a quelle di Ivrea e Caltanissetta iscritte all’Albo Nazionale, rappresentano le organizzazioni trainanti e di riferimento per la definitiva pianificazione dell’ANPS nel settore specifico.- Nel cortile interno della Caserma Mameli è apposta una Lapide in onore dei caduti durante il II conflitto mondiale ed ogni anno nel mese di giugno celebra gli otto poliziotti fucilati dai nazisti in loc. la Rosa di Torricciola . Si tratta di 7 giovani guardie di P.S. che condotti dal sottotenente Vittorio Labate , indisponibili a operare sotto la Repubblica Sociale, avevano abbandonato la Questura di Livorno ed armati cercavano di raggiungere le Brigate Garibaldi per unirsi alla lotta partigiana. Bloccati dalle truppe tedesche il 19.06.1944 e sottoposti a torture per quattro giorni al fine di fargli confessare l’ubicazione delle formazioni partigiane, innanzi al caparbio silenzio venivano fucilati la mattina del 23 giugno. A tutte le vittime è stata conferita la Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Fortemente accreditata nella società civile, oltre all’attività di assistenza ed ausilio ai soci, la Sezione è sempre presente nelle manifestazioni pubbliche fornendo scorte tecniche ed assistenza nella viabilità, e svolge periodiche iniziative didattiche e valoriali nelle scuole.

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Sezione di Grosseto

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Mario Buongristiani

19.09.1975

23.10.1978

2°) Mario De Cicco

27.06.1979

03.06.1985

-

3°) Mario Abballe

03.06.1985

29.02.1988

4°) Roberto Benassi

29.02.1988

27.10.1995

5°) Giuseppe Princi

14.11.1995

29.02.1996

6°) Domenico Boschi

09.02.1996

14.07.1996

7°) Alberico Eleuteri

15.07.1996

29.09.2004

8°) Nicola Tirabassi

29.09.2004

29.09.2008

9°) Rocco Eleuterio Marsella

29.09.2008

29.09.2012

10°) Mirto Corsetti

29.09.2012

in carica


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Commissario Carrozza Salvatore (14.04.1944); Commissario Scalone Sebastiano (11.06.1944).


 

Cenni Storici

Costituita nel luglio del 1975 (C.N. di ratifica del 19.9.75) dal Magg. in aus. Buongristiani Mario è intitolata alla Guardia Aggiunta Giacomo Cassinelli, ucciso con una coltellata il 13.4.1948 durante gli scontri con manifestanti. Annovera oltre 150 associati guidati dal Presidente Corsetti Mirto e ricorda nelle celebrazioni istituzionali le sue cinque vittime del dovere (Giacomo Saporito 1903; Francesco Passetti 1943; Salvatore Carrozza 1944; Sebastiano Scalone 1944 e Angelo Tasselli). Nel corso della sua quarantennale attività ha progressivamente conquistato una presenza significativa nella società civile maremmana, dove si è distinta per la sua sensibile presenza filantropica e per le iniziative nel settore ambientale. La presenza periodica nelle scuole e l’attenta cura del corpo sociale, legato da forti vincoli di solidarietà , ha di recente espresso ampia disponibilità nell’ambito delle ricerche in materia storiografica.

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Sezione di Massa Carrara

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Romolo Chiaromonte

17.06.1974

04.11.1988

2°) Antonio Simoncelli

05.11.1988

12.04.1992

3°) Angelo Rossi

13.04.1992

19.10.1997

4°) Andrea Vinchesi

17.11.1997

27.04.1004

5°) Antonio Pitardi

28.04.2004

17.02.2012

6°) Antonino Bruno

26.03.2013

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Guardia Ingusci Egidio (30.03.1953); Appuntato Pieroni Gabriello (22.10.1972); .


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Ingusci Egidio (30.03.1953); Appuntato Pieroni Gabriello (22.10.1972); .


 

Cenni Storici

La Sezione di Massa , fondata il 17.06.1974 dal Maresciallo Romolo Chiaromonte si presenta oggi con 124 associati guidati dal Presidente Cav. Antonino Bruno ed è intitolata a Giovanni Mussi, una delle tre vittime della strage di Querceta (LU), cui è intestata anche una piazza cittadina. Partecipe annualmente alle significative celebrazioni per l’eccidio, non manca di ricordare le proprie quattro vittime del dovere (Giuseppe Salvia 1944- Egidio Ingusci 1953- Antonio Piras 1972 e Gabriello Pieroni 1972) legandone il sacrifico agli indelebili valori dell’appartenenza e dell’altruismo. Fortemente impegnata nell’attività previdenziale ed assistenziale che si spinge ben oltre la compagine sociale locale, svolge attività di promozione del Sodalizio nella società civile presenziando a tutte le celebrazioni istituzionali, con attività di volontariato e con la sensibilizzazione ai valori della giustizia e della sicurezza nelle scuole medie inferiori.

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Sezione di Lucca

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Alberico Angerilli

10.08.1973

17.09.1978

2°) Remo Gavazzi

02.09.1978

01.02.1995

3°) Corrado Mazzotta

02.02.1995

27.06.1997

4°) Remo Gavazzi

28.06.1997

21.02.1999

5°) Antonino Neri

22.02.1999

15.01.2011

6°) Salvatore Bono

16.01.2011

18.01.2015

7°) Pasquale De Carlo

19.01.2015

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Delegato P.S. Barzanti Amilcare (–.08.1884); Guardia Pompei Giuseppe (31.01.1896) ; S.Brig. Antonelli Giuseppe (25.08.1896);S.Ispett. Investigativo Cucchiara Antonio (18.08.1922); Guardia Bennati Gino (10.08.1944); Guardia Miola Armando (28.08.1944); Guardia Aus. Pasquinelli Giuseppe (09.09.1944); Guardia Puccetti Dino (22.03.1945); Appuntato Lombardi Giuseppe (22. 10.1975); Brig. Mussi Gianni (22.10.1975); Appuntato Femiano Armano (22.10.1975); Appuntato Nanini Carlo (29.12.1982).


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Musci Alberigo ( 27.02.1881); Guardia Scelta Milani Giovanni Giuseppe (06.01.1944); Appuntato Di Salvatore Nello (26.11.1976); Vice Sovrintendente Nuti Alessandro (17.12. 2010).


 

Le più alte ricompense di cui si fregia la Sezione

FERMIANO Armando

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Medaglia O.V.C.- Alla Memoria

LOMBARDI Giuseppe

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Medaglia O.V.C.- Alla Memoria

MUSSI Gianni

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Medaglia O.V.C.- Alla Memoria

CRISCI Giovan Battista

19.05.1978

G.U.n°140 del 24.05.1983

Medaglia d’oro al valor civile

 


 

Cenni Storici

Istituita il 10 agosto 1973 da Angerilli Alberico, l’ultraquarantenne sezione è attualmente condotta dal Presidente De Carlo Pasquale ed annovera fra le sue file 224 soci. Raccolta e memore attorno ai suoi 17 caduti nell’adempimento del dovere, è intitolata a Nuti Alessandro, Vice-Sovrintendente della Polizia Stradale rimasto paralizzato a seguito di un grave incidente stradale e morto dopo otto anni di sofferenze. Ad appena due anni dalla sua costituzione, il 22 ottobre del 1975, è stata profondamente scossa dall’eccidio di Querceta ove, in un conflitto a fuoco con la criminalità comune, sono rimasti uccisi Giuseppe Lombardi, Armando Femiano, Giovanni Mussi e gravemente ferito Giovan Battista Crisci, tutti appartenenti al Commissariato di Viareggio. A riconoscimento del valore dei poliziotti vennero concesse quattro M.O.VC. di cui tre alla memoria ed al Crisci venne riconosciuta anche la M.A.V.M.- Sul luogo dell’eccidio è posto un cippo a ricordo dei fatti ove ogni anno, in unione alla Sezione di Viareggio, dopo la sua costituzione nel 1990, viene celebrata la memoria di questi uomini ed i valori di legalità e giustizia legati al loro sacrificio. La Sezione ha promosso l’Intitolazione della sede della Polstrada di Lucca all’Appuntato Nanini Carlo, deceduto nel 1982 per causa di servizio, mentre nel 2012 ha fatto dono del tricolore alla Scuola Media Statale Carducci, in occasione del 60° anniversario. Assiduamente presente in tutte le manifestazioni istituzionali, non manca di intervenire periodicamente nelle scuole per trattare le problematiche della sicurezza e legalità accompagnandola con attività di volontariato e di sostegno ai sodali.

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Sezione di Siena

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Carmine Mele

31.01.1969

1972

1°) Spartaco Raffo

15.08.1970

-

2°) Pericle Mangiavacchi

-

-

3°) Angelo Illuminati

-

-

4°) Leonardo Durante

-

-

5°) Giorgio Morganti

-

in carica

N.B.
Non risulta inserito fra i Presidenti il Dr. Marino Botti presidente della Sezione di Siena nel 1984 quando ha inaugurato il Monumento ai Caduti della Polizia nei giardini della Lizza.


(Vedi Fiamme Oro N° 12 – Dic. 1984, presente sul Sito Nazionale www.assopolizia.it)


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Guardia Piselli Giuseppe (11.06.1944); Maresciallo Virgilio Raniero (16.07.1948); Guardia Carloni Giovanbattista (16.07.1948); Guardia Pesci Gildo (26.05.1958); Agente Di Simone Emanuele (08.04.1994)


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Canobbio Battista (02.06.1944)


 

Cenni Storici

La Sezione di Siena, fondata il 15 agosto 1970 dal M.llo Spartaco Raffo raccoglie attualmente 104 associati con alla Presidenza Il Sov. Giorgio Morganti ed è intestata alla figura di Carmine Bovo. Appuntato delle Guardie di P.S., Carmine Bovo ha incarnato per lunghi anni l’anima e lo spirito associativo. Attivissima anche nel settore previdenziale nei primi lustri dalla sua costituzione, la sezione, che celebra solennemente i suoi 4 caduti per servizio, è stata ed è sempre partecipe delle più solenni celebrazioni pubbliche con le Associazioni Combattentistiche e d’Arma e promuove iniziative di volontariato nell’assistenza alle categorie deboli dove ha avuto modo di distinguersi per generosità ed altruismo. In occasione del Natale 2014, dopo un’assidua raccolta fondi fra i suoi associati e simpatizzanti, ha concretizzato un’importante donazione al Reparto di Pediatria dell’Ospedale “ Le Scotte” con gratificante ritorno di immagine per il Sodalizio. Nel corso del 2015 il Consiglio ha progettato un programma di inserimento dell’Associazione nelle manifestazioni cittadine legate al famosissimo Palio di Siena, iniziativa che potrebbe assumere rilevanza nazionale affiancandosi ai recenti patrocini dati dall’ANPS alla serie televisiva “Gli Anni Spezzati” ed alla pubblicazione del libro storico di Trani e Marangione sui “Martiri Dimenticati” della lotta al nazifascismo nella provincia di La Spezia.

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Sezione di Livorno

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1°) Carmine Mele

31.01.1969

1972

2°) Gaetano Aita

1972

1981

3°) Michele Cascavilla

1981

1983

4°) Carlo Piero Ortona

1984

1988

5°) Lido Bettini

1988

1996

6°) Andrea Pignoletti

1996

2014

7°) Claudio Cincinelli

2014

2014

8°) Pierfrancesco Galante

Maggio 2015

in carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Guardia Ferrini Mario (27.10.1864); Guardia Barbini Luigi (09.05.1884);Guardia Mannu Agostino (15.03.1891); Brigadiere Strazzieri Nicolò (24.11.1898); Guardia Sanna Giovanni Antonio (27.12.1903); V.Brig. Bucci Nicola (23.06.1944); Guardia Cannata Giovanni (23.06.1944); Guardia Citro Francesco (23.06.1944); Guardia Aus. Copernico Washington (23.06.1944); Sottotenente Labate Vittorio (23.06.1944) ; Guardia Aus.Petrucchi Umberto (23.06.1944); Guardia Aus. Marinai Orlando (23.06.1944); Guardia Aus. Tomietto Orlando (23.06.1944); Maresc. Donateo Giuseppe (10.01.1945); Guardia Bellucci Remigio (27.07.1946); Guardia Biagini Silvano (21.11.1946); Guardia Rossi Fausto (07.12.1946); Brig. Nocentini Novello (02.04.1947); Guardia Lanzi Giorgio (14.07.1948); Guardia Telleri Giovanni (02.05.1950);Guardia Martino Antonio (29.07.1953); Guadia Mazzola Salvatore (25.10.1953); Guardia Nucciotti Feso (03.07.1956);Guardia Sc. Maccioni Domenico (10.09.1969); Guardia Scelta Conte Antonio (0.07.1976); Ag.Scelto Azzolino Salvatore (16.08.1991);


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Commissario Muzii Beniamino (11.06.1914); Brigadiere Bontempelli Edmondo (9.11.1943); Brigadiere Riva Ernesto (28.11.1959).


 

Le più alte ricompense di cui si fregia la Sezione

Mario Canessa

 

 

Medaglia A.V.C. – Deceduto


 

Cenni Storici

Costituita il 29.04.1969 da Carmine Mele (Magg. Aus.) si fregia assieme alla Sezione di Firenze di aver contribuito alla fondazione dell’ANGPS-ANPS . Dopo un lungo periodo di stanca, solo di recente la Sezione ha ripreso vigore superando i 100 associati sotto la guida del commissario Carmelo Giarratana e del nuovo Presidente Pierfrancesco Galante, a cui è stata affidata la rinascita e l’impegno del sodalizio locale. Profondamente legata al culto dei suoi 29 caduti per servizio, la sezione condivide con quella pisana le celebrazioni del giugno di ogni anno in memoria della strage di Torricciola, ove in Loc. “La Rosa” innanzi ad una Lapide ivi posta a perenne memoria dai Comuni di Pisa e Livorno, viene ricordato l’eccidio di otto poliziotti appartenenti alla Questura di Livorno fucilati dai tedeschi il 23.06.1944 in quanto aderenti alla resistenza partigiana ed indisponibili a supportare l’azione nazista di deportazione degli ebrei. La sezione, oltre all’attività diretta a cementare i vincoli associativi è stata ed è costantemente presente alle varie manifestazioni pubbliche locali di cui si ricorda quella del 2011 Celebrata presso la Sala del Consiglio Comunale labronico allorchè venne concessa la prestigiosa “Livornina D’Oro” al poliziotto dr. Mario Canessa, Giusto Fra Le Nazioni e M.A.V.C. .

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Sezione di Firenze “Fausto Dionisi”

Albo D’onore dei Presidenti

Nome

Inizio Mandato

Fine Mandato

1) Giulio Nicolella

10.02.1969

09.05.1979

2) Aldo Misuri

10.05.1979

10.05.1980

3) Lodovico Minigrilli

11.05.1980

12.02.1993

4) Luigi Patriarca

12.03.1993

30.03.1997

5) Mario Ferraro

31.03.1997

13.04.2011

6) Sergio Tinti

14.04.2011

In Carica


 

Caduti in provincia presenti nel Sacrario della Polizia di Stato

Guardia Durando Antonio (11.12.1864); Brig. Mancini Giuseppe (17.10.1897); CommissarioCangiano Giuseppe (29.08.1920); Brig. Loi Luigi (20.02.1921); Maresciallo Luciani Luciano (18.08.1944); Guardia Rossi Donatello (08.09.1944); Guardia Mancioppi Oliviero (20.04.1948); Brig. Forino Michele (31.01.1951); Guardia Erasmi Mario(22.06.1952); Guardia Finizzi Giuseppe (06.08.1952); Agente Cibini Massimo (07.08.1967); Vice Q.Aggiunto Reggioli Carlo (11.10.1974); Appuntato Ceravolo Giovanni (24.01.1975); Brig. Falco Leonardo (24.01.1975); GuardiaDionisi Fausto (20.01.1978 ); Maresciallo Lo Bue Alfonso (16.01.1981); AgenteRinaldi Mauro (29.12.1982); Agente Aus. Carli Pierluigi (28.03.1984); Agente Aus. Gorini Alessandro (28.03.1984); Agente in prova Mazzillo A.Maria (07.06.1995); Agente Costantini Gianfranco (08.08.2000); Sovrintendente Niutta Francesco deceduto in Bosnia (20.11.2003).


 

Sono ricordati come caduti per cause di servizio

Guardia Fiorentini Giuseppe (24.09.1867); Ispettore Capo Sartoni Tommaso ( 21.01.1897) Commissario Castagnacci Angelo (02.11.1936); Guardia Mantovani Giovanni (26.08.1940); Guardia Nardelli Corrado(15.01.1944); Guardia Ceccherini Angelo (11.03.1944); Guardia Cialini Francesco ( 02.06.1944); ViceBrig. Spina Luigi (18.08.1944); Brig. Bazzoni Antonio (02 04.1960); Appuntato Casini Vittorio (09.02.1975); Ag. Ausiliario Gasbarro Gino (01.10.1992); Agente Scelto Romeo Sergio (06.01. 2006); Ass. Capo Giordano Vittorio (16.03 2013).


 

Le più alte ricompense di cui si fregia la Sezione

DIONISI Fausto

09.06.1979

G.U.n°270 del 01.10.1984

Medaglia d’oro al valor civile

CERAVOLO Giovanni

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O. n° 187

Medaglia d’oro al merito civile

FALCO Leonardo

12.05.2004

G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O. n° 187

Medaglia d’oro al merito civile

Dionisi , Ceravolo e Falco sono stati inoltre insigniti della Medaglia d’Oro alla Memoria quali Vittime del Terrorismo.


 

Cenni Storici

Costituita il 10.02.1969 da Giulio Nicolella (Sott.riserva) vanta, assieme alla sezione di Livorno, il prestigioso titolo di sezione fondatrice dell’ANGPS-ANPS ed è intitolata alla M.O.V.C. Fausto Dionisi, ucciso il 20 gennaio 1978 in un conflitto a fuoco dai terroristi di “Prima Linea”. La figura di Fausto Dionisi, a seguito di iniziative sezionali, è ricordata con la dedica a suo nome del Salone d’Onore della Questura e nella toponomastica cittadina, su iniziativa del Comune di Firenze, con una targa affissa in Via delle Casine, luogo del delitto, e con l’intitolazione della Strada ove è ubicata la Caserma Fadini della P.S.. La Sezione, che annovera 405 associati con la presidenza attuale di Sergio Tinti, onora in tutte le ricorrenze istituzionali le sue numerose vittime del dovere e caduti per servizio fra cui le M.O.M.C. Giovanni Ceravolo e Leonardo Falco in forza al Commissariato di Empoli ed uccisi il 24.01.1975 dal terrorista nero Mario Tuti.- Un parte degli ambienti della Sezione, la quale è dotata di una piccola emeroteca che raccoglie numerosi numeri della riviste Polizia Moderna e Fiamme d’Oro, è interamente dedicata ad una mostra di antichi cimeli e manifesti originali, aventi valenza museale ed è oggetto di periodiche visite da parte delle scolaresche in occasione delle celebrazioni istituzionali. Il Consiglio, che nel 2012 ha favorito in forma determinante la costituzione della sede americana di New York ed attualmente è in parte occupato in ricerche storiche e sul medagliere della Polizia, organizza annualmente le celebrazioni del 20 gennaio e del 29 agosto, per la commemorazione di Dionisi e del commissario Giuseppe Cangiano- ucciso a Firenze nel 1920, nel corso di un servizio di ordine pubblico, da mano anarchica- e segue le molteplici attività di volontariato nelle scuole e nell’assistenza ai soci. Periodiche mete culturali, viaggi all’estero e la partecipazione alla convegnistica sulla sicurezza e sulla legalità, completano un quadro operativo, arricchito anche dal gruppo motociclisti, costituito nel maggio 2014, di presenza attiva dell’associazione nella società civile.

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Come inoltrare diffida all’INPS e documenti per il ricorso

Ricorso perequazione: prescrizione ed altri quesiti.
Consigli ai Ritardatari

Indichiamo nella Tabella sottostante le Fasce pensionistiche create in Applicazione D.L. n°65/2015 convertito in Legge 17.07.2015 nr. 109 in attuazione della Sent. Cost. 70/2015. Esclusa la prima fascia che è stata rivalutata al 100%, i pensionati che rientrano in tutte le altre fasce possono agire per la tutela del diritto alla perequazione piena con atto di diffida-messa in mora all’INPS e ricorso giurisdizionale.

Importi Lordi

1° Fascia) 100% per le pensioni pari o inferiori ad €. 1.405,05

2° Fascia) 40% per le pensioni superiori ad €. 1.405,05 e pari o inferiori ad €. 1.873,40

3°Fascia) 20% per le pensioni superiori ad €. 1.873,40 e pari o inferiori ad €. 2.341,75

4°Fascia) 10% per le pensioni superiori ad €. 2.341,75 e pari o inferiori ad €. 2.810,10

5°Fascia) 00% Superiori ad €. 2.810,10 cioè superiore a 6 volte il Tratt. Minimo

Ai percettori di pensione rientranti nelle fasce sopra indicate e che sono andati in pensione anteriormente al 31.12.2011 (Colpiti in pieno dal blocco Fornero e dal D.L. 65/2015-L.109/2015), o che sono andati in pensione nel corso del 2012/2013 (Colpiti solo parzialmente dalla normativa citata), i quali non abbiano ad oggi intrapreso alcuna iniziativa oppure che abbiano inviato la diffida-messa in mora dell’INPS nel corso del 2015, si consiglia di redigere atto di diffida-messa in mora dell’INPS (scarica modello) e di inviarlo per Raccomandata Ricevuta di Ritorno alla sede INPS territorialmente competente (Quella che paga la pensione), conservando gelosamente Copia della Diffida-messa in mora; la ricevuta di spedizione della raccomandata; la ricevuta di ritorno della stessa.- Attenzione non è necessario, né ha alcun rilievo che l’INPS risponda alla richiesta.
Con la diffida-messa in mora dell’INPS, il pensionato interrompe la prescrizione per 5 anni mantenendo vivo il diritto al rimborso della perequazione ed al ricalcolo della pensione sino al 2021.
Il diritto al rimborso ed al ricalcolo della pensione, sarà possibile solo in caso di dichiarazione di incostituzionalità del DL 65/2015 e della legge di conversione 109/2015, normativa rispetto alla quale la magistratura di merito ha già sollevato, sotto vari profili, ben NOVE questioni di legittimità costituzionale (clicca qui per articolo) rispetto alle quali la Corte Costituzionale dovrà pronunziarsi nel corso del 2017 massimo entro la primavera 2018.
Inviata la raccomandata di diffida-messa in mora all’INPS, il pensionato potrà scegliere se assumere una posizione di attesa, oppure se proporre il ricorso giurisdizionale alla Corte dei Conti Regionale (In caso di pensioni pubbliche) o al Tribunale Sez. Lavoro (In caso di pensioni private) aspettando la pronunzia del Giudice delle Leggi.
Ove la Corte Costituzionale dovesse dichiarare l’incostituzionalità anche del Dl. 65/2015-L.109/2015, si possono aprire diversi scenari giuridici, da quella di nuova attuazione della decisione costituzionale con un ulteriore legge oppure altre iniziative governative o amministrative da parte dell’INPS, per es. ricalcolo della pensione e corresponsione dilazionata degli arretrati.
Di massima, comunque, solo ove la decisione della Suprema Corte portasse al riconoscimento del diritto del pensionato all’integrale o parziale recupero della perequazione, avremo due situazioni:

A) i pensionati che hanno fatto solo la diffida-messa in mora, i quali dovranno seguire la via amministrativa, facendo nuova domanda all’Ente per il pagamento del dovuto ed il ricalcolo della pensione, attendere risposta e, solo in caso di silenzio-rifiuto, proporre ricorso giurisdizionale;
B) i pensionati che hanno fatto ricorso in giudizio, avranno invece la possibilità, più rapida, di definire la cessazione della materia del contendere in sede processuale negoziando con l’INPS la propria posizione per quantificare arretrati e fissare il ricalcolo della pensione.

Si tratta di due scelte strategiche o di due linee operative , le quali, comunque, fatti salvi imprevedibili contingenze, dovrebbero portare, anche se con tempistiche diverse, agli stessi risultati finali, cioè al recupero degli arretrati ed al ricalcolo dell’importo pensionistico rivalutato.
Lo Studio Legale Chessa, è disponibile a seguire sia la fase del ricorso giudiziale (Per gruppi di almeno 10 pensionati) che quella amministrativa per l’eventuale esecuzione delle decisione della Corte Costituzionale, al costo di €. 100,00 onnicomprensivi di IVA e CAP, oltre all’8% sulle somme riscosse con accordi da assumersi via mail .

L’art 2935 del codice civile (Decorrenza della prescrizione) così dispone: ” La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.

I milioni di pensionati italiani che hanno subito il blocco dell’adeguamento della prestazione previdenziale per effetto della c.d Legge Fornero, si stanno domandando in questi giorni da quando decorre la prescrizione del mio diritto a chiedere gli arretrati in virtù dell’intervento della Corte Costituzionale? Qual’è il termine di prescrizione? C’è un termine per esperire l’azione giudiziale?

Cerchiamo di rispondere ai quesiti facendo riferimento a coloro che sono andati in pensione prima del 31.12.2011.
 
1) La prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza di ciascun rateo pensionistico per il quale non sia stata riconosciuta la perequazione (Cass. n. 3437/1999), quindi i termini di prescrizione decorrono dal mese di Gennaio 2012 e così via per ogni mese a seguire;
 
2) Il termine di prescrizione del diritto alla rivalutazione del trattamento pensionistico è quinquennale, per cui la data della prima scadenza dei termini di prescrizione è quella del 31/12/2016 relativamente alle somme dovute e non riconosciute sulla mensilità pensionistica di Gennaio 2012, mentre il Febbraio 2012 si prescriverà a gennaio 2017 e così di seguito.
 
3)Per interrompere la prescrizione è necessario inviare un atto che valga a costituire in mora il debitore ( art 2943 c.c.), per cui è necessario inviare alla sede Inps territorialmente competente una lettera raccomandata a/r contenente la diffida all’Istituto con il quale, stante la prognosi di incostituzionalità avanzata in ben nove questioni di legittimità del DL. 65/2015 e della Legge di conversione 109/2015, si chiede il riconoscimento della piena perequazione sul trattamento pensionistico liquidato negli anni 2012-2013- 2014- 2015 e 2016.Scarica il modulo.
 
4) Per i ritardatari che dovessero inviare la Diffida all’INPS nel corso del 2017, non vi saranno particolari conseguenze, se non quelle di aver perso alcuni mesi di calcolo della perequazione, per es. chi invia la diffida a maggio 2017 avrà perso la perequazione per i mesi di gen-aprile 2012 ma l’avrà salvata per il periodo successivo cioè dal maggio 2012 sino al dicembre 2013 ed ai mesi degli anni successivi;
 
5) Non vi è un termine perentorio per fare il ricorso giudiziale, in quanto il pensionato può attendere semplicemente gli esiti della sentenza della Corte Costituzionale sulla Poletti e poi agire in via amministrativa; oppure se invece presenta il ricorso giudiziario contro l’INPS (Corte dei Conti o Tribunale del Lavoro a seconda della tipologia della pensione percepita) definirà la questione in sede processuale.
 
6) Il termine di “decadenza triennale” da alcuni richiamato, non trova applicazione nella nostra vicenda.
Infatti, secondo consolidati orientamenti giurisprudenziali di merito e di legittimità ( Cass n. 209/2000 e Corte Di App. Roma Lav del 28/03/2007) il termine di decadenza previsto dall’art 47 del DPR n. 639/1970 ( trattamenti pensionistici, prestazioni riconosciute solo in parte o il pagamento di accessori del credito) non può trovare applicazione quando la domanda giudiziale sia finalizzata ad ottenere il solo adeguamento automatico della prestazione previdenziale.
 
7) In punto di efficacia delle sentenze della Corte Costituzionale che dichiarano l’illegittimità costituzionale di una norma, in quanto sentenze di accoglimento, hanno efficacia nei confronti di tutti ovvero “erga omnes” , con la conseguenza che, la sentenza n. 70/2015 ove il Governo e il Legislatore non fossero intervenuti, avrebbe trovato immediata applicazione da parte dell’Inps in favore di tutti i pensionati.
Nella stessa situazione, pertanto, verremo a trovarci in ipotesi di declaratoria di incostituzionalità della Legge Poletti, la quale importerà l’applicazione in favore di tutti l’obbligo per l’INPS di effettuare il ricalcolo della pensione e la liquidazione degli arretrati, fatta eccezioni per quelli nei cui confronti si è prescritto il diritto . Di qui la necessità per tutti di inviare almeno l’atto di diffida all’INPS.

Il Cons.Naz. e Delegato Regionale

Avv.to Guido Chessa


Documenti da scaricare

Atto Intimazione e Diffida INPS
Mandato Avvocato Chessa Guido
 

Per Informazioni e Ricorsi

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Perequazione pensioni e rimborsi. Cosa e Come Fare

Perequazione Pensioni e Rimborsi.

corte_costituzionale-fornero

Considerazioni Generali   Cosa Fare   Ricorso all’INPS


 

Considerazioni Generali

La sentenza n.70/2015 della Corte Costituzionale che ha statuito l’incostituzionalità della Legge Fornero riguardo al blocco delle rivalutazioni pensionistiche per gli anni 2012 e 2013, ha letteralmente scatenato l’iniziativa di numerose sigle sindacali, di patronati, organizzazioni pensionistiche e professionisti, che hanno assunto, anche attraverso notizie imprecise ed una allarmistica urgenza, un carattere invasivo che ha investito anche l’ambito associativo dell’ANPS a livello locale, regionale e nazionale.Infatti, come sostenuto erroneamente da alcune sigle sindacali, non è possibile una Class Action all’americana, con effetti giuridici diffusi anche in favore dei non ricorrenti, in quanto il nostro ordinamento giuridico la prevede esclusivamente a favore dei consumatori nel Codice del Consumo (Art. 140bis) e non nei confronti di Enti Pubblici ed a favore di categorie circoscritte quale quella dei pensionati.
Ne consegue, che saranno possibili solo ricorsi individuali o collettivi innanzi alle Corti dei Conti Regionali per il settore pensionistico pubblico ed innanzi ai Tribunali Sezioni Lavoro per il settore pensionitico privato, i cui effetti si produrranno esclusivamente in favore dei ricorrenti.
L’unica possibilità di un effetto diffuso, estensibile a tutti gli appartenenti alla categoria anche in assenza di ricorso giudiziario , è ipotizzabile, solo per i pensionati che abbiano interrotto la prescrizione con specifico atto di intimazione e diffida, nel caso in cui la Corte Costituzionale dovesse estendere il giudizio di incostituzionalità anche nei confronti degli artt.1 e 2 della Legge 109/2015. Ma anche in questo caso l’INPS potrebbe resistere al pagamento, costringendo l’interessato a ricorrere comunque a giudizio con posticipazione dei tempi di affermazione del proprio diritto alla perequazione ed ai rimborsi.
Inoltre, ulteriore errore riguarda i termini della prescrizione del diritto al rimborso ed alla ricostruzione poensionistica, la quale se è vero che viene a spirare il 31.12.2016, è vero anche che la stessa produce effetti in ragione di ogni singolo rateo pensionistico nei cui confronti si consuma il quinquennio. Pertanto la mancata interruzione della prescrizione con la Lettera di Diffida e Messa in Mora dell’INPS entro il 31.12.2016 fa prescrivere esclusivamente l’aggiornamento ed il rimborso per il rateo pensionistico di gennaio 2017, e cos’ via per quelli successivi sino a quanto non viene inviata la lettera interruttiva ( Per Es. se la la diffida all’INPS viene inviata nel maggio del 2017, il pensionato ritardatario avrà diritto alla perequazione con decorrenza dal giugno 2017 essendo i ratei dei mesi antecedenti appunto prescritti per il decorso del quinquennio.
Detto ciò, veniamo qui di seguito a ricostruire brevemente la vicenda normativa e ciò che via via è accaduto a partire dalla Legge Fornero (L.22.12.2011 nr. 214) e dopo la conversione del D.L. 65/2015 nella Legge 109/2015.


La situazione dopo la conversione
del D.L. 65/2015 in L. 109/2015

La vicenda normativa e giudiziaria

L’art.24 comma 25° del D.L. 6.12.2011 convertito in Legge 22.12.2011 nr.214 (c.d. Legge Fornero) ha disposto il blocco della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici per gli anni 2012 e 2013 (secondo le previsioni stabilite dall’art. 34 L. 23.12.1998 n.488) superiori a tre volte il trattamento minimo INPS , e ciò senza previsione alcuna di un meccanismo di recupero per il futuro.
Con ricorsi promossi contro l’INPS innanzi al Tribunale Sez. Lavoro di Palermo (Settore pensionistico privato) ed innanzi alle Sezioni Regionali dell’Emilia Romagna e della Liguria della Corte dei Conti (Settore pensionistico pubblico) è stato richiesto da parte dei ricorrenti il riconoscimento giudiziario del diritto alla perequazione della pensione, assumendosi l’incostituzionalità dell’art. 24 comma 25° della Legge 22.12.2011 nr.214.
La questione , ritenuta “non manifestamente infondata ” dai giudici di merito, è stata sottoposta alla valutazione del Giudice delle Leggi con sospensione dei giudizi in corso in attesa della sua decisione.
Con Sentenza n.70/2015, depositata il 30.04.2015 e pubblicata sulla G.U. del 6.5.2015, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 24 comma 25° L. 214/2011, ritenendo violati i parametri della ragionevolezza, proporzionalità ed adeguatezza del trattamento pensionistico, con la conseguenza che a tutti i pensionati, investiti dal provvedimento, doveva essere accordata la rivalutazione piena della pensione per gli anni 2012 e 2013, e che tale rivalutazione doveva essere posta a base del ricalcolo della pensione per gli anni successivi (2014-2015 e 2016).
La sentenza, immediatamente esecutiva, ha rappresentato e rappresenta un vero e proprio ordine a cui doveva attenersi il Governo con decorrenza dalla data di pubblicazione della Sentenza sulla Gazzetta Ufficiale come stabilito dall’art. 136 della Costituzione.
Con D.L. 65/2015 del 21.5.2015, convertito in Legge il 17.7.2015 nr.109 entrata in vigore il 21.7.2015 , il Governo prima ed il Legislatore poi con la successiva conversione in legge, hanno ritenuto di dover dare attuazione alla Sentenza 70/2015 della Corte
Costituzionale disponendo solo parziali rimborsi della rivalutazione limitandoli ad alcune fasce di pensionati (da 3 a 6 volte il minimo della pensione sociale) ribadendo il blocco per quelli con pensioni superiori a sei volte il trattamento minimo dell’INPS.


In particolare: come anticipato anche dalla Circolare della Direzione Centrale Pensioni dell’INPS n.125 del 25.06.2015, il Legislatore ha espressamente stabilito:
“Con l’art. 1 del D.L. 65/2015 convertito in L. 109/2015, la modifica del comma 25 dell’art. 34 comma 1° della Legge 23.12.1998 n.448, riconoscendo per gli anni 2012 e 2013 una rivalutazione dei trattamenti pensionistici:


1) Nella misura del 100% per quelli di importo complessivo sino a tre volte il trattamento minimo INPS.
2) Nella misura del 40% per quelli superiori inclusi fra il triplo ed il quadruplo del trattamento minimo INPS
3) Nella misura del 20% per quelli superiori inclusi fra il quadruplo ed il quintuplo del trattamento minimo dell’INPS
4) Nella misura del 10% per quelli superiori inclusi fra il quintuplo ed il sestuplo del trattamento minimo dell’INPS
5) Nessuna rivalutazione per tutti i trattamenti superiori a sei volte il trattamento minimo dell’INPS


Inoltre, il Legislatore con la L. 109/2015, ha introdotto all’art.34 co.1° della L. 23.12.1998 n.448, il comma 25 bis, con il quale ha ridotto la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici di importo complessivamente superiore a tre volte il trattamento minimo dell’INPS, nella misura del 20% per gli anni 2014-2015 (Pari all’8%, 4% e 2% di quanto riconosciuto per gli anni 2012-2013) e nella misura del 50% a decorrere dal 2016 (Pari al 20%, 10% e 5% di quanto riconosciuto per gli anni 2012 e 2013).

Profili di Incostituzionalità della legge di conversione 109/2015

Autorevoli costituzionalisti e qualificati studi legali, sin dal primo momento hanno prospettato che anche gli artt. 1 e 2 della Legge 109/2015 (Che ha convertito il DL 65/2015), presentassero molteplici profili di incostituzionalità, per cui ipotizzavano che anche la Legge Poletti sarebbe stata oggetto di un passaggio al vaglio della Corte Costituzionale. La previsione, si è rilevata fondata a tal punto, che a seguito della notevole mole di ricorsi presentati innanzi all’Autorità Giudiziaria in ben NOVE circostanze,ad opera della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna e delle Marche (quella dell’Abruzzo ha disposto la mera sospensiva in attesa del giudizio) e dei Tribunali Sez. Lavoro di Palermo, Brescia, Milano, Napoli, Torino, Genova e Cuneo, la magistratura di merito, ha ritenuto le questioni di incostituzionalità sollevate come “non manifestamente infondate, rimettendo gli atti alla Corte Costituzionale per il relativo giudizio. Sul punto leggi l’articolo specificio Nove Rinvii alla Corte Costituzionale(Clicca qui).

Chi è interessato a perequazione e rimborsi

Sono interessati ad ottenere il ricalcolo della pensione ed il rimborso di quanto non percepito o percepito in minima parte ex Lege 109/2015, tutti coloro che sono andati in pensione prima del 31.12.2011 (Per 2 scatti di perequazione automatica) e prima del 31.12.2012 (Per 1 solo scatto di perequazione automatica) ed hanno percepito un importo della pensione superiore al triplo della pensione minima. Rappresentiamo, pertanto , nella tabella sottostante tutte le fasce di reddito che hanno titolo ad inviare atto di diffida e messa in mora all’INPS territorialmente competente nonché a ricorrere alla magistratura ordinaria competente (Corte dei Conti Regionale o Tribunale civile Sez. Lavoro competenti.

Importi Lordi


Categorie Interessate alla Diffida ed a Presentare Ricorso Giudiziario

2° Fascia) 40% pensioni superiori ad €. 1.405,05 e pari o inferiori ad €. 1.873,40

3°Fascia) 20% pensioni superiori ad €. 1.873,40 e pari o inferiori ad €. 2.341,75

4°Fascia) 10% pensioni superiori ad €. 2.341,75 e pari o inferiori ad €. 2.810,10

5°Fascia) 00% Superiori ad €. 2.810,10 cioè superiore a 6 volte il Tratt. Minimo

A mero titolo indicativo si segnala che dai primi calcoli effettuati, la penalizzazione subita dai pensionati partendo dal gennaio 2012, si aggira da un minimo di €. 1.674,00 sino ad un massimo di €. 5.171,00 netti (per le pensioni oltre i 3.000,00 euro), a cui dovranno detrarsi i rimborsi previsti per le tre fasce dalla legge 109/2015.
Ma ciò che appare più rilevante è che la Legge 109/2015, prevede con efficacia retroattiva rispetto ai diritti maturati nel 2012-2013 (Sent.70/2015 C.Cost.), la rivalutazione della pensione per gli anni 2014 e 2015 solo in ragione delle percentuali del 8% , 4% e 2% per le tre fasce pensionistiche (Da tre a sei volte il minimo della pensione sociale), senza nulla accordare alle pensioni superiori a sei volte il minimo del trattamento pensionistico, con una lesione del diritto del pensionato alla perequazione piena che partendo dal 2012 si protrae sostanzialmente in forma ininterrotta per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016.

La richiesta dei pagamenti ed i termini di prescrizione

La richiesta dei pagamenti dovrà essere rivolta all’INPS (Ex gestione INPDAP) attraverso l’ atto di intimazione e diffida, come da modulo presente e scaricabile dal sito, che dovrà essere compilato sottoscritto ed inviato ad opera dell’interessato completo di tutti i dati ivi previsti.
Inoltre, l’Atto di Intimazione e diffida all’INPS, oltre che per la costituzione in mora, la richiesta di interessi e rivalutazione, si pone come assolutamente necessario ai fini dell’interruzione della prescrizione per la corresponsione dei rimborsi.
Infatti, così come la Sentenza 70/2015 della Corte Costituzionale ha effetto retroattivo annullando l’efficacia della Legge Fornero sin dalla sua data di entrata in vigore 27.12.2011, nello stesso modo, il diritto alla perequazione della pensione ed ai rimborsi inizia a decorrere per il pensionato dal 1 gennaio 2012.
I termini di prescrizione applicabili nel rapporto con l’INPS, inoltre, sono di 5 anni, secondo una giurisprudenza maggioritaria ribadita anche di recente, per cui l’atto interruttivo della prescrizione, costituito dall’invio della Diffida Messa in Mora dell’INPS, farà decorrere dalla data di ricezione della raccomandata un nuovo termine di prescrizione quinquennale . In pratica la raccomandata inviata nel dicembre 2016 farà ricominciare a decorrere la prescrizione con scadenza al 30.11.2021, e cos’ via , tenendo presente che eventuali invii della Raccomandata di interruzione che avverranno nel corso del 2017 faranno perdere al pensionato i ratei precedenti ( Per es. la Raccomandata inviata a Maggio del 2017 farà perdere al pensionato i ratei di gen-feb-mar-apri 2017 in quanto già prescritti…
Nell’attuale situazione, pertanto, è consigliabile al pensionato di inviare quanto prima all’INPS l’atto di intimazione e diffida, in modo tale da cristallizzare quanto prima il termine di prescrizione dei diritti riconosciutigli dalla Sent.70/2015 della C.Cost. ed in parte o totalmente elusi dal D.L. 65/2015 convertito nella Legge 109/2015.

Sulla Tassazione degli arretrati

Da ultimo va considerato come con la Legge 109/2015 il Legislatore abbia stabilito che la restituzione parziale degli arretrati per gli anni 2012 e 2013 sia soggetta a tassazione separata (aliquota media del 19%) mentre gli arretrati maturati dal 31.12.2014 in poi saranno oggetto di tassazione Ordinaria.
Sul punto non si comprende perché il pensionato debba subire questa ulteriore penalizzazione di natura fiscale, la quale solleva ulteriori dubbi di costituzionalità stante la violazione all’art. 17 DPR 22.12.1986 n°917 in materia di tassazione separata degli arretrati.


In Conclusione Cosa Fare

Una volta esaurita l’esposizione della complessa ed articolata problematica, al pensionato si presentano quindi due alternative operative:
1) Inviare all’INPS rapidamente l’Atto di Intimazione e Diffida, interrompere la prescrizione, e stare a guardare quello che succede, avendo la consapevolezza che tale scelta lo potrà costringere, per vedere riconosciuti i propri diritti a fare successivamente ricorso contro l’INPS.
2)Inviare all’INPS rapidamente l’Atto di Intimazione e Diffida per interrompere la prescrizione costituendo in mora l’Ente anche ai fini della corresponsione di interessi e rivalutazione monetaria, e quindi predisporre la documentazione necessaria per fare ricorso contro l’INPS per definire, in sede di contenzioso giudiziario i propri diritti ove il DL 65/2015 e la L. 109/2015 vengano dichiarati incostituzionali dalla Corte.


Per Fare Ricorso contro l’INPS

Il pensionato che intende promuovere da solo o in unione ad altri associati azione legale contro l’INPS per la perequazione della pensione ed il rimborso degli arretrati, deve acquisire la seguente documentazione:

1°) Copia dell’Atto di Intimazione e Diffida inviato all’INPS, a cui dovrà allegare originale della ricevuta di spedizione e la ricevuta di ritorno postale o telematica in caso di invio tramite PIN Personale.


2°) Copia dello Statino della Pensione del mese di agosto 2015 (Attenzione gli statini sono già stati pubblicati sul Sito dell’INPS ed il socio li può acquisire e stampare accedendovi con il PIN Personale), attestante la percezione della liquidazione prevista dalla Legge Poletti con la dizione “arretrati Sent. 70/2015 Corte Cost.”, oppure attestante che nulla è stato corrisposto essendo il trattamento pensionistico percepito superiore alle 6 volte il Trattamento Minimo.


3°) Raccordarsi con almeno altra decina di pensionati per presentare ricorso cumulativo da pressentare innanzi alla Corte dei Conti Regionale competente o al Tribunalke civile Sez. Lavoro. Si fa presente, infine, che mentre la causa pensionistica innanzi al Corte dei Conti Regionale non importa spese di iscrizione a ruolo, quella innanzi al Tribunale del Lavoro importa il costo di € 43,00 a titolo di contributo unificato .

Il Cons.Naz. e Delegato Regionale

Avv.to Guido Chessa


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Riunione delle Sezioni Toscane 10.7.2015

VERBALE ASSEMBLEA REGIONALE DEL 10 LUGLIO 2015

un-momento-assemblea-10-07-2015

L’anno 2015 il giorno 10 del mese di Luglio, alle ore 9,00, presso la Sede ANPS di Firenze in Via Fausto Dionisi nr. 4 all’interno della Caserma Fadini, ritualmente convocata con urgenza attraverso Mail del 27 giugno u.s. dal Delegato Regionale Guido Chessa, si è riunita l’Assemblea dei Presidenti di Sezione della Regione Toscana, per trattare il seguente Ordine del Giorno:

1°) Comunicazioni del Delegato Regionale
2°) Sviluppi delle ricerche storiche e sul Medagliere
3°) Perequazione pensioni D.L. 65/2015, promozione iniziative sezionali
4°) Varie ed Eventuali.

Sono presenti : Sergio Tinti (Sez.Firenze), Chessa Guido (Sez. Arezzo),D’Apolito Stefano (Sez. Grosseto), Bruno Antonino (Sez.Massa C.) Acerra Marco (Sez. Montecatini); Rescigno Sergio (Sez.Pisa); Pace Calogero e Rao Maria Giulia (Sez.Pontedera); Scipioni Renzo e Bruti Ettore (Sez.Pistoia); Roviello Vincenzo e Bosco Gaetano (Sez.Prato); Morganti Giorgio (Sez. Siena), unici assenti giustificati i Presidenti di Livorno, Lucca e Viareggio ed il Vice Presidente Nazionale Giovanni Roselli avvisato quale coordinatore del centro Italia. E’ presente, inoltre, quale associato ANPS fiorentino Salvatore Ianni, Coordinatore Regionale del Sindacato Siulp pensionati della Polizia di Stato affiliato alla FNP-CISL.

Assume la presidenza dell’Assemblea il Delegato Regionale e Cons. Naz. Guido Chessa coadiuvato dal Presidente di Firenze Sergio Tinti, il quale apre formalmente la riunione ringraziando tutti i presenti per la partecipazione quasi totalitaria dei rappresentanti provinciali, testimonianza di come la Regione Toscana sia viva e partecipe dei destini associativi e di come il tessuto dei presidenti di sezione non perda occasione per essere attivo protagonista delle iniziative di tutela e di assistenza degli associati. Passa quindi la parola al Delegato Regionale Chessa per la trattazione dei vari punti posti all’O.del G.

Il Delegato Regionale comunica all’Assemblea che l’articolo sulla “Storia e Tradizione dell’ANPS Toscana”, realizzato con la collaborazione di tutti i Presidenti di Sezione e che compare nella sua versione integrale sul sito www.anpsarezzo.it, è stato già inviato alla redazione di Fiamme d’Oro per la sua pubblicazione nel prossimo numero di settembre-ottobre ove, per esigenze giornalistiche, comparirà in parte riadattato in funzione degli spazi editoriali.
Rilevato, inoltre, che la presentazione di tutte le Sezioni Toscane sul Sito Nazionale www.assopolizia.it, appare non sufficientemente caratterizzata, propone ai presidenti di verificare ed implementare le notizie storiche, sui caduti e sulle attività riguardanti le proprie Sezioni in modo tale che l’ANPS Toscana abbia la giusta collocazione storica nel panorama nazionale delle Sezioni. L’Assemblea decide all’unanimità di nominare quale coordinatore dell’iniziativa il Delegato Chessa, il quale provvederà nei prossimi giorni a trasmettere a tutte le Sezioni la biografia storica della sezione che i Presidenti provvederanno a verificare, correggere ed implementare eventualmente nei contenuti, quindi invieranno via mail al Delegato la redazione del testo definitivo. L’Assemblea delibera all’unanimità di delegare il Consigliere Nazionale Chessa ad inoltrare alla redazione del Sito www.assopolizia.it i testi definitivi di presentazione di ogni sezione ai fini della pubblicazione definitiva degli stessi.

Passando al secondo punto posto all’O. del G., il delegato informa i presenti circa gli sviluppi delle ricerche storiche sull’ANPS e soprattutto quelle riguardanti l’elaborazione del “medagliere antologico” (Riservato all’OMDI e Medaglie d’oro nelle varie categorie valoriali con biografia dei ricompensati) che il gruppo di lavoro della Sezione di Arezzo spera di concludere entro il corrente anno e del “medagliere storico” (Finalizzato alla pubblicazione di tutte le medaglie d’argento e di bronzo nelle varie categorie valoriali e suddiviso fra i vari Corpi di Polizia susseguitisi del 1852 ad oggi) per il quale si stà perfezionando un metodo di restrizione delle ricerche che sia omogeneo ed efficace sulle Gazzette Ufficiali onde poter costituire almeno un terzo gruppo di lavoro-ricerca che si affianchi a quello delle Sezioni di Arezzo e Firenze. Da notizia altresì, che nel corrente mese dovrà vedersi presso l’Ufficio Storico per verifiche e conferme circa la rimodulazione del Medagliere della Polizia di Stato di cui l’ANPS è orgogliosa custode.

Dopo brevissima pausa vengono ripresi i lavori passando alla trattazione del terzo punto posto all’O. del G. riguardante la perequazione delle pensioni in riferimento al D.L.65/2015 ancora in attesa di conversione in legge.

Il Delegato fa presente che sulla problematica del recupero economico e della perequazione delle pensioni, conseguente alla recentissima sentenza nr. 70 della Corte Costituzionale, si sono letteralmente gettate le varie Associazioni di categoria, tutte le molteplici sigle sindacali ed i numerosi patronati, per cui l’eventuale immobilismo delle Sezioni rischia di disperdere la base sociale con erosione degli iscritti.

È necessario , quindi, che i Presidenti di Sezione siano operativi sulla propria base sociale per chiamare e proporre ai soci la presentazione della domanda di recupero economico delle somme non corrisposte nonché della perequazione della pensione. Infatti, le domande sino ad oggi già presentate, non sono sufficienti per proporre gli eventuali ricorsi alla Corte dei Conti Regionale, è necessario attendere la conversione in Legge del DL 65/2015 (Cosa che dovrà avvenire entro il prossimo 20 luglio) e conoscere con precisione il testo normativo definitivo, per poi procedere alla rinnovazione della richiesta o alla richiesta nei confronti dell’INPS (Settore Pubblico) di quanto dovuto predisponendosi per ricorsi collettivi contro l’Ente innanzi alla Corte dei Conti.

Si tratta di un procedimento lungo, considerate le resistenze governative legate al bilancio statuale, ma necessario anche alla luce delle recenti esternazioni del Presidente dell’INPS (Tito Boeri) che hanno ipotizzato ulteriori interventi, definiti “contributi di solidarietà”, che andrebbero a colpire ulteriormente ed in forma progressiva le fasce pensionistiche superiori ai 2.000,00 euro lordi mensili.

Dopo ampio dibattito, il Delegato Regionale, che ha messo a disposizione il proprio Studio Legale per la parte riguardante l’azione giudiziaria, si è impegnato a redigere ed inviare , subito dopo il 20 luglio p.v., a tutte le Sezioni della Toscana via Mail, il facsimile della domanda di contestazione all’INPS con le istruzioni per l’acquisizione del PIN Dispositivo per la sua trasmissione on line alla sede INPS provinciale, e per la successiva organizzazione dell’azione legale. Tutti i Presidenti di sezione hanno preso atto della necessità di affrontare la problematica, accettando di buon grado l’impegno del delegato a far fronte ai profili organizzativi dell’iniziativa, riservandosi, per quanto attiene ai profili ed al conferimento del mandato difensivo, al momento in cui verrà decisa la relativa azione.

Infine, passando alla trattazione delle Varie ed Eventuali, Sergio Tinti, interviene per sottolineare il problema che si sta creando a seguito del pagamento “attraverso delega” della quota sociale ad opera dei soci in servizio. Infatti, il pagamento della quota sociale da parte dell’associato in servizio perviene direttamente all’Ufficio Amm.ne della Questura che corrisponde direttamente con gli Uffici amministrativi dell’ANPS di Roma, escludendo da ogni informativa le Sezione di appartenenza. Ne deriva, in assenza di comunicazioni, che la Sezione non ha notizie circa eventuali disdette, trasferimenti e non è messa in grado di contabilizzare con precisione i vari pagamenti . Anche se il problema non si pone per tutte le Sezioni Toscane, molte delle quali provvedono all’acquisizione della quota dei soci in servizio “brevi manu”, obbiettivamente il problema potrebbe assumere rilievo importante in sede nazionale. Dopo brevissima discussione, il Delegato regionale si impegna a segnalare la problematica alla Segreteria Nazionale, al fine di verificare l’opportunità di una corrispondenza informativa da parte di quest’ultima a tutte le Sezioni.

Non essendovi altro da trattare fra gli argomenti posti all’O. del G. e fra le Varie ed Eventuali, la riunione viene chiusa alle ore 12,00 circa.

Letto confermato e sottoscritto

F.to Dr. Sergio Tinti

Il Delegato Regionale

F.to Avv. Guido Chessa

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