ANPS e la sua Storia

 

Introduzione

Ormai anche l’ultimo spaccato del XX° secolo è passato dalla cronaca alla storia e per l’ANPS si avvicina il cinquantennale della sua fondazione che verrà a spirare il 30 settembre 2018.

In previsione della sua ricorrenza, testimonianza di una sedimentata presenza che ha accompagnato l’evoluzione sociale del nostro paese, appare importante, per un sodale che ne è stato parte viva per oltre un trentennio, ripercorrerne la storia. Nutrendo, in questo cammino, la finalità dichiarata di ricomporne l’immagine ed il ruolo reale rivestito negli anni e sperando, nel contempo, di contribuire all’elaborazione della memoria del passato che è presupposto essenziale su cui fondare le iniziative del futuro.

E’ necessario , infatti, che attraverso una narrazione storica, ancorata a fatti, documenti, personaggi, iniziative, scelte e prese di posizione, contestualizzati al momento dell’accadimento, si liberi l’Associazione da quella patina di considerazione, che un superficiale modernismo ed una concezione politica di parte ha voluto ingiustamente collocare fra il “vecchiume nostalgico”. Inoltre, è bene che la stessa perda nel contempo quell’amorevole appellativo di “associazione dei pensionati”, ancor oggi abbondantemente in uso fra il personale in servizio.

Si tratta, ripercorrendo l’itinerario storico della sua attività e delle sue iniziative, di tentare di rimodulare quegli schemi valutativi erroneamente legati ai primordi delle sue origini e che oramai, radicati nella percezione collettiva e dei media, resistono ad ogni tentativo di rimozione. Infatti, passaggi storici importanti, quali la riforma di Polizia con il cambio del Nome, l’apertura della base sociale al personale in servizio ed ai soci simpatizzanti, il cambio del sistema elettorale, i vari raduni nazionali,l’attribuzione della Medaglia d’Argento al Merito Civile e la recente apertura al volontariato sociale e di protezione civile, pur contrassegnando una considerevole evoluzione interna del sodalizio, non hanno riverberato in maniera incisiva i loro effetti sulla sua immagine come percepita sia dall’Istituzione che dalla società civile.

E se ciò è accaduto ed in qualche modo persiste, la responsabilità è ascrivibile non solo all’esemplificazione della comunicazione, sempre più affidata a slogan e sintesi concettuali, ma anche e soprattutto all’incapacità, pur negli sforzi compiuti dai vertici associativi, di dare valenza, significato e portata nazionale alle iniziative via via assunte.

E’ evidente, ormai, che non basta più , nella piena legittimazione del Ministero e della Legge, assumere, quale associazione privata riconosciuta, la funzione di trait d’union fra tutto il personale di polizia in servizio e quello che non lo è più. Non basta più rappresentare con orgoglio, nelle celebrazioni ufficiali, le componenti valoriali della tradizione storica e culturale della Polizia esaltandone le figure dei caduti . Non basta più l’esercizio dell’azione di volontariato dettato dalla spontaneità altruistica e dalla ricchezza di componenti umane , riconosciuto ed esaltato dal conferimento della medaglia d’argento al merito civile.-

E’ necessario, come vedremo nell’ultimo capitolo di questo lavoro, che l’ANPS superi il suo assetto marcatamente provincialistico e, senza allontanarsi minimamente dai suoi fini statutari, opti per la loro implementazione attraverso una serie di iniziative concrete che rendano la sua annosa presenza sul territorio sempre più essenziale e funzionale all’istituzione Polizia.

Di qui la scelta recente di scriverne la storia. La quale non è solo la storia dei suoi Organismi Nazionali e delle relative scelte, ma è anche e soprattutto la storia di un grande puzzle costituito dalle tessere delle sue Sezioni. Una storia di uomini e poliziotti che cercheremo di mettere in rapporto, nel bene e nel male, ai tempi ed alle vicende italiche attraversate.

Non so quanto e come verrà considerato questo sforzo personale. Ma una cosa è certa. Esso è stato il frutto di una precisa scelta intellettuale che lo vuole il più lontano possibile da ogni forma di retorica autoreferenziale. Magari vestito dei soli abiti del narratore, il quale espone modestamente il prodotto delle sue ricerche o la testimonianza di quanto vissuto personalmente.

Avv. Guido Chessa

Consigliere Nazionale ANPS

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